Parco Nazionale Cinque Terre
Descrizione Parco Nazionale Cinque Terre
Situato lungo la frastagliata costa della Liguria di Levante, il Parco Nazionale delle Cinque Terre è una delle destinazioni turistiche più iconiche e fotografate al mondo. È il parco nazionale più piccolo d’Italia e il più densamente popolato, con una particolarità unica: non è nato per proteggere una natura incontaminata, ma per tutelare uno straordinario ambiente antropizzato, dove l’uomo ha faticosamente e caparbiamente modellato il paesaggio per millenni. I cinque borghi marinari di Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso al Mare sono incastonati come gemme colorate in aspre scogliere a picco sul mare turchese.
Questa destinazione è un paradiso per gli escursionisti, per le coppie in cerca di scorci romantici e per gli amanti dell’enogastronomia. Una rete di oltre 120 chilometri di sentieri escursionistici (tra cui il celebre Sentiero Azzurro) collega i paesi, offrendo camminate spettacolari sospese tra il blu del mare e il verde dei vigneti. Sebbene molti percorsi richiedano una buona forma fisica a causa delle ripide scalinate in pietra, i panorami vertiginosi ripagano ampiamente lo sforzo.
L’atmosfera delle Cinque Terre è vibrante e internazionale. Qui il profumo di salsedine si mescola a quello dei limoni, del basilico e dell’uva che matura al sole cocente. I muri a secco, veri e propri monumenti di architettura contadina rurale, sorreggono immensi terrazzamenti coltivati che dominano l’estetica del parco. Nonostante la fortissima pressione turistica, i borghi sono riusciti a mantenere un fascino genuino, offrendo ai visitatori la possibilità di passeggiare tra “caruggi” stretti e pittoreschi.
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Parco Nazionale Cinque Terre: la fauna e flora del parco
L’ecosistema del Parco Nazionale delle Cinque Terre è l’emblema della biodiversità costiera ligure. In quest’area di transizione in cui le montagne scendono bruscamente nel mare, il clima mite ha favorito lo sviluppo di una miriade di microclimi differenti. La vita animale e vegetale si è adattata non solo alla salinità e all’azione dei venti, ma anche all’intensa secolare attività dell’uomo, che ha sostituito le antiche foreste primarie con coltivazioni, creando nuovi habitat.
La fauna del parco è tipicamente mediterranea e predilige gli ambienti rupestri. La fitta boscaglia dell’entroterra ospita le classiche specie di piccoli e medi mammiferi boschivi, alcuni dei quali entrano spesso in forte conflitto con l’economia locale. Tra le aspre pareti rocciose prosperano invece colorati e sfuggenti rettili, mentre i cieli e gli inaccessibili strapiombi marini rappresentano il territorio di nidificazione per un’importante ed elegante avifauna costiera.
La flora è l’indiscussa e resiliente protagonista del paesaggio. La macchia mediterranea ricopre orgogliosa le rupi che non sono state domate dall’agricoltura. I versanti terrazzati esplodono del verde delle vigne, degli argentei uliveti e dei profumati alberi di agrumi. Man mano che si sale verso i crinali superiori e più freschi (vicino ai famosi Santuari), la macchia lascia invece il posto a splendide e dense formazioni boschive tipiche del bacino del Mediterraneo.
Gli animali del parco
- Falco pellegrino: Il superpredatore alato delle falesie liguri. Costruisce il nido nelle pareti rocciose più verticali e inaccessibili delle Cinque Terre e, grazie alle sue leggendarie e fulminee picchiate, caccia altri piccoli uccelli in volo.
- Gabbiano reale: L’animale più rumoroso, confidente e onnipresente del parco. Nidifica ovunque sulle scogliere e sui tetti dei borghi, sfruttando sia la pescosità del mare sia le briciole e gli avanzi di cibo involontariamente o volontariamente lasciati dai turisti.
- Cinghiale: Un abitante tanto diffuso quanto problematico. Si muove tra la macchia e l’entroterra, ma la sua abitudine di grufolare il terreno per nutrirsi causa pesantissimi danni economici ai muretti a secco e alle preziose colture a terrazza dei contadini.
- Ramarro: Una magnifica e grande lucertola dal colore verde smeraldo brillante. Frequenta i margini dei boschi e gli arbusti; durante le calde giornate estive, è facile sorprenderlo a prendere il sole sui muretti a secco o sulle pietre dei sentieri.
- Tasso: Un mammifero schivo dalle abitudini strettamente notturne. Con le sue robuste zampe scava complesse e profonde tane nei pendii più morbidi, nutrendosi di bulbi, insetti e radici.
- Corvo imperiale: Il più grande dei corvidi, intelligentissimo e nero come la pece. Solca abitualmente i cieli sopra i vigneti con voli acrobatici e spesso emette richiami profondi e rochi udibili anche in mezzo al fragore delle onde.
- Volpe rossa: Predatore opportunista ed estremamente adattabile. Elegante con la sua folta coda e il mantello rossiccio, si muove agilmente sia nei boschi sia nelle zone limitrofe ai borghi cacciando roditori.
- Biacco: Un innocuo e veloce serpente dal colore scuro che popola gli ambienti assolati del parco. Regola la popolazione di piccoli roditori e si dà alla fuga a grandissima velocità al minimo avvicinarsi dell’uomo lungo i percorsi di trekking.
