Gestione collettiva delle terre al Parco dell’Aveto: comunità in azione

Il Parco dell’Aveto diventa laboratorio di innovazione sociale con un servizio dedicato alla gestione collettiva delle terre silenti e incolte. Attraverso percorsi partecipati e strumenti come le Associazioni Fondiarie e le Comunità del Cibo, il territorio riscopre il proprio valore, dando voce a campi abbandonati, boschi marginali e paesaggi rurali pronti a rinascere grazie all’impegno condiviso di cittadini, enti locali e realtà collettive.

Un’opportunità per le comunità del Parco dell’Aveto

Nel contesto del progetto europeo dedicato alla biodiversità e allo sviluppo dei territori rurali, al Parco dell’Aveto prende forma un servizio gratuito di informazione, orientamento e accompagnamento per chi desidera avviare percorsi di gestione collettiva delle terre. L’iniziativa si rivolge a persone, Enti locali, soggetti collettivi e comunità territoriali che vogliono prendersi cura delle aree silenti o incolte, trasformandole in risorse condivise per l’agricoltura, il paesaggio e il turismo.

Associazioni Fondiarie e Comunità del Cibo

Tra gli strumenti proposti spiccano le Associazioni Fondiarie, che permettono di riunire piccoli appezzamenti abbandonati per renderli nuovamente produttivi, e le Comunità del Cibo, che valorizzano le filiere locali legate a prodotti tipici e pratiche sostenibili. Grazie al supporto degli esperti del progetto, i partecipanti possono esplorare modelli di gestione condivisa, percorsi di sviluppo di comunità e strategie efficaci di marketing territoriale.

Supporto gratuito e percorso su misura

Il servizio viene erogato a sportello, previa verifica di coerenza con gli obiettivi del progetto, e non sostituisce consulenze professionali fiscali, legali o commerciali. Offre però un accompagnamento concreto nella fase di analisi del territorio, nella costruzione di alleanze tra soggetti diversi e nella definizione di idee progettuali capaci di rigenerare paesaggi e comunità.

Come partecipare e contribuire al cambiamento

Per ottenere maggiori informazioni o aderire al percorso è possibile compilare il modulo online indicato dai promotori e contattare la segreteria del progetto via mail. Il Parco dell’Aveto invita cittadini, amministratori e realtà locali a condividere esperienze, idee e luoghi che meritano nuova attenzione: ogni segnalazione può diventare il punto di partenza per ridare vita a terreni dimenticati, creare nuove occasioni di incontro e consolidare un modello di gestione partecipata del territorio.

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Parco Regionale Aveto

Nell'entroterra del Tigullio (GE), 3.000 ettari con miniere, torbiere glaciali, faggete antiche e branchi di cavalli selvaggi allo stato brado.


Ingresso da € 0

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