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Parco Regionale Sassi di Roccamalatina

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via Sassi 2011 41052, Guiglia (MO)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Sassi di Roccamalatina

Situato sul versante modenese del Medio Appennino Emiliano, il Parco Regionale Sassi di Roccamalatina protegge un territorio di circa 2.300 ettari che si estende tra i morbidi crinali e le vallate dei comuni di Guiglia, Marano sul Panaro e Zocca, dominando la valle del fiume Panaro.

L’elemento che rende iconico e inconfondibile questo parco è rappresentato dai “Sassi”: spettacolari e vertiginose guglie di roccia arenaria (alte fino a 70 metri) che emergono improvvisamente e bruscamente dal paesaggio collinare circostante, un tempo modellate dall’erosione del mare preistorico e dai venti. I tre picchi principali (Sasso della Croce, Sasso di Sant’Andrea e Sasso del Corvo) creano uno scenario geologico drammatico e affascinante, che contrasta nettamente con i dolci pendii argillosi e coltivati tipici dell’Appennino emiliano.

Il parco offre un’esperienza escursionistica eccellente, con oltre 100 km di sentieri che si snodano tra fitti boschi, antiche pievi romaniche (come la splendida Pieve di Trebbio) e borghi storici incastonati nella pietra. L’ascesa al Sasso della Croce, dotata di gradini intagliati, regala un panorama mozzafiato a 360 gradi che, nelle giornate più terse, spazia dalla cima del Monte Cimone fino alle Alpi.

Parco Regionale Sassi di Roccamalatina: la fauna e flora del parco

La complessa morfologia del parco, che alterna ripidi dirupi rocciosi, calanchi argillosi e freschi fondovalle fluviali, ha generato una notevole diversità di microclimi. Questa varietà si riflette in una biodiversità così preziosa da far sì che ampie porzioni del parco siano tutelate come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) della rete europea Natura 2000.

La fauna è particolarmente ricca e vistosa. L’ampia copertura forestale ospita abbondanti popolazioni di ungulati e piccoli carnivori forestali, ma l’autentico gioiello faunistico del parco sono i rapaci rupicoli. Le inaccessibili pareti verticali delle guglie arenacee rappresentano il sito di nidificazione ideale per uccelli da preda e corvidi, che trovano qui un rifugio perfetto dai predatori terrestri.

La flora è altrettanto stratificata. Sui pendii più soleggiati e aridi si sviluppano boschi termofili e macchie di arbusti, mentre nei freschi avvallamenti prosperano castagneti secolari e querce monumentali. I prati calcarei aridi, infine, regalano in primavera spettacolari e rare fioriture di orchidee spontanee.

Gli animali del parco

  • Falco pellegrino: Il signore indiscusso dei Sassi. Questo eccezionale predatore, capace di raggiungere velocità in picchiata vicine ai 300 km/h, nidifica stabilmente sulle strette cenge e negli anfratti verticali delle guglie di arenaria.
  • Tasso: Il tranquillo e tozzo mustelide notturno. Scava complesse tane a più ingressi nei morbidi terreni boschivi limitrofi ai Sassi, emergendo all’imbrunire per cercare tuberi, frutta caduta e invertebrati.
  • Istrice: Il più grande roditore europeo, ben insediato in quest’area dell’Appennino. Segnala inequivocabilmente il suo passaggio perdendo lungo i sentieri i lunghi e acuminati aculei bianchi e neri.
  • Lupo: Il superpredatore boschivo. Pur essendo una presenza elusiva e di difficilissima osservazione diurna, il lupo pattuglia costantemente i crinali del parco per regolare le consistenti popolazioni di ungulati selvatici.
  • Capriolo e Daino: Sono gli ungulati più diffusi nell’area protetta. Frequenti al limitare dei boschi, specialmente all’alba e al tramonto, brucano nei prati che si aprono ai piedi dei grandi complessi rocciosi.
  • Gambero di fiume: Raro crostaceo d’acqua dolce tutelato dall’Unione Europea. Si nasconde sotto i sassi dei ruscelli più puri e ossigenati che scendono verso il fiume Panaro.
  • Allocco e Civetta: Tra le numerose specie di uccelli, l’allocco è il predatore notturno dominante all’interno delle dense faggete e dei boschi misti.

