Parco Regionale La Mandria
Descrizione Parco Regionale La Mandria
Situato a nord-ovest di Torino e racchiuso tra i torrenti Ceronda e Stura di Lanzo, il Parco Regionale La Mandria è uno dei polmoni verdi più preziosi del Piemonte. Custodisce l’ultimo e più esteso lembo superstite di foresta planiziale di pianura dell’intero Nord Italia e vanta un primato straordinario: con un perimetro delimitato da quasi 30 chilometri ininterrotti di alte mura storiche, è il più grande parco recintato d’Europa. Questa formidabile barriera ha permesso all’ecosistema interno di evolversi e preservarsi dalle contaminazioni dell’avanzata urbanistica moderna.
Oltre alla sua immensa valenza naturalistica ed escursionistica, l’area è un museo a cielo aperto strettamente legato alla dinastia dei Savoia. All’interno dell’enorme cinta muraria sorgono il bellissimo Borgo Castello (o Castello della Mandria), svariate cascine monumentali, i resti di un ricetto medievale e due eleganti reposoir di caccia. Questa era infatti la residenza privata prediletta del re Vittorio Emanuele II, che qui visse per lunghi anni insieme alla moglie morganatica Rosa Vercellana (la “Bela Rosin”) al riparo dagli impegni ufficiali e dagli sfarzi della corte di Torino.
Oggi, camminare tra i lunghi viali alberati de La Mandria è un’esperienza immersiva totale. Proprio a causa dell’altissima densità di animali selvatici, all’interno dei confini è vietato introdurre cani (anche al guinzaglio), una misura che garantisce tranquillità ai branchi di grandi ungulati allo stato brado. L’assenza di traffico a motore e il silenzio irreale trasformano ogni passeggiata a piedi o in bicicletta in un vero e proprio safari a pochi minuti dal caos cittadino.
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Parco Regionale La Mandria: la fauna e flora del parco
Dal punto di vista ambientale, La Mandria è l’ultima preziosa finestra su come appariva la Pianura Padana migliaia di anni fa. Il suo cuore vegetazionale è definito da un bosco “climax”, ovvero un ecosistema giunto al massimo grado del suo sviluppo naturale possibile per questo clima, dove prosperano alberi colossali a foglia caduca, alternati a storiche radure e preziose praterie acide di pianura.
La fauna locale costituisce la vera essenza selvaggia del parco. Le mura di cinta hanno intrappolato in senso positivo una quantità e varietà strabiliante di animali: le foreste rigurgitano di grandi mammiferi erbivori, i torrenti nutrono i rettili e gli anfibi, e i vecchi alberi cavi fungono da riparo per una densa comunità di piccoli mustelidi e carnivori opportunisti. L’area è anche un rifugio ideale, tutelato a livello europeo, per molteplici specie di uccelli.
La flora spazia tra differenti micro-habitat a seconda della disponibilità d’acqua. Le secche praterie ospitano erbe graminacee molto rare in pianura, i suoli temperati sostengono i massicci querco-carpineti, e il reticolo idrografico del torrente Ceronda alimenta gallerie impenetrabili di alberi di ripa capaci di sopportare le esondazioni.
Gli animali del parco
- Cervo: Il mammifero più iconico e possente del parco. Si muove in grandi branchi al limite delle praterie e, durante le fresche mattinate autunnali, lo spettacolare bramito dei maschi in amore riecheggia prepotentemente tra i tronchi secolari della tenuta.
- Cinghiale: Diffusissimo, vive in prolifici gruppi familiari che grufolano rumorosamente e in continuazione l’umido e spesso strato di foglie morte nel sottobosco alla ricerca di radici, castagne e ghiande.
- Daino: Agilissimo ungulato, più piccolo del cervo e riconoscibile dal manto tipicamente maculato. Si adatta facilmente al mosaico di radure erbose alternate ad alti cespugli spinosi, dove bruca in relativa sicurezza.
- Tasso: Un grande mustelide che scava intricate tane sotterranee con i suoi robusti artigli, riconoscibilissimo per il suo corpo tozzo e la peculiare mascherina facciale a strisce bianche e nere.
- Volpe: Astuto predatore generalista che esplora di notte i prati in cerca di piccoli roditori e anfibi, trovando perfetti nascondigli tra i boschi cedui del territorio della Mandria.
- Germano reale e Marzaiola: Tra le svariate specie di uccelli acquatici, popolano intensamente gli stagni e le anse più calme dei fiumi presenti nel perimetro recintato.
- Luccio: Un vorace e grande predatore ittico le cui preziose e rare popolazioni originarie sopravvivono in alcuni specifici e riparati tratti dei fiumi Ceronda e Casternone, all’interno del parco.
