Parco Nazionale Cilento
Descrizione Parco Nazionale Cilento
Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è il secondo parco più esteso d’Italia, coprendo un’impressionante superficie di oltre 181.000 ettari nell’area meridionale della Campania, interamente compresa nella provincia di Salerno. Questo paradiso si estende in modo spettacolare dalla costa del Mar Tirreno, con le sue falesie e acque cristalline, fino alle imponenti vette dell’Appennino campano, come il Monte Cervati che sfiora i 1900 metri di altitudine.
È la meta ideale per le famiglie, gli escursionisti, gli amanti del mare e gli appassionati di storia antica. Il territorio offre un ventaglio di esperienze ineguagliabile: dai rilassanti bagni nelle calette segrete di Palinuro alle avventurose escursioni nelle gole fluviali, fino alla scoperta di antichi borghi medievali sospesi nel tempo. Il parco non è solo natura incontaminata, ma un vero crocevia di culture millenarie, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO per il suo inestimabile valore paesaggistico e archeologico.
La sensazione che si prova attraversando il Cilento è quella di una bellezza arcaica e rurale. Le colline ammantate di ulivi secolari e macchia mediterranea si fondono con formazioni geologiche mozzafiato, creando un “paesaggio culturale” vivo, dove il legame tra l’uomo e l’ambiente è rimasto saldo e armonioso.
Le ultime novità Parco Nazionale Cilento
Scopri le ultime novità e i grandi eventi in programma
Parco Nazionale del Cilento: la fauna e flora del parco
La biodiversità del Parco Nazionale del Cilento è stupefacente, grazie alla sua complessa morfologia che alterna l’ambiente costiero e marino a quello aspro della montagna appenninica. Questa grande varietà di habitat sovrapposti crea un vero e proprio santuario naturale, che permette la sopravvivenza di un’altissima concentrazione di specie animali e vegetali. Le folte faggete d’alta quota dialogano a distanza con le pinete litoranee e i pascoli steppici.
La fauna del parco è tipicamente appenninica ma vanta presenze di eccezionale rilievo. I grandi spazi boschivi e montani, poco antropizzati, offrono un rifugio vitale per i grandi predatori e gli ungulati, le cui popolazioni sono in costante monitoraggio e ripresa. Nei limpidi fiumi dell’entroterra nuotano anfibi rarissimi e piccoli mammiferi specializzati, mentre i cieli, dalle falesie costiere fino alle alte vette, sono solcati costantemente da rari e maestosi uccelli rapaci.
La ricchezza della flora è una delle caratteristiche più preziose e peculiari del Cilento, vantando oltre 1800 specie diverse di piante spontanee. Essendo situato al centro del Mediterraneo, il parco ha agito per millenni da rifugio durante le glaciazioni, conservando oggi specie rarissime e “paleoendemismi”, ovvero piante antichissime che non crescono in nessun’altra parte del mondo se non sulle scogliere e nelle gole di quest’area protetta.
Gli animali del parco
- Lupo appenninico: Il superpredatore simbolo delle montagne italiane. Seppur timido ed elusivo, la sua popolazione nel parco è in crescita, occupando le foreste più remote del Cervati e degli Alburni e svolgendo un ruolo ecologico cruciale.
- Cinghiale: Diffusissimo su quasi tutto il territorio del parco, dai boschi collinari fino alle montagne, con una popolazione stimata di oltre 20.000 capi. Si nutre di radici e ghiande, grufolando rumorosamente nel sottobosco.
- Aquila reale: Il sovrano incontrastato dei cieli cilentani. Nidifica sulle rupi montane inaccessibili del massiccio degli Alburni e plana maestosamente sfruttando le correnti ascensionali in cerca di prede.
- Lontra: Raro e preziosissimo mustelide acquatico. Ha trovato il suo rifugio ideale nelle acque pure e incontaminate dei fiumi Calore, Sele e Mingardo, testimoniando l’eccellente salute dell’ecosistema fluviale dell’area protetta.
- Coturnice: Un uccello galliforme assai mimetico che predilige le aspre praterie d’altitudine. La sua presenza è considerata un eccezionale indicatore biologico della qualità dell’ambiente montano.
- Lepre italica: Una specie autoctona e protetta che frequenta i pascoli e le radure del parco. Rappresenta una preda naturale fondamentale per l’aquila reale e il lupo.
- Arvicola di Savi: Un microscopico roditore erbivoro che costruisce gallerie sotto i prati. Pur essendo poco appariscente, è la base alimentare essenziale per tantissimi predatori terrestri e alati, come la volpe o i piccoli rapaci notturni.
- Volpe: Furbissima e adattabile, questa cacciatrice dalla folta coda fulva pattuglia indistintamente i boschi costieri e quelli montani al calar del sole, nutrendosi di piccoli roditori, bacche e frutta.