Le piante del Parco Nazionale Cinque Terre
La ricchezza botanica delle Cinque Terre si regge su un delicatissimo equilibrio tra l’adattamento alla scarsità d’acqua estiva e le antiche tradizioni umane. I fianchi delle colline, per nulla intaccati dal gelo, regalano fioriture aromatiche e arbusti resistenti in grado di resistere perfettamente alla continua nebulizzazione di sale portata dal maestrale.
- Pino marittimo (e Pino d’Aleppo): Le conifere simbolo dell’area costiera ligure. Le loro chiome espanse a ombrello dominano la fascia superiore delle colline, donando resina al terreno e creando profili affascinanti che si stagliano in contrasto con l’azzurro del mare.
- Vite: Pur non essendo una pianta selvatica, è il vero cuore verde di questo territorio protetto. I filari bassi di uva (in particolare per produrre il famoso passito Sciacchetrà) sono abbarbicati su terrazzamenti impossibili, coltivati ancora oggi manualmente con fatica eroica.
- Castagno: Spingendosi più all’interno e guadagnando di quota nei pressi dei santuari mariani (es. Nostra Signora di Soviore), la macchia lascia il posto ai boschi cedui di castagno, retaggio di economie agricole passate.
- Finocchio di mare (Crithmum maritimum): Una pianta erbacea rupestre estremamente caparbia. Cresce letteralmente abbarbicata sulle scogliere di roccia nuda che si affacciano sulle onde, sfoggiando carnose foglioline che un tempo venivano consumate dai pescatori.
- Leccio: La solida e ombrosa quercia sempreverde che costituisce la struttura portante dei fitti boschi termofili dell’immediato entroterra. Le sue foglie scure mantengono il terreno fresco, impedendone l’erosione.
- Euforbia arborea: Questo arbusto rende unico il paesaggio cromatico costiero. All’inizio dell’estate ligure, prima di spogliarsi del tutto per difendersi dal caldo torrido, le sue foglie si accendono di brillanti tonalità rosso fuoco.
Gallery Parco Nazionale Cinque Terre
Parco Nazionale Cinque Terre: la storia sulle origini del parco
Il Parco Nazionale delle Cinque Terre racchiude una storia di tutela incredibilmente complessa, che affonda le radici nella necessità di salvare un patrimonio rurale di valore globale. Fino all’inizio del Novecento, l’isolamento dei cinque borghi era pressoché totale, accessibili solo via mare o tramite i ripidi sentieri montani. L’arrivo della ferrovia, pur spezzando questo isolamento, diede inizio al progressivo abbandono delle faticosissime coltivazioni terrazzate a favore dell’industria e del turismo di massa.
Il rischio del crollo dei chilometrici muretti a secco, privati della manutenzione contadina, minacciava non solo il paesaggio, ma la stessa stabilità idrogeologica dei borghi sottostanti. Per questo motivo, nel 1997 l’intera area, insieme alle isole vicine e a Portovenere, è stata inserita dall’UNESCO nella prestigiosa lista dei Patrimoni dell’Umanità come “paesaggio culturale”. Solo due anni dopo, con decreto del 6 ottobre 1999, lo Stato Italiano istituì formalmente il Parco Nazionale.
L’obiettivo pionieristico dell’Ente Parco è unico in Italia: non si limita a proteggere la natura, ma sovvenziona e supporta attivamente il lavoro dei contadini (“gli angeli dei muretti a secco”) per preservare la viticoltura eroica. I proventi della “Cinque Terre Card” sono infatti reinvestiti nella riparazione dei terrazzamenti, nella manutenzione dell’infinita rete sentieristica e nella promozione di un turismo mobilitato in modo ecosostenibile per alleviare il peso di milioni di visitatori annuali.
Come si arriva al Parco Nazionale Cinque Terre
Viaggiando in treno:
Il treno è di gran lunga e in modo assoluto la soluzione di viaggio migliore, più comoda ed economica per arrivare e per spostarsi all’interno del parco. Tutti i cinque i borghi sono dotati di una stazione posizionata sulla linea statale principale Genova – La Spezia. La cadenza dei treni regionali (e dei servizi navetta “5 Terre Express” da Marzo a Novembre) è frequentissima, circa un treno ogni 20/30 minuti. Molte stazioni, situate in galleria o affacciate sul mare, conducono direttamente al centro storico o all’inizio dei sentieri senza alcuno sforzo. I tempi di percorrenza tra un borgo e l’altro variano dai 2 ai 5 minuti.
Viaggiando in auto:
L’utilizzo dell’auto privata per esplorare le Cinque Terre è vivamente ed espressamente sconsigliato. Le strade sono strettissime, estremamente tortuose, vertiginose e i parcheggi nei piccoli paesi sono a pagamento e riservati in larghissima parte ai residenti, riempiendosi rapidamente. Se si viaggia in auto sull’Autostrada A12 (Genova – Livorno) o A15 (Parma – La Spezia), la scelta più intelligente è quella di uscire al casello di La Spezia o a quello di Levanto/Carrodano. Arrivati in queste due grandi città ai margini del parco, si parcheggia la vettura negli enormi piazzali prossimi alle stazioni ferroviarie (o agli imbarchi dei traghetti turistici) e si prosegue la gita servendosi esclusivamente della comodissima linea ferroviaria.