Parco Regionale Stupinigi
Descrizione Parco Regionale Stupinigi
Situato alle porte di Torino e compreso tra i comuni di Nichelino, Orbassano e Candiolo, il Parco Naturale di Stupinigi si estende per oltre 1.700 ettari. Il parco ruota concettualmente e fisicamente attorno al vero capolavoro architettonico del sito: la celebre Palazzina di Caccia, un grandioso complesso barocco progettato dall’architetto Filippo Juvarra nella prima metà del XVIII secolo per soddisfare la passione venatoria della corte sabauda.
Il paesaggio naturale riflette ancora oggi quell’antico passato nobiliare. La foresta originaria è squarciata dalle cosiddette “Rotte Reali”, lunghissimi viali rettilinei alberati che si diramano a raggiera a partire dal piazzale della Palazzina, un tempo utilizzati dal Re e dai cortigiani per la chasse à courre (la caccia a cavallo con i segugi). Oggi, queste scenografiche rotte sterrate fungono da perfetti e sicuri corridoi per il cicloturismo, l’escursionismo a cavallo e il podismo, inseriti in un affascinante mosaico agricolo e forestale protetto dallo sviluppo residenziale.
L’atmosfera del Parco di Stupinigi è quella della grande e ordinata pianura. Tra le cascine storiche e i campi coltivati, si conservano ancora boschi relitti carichi di fascino, che offrono zone d’ombra freschissime e il raro piacere di osservare una natura selvatica e inaspettata a pochissima distanza dai grattacieli e dal traffico della metropoli torinese.
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Parco Naturale di Stupinigi: la fauna e flora del parco
Nonostante l’enorme pressione urbanistica dei comuni limitrofi, l’istituzione del parco ha salvato un lembo di biodiversità planiziale (di pianura) di primaria importanza per il Piemonte.
La fauna vanta numeri sorprendenti per un parco periurbano. Sono state censite oltre 95 specie di uccelli, di cui ben 60 nidificanti, grazie al sapiente mix di boschi fitti e distese agricole aperte. Anche la presenza di mammiferi è stabile, favoriti dalle folte chiome dei vecchi alberi cavi che fungono da rifugio.
La flora rappresenta il residuo dell’immensa foresta mista di latifoglie che un tempo ricopriva l’intera Pianura Padana. Il patrimonio botanico è fortemente caratterizzato dalle secolari alberature che delimitano le rotonde e i viali reali, a cui si affiancano preziose specie del sottobosco capaci di fiorire precocemente a fine inverno per sfruttare la luce prima che le grandi querce si riempiano di foglie.
Gli animali del parco
- Scoiattolo rosso europeo: L’agilissimo funambolo dei boschi di Stupinigi. Si osserva frequentemente mentre corre sui tronchi e sui rami più alti alla ricerca di noci, nocciole e ghiande.
- Picchio (varie specie): I vecchi alberi monumentali e i boschi maturi del parco offrono l’ambiente perfetto per picchi rossi maggiori e picchi verdi. Si nutrono di insetti nascosti sotto la corteccia e scavano preziose cavità utilizzate poi da altre specie per nidificare.
- Cinghiale: Un tempo era l’animale simbolo e preda prediletta delle battute di caccia sabaude. Oggi, pur richiedendo piani di controllo numerico per limitare i danni alle colture, frequenta ancora abbondantemente il sottobosco in cerca di tuberi.
- Tasso: Il più grande mustelide del parco. Predilige la vita notturna, emergendo dal folto del bosco al crepuscolo per nutrirsi di radici e grossi insetti, lasciando evidenti segni di scavo nel terreno umido.
- Capriolo: Aggraziato ungulato boschivo. È facile avvistarlo all’alba o al tramonto nei campi aperti al margine della foresta, prima che si rintani nel fitto della vegetazione per fuggire dal disturbo umano.
- Nibbio bruno e Poiana: Tra i principali rapaci diurni della zona. Sfruttano le “Rotte Reali” aperte e i campi agricoli per cacciare piccoli roditori avvistati dall’alto.
