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Parco Regionale Serre

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via S. Brunone di Colonia 89822, Serra San Bruno (VV)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Serre

Incastonato come un maestoso ponte verde tra l’Aspromonte a sud e la Sila a nord, il Parco Naturale Regionale delle Serre copre circa 18.000 ettari nell’entroterra calabrese, interessando tre province (Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria). Il nome “Serre” deriva dall’orografia di queste montagne, le cui creste ravvicinate ricordano i denti di una sega. Il cuore pulsante del parco, sia geografico che mistico, è lo splendido altipiano boscoso in cui sorge il borgo di Serra San Bruno e la celebre Certosa millenaria.

Il paesaggio è dominato dall’acqua e dal legno. Il sottosuolo granitico, praticamente impermeabile, fa sì che il territorio sia solcato da una fittissima rete idrografica: torrenti incontaminati (le fiumare) scavano profonde gole e creano salti d’acqua spettacolari, come le famose Cascate del Marmarico (alte oltre 100 metri). Intorno a quest’acqua prolifera una foresta imponente e vetusta, talmente fitta da risultare a tratti inaccessibile.

L’atmosfera del Parco delle Serre è profondamente ascetica e primordiale. Camminare in queste foreste regala un senso di isolamento totale, accentuato dall’incontro improvviso con relitti di archeologia industriale: questa zona, infatti, in epoca borbonica ospitava le “Reali Ferriere” ed era un importantissimo centro siderurgico che sfruttava l’infinita risorsa di legname.

Parco Regionale Serre: la fauna e flora del parco

L’estremo grado di boscosità del Parco ha garantito nei secoli il mantenimento di un delicatissimo ecosistema agro-silvo-pastorale, fondamentale per la protezione di specie altrove scomparse o a rischio.

La fauna selvatica è in una fase di straordinaria ripresa. L’abbandono delle zone montane più remote ha favorito il ritorno stabile di predatori al vertice della catena alimentare e ha permesso all’Ente Parco di operare reinserimenti di ungulati di fondamentale importanza zoologica, ridando vita a una dinamica preda-predatore del tutto naturale. Molto importante è anche l’entomofauna, con insetti xilofagi che prosperano grazie all’abbondanza di legname vecchio o marcescente.

La flora è l’elemento che più di tutti caratterizza la montagna calabrese. Salendo dalle quote collinari, il manto vegetale cambia radicalmente. Si passa dalla macchia mediterranea pura ai boschi di latifoglie mesofile, fino a raggiungere il vero tesoro botanico del parco: le monumentali e preziose abetine che resistono ad altitudini inaspettate.

Gli animali del parco

  • Lupo appenninico (Canis lupus italicus): La specie più rappresentativa dell’area. Dopo decenni di assenza, è tornato spontaneamente a ricolonizzare le Serre sfruttando l’aumento della disponibilità di prede e i corridoi ecologici con Sila e Aspromonte.
  • Cervo italico: Una vera eccellenza faunistica. Estinto in quest’area intorno al 1900, è stato reintrodotto con pieno successo nel parco a partire dal 2022, ripopolando le foreste e le radure silenziose.
  • Capriolo autoctono (di Orsomarso): Piccolo e agile ungulato, essenziale per il mantenimento dell’equilibrio naturale e per la dieta dei grandi carnivori presenti.
  • Istrice (Hystrix cristata): Mammifero di grandi dimensioni segnalato tra i più rari del parco, preferisce le aree più basse e i margini della boscaglia.
  • Gufo reale (Bubo bubo): Un rapace notturno formidabile, capace di raggiungere i 70 cm di altezza. La sua presenza, seppur con pochissimi esemplari, testimonia l’alto grado di naturalità delle foreste.
  • Aquila reale e Falco pellegrino: Padroni dei cieli diurni sopra le vette. Sfruttano le scoscese pareti rocciose, non coperte dal bosco, per nidificare.
  • Rosalia delle Alpi e Cerambice delle querce: Coleotteri giganteschi, bellissimi e rari, severamente tutelati a livello europeo, che si nutrono del legno morto dei faggi e delle querce più antiche.

