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Parco Regionale Terra delle Gravine

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via Anfiteatro 8 74123, Taranto (TA)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Terra delle Gravine

Esteso per circa 28.000 ettari nell’arco ionico tarantino (toccando 13 comuni della provincia di Taranto e uno del brindisino), il Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine è l’area protetta più grande della Puglia e offre uno dei paesaggi più spettacolari e vertiginosi dell’intero Sud Italia.

Il territorio è letteralmente tagliato da gigantesche spaccature della crosta calcarea (le “gravine”), immensi canyon naturali profondi fino a 200 metri e lunghi svariati chilometri, scavati pazientemente dall’erosione delle acque meteoriche che, dalla Murgia, scendono verso il Mar Ionio. Questi profondi solchi rocciosi creano un paesaggio drammatico che ricorda i grandi canyon americani, ma con un’impronta tipicamente mediterranea.

Oltre all’imponenza naturalistica, il Parco è un inestimabile museo a cielo aperto della “civiltà rupestre”. Nel corso dei millenni, il fondo e le pareti delle gravine hanno offerto un rifugio sicuro alle popolazioni locali, che vi hanno scavato interi villaggi nella roccia, masserie, frantoi e straordinarie chiese rupestri (cripte) impreziosite da affreschi bizantini ancora oggi visibili. Il contrasto tra gli altipiani assolati coperti di ulivi secolari e il fondo fresco e umido dei canyon rende l’esplorazione del parco un’avventura eccezionale tra natura primordiale, trekking, climbing e archeologia.

Parco Regionale Terra delle Gravine: la fauna e flora del parco

Le pareti verticali e le profondità inaccessibili delle gravine hanno creato un microclima particolarissimo, una vera e propria oasi di biodiversità che sfugge all’antropizzazione dei territori circostanti. Le gravine ospitano habitat prioritari per l’Europa, protetti da stringenti vincoli ecologici.

La fauna trova nelle rupi calcaree inaccessibili il luogo perfetto per la riproduzione, rendendo il parco uno dei paradisi italiani per l’osservazione dei rapaci (birdwatching) e un corridoio di vitale importanza per i mammiferi della Murgia.

La flora si adatta magicamente all’orografia: se sul ciglio e sui pianori la vegetazione deve combattere l’aridità e il sole cocente tipici del Salento, scendendo verso il fondo umido e ombroso del canyon la macchia cede il passo a una vegetazione molto più lussureggiante e forestale.

Gli animali del parco

  • Capovaccaio (Neophron percnopterus): È il rapace simbolo del parco, un raro e piccolo avvoltoio migratore dal piumaggio bianco e nero con la “faccia” gialla. L’Oasi LIPU della Gravina di Laterza è uno dei rarissimi siti italiani dove questo uccello riesce ancora a nidificare sulle pareti rocciose.
  • Falco grillaio e Lanario: Rapaci che trovano il loro habitat d’elezione tra le falesie calcaree, solcando velocemente lo stretto spazio aereo delle gravine a caccia di prede.
  • Lupo appenninico: La sua presenza silenziosa nel parco attesta l’importanza del corridoio ecologico costituito dai boschi e dal fondo delle gravine, che gli permettono di muoversi tra la Basilicata e le Murge senza essere disturbato dall’uomo.
  • Istrice: Il più grande roditore europeo, ben adattato all’ambiente caldo. Trova rifugio nelle innumerevoli grotte e spaccature naturali, uscendo al tramonto per foraggiare nel sottobosco lasciando i tipici aculei.
  • Tasso e Volpe: Mammiferi opportunisti che scavano le loro tane nei versanti più terrosi delle forre, uscendo di notte per cacciare e nutrirsi.
  • Geco di Kotschy e Cervone: Tra i rettili, spicca questo piccolo e agile geco legato agli ambienti rupestri, e il cervone, il serpente più grande d’Italia, pacifico e utilissimo per il controllo dei roditori.

