Parco Regionale Valle del Lambro
Descrizione Parco Regionale Valle del Lambro
Esteso per oltre 8.000 ettari (di cui circa metà Parco Naturale) in un’area fortemente urbanizzata a nord di Milano, il Parco Regionale Valle del Lambro rappresenta un irrinunciabile e miracoloso nastro verde che collega i laghi prealpini di Pusiano e Alserio al famosissimo Parco della Reggia di Monza.
Il territorio è modellato dallo scorrere del fiume Lambro che, insinuandosi tra le ultime colline moreniche brianzole e la pianura, ha creato nei secoli profondi avvallamenti, terrazzamenti boscosi e preziose zone umide. Il parco è uno straordinario esempio di recupero ambientale: luoghi un tempo sfregiati dall’industria pesante sono stati restituiti alla natura, come l’Oasi di Baggero, un’ex miniera di marna cementizia trasformata in un paradiso di laghetti artificiali dalle acque cristalline, pareti rocciose e sentieri accessibili.
Percorrendo la ciclabile che costeggia il fiume, il paesaggio alterna lembi di foresta primordiale a storiche testimonianze dell’archeologia industriale brianzola (antichi mulini e filatoi), incrociando sontuose ville di delizia nobiliari circondate da parchi secolari. È un parco pensato per la fruizione dolce quotidiana, dove natura e cultura si fondono a pochi chilometri dal caos metropolitano.
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Parco Regionale Valle del Lambro: la fauna e flora del parco
Nonostante l’enorme pressione urbanistica circostante, il Parco funge da vitale corridoio ecologico (collegandosi anche al Parco delle Groane), permettendo la sopravvivenza e il transito di numerose specie.
La fauna è particolarmente ricca nelle zone umide a nord (Lago di Alserio) e all’interno delle foreste meglio conservate, annoverando quasi tutte le specie boschive tipiche della media pianura padana e ospitando le importanti “garzaie”, ossia le colonie dove nidificano gli aironi in primavera.
La flora è l’elemento che ha subito maggiori trasformazioni, ma l’Ente Parco sta reintroducendo con successo le specie native. Lungo le rive del fiume domina il bosco igrofilo, mentre sui versanti dei terrazzamenti più asciutti sopravvivono ampi lembi del quercocarpineto originario, la vera foresta della pianura padana prima dell’avvento dell’agricoltura e delle essenze alloctone (come la robinia).
Gli animali del parco
- Volpe: Il mammifero carnivoro più diffuso nel parco. Estremamente adattabile, si sposta di notte tra i lembi boschivi e i campi agricoli, riuscendo a tollerare la vicinanza umana e cacciando piccoli roditori.
- Scoiattolo rosso: L’agile acrobata dei boschi brianzoli. Facilmente avvistabile anche di giorno mentre salta tra le chiome dei carpini e delle querce alla ricerca di ghiande, noci e pinoli.
- Airone cinerino: Il signore incontrastato delle acque del fiume e dei laghetti artificiali dell’Oasi di Baggero. Nidifica in colonie rumorose (“garzaie”) sulle cime degli alberi più alti vicino all’acqua.
- Puzzola: Un piccolo mustelide terricolo segnalato all’interno delle aree naturali protette. Caccia anfibi e piccoli mammiferi prevalentemente lungo le sponde umide e boscate.
- Picchio rosso minore: Questo piccolo ma attivissimo uccello arrampicatore buca i tronchi degli alberi morti o malati alla ricerca di larve e insetti del legno, contribuendo al naturale ecosistema forestale.
- Rana di Lataste: Rarissimo e prezioso anfibio endemico della Pianura Padana. Si riproduce nelle pozze ombreggiate limitrofe al Lago di Alserio e nelle zone umide più intatte, richiedendo una protezione ambientale strettissima.
Le piante del Parco Regionale Valle del Lambro
Le foreste del parco mostrano la transizione dai suoli bagnati a quelli più drenati.