Le piante del Parco Regionale Serre

L’immensa foresta delle Serre offre un campionario botanico ricco ed ecologicamente prezioso.

  • Abete bianco (Abies alba): L’albero simbolo e tesoro genetico delle Serre. Nelle zone più alte forma boschi puri (o misti con il faggio) composti da esemplari dal fusto dritto e colonnare, che un tempo venivano utilizzati per realizzare gli alberi maestri dei velieri.
  • Faggio (Fagus sylvatica): Nelle vallate fresche e oltre i 1.000 metri, crea fitte faggete che rendono oscuro il sottobosco, offrendo in autunno spettacolari viraggi cromatici.
  • Castagno (Castanea sativa): Fortemente legato alla cultura agricola di questi monti. Forma fitte foreste che, per secoli, hanno sostenuto l’economia rurale locale con legname e frutti.
  • Pino laricio (Pinus nigra): Conifera rustica ed endemica del sud Italia. Sostituisce spesso il faggio sui versanti montani esposti a sud, resistendo bene ai climi asciutti ed alle pendenze rocciose.
  • Ontano napoletano e Ontano comune: Alberi tipici delle zone di ripa. Segnano fedelmente il corso di tutti i fiumi e i torrenti che attraversano il parco, amando prosperare con le radici a diretto contatto con l’acqua.

Parco Regionale Serre: la storia sulle origini del parco

L’esigenza di proteggere le foreste delle Serre nacque quando lo spopolamento montano minacciava di lasciare questi territori in balia del degrado. L’istituzione del Parco ha una genesi legislativa complessa: sebbene individuato politicamente già con la Legge Regionale n. 48 del 1990 (di fatto il primo parco della Calabria), il Parco Naturale Regionale delle Serre ha visto i suoi confini definitivamente perimetrati e il suo Ente di gestione formalmente attivato solo molti anni dopo, con il Decreto del 2003 e la successiva implementazione del 2004.

L’obiettivo dell’Ente Parco non è solo naturalistico, ma fortemente culturale: si mira a valorizzare i territori marginali, promuovendo il restauro delle vecchie mulattiere, sostenendo il ritorno faunistico (come il progetto cervo) e tutelando l’eredità storica delle antiche ferriere borboniche e della certosa brunoniana.

Come si arriva al Parco Regionale Serre

Viaggiando in auto:
Il Parco è situato nell’entroterra e Serra San Bruno è il suo snodo logistico e amministrativo principale. La via di accesso più rapida è garantita dall’Autostrada A2 (Salerno-Reggio Calabria). Per chi proviene da nord (Catanzaro/Lamezia) o da sud, l’uscita autostradale obbligata e più comoda è quella dello svincolo Serre/Pizzo. Abbandonata l’autostrada, ci si immette sulla moderna e scorrevole Strada Statale 713 “Trasversale delle Serre”, un viadotto che in circa 30 minuti di guida sale dolcemente di quota penetrando nei boschi fino a condurre direttamente alle porte del paese di Serra San Bruno, dove si trova la sede dell’Ente Parco.

Viaggiando in treno:
A causa dell’asperità del territorio montano, non vi sono stazioni ferroviarie all’interno del perimetro del Parco. Le stazioni ferroviarie di riferimento, situate sulla linea costiera tirrenica, sono quelle di Vibo Valentia-Pizzo o Lamezia Terme Centrale (che ospita anche i treni ad Alta Velocità). Dai piazzali antistanti queste stazioni ferroviarie, è necessario fare affidamento sugli autobus extraurbani gestiti dalle Autolinee Ferrovie della Calabria, che effettuano corse regolari di collegamento tra la costa tirrenica e il capoluogo montano di Serra San Bruno.

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