Le piante del Parco Regionale Terra delle Gravine

Il salto altimetrico e l’inversione termica determinano una ricchezza botanica unica e stratificata.

  • Pino d’Aleppo (Pinus halepensis): Conifera resistentissima che corona spesso in maniera scenografica i bordi superiori delle gravine, aggrappandosi con radici possenti alla roccia nuda battuta dal sole e dal vento.
  • Leccio (Quercus ilex) e Fragno (Quercus trojana): Grandi querce che formano estesi boschi misti (come le antiche foreste di Mottola o la Gravina delle Pianelle). Il fragno è una quercia semi-sempreverde rarissima in Italia, presente unicamente tra le Murge e i Balcani.
  • Macchia Mediterranea: Sui versanti più esposti domina un compatto manto di lentisco, mirto, rosmarino e ginestra, che in primavera ed estate satura l’aria calda del canyon con i suoi oli essenziali.
  • Carrubo e Olivastro: Alberi rustici a crescita lenta che punteggiano gli aspri pendii rocciosi offrendo ristoro e riparo.
  • Campanula pugliese (Campanula garganica): Un prezioso endemismo botanico. Un fiorellino a forma di stella azzurra che sboccia direttamente e coraggiosamente dalle fessure delle pareti calcaree a strapiombo.
  • Orchidee spontanee: Sui pianori sovrastanti, a primavera, sbocciano decine di rare specie di piccole orchidee terricole, preziosissime per gli insetti impollinatori.

Parco Regionale Terra delle Gravine: la storia sulle origini del parco

L’esigenza di fermare il forte degrado di questo particolarissimo sistema orografico, minacciato negli anni da speculazioni, discariche abusive nelle forre e caccia indiscriminata, portò le istituzioni a un fondamentale intervento di tutela ambientale.

Il Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine è stato istituito con la Legge Regionale della Puglia n. 18 del 20 dicembre 2005. La perimetrazione iniziale ha subito nel tempo (come nel 2011) ulteriori modifiche e integrazioni per inserire gravine di alto pregio inizialmente escluse.

La nascita del parco ha rappresentato la consacrazione di un’area che fino ad allora era considerata “marginale”, promuovendo la transizione verso la sostenibilità. Oggi, l’obiettivo principale dell’Ente (amministrato dalla Provincia di Taranto in collaborazione con i Comuni) è conciliare la rigidissima protezione della flora rupestre e dell’avifauna con la valorizzazione archeologica dei villaggi in grotta, puntando su un turismo di nicchia ed esperienziale.

Come si arriva al Parco Regionale Terra delle Gravine

Viaggiando in auto:
La vasta estensione del parco richiede di scegliere con cura la località di partenza. L’asse viario di riferimento è la Strada Statale 7 “Via Appia” (SS7), che da Taranto sale verso nord-ovest attraversando trasversalmente le gravine più famose nei pressi di Massafra, Mottola e Castellaneta. Chi proviene dall’Autostrada A14 (Adriatica) può uscire al casello di Taranto Nord/Massafra, immettendosi subito sulla SS7. Per esplorare il settore più occidentale, famoso per il birdwatching, l’ideale è raggiungere Laterza, facilmente collegata sia a Matera che a Castellaneta.

Viaggiando in treno e autobus:
La mobilità dolce per raggiungere il parco è eccellente. La linea ferroviaria Bari-Taranto effettua fermate in stazioni strategiche che ricalcano l’orlo del canyon, come Massafra e Castellaneta. Scesi alla stazione di Massafra o Castellaneta, ci si ritrova in pochi minuti a ridosso del ciglio della gravina e ai centri storici. In alternativa, da Taranto (Porto Mercantile) o da Bari partono quotidianamente gli autobus extraurbani (CTP Taranto o Sita Sud) che collegano regolarmente tutti i 14 borghi limitrofi alla “Terra delle Gravine”.

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