- Falco pellegrino: Tra le numerose rarità aviarie tutelate dell’area; sfrutta gli altissimi fusti degli alberi più imponenti o delle rovine strutturali antiche per posarsi e scrutare il terreno sottostante per la caccia.
Le piante del Parco Regionale La Mandria
La tutela assoluta ha permesso agli alberi di crescere secondo le loro naturali dinamiche forestali senza massicci tagli moderni.
- Farnia (Quercus robur): L’albero simbolo e prevalente del bosco temperato padano e del parco. I suoi esemplari ultrasecolari possiedono tronchi immensi e chiome imponenti, offrendo grandi quantità di nutrimento prezioso agli ungulati selvatici.
- Carpino bianco: Questa latifoglia condivide il destino climatico della quercia, formando insieme alla Farnia il cosiddetto Querco-carpineto, la vegetazione di base originaria del fondovalle piemontese, con foglie fitte e tronchi costoluti.
- Ontano nero: L’albero che domina gli affacci dei ruscelli. Con incredibile resistenza, le sue radici affrontano terreni asfittici e paludosi o i bordi soggetti all’erosione delle forti correnti del torrente Ceronda.
- Salice e Pioppo (bianco e nero): Essenze igrofile essenziali dal legno leggero e flessibile. Le foglie del pioppo bianco, con il loro appariscente retro candido e argentato, ravvivano la cromia lungo le fitte zone umide.
- Frassino, Acero e Olmo: Un classico trio di alberi a foglia caduca che arricchisce i boschi misti de La Mandria con forme e colorazioni diversificate durante il mutare delle stagioni.
- Molinia: Nelle preziose aree a “prateria acida” svettano i tenaci cespi di questa graminacea originaria delle alte pianure, che garantisce una copertura ecologica intatta ai piccoli nidiacei a livello del suolo.
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Parco Regionale La Mandria: la storia sulle origini del parco
L’incredibile storia de La Mandria affonda le radici nel 1713, anno in cui la dinastia reale decise di fondare proprio qui un maestoso allevamento di cavalli da sella (“mandria”) per rinforzare i reggimenti dell’Esercito Sardo. Nella seconda metà dell’Ottocento la tenuta visse il suo periodo d’oro: per sfuggire alla rigida etichetta di corte, Re Vittorio Emanuele II acquisì l’intero terreno circostante (circa 3.000 ettari), recintò fisicamente l’infinita foresta per trattenervi la selvaggina, e la promosse a riserva privata di caccia, edificandovi un castello personale per abitarvi con la moglie Rosa Vercellana.
Passata a proprietari privati (la famiglia Medici del Vascello) e duramente depauperata da lottizzazioni dopo il dopoguerra, un massiccio movimento istituzionale bloccò definitivamente lo smembramento del territorio alle porte di Torino. Nell’aprile 1976 la Regione Piemonte acquistò il cuore antico del bosco e del castello.
Il coronamento di queste battaglie ecologiche avvenne il 21 agosto 1978: in tale data venne formalmente sancita l’istituzione del Parco Regionale La Mandria, che entrò orgogliosamente nella storia divenendo il primissimo parco regionale mai istituito nella Repubblica Italiana.
Come si arriva al Parco Regionale La Mandria
Viaggiando in auto:
Date le enormi dimensioni del parco protetto dal muro, è essenziale identificare correttamente il varco di accesso. L’ingresso turistico d’elezione è l’Ingresso Ponte Verde situato nel centro di Venaria Reale. Per chi viaggia in autostrada sulle arterie del nodo torinese, occorre immettersi sulla comoda Tangenziale Nord di Torino per imboccare lo svincolo “Venaria”. Da lì, si prosegue per pochi minuti percorrendo la viabilità ordinaria e seguendo l’imponente cartellonistica verso “Reggia di Venaria / Parco La Mandria”, costeggiando il Viale Carlo Emanuele II (in zona vi sono svariate opzioni di parcheggio a pagamento per lasciare il veicolo a pochi metri dai cancelli).
Viaggiando in treno o autobus:
Raggiungere La Mandria con i mezzi pubblici è ecologico e rapido grazie ai servizi del trasporto torinese. Per il trasporto ferroviario, bisogna salire a bordo della linea SFM A (Torino-Ceres), comodamente accessibile dal centro del capoluogo (es. Torino Porta Susa o Grosseto), scendendo alla fermata ferroviaria di Venaria Reale. In alternativa, la rete metropolitana di bus GTT garantisce eccellenti collegamenti dal centro di Torino verso la città sabauda: le storiche linee 11, 72, oppure la linea rapida VE1 vi lasceranno ad appena quindici minuti di piacevole passeggiata pedonale dall’ingresso di Viale Carlo Emanuele II, da cui ci si tuffa immediatamente nel verde sconfinato della foresta.