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Parco Regionale Fiume Taro

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Strada Giarola 11 43044, Collecchio (PR)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Fiume Taro

Il Parco Fluviale Regionale del Taro si sviluppa lungo il corso del fiume Taro per oltre 20 chilometri, tra Fornovo di Taro e Ponte Taro, in provincia di Parma. È un ambiente tipico di alta pianura alluvionale, dove il fiume si allarga in un alveo ghiaioso e crea lanche, boschi ripariali, prati aridi e zone umide di grande valore naturalistico.

Il parco è molto apprezzato da chi cerca passeggiate facili, cicloturismo e birdwatching, grazie alla presenza di numerosi sentieri attrezzati e a una fauna ricchissima. La sua posizione tra la via Emilia e l’Appennino regala un paesaggio mutevole, con tratti più aperti e assolati alternati a fasce di vegetazione fitta e ombrosa lungo l’acqua.

Fauna e flora

La ricchezza biologica del Taro è una delle più note dell’Emilia-Romagna: il parco ospita una grande varietà di uccelli, anfibi, rettili e mammiferi, con specie rare legate agli ambienti fluviali e alle zone umide. Le zone sabbiose, i canneti e le rive ghiaiose offrono habitat ideali per molte specie migratrici e stanziali.

La flora segue la struttura del fiume e dei suoi margini: salici, pioppi, robinie, ontani e altre essenze ripariali formano boschetti e fasce alberate lungo le sponde. Nei prati aridi e nelle radure si trovano anche specie rare e protette, incluse orchidee spontanee e altre piante tipiche degli ambienti fluviali e planiziali.

Animali del parco

  • Airone cenerino: Una delle specie più facilmente osservabili lungo le lanche e i canali del Taro. Immobile nell’acqua bassa, caccia pesci, anfibi e piccoli rettili con colpi rapidissimi del becco.
  • Martin pescatore: Rapido e coloratissimo, è uno dei simboli del parco. Si riconosce per il suo volo radente e per la livrea blu e arancione.
  • Germano reale: Diffuso nelle acque tranquille e nelle zone umide, frequenta sponde e laghetti laterali.
  • Gallinella d’acqua: Abitante delle rive e dei canali, si muove agilmente tra la vegetazione palustre.
  • Tortora selvatica: Presente nei margini boschivi e nelle zone agricole adiacenti al parco.
  • Capriolo: Frequenta i boschi ripariali più tranquilli e i margini dei prati.
  • Volpe: Predatore opportunista molto adattabile, presente negli ambienti più vari del parco.
  • Tasso: Tipico dei boschi maturi e dei terreni più asciutti nelle vicinanze del fiume.
  • Lupo: Presenza occasionale e in espansione nella regione, legata ai corridoi ecologici appenninici.

Piante del parco

  • Salice bianco: Albero tipico delle rive, flessibile e resistente alle piene.
  • Pioppo bianco e nero: Costituiscono la struttura dei boschi a galleria lungo il fiume.
  • Ontano nero: Specie fondamentale per le zone umide e i terreni saturi d’acqua.
  • Robinia: Presente in molte aree del parco, spesso in formazioni secondarie.
  • Orchidee spontanee: Crescono nei prati aridi e nelle radure più soleggiate.
  • Fiordaliso tirreno: Specie rara e di interesse conservazionistico nelle aree prative.
  • Le rive ghiaiose e i boschi a galleria mostrano bene il carattere fluviale dell’area.

Storia del parco

Il Parco del Taro è stato istituito nel 1988 e tutela uno dei principali corridoi fluviali della pianura parmense. La sua nascita ha avuto lo scopo di proteggere un ambiente fluviale prezioso, minacciato dall’alterazione degli alvei, dalla frammentazione degli habitat e dalla pressione agricola.

Oggi il parco rappresenta un esempio importante di conservazione in pianura, con un forte ruolo per la didattica ambientale, il turismo lento e la tutela della biodiversità. La presenza del centro visite alla Corte di Giarola rende più semplice approfondire la storia naturale e rurale del territorio.

Come arrivare

In auto: il parco è raggiungibile da Parma lungo la via Emilia, seguendo le indicazioni per Collecchio e Fornovo di Taro.
In treno: le stazioni utili sono quelle di Parma, Collecchio e Fornovo, con collegamenti locali verso le aree del parco.
In bici: il territorio è molto adatto al cicloturismo grazie ai percorsi pianeggianti lungo il fiume.

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