Le piante del Parco Regionale Sassi di Roccamalatina

La vegetazione si adatta continuamente al mutare del substrato roccioso e dell’esposizione solare.

  • Castagno: L’albero simbolo dell’intervento storico dell’uomo in Appennino. I grandi e ombrosi castagneti secolari, un tempo essenziali per l’alimentazione locale, sono oggi tutelati e curati per preservarne la biodiversità e il valore paesaggistico.
  • Roverella e Cerro: Sono le querce che formano l’ossatura dei boschi collinari (boschi mesofili). Le loro foglie ampie e rustiche offrono riparo a decine di specie di uccelli e mammiferi.
  • Erica e Ginestra: Piante pioniere che dominano i suoli più acidi, sabbiosi e poveri. L’erica, in particolare, colora di rosa acceso il sottobosco all’inizio della primavera, sfruttando la luce prima che gli alberi mettano le foglie.
  • Orchidee spontanee: Sui terreni calcarei aridi e poveri che orlano il parco, fioriscono durante i mesi primaverili numerose specie di orchidee, che attirano gli impollinatori con forme che spesso imitano quelle degli insetti stessi.
  • Campanula bolognese (Campanula bononiensis): Una rarità botanica per la regione, questa delicata campanula dai fiori lilla necessita di tutela rigorosa ed è una delle specificità più preziose del parco.
  • Cerrosughera (Quercus crenata): Un insolito albero sempreverde, considerato un probabile ibrido naturale molto raro, le cui foglie dentellate rimangono sulla pianta anche durante i mesi freddi.

Parco Regionale Sassi di Roccamalatina: la storia sulle origini del parco

L’area di Roccamalatina prende il nome dalla nobile e turbolenta famiglia feudale dei Malatigni, che nel Medioevo edificò roccaforti e torri difensive proprio sfruttando l’inaccessibilità naturale delle grandi guglie di pietra, di cui ancora oggi rimangono antiche tracce.

La consapevolezza della straordinarietà di questo ambiente geologico ed ecologico portò la Regione Emilia-Romagna all’istituzione del Parco Regionale Sassi di Roccamalatina nell’anno 1988. La nascita del Parco è stata essenziale per sottrarre le guglie rocciose (e i falchi che le abitavano) e gli antichi castagneti al degrado e all’abbandono conseguenti allo spopolamento montano del secondo dopoguerra. Oggi il Parco è gestito dall’Ente Parchi Emilia Centrale, che coordina gli sforzi di conservazione con progetti educativi e di restauro del patrimonio architettonico storico.

Come si arriva al Parco Regionale Sassi di Roccamalatina

Viaggiando in auto:
Il Parco è situato nell’Appennino modenese ed è facilmente raggiungibile in auto dalle grandi arterie di pianura. Da nord (Modena o Bologna), bisogna percorrere l’Autostrada A1 e uscire al casello di Modena Sud o Bologna Casalecchio. Dalla Via Emilia, ci si inoltra verso sud percorrendo le scorrevoli fondovalle in direzione di Vignola (attraverso la Strada Provinciale 623 o SP 569). Superata la città di Vignola, ci si arrampica in collina percorrendo la SP 623 (via fondovalle Panaro o salendo per la SP 4) seguendo sempre le chiare indicazioni marroni turistiche per Guiglia e Roccamalatina. Il Centro Parco “Il Fontanazzo” (frazione Pieve di Trebbio) dispone di un buon parcheggio da cui iniziare le esplorazioni.

Viaggiando in autobus o treno:
Benché non vi sia una stazione ferroviaria diretta nel parco, il collegamento è garantito da una rete intermodale efficiente. Da Bologna Centrale, si può utilizzare la linea ferroviaria Bologna-Vignola (Tper) e scendere al capolinea di Vignola. Da Modena, in alternativa, si può arrivare a Vignola o direttamente a Guiglia sfruttando i pullman extraurbani. Dalla stazione delle autolinee di Vignola (o da Modena), i collegamenti capillari verso il parco sono assicurati dalle linee degli autobus SETA, in particolare la linea 700, che porta regolarmente fino al centro di Guiglia e alla frazione di Roccamalatina, consentendo di raggiungere i sentieri con brevi camminate dai punti di fermata.

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