Le piante del Parco Nazionale del Cilento
Il panorama botanico del Parco Nazionale del Cilento è un trionfo di macchia mediterranea che muta colore a ogni stagione. Dal verde argenteo degli ulivi secolari coltivati sulle colline, ai gialli vibranti delle ginestre primaverili, fino alle cupe faggete d’alta quota, il contrasto cromatico è meraviglioso e costante.
- Primula di Palinuro (Primula palinuri): L’assoluto fiore simbolo del Parco Nazionale. È un rarissimo paleoendemismo che fiorisce sorprendentemente alla fine dell’inverno aggrappandosi, sfidando la forza di gravità, alle impervie scogliere rocciose affacciate a picco sul Mar Tirreno.
- Pino d’Aleppo: Splendidi e maestosi alberi sempreverdi che in alcune zone costiere formano pinete rigogliose e profumate di resina, fornendo riparo dall’intensa calura estiva a pochi passi dalle spiagge.
- Faggio: L’albero che domina il paesaggio montano oltre i 1000 metri di altitudine. Copre massicci come il Monte Cervati e gli Alburni con fittissime e silenziose foreste (faggete) che in autunno si tingono di splendidi colori aranciati.
- Giglio marino (Pancratium maritimum): Una pianta tenace ed elegantissima che fiorisce d’estate direttamente sulle dune sabbiose della costa cilentana. I suoi grandi fiori bianchi sono meravigliosi ma estremamente delicati e tutelati.
- Ulivo: Pur essendo in gran parte introdotto dall’uomo secoli fa, è l’albero iconico delle colline cilentane. Da queste piante contorte e monumentali si estrae un olio eccellente, pilastro della Dieta Mediterranea nata proprio in questi luoghi.
- Mirto: Arbusto rustico e immancabile nella densa macchia mediterranea. Le sue foglioline scure sono molto aromatiche e d’inverno produce piccole bacche violacee amatissime dall’avifauna e utilizzate per i tradizionali liquori locali.
Gallery Parco Nazionale Cilento
Parco Nazionale del Cilento: la storia sulle origini del parco
Il percorso che ha portato alla tutela dello splendido territorio cilentano nasce molto prima dell’istituzione formale del parco. Già all’inizio degli anni ’70, studiosi e intellettuali si riunirono a Castellabate per denunciare a gran voce i rischi della nascente e devastante speculazione edilizia che minacciava le coste del Sud Italia. Le prime parziali vittorie arrivarono con la creazione, da parte del Ministero dell’Ambiente, di due piccole riserve naturali circoscritte sul Monte Cervati e lungo il fiume Calore.
La vera svolta avvenne alla fine del 1991, quando il Parlamento Italiano promulgò la Legge Quadro sulle aree protette, includendo finalmente il Cilento e il Vallo di Diano nell’elenco dei nuovi e immensi Parchi Nazionali. Pochi anni dopo, nel 1995, venne ufficialmente costituito l’Ente Parco con la sua sede direzionale a Vallo della Lucania, al fine di regolamentare e proteggere oltre ottanta comuni.
L’inestimabile valore di questo vasto territorio è stato successivamente consacrato a livello globale dalle più prestigiose istituzioni internazionali. Nel 1997 l’area è stata dichiarata “Riserva della Biosfera” MAB. Il coronamento di questo straordinario percorso è giunto l’anno successivo, nel 1998, quando l’UNESCO ha iscritto il Parco Nazionale del Cilento, unitamente ai formidabili siti archeologici di Paestum e Velia e alla sfarzosa Certosa di Padula, nell’esclusiva lista del Patrimonio dell’Umanità, riconoscendolo come un “paesaggio culturale vivente”. Nel 2010 è diventato anche il primo Geoparco italiano.
Come si arriva al Parco Nazionale del Cilento
Viaggiando in auto:
Il vastissimo territorio del Parco è servito strategicamente dalla grande viabilità. Per chi proviene da nord (Napoli o Roma), occorre percorrere l’Autostrada A2 “Autostrada del Mediterraneo” in direzione Reggio Calabria. Le uscite consigliate variano in base alla destinazione finale: “Battipaglia” per raggiungere la costa nord (Agropoli, Castellabate), “Eboli” o “Campagna” per l’entroterra e gli Alburni, oppure le comode uscite di “Atena Lucana”, “Sala Consilina” o “Padula” per visitare il Vallo di Diano. La superstrada interna SS18 varcante “Cilentana” attraversa e collega poi agilmente gran parte dei comuni della zona.
Viaggiando in treno:
Il treno è un mezzo eccellente per visitare la fascia costiera e il basso Cilento. La rete ferroviaria ad Alta Velocità (Frecce e Italo) e i treni Intercity percorrono la linea tirrenica Salerno-Reggio Calabria. Le stazioni principali, comodissime per le spiagge e ben collegate ai borghi collinari tramite bus regionali (Sita Sud), sono Agropoli-Castellabate, Vallo della Lucania-Castelnuovo (stazione di riferimento per l’Ente Parco), Ascea, Pisciotta-Palinuro e Sapri.