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Parco Regionale Alpi Liguri

Orari d'Apertura

Estivo

da apr a ott
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da nov a mar
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via Roma 11 18026, Rezzo (IM)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Alpi Liguri

Situato nell’estremo ponente della regione, nella Provincia di Imperia e a ridosso del confine francese, il Parco Regionale Alpi Liguri è un’affascinante e incontaminata area protetta che si estende per oltre 6.000 ettari. La sua eccezionalità risiede nel fatto che rappresenta il punto esatto in cui le Alpi incontrano il Mar Mediterraneo: in pochissimi chilometri in linea d’aria, i panorami passano dalle dolci colline coltivate a ulivi fino alle severe vette alpine superiori ai 2.000 metri. Il massiccio culmina con il Monte Saccarello (2.200 metri), che costituisce il tetto più alto di tutta la Liguria.

Questa destinazione è un paradiso assoluto per l’outdoor, amatissima dagli escursionisti, dai ciclisti e dalle famiglie in cerca di quiete. Il territorio si articola in tre meravigliose vallate (Valle Arroscia, Valle Argentina e Val Nervia), ognuna custode di antichi borghi medievali in pietra, ponti a schiena d’asino e tradizioni secolari. Camminare lungo l’iconico “Sentiero degli Alpini” o attraversare i crinali del Monte Toraggio garantisce viste spettacolari, permettendo spesso di scorgere il mare scintillante in lontananza e, nelle giornate invernali limpide, perfino le coste della Corsica.

L’atmosfera del Parco Regionale Alpi Liguri è aspra e autentica, plasmata da secoli di pastorizia e faticosa vita montanara (come testimonia l’antica cultura della comunità Brigasca). A differenza delle affollate località costiere liguri, in questi boschi regnano il silenzio, il fruscio dei torrenti cristallini e i ricchi profumi della resina e dei fiori spontanei.

Parco Regionale Alpi Liguri: la fauna e flora del parco

L’escursione altimetrica impressionante e l’esposizione sia alle brezze marine meridionali sia ai venti freddi continentali del nord hanno generato nel Parco Regionale Alpi Liguri un crocevia biologico senza paragoni in Italia. È un ecosistema in cui specie tipicamente mediterranee coesistono a breve distanza con specie prettamente alpine.

La fauna selvatica è numerosa e affascinante. Sulle pareti di roccia e nei pascoli si muovono imponenti ungulati, mentre i vasti boschi garantiscono coperture perfette per un gran numero di predatori mammiferi e di preziosi rapaci, compresi alcuni degli uccelli silvani più elusivi d’Europa. La natura incontaminata delle valli ospita anche specie marginali, che qui trovano il loro limite estremo di diffusione a sud.

La flora è l’elemento che fa fregiare il parco del titolo di vero “paradiso botanico”. Vantando quasi 3.000 specie vegetali, raccoglie da sola circa la metà dell’intera flora nazionale. Dalla lussureggiante foresta umida di Gouta alle fittissime faggete di Rezzo, l’ambiente vegetale muta a ogni chilometro, culminando nelle praterie d’alta quota dove prosperano rarissimi endemismi botanici, veri e propri relitti glaciali sopravvissuti isolati per millenni sulle vette rocciose.

Gli animali del parco

  • Camoscio alpino: L’agile signore delle rocce e delle rupi. Le greggi di questo elegante ungulato si spostano abilmente sui ripidi pendii sassosi del Monte Toraggio e del Saccarello, spesso spingendosi nei boschi a brucare all’alba o al tramonto.
  • Lupo appenninico: Protagonista del vertice della catena alimentare, è tornato naturalmente nel parco varcando i confini delle limitrofe valli piemontesi e francesi. Cacciatore schivo, regola la popolazione di caprioli e cinghiali garantendo la salute dell’ecosistema forestale.
  • Gallo forcello (Tetrao tetrix): Un prezioso galliforme montano che trova rifugio nei boschi radi del parco. I maschi, contraddistinti dal piumaggio scuro e dalla coda a forma di lira, offrono uno spettacolo memorabile esibendosi nelle coreografiche arene di canto primaverili.
  • Aquila reale: Superpredatore dei cieli liguri, nidifica tra le balze inaccessibili del massiccio. La si può avvistare mentre plana silenziosamente sfruttando le correnti termiche alla ricerca di piccoli mammiferi tra le praterie alpine.
  • Ermellino e Lepre alpina: Due specie simbolo dell’adattamento al freddo estremo, che qui si trovano proprio al limite meridionale europeo del loro areale di distribuzione. Entrambi adottano la strategia della muta, diventando interamente bianchi durante la stagione nevosa invernale.
  • Gufo reale: Il più grande e potente rapace notturno europeo. Trova rifugio nei profondi boschi e nelle forre ombrose del parco, cacciando di notte mammiferi e piccoli roditori e facendo riecheggiare il suo inconfondibile verso profondo.
  • Picchio nero: Volatile forestale di grandi dimensioni, inconfondibile per il piumaggio totalmente corvino sormontato da una vivace cresta rossa. Scava a suon di colpi di becco i tronchi marcescenti per cibarsi di formiche e larve nel cuore della faggeta.
  • Martora: Agilissimo e feroce predatore dalla pelliccia bruna e la macchia chiara sulla gola. Le dense foreste di conifere offrono l’habitat perfetto per compiere inseguimenti acrobatici balzando letteralmente da un ramo all’altro alla ricerca di piccoli uccelli e scoiattoli.

