Parco Regionale Vedrette di Ries-Aurina Rieserferner-Ahrn
Descrizione Parco Regionale Vedrette di Ries-Aurina Rieserferner-Ahrn
Con una superficie di oltre 31.000 ettari estesa tra la Val Pusteria e le imponenti Valli di Tures e Aurina, il Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina (Naturpark Rieserferner-Ahrn) è uno dei paesaggi alpini più aspri e spettacolari dell’Alto Adige. Istituito nel 1988, il parco confina direttamente con il Parco Nazionale degli Alti Tauri in Austria, formando così la più vasta area protetta ininterrotta dell’intera Europa Centrale.
Il tratto distintivo ineguagliabile di questo parco è il ghiaccio. Con ben 38 cime che superano i 3.000 metri di quota (tra cui spiccano il Monte Collalto e il Picco dei Tre Signori), esso vanta la più alta concentrazione di ghiacciai (le “Vedrette”) e masse glaciali di tutto l’Alto Adige. L’abbondanza d’acqua derivante dallo scioglimento estivo alimenta torrenti furiosi e genera salti d’acqua maestosi, come le famosissime e visitatissime Cascate di Riva, nei pressi di Campo Tures.
È una montagna austera e primordiale, perfetta per gli alpinisti e i trekker esperti alla ricerca di dislivelli importanti e laghi alpini cristallini (come a Riva di Tures). Al contempo, il fondovalle e i margini del parco accolgono le famiglie con comodi sentieri immersi nei boschi, percorsi per lo sci di fondo in inverno e idilliaci masi contadini tradizionali.
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Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina: la fauna e flora del parco
L’estrema escursione altimetrica, che va dal fondovalle pusterese fino agli oltre 3.400 metri dei ghiacciai eterni, determina una stratificazione biologica perfetta, dal bosco igrofilo fluviale fino al deserto di ghiaccio e roccia.
La fauna è tipicamente boreale e alpina. Grazie all’intensa e immensa copertura forestale incontaminata, l’area è il rifugio perfetto per tutti i grandi ungulati tipici delle Alpi e per imponenti rapaci che dominano i cieli al di sopra della vegetazione. Nei fondovalle, i corsi d’acqua tutelati ospitano preziosi uccelli acquatici.
La flora è condizionata dal clima freddo e dalle precipitazioni abbondanti. Nelle quote inferiori il paesaggio è letteralmente colonizzato dai densi e ombrosi boschi di abete rosso, che salendo in quota si diradano gradualmente per cedere il posto alle conifere resistenti al gelo, fino a sfumare nelle intricate brughiere alpine e nei cuscinetti di fiori aggrappati alle rocce moreniche.
Gli animali del parco
- Aquila reale: Il superbo dominatore incontrastato dei cieli delle Vedrette. Nidifica tra le pareti rocciose inaccessibili che sovrastano i boschi, scrutando i vasti altipiani a caccia di prede.
- Marmotta delle Alpi: Il roditore più caratteristico del parco. Vive in numerose colonie nelle verdi e sassose praterie alpine, oltre il limite del bosco; il suo inconfondibile fischio d’allarme è la colonna sonora delle escursioni estive.
- Camoscio alpino: Ungulato agilissimo che si spinge sulle balze erbose più ripide e vicino ai crinali ghiacciati, dimostrando un perfetto adattamento alla vita in pendenza.
- Cervo rosso e Capriolo: Gli eleganti signori delle foreste. I caprioli preferiscono i margini boschivi a quote più basse, mentre i branchi di cervi si muovono nei cuori più fitti e impenetrabili delle peccete.
- Volpe, Tasso e Martora: Piccoli e scaltri predatori forestali. Cacciano all’alba o durante la notte nel folto del sottobosco. La martora, in particolare, è un’eccellente arrampicatrice che si lancia tra i rami degli abeti.
- Martin pescatore e Airone cenerino: Eccezionali frequentatori dei fondovalle. Si possono osservare lungo i preziosi e tutelati ontraneti dell’Aurino, un biotopo fondamentale dove pescano tuffandosi nelle gelide acque del torrente principale.
- Picchio (varie specie) e Crociere: Il picchio tamburella costantemente sui vecchi tronchi di abete per estrarre insetti. Il crociere, invece, è un piccolo uccellino il cui becco incrociato è un capolavoro dell’evoluzione, utilissimo per estrarre agilmente i pinoli dalle pigne chiuse delle conifere.