- Farnia (Quercus robur): La maestosa quercia della pianura. Sviluppa tronchi poderose e si associa tipicamente al carpino per formare le porzioni di foresta più mature e antiche dell’alta Brianza.
- Carpino bianco: Albero fondamentale del bosco misto planiziale. Predilige i suoli freschi e ricchi, creando insieme alla quercia un sottobosco molto ombroso che impedisce la crescita eccessiva di rovi.
- Ontano nero: Albero igrofilo per eccellenza. Le sue radici consolidano tenacemente le rive sabbiose e franose del fiume Lambro, resistendo benissimo alle frequenti e repentine piene stagionali.
- Salice e Pioppo: Si spingono direttamente dentro o a ridosso del letto del fiume e dei laghi. I loro tronchi e radici sommerse offrono appigli vitali per i pesci, mentre le fronde leggere ombreggiano la superficie dell’acqua, limitandone il surriscaldamento estivo.
- Castagno: Frequente sui terrazzamenti collinari della Brianza con suoli più acidi. Un tempo coltivato intensamente (“l’albero del pane”), è ora in gran parte tornato a far parte integrante del bosco naturale.
- Ninfea: Nei laghi settentrionali (Pusiano, Alserio) e in alcune lanche calme, le fioriture galleggianti di ninfee proteggono le acque basse e fungono da rifugio per anfibi e pesci.
Gallery Parco Regionale Valle del Lambro
Parco Regionale Valle del Lambro: la storia sulle origini del parco
L’esigenza di salvare la valle del fiume Lambro nacque in un periodo di fortissima speculazione edilizia e di pesantissimo inquinamento industriale (che aveva reso il Lambro uno dei fiumi più inquinati d’Italia). La risposta arrivò il 16 settembre 1983, quando la Regione Lombardia istituì ufficialmente il Consorzio del Parco con la Legge Regionale n. 82.
Nel 1996, l’area tutelata fu ampliata raggiungendo la configurazione attuale (che abbraccia oltre 30 comuni e il Parco di Monza). Da quel momento, l’Ente (divenuto Ente di diritto pubblico nel 2011) ha lavorato ininterrottamente su due fronti: la depurazione delle acque (che oggi hanno recuperato gran parte della loro vitalità ittica) e il recupero delle vecchie discariche e poli estrattivi dismessi (come la miracolosa trasformazione delle cave di Merone nell’Oasi di Baggero).
Come si arriva al Parco Regionale Valle del Lambro
Viaggiando in auto:
Il parco taglia verticalmente la Brianza ed è facilmente intercettabile da numerosi assi viari importanti. Per chi arriva da sud (Milano) o da nord (Lecco/Sondrio), la direttrice stradale portante è la Superstrada SS 36 (Valassina). Uscendo a Seregno, Carate Brianza o Briosco, ci si immette direttamente nel cuore del parco. Per chi proviene da est (dall’autostrada A4 o dalla Tangenziale Est di Milano), è possibile uscire a Vimercate Ovest o Agrate, per poi proseguire verso Arcore, Lesmo o Triuggio (dove risiede la Sede dell’Ente) tramite le strade provinciali brianzole.
Viaggiando in treno:
Raggiungere il Parco del Lambro in treno è comodissimo grazie al passaggio della suggestiva linea ferroviaria S7 (Milano-Monza-Lecco, detta “il Besanino”). Questo treno lento e panoramico ferma esattamente in stazioni che si affacciano sulla valle o si trovano direttamente al suo interno, come le fermate di Biassono-Lesmo, Macherio-Sovico, Triuggio-Ponte Albiate e Carate-Calò. Da queste stazioni è possibile incamminarsi quasi immediatamente sulle piste ciclopedonali che seguono il corso del fiume. Se si desidera visitare l’Oasi di Baggero a nord, è possibile utilizzare i treni regionali (linea Milano-Asso di Trenord) scendendo alla stazione di Merone.