Dalle ore 00.01 di sabato 4 luglio 2026 in tutta la Liguria è stato proclamato lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi. Anche chi visita il Parco dell’Aveto è chiamato a seguire rigorose norme di prevenzione per proteggere boschi, fauna e comunità locali. In questo avviso trovi riassunte tutte le regole da rispettare durante escursioni, picnic e attività all’aperto, così da vivere la montagna in sicurezza contribuendo attivamente alla salvaguardia del territorio.
Stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi
Con Decreto n. 4992 del 2 luglio 2026, Regione Liguria ha dichiarato lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi su tutto il territorio regionale. Nel Parco dell’Aveto questo significa massima attenzione da parte di chiunque frequenti sentieri, aree attrezzate e zone boscate, perché anche una piccola distrazione può trasformarsi in un incendio difficile da controllare.
Divieti e comportamenti obbligatori
È vietato l’abbruciamento di residui agricoli e forestali ed è proibito accendere fuochi di qualsiasi tipo, anche nei bracieri delle aree picnic. Non si possono usare fornelli, barbecue o apparecchi che producano fiamme, scintille o brace. È vietato fumare nei boschi e in tutte le aree dove esista rischio di incendio, così come compiere attività che possano generare inneschi, ad esempio parcheggiare l’auto su erba secca o abbandonare rifiuti infiammabili.
Come vivere il Parco dell’Aveto in sicurezza
Per goderti le escursioni porta con te solo alimenti già pronti, senza necessità di cottura, e riporta a valle tutti i rifiuti. Scegli aree di sosta lontane da vegetazione secca e segnala immediatamente al numero di emergenza 112 qualsiasi principio di incendio o situazione sospetta. Ricorda che le attività outdoor, compresa la raccolta funghi, sono soggette anche alle norme di biosicurezza per il contenimento della Peste suina africana: rispettare sentieri, cartelli e disposizioni delle autorità è fondamentale per tutelare natura e comunità locali.
Parco Regionale Aveto
Nell'entroterra del Tigullio (GE), 3.000 ettari con miniere, torbiere glaciali, faggete antiche e branchi di cavalli selvaggi allo stato brado.