Le piante del Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina
La vegetazione segue in maniera rigidissima l’andamento del clima montano e della quota altimetrica.
- Abete rosso (Peccio): È in assoluto l’albero dominante (“pecceta”) della fascia montana media del parco. Forma foreste compatte, buie e silenziose che avvolgono le falde della catena montuosa e trattengono il manto nevoso invernale.
- Larice e Pino cembro (Cirmolo): Sostituiscono gli abeti rossi intorno ai 1.800-2.000 metri. Questi due giganti resistono ai gelidi venti d’alta quota: il larice perde i suoi aghi in autunno dopo essersi colorato di giallo oro, mentre il pino cembro è apprezzatissimo per il suo legno profumatissimo e rilassante.
- Arnica montana: Pianta officinale dai vivacissimi fiori gialli a forma di margherita. Cresce rigogliosa e in abbondanza negli aridi pascoli alpini acidi, ma è rigorosamente protetta e vietata alla raccolta indiscriminata.
- Cinquefoglia fior d’oro e Anemone: Delicati e graziosi fiori che tappezzano i declivi verdeggianti oltre il limite della foresta in estate, regalando un bellissimo contrasto cromatico alla roccia.
- Ontano bianco: Frequente lungo i corsi d’acqua (le “Ribe”) nei fondovalle come a Campo Tures, dove le sue radici aiutano a consolidare gli argini umidi delle zone ripariali protette da Natura 2000.
- Brughiere subalpine: Formazioni nane costituite principalmente da rododendri e mirtilli che segnano il limite definitivo della vegetazione superiore (prima delle sole rocce), creando fitti cuscini intrecciati difficili da attraversare fuori sentiero.
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Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina: la storia sulle origini del parco
L’origine del Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina risale al 1988, quando fu formalmente istituito dal governo provinciale dell’Alto Adige. Pochi anni dopo, nel 1994, l’area di tutela fu saggiamente ampliata per inglobare importanti porzioni della Valle Aurina fino ai territori più remoti di Predoi, per difendere i ghiacciai dall’antropizzazione estrema.
L’obiettivo fondamentale dell’istituzione era quello di frenare lo sviluppo incontrollato degli impianti sciistici e dello sfruttamento idroelettrico in una delle zone a più alta concentrazione di ghiacciai delle Dolomiti orientali. Proteggendo l’integrità del bacino idrico e forestale dell’Aurino e collegandosi con le aree protette austriache, il Parco ha permesso di conservare paesaggi primordiali (come la zona alpina di Riva di Tures) indirizzando le comunità locali verso una fiorente economia legata all’ecoturismo, all’agricoltura di montagna e all’educazione ambientale promossa dal moderno Centro Visite di Campo Tures.
Come si arriva al Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina
Viaggiando in auto:
Il principale punto d’accesso meridionale per le Valli di Tures e Aurina è la città di Brunico. Percorrendo l’Autostrada del Brennero A22, occorre prendere l’uscita Bressanone/Val Pusteria e percorrere la Strada Statale 49 della Val Pusteria per circa 30 chilometri fino a Brunico. Da qui, ci si immette sulla scorrevole Strada Statale 621 della Valle Aurina, la quale risale dolcemente verso nord superando Gais fino a giungere a Campo Tures. Nel centro del paese (nei pressi del Municipio) è possibile parcheggiare per visitare il Centro Visite e le vicinissime Cascate di Riva. Da Campo Tures la strada prosegue permettendo di inoltrarsi sempre più nel cuore del parco verso Riva di Tures, Lutago o Casere (Predoi).
Viaggiando in treno e autobus:
L’Alto Adige è rinomato per l’eccellenza della sua rete di trasporto pubblico, che permette di fare comodamente a meno dell’auto. Arrivando con i treni a lunga percorrenza a Fortezza o Bressanone, si sale a bordo della moderna e panoramica linea ferroviaria locale (Treno della Val Pusteria) fino alla stazione ferroviaria di Brunico. Appena usciti dalla stazione di Brunico, c’è il capolinea della linea di autobus numero 450 (gestita da SAD/Südtirolmobil), che con cadenza regolare e frequente risale capillarmente tutta la valle, fermando sia a Campo Tures (proprio davanti al Centro Visite) sia nei paesi più in quota fino ai margini dei ghiacciai.