- Raganella padana (Hyla peraudieri): Un piccolo, arboricolo e verdissimo anfibio che anima con i suoi canti le sere primaverili umide e le piccole zone paludose ai margini dei canali di irrigazione.
Le piante del Parco Regionale Stupinigi
Le antiche riserve di caccia dei re sono oggi le “banche del seme” per molte essenze arboree padane.
- Farnia (Quercus robur): La maestosa quercia che domina l’antica pianura umida. Questo albero colossale, dal portamento possente, costituisce il cuore storico e pulsante del bosco planiziale del parco.
- Carpino bianco (Carpinus betulus): L’inseparabile “compagno” della farnia. I due alberi formano insieme il tipico quercocarpineto, creando la fittissima cappa verde che caratterizza il cuore boscato della riserva.
- Rovere (Quercus petraea): Altra quercia di grandissimo pregio, predilige le fasce leggermente più secche e rilevate del terreno rispetto alla farnia, arricchendo enormemente la diversità forestale della zona.
- Tiglio a grandi foglie: Presente con splendidi esemplari che profumano inebriantemente l’aria durante le fioriture di inizio estate, attirando sciami di insetti impollinatori.
- Pungitopo (Ruscus aculeatus): Piccolo arbusto coriaceo che si fa notare nel grigiore del sottobosco invernale grazie alle sue foglie pungenti e alle grandi bacche rotonde di un rosso brillante.
- Pervinca: Tappezza di un verde lucido il sottobosco umido, punteggiandolo in primavera con piccoli e delicatissimi fiori a girandola color lilla o azzurro pallido.
Gallery Parco Regionale Stupinigi
Parco Regionale Stupinigi: la storia sulle origini del parco
L’area di Stupinigi nasce storicamente nel ‘500, quando il duca Emanuele Filiberto di Savoia decise di creare un’enorme riserva di caccia privata a pochi chilometri dalla corte di Torino. La sua consacrazione avvenne nel Settecento con la costruzione della magnifica Palazzina di Caccia per volere di Vittorio Amedeo II.
Tuttavia, con la fine della monarchia e la spaventosa espansione industriale ed edilizia di Torino e Nichelino durante il Novecento, l’antico bosco sabaudo ha rischiato di essere letteralmente inghiottito dall’asfalto e dalle fabbriche. Per arrestare questo consumo di suolo vitale, il legislatore intervenne promulgando la Legge Regionale n. 1 del 14 gennaio 1992, con la quale si istituiva ufficialmente il “Parco Naturale di Stupinigi”. Oggi l’area fa parte del circuito amministrativo dell'”Ente di Gestione delle Aree Protette dei Parchi Reali”, un sistema studiato appositamente per preservare il fragile e preziosissimo legame tra la storia architettonica sabauda (la “Corona di Delizie”) e l’ambiente naturale rurale che la circonda.
Come si arriva al Parco Regionale Stupinigi
Viaggiando in auto:
Il parco sorge a sud di Torino ed è facilissimo da raggiungere. Per chi viaggia in autostrada o tangenziale (Tangenziale Sud di Torino), l’uscita da imboccare è “Stupinigi”. Scesi dallo svincolo, si viene immessi in pochi minuti su un lungo e spettacolare viale alberato che punta dritto verso l’inconfondibile mole della Palazzina di Caccia. Ampie aree di sosta e parcheggi sono situati nei pressi di Piazza Principe Amedeo (Nichelino), base di partenza ideale per iniziare i percorsi a piedi o in bici nel bosco o per la visita al museo.
Viaggiando in autobus:
L’accessibilità dal centro di Torino è ottima e garantita dalla rete del trasporto pubblico GTT. Utilizzando la metropolitana o i treni fino al capolinea di Stazione FS Lingotto, è possibile salire a bordo della linea autobus numero 41. Questa linea impiega circa 20 minuti per effettuare il tragitto cittadino, lasciando i passeggeri direttamente di fronte all’Infopoint e all’ingresso principale del Parco e della Palazzina. In alternativa, lo stesso bus 41 è prendibile dalla grande rotonda di Piazzale Caio Mario, abbassando i tempi di percorrenza a soli 10 minuti.