Le piante del Parco Regionale Alpi Liguri

La diversità botanica del parco non ha eguali e si compone di boschi monumentali e preziose “isole” di flora endemica. Le variazioni altitudinali regalano scenografie che in autunno esplodono con sfumature fiammeggianti, mentre all’inizio dell’estate le vette si dipingono di colori abbaglianti.

  • Faggio: L’albero che domina la meravigliosa “Faggeta di Rezzo”, una delle più grandi estensioni forestali di tutta la Liguria. I suoi tronchi possenti, alti oltre 30 metri, creano boschi fitti in cui filtra poca luce solare, ospitando un particolarissimo e prezioso sottobosco.
  • Rododendro: Sulle alture del Monte Saccarello fiorisce la più grande estensione di rododendro d’Europa. Tra giugno e luglio, il suo intrico di bassi rami si ricopre di infiniti e spettacolari fiori rosa pallido e purpureo, trasformando la montagna in un giardino.
  • Campanula di Savona (Campanula sabatia): Un raro e bellissimo endemismo floristico esclusivo del ponente ligure. Fiorisce mostrando graziosi fiori azzurro-violacei a campanella a ridosso delle aspre pareti calcaree.
  • Giglio a fiocco (Lilium pomponium): Un gioiello della flora del parco, visibile specialmente lungo gli anelli del Toraggio o di Gouta. Il suo vistoso ed elegante fiore a forma di turbante si accende di un colore rosso corallo intenso che punteggia le praterie a inizio estate.
  • Abete bianco (e pino silvestre): Nelle vallate e nelle forre più in ombra, le latifoglie lasciano il posto a queste grandi conifere dal portamento elegante, capaci di resistere in un microclima continentale freddo e isolato nonostante la vicinanza della costa marina.
  • Orchidee spontanee: Moltissimi crinali esposti al sole, come le radure all’interno della Foresta di Gouta, ospitano una varietà sorprendente di orchidee terricole. Queste piccole ed elaborate piante fioriscono da marzo all’estate, imitando ingegnosamente la forma degli insetti impollinatori.

Parco Regionale Alpi Liguri: la storia sulle origini del parco

L’istituzione del Parco Regionale Alpi Liguri rappresenta il felice epilogo di una complessa, lunga e travagliata concertazione per proteggere il paesaggio, partita già agli albori degli anni ’70. Fu la sezione sanremese dell’associazione Italia Nostra a farsi promotrice iniziale di una rigida salvaguardia dell’entroterra imperiese. Questi impulsi virtuosi portarono all’emanazione di una primissima Legge Regionale (la n. 40 del 1977) che abbozzava un nucleo di tutela vastissimo su circa 41.000 ettari divisi tra le province di Imperia e Savona.

Tuttavia, tra incomprensioni e veti incrociati di parte della politica locale, l’effettiva creazione del parco rimase congelata per lunghi decenni. Il percorso riprese vigore e determinazione solamente nei primi anni Duemila, quando l’unione d’intenti tra i sindaci dei borghi dell’alta quota e la Regione Liguria portò finalmente alla convocazione della “Conferenza Istitutiva” e all’approvazione del progetto finale.

Il Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri è stato infine ufficialmente e legalmente istituito con la Legge Regionale n. 34 del 15 novembre 2007. Da quel momento è iniziata una fase di profondo rinascimento per queste valli: l’Ente Parco lavora incessantemente per valorizzare il turismo rurale sostenibile, finanziare il restauro del Sentiero degli Alpini, supportare le eccellenze agricole locali e formare i giovani all’educazione ambientale.

Come si arriva al Parco Regionale Alpi Liguri

Viaggiando in auto:
A causa della dislocazione su tre ampie e differenti vallate parallele, la porta d’accesso varia in base alla meta prescelta, ma l’arteria di riferimento è l’Autostrada A10 (Genova-Ventimiglia) “Autostrada dei Fiori”.

  • Per la Valle Arroscia (Rezzo, Mendatica, Cosio): si esce al casello di “Imperia Est”, proseguendo sulla Strada Statale 28 per il Colle di Nava e seguendo le indicazioni per le deviazioni comunali.
  • Per la Valle Argentina (Triora e Molini di Triora): il casello corretto è “Arma di Taggia”, dal quale ci si immette rapidamente sulla Strada Provinciale 548 risalendo lungo l’alveo del torrente omonimo.
  • Per la Val Nervia (Pigna e Rocchetta Nervina): si consiglia di uscire al casello autostradale di “Bordighera” o “Ventimiglia”, inoltrandosi nella provincia costeggiando le montagne verso l’interno.

Viaggiando in treno:
Se si preferisce utilizzare i mezzi pubblici ed evitare le tortuose strade provinciali, l’arrivo ecologico in treno è ben organizzato. Sfruttando la veloce e panoramica linea ferroviaria litoranea Genova-Ventimiglia, i viaggiatori dovranno scendere alla stazione di “Imperia”, a quella di “Taggia-Arma” o alla stazione di “Ventimiglia”. Scesi presso i capolinea costieri, si trovano i vicini interscambi del servizio di autobus di linea (azienda Riviera Trasporti RT), le cui corse extraurbane conducono a raggiera verso i differenti borghi in quota (es. le corse per Pieve di Teco per la Valle Arroscia o le corse dirette a Triora).

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