Parco Regionale Tre Cime Drei Zinnen
Descrizione Parco Regionale Tre Cime Drei Zinnen
Situato nella parte nord-orientale dell’Alto Adige, al confine con l’Austria e il Veneto (provincia di Belluno), il Parco Naturale Tre Cime (in tedesco Naturpark Drei Zinnen) copre un’area di quasi 11.900 ettari. È un immenso monumento a cielo aperto dominato dalle celeberrime Tre Cime di Lavaredo, l’icona incontrastata e simbolo mondiale delle Dolomiti Patrimonio UNESCO.
L’impatto visivo di questo parco è semplicemente grandioso. La sua particolarità geologica, basata sulla dolomia, fa sì che per quasi due terzi il territorio sia costituito da nude, abbacinanti pareti di roccia verticale e infiniti campi di detriti e ghiaioni alla loro base. Al di sopra delle vallate boschive si ergono massicci maestosi che hanno fatto la storia dell’alpinismo e della Prima Guerra Mondiale, come il Monte Popera, la Cima Undici, il Monte Paterno e la Rocca dei Baranci.
Il turismo qui è la massima espressione del respiro d’alta quota. I sentieri escursionistici si snodano attraverso laghi alpini (il lago di Landro è il più grande), forcelle ventose e fitte pinete. L’atmosfera è solenne, un perfetto connubio tra la severità dell’alta montagna e la vibrante luce dorata (enrosadira) che all’alba e al tramonto incendia le pareti dolomitiche.
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Parco Naturale Regionale Tre Cime: la fauna e flora del parco
La prevalenza della roccia viva a scapito del suolo profondo modella un ecosistema in cui sopravvivono solo specie rustiche e incredibilmente adattate, inserite a pieno titolo nella rete ecologica “Natura 2000”.
La fauna è prettamente d’alta quota. I boschi di fondovalle ospitano piccoli carnivori, cervidi e una ricchissima avifauna forestale (come galli cedroni e diverse specie di civette e picchi). Salendo oltre il limite degli alberi, il paesaggio diventa il regno esclusivo di agilissimi ungulati che si arrampicano sulle cenge e di grandi uccelli veleggiatori.
La flora è l’emblema della resilienza (piante pioniere). Dove la roccia cede il passo al terreno si formano i meravigliosi e luminosi “prati di larici”. Sulle pietraie e all’interno delle piccole spaccature della dolomia, sbocciano miracolosamente micro-fioriture coloratissime che devono completare in fretta il loro ciclo vitale durante la breve estate alpina.
Gli animali del parco
- Aquila reale: La sovrana incontrastata delle alte vette del parco. Nidifica tra le falesie più inaccessibili, sfruttando le forti correnti termiche per planare silenziosamente sulle praterie a caccia di marmotte e cuccioli di camoscio.
- Marmotta alpina: Vive in colonie numerose nei vasti prati alpini limitrofi alle zone rocciose. Passa il giorno a brucare o prendere il sole, emettendo acuti fischi d’allarme al minimo segno di pericolo proveniente dal cielo o da terra.
- Camoscio: Ungulato dal passo sicuro e dalle agili abilità di arrampicata, abbondantemente presente sui ripidi versanti delle montagne. In estate si spinge verso le forcelle e i ghiaioni più alti per sfuggire al calore.
- Gallo cedrone: Uccello magnifico e sempre più raro, fortemente legato all’habitat dei boschi maturi di conifere ricchi di sottobosco (mirtilli), dove i maschi in primavera si esibiscono in elaborate parate nuziali (“canti”).
- Civetta nana e Civetta capogrosso: Piccoli ed elusivi rapaci notturni che popolano i boschi di conifere d’alta quota, predando principalmente piccoli roditori.
- Picchio nero: Il più grande tra i picchi europei. Il suo caratteristico tambureggiare sui vecchi tronchi di pino o larice risuona forte nelle vallate boscate orientali del parco.
- Stambecco: Specie di altissima montagna dalle possenti corna arcuate (nei maschi), frequenta le zone rupestri più ripide sfidando letteralmente la gravità.
- Renna: Una curiosità zoologica del parco: dal 2010, presso la stazione a monte della Croda Rossa di Sesto, è ospitato e curato un piccolo ma affascinante branco di renne scandinave.
Le piante del Parco Regionale Tre Cime
I ripidi ghiaioni dolomitici e le quote elevate selezionano una flora alpina eccezionale.
- Larice (Larix decidua): L’albero simbolo delle foreste aperte del parco. La sua chioma rada permette alla luce solare di filtrare fino al suolo, favorendo lo sviluppo di ricchi prati sottostanti. Unico tra le conifere alpine, in autunno perde gli aghi che prima diventano di un abbagliante giallo-oro.
- Pino cembro (Cirmolo): Una conifera straordinariamente tenace che affianca il larice ai margini superiori del bosco. Il suo legno tenero e profumatissimo è tradizionalmente impiegato in Val Pusteria per la scultura e la costruzione di arredi.
- Stella alpina (Leontopodium alpinum): Il fiore montano per eccellenza. Questa pianta vellutata e protetta da una fitta peluria cresce abbarbicata sulle pareti rocciose esposte e nei magri pascoli alpini.
- Rododendro nano: Ricopre con fitti cespugli i pendii e le pietraie appena sopra il limite del bosco, regalando tra giugno e luglio fiammate di colore rosa acceso che contrastano con il grigio della dolomia.
- Potentilla persicina e Orecchia d’orso: Autentici miracoli della natura, questi piccoli e profumati fiori rupestri (definiti piante “pioniere”) riescono a mettere radici e sopravvivere nelle microscopiche fessure dei massi e dei detriti calcarei.
- Campanula di monte e Achillea gialla: Diffuse nei pascoli d’alta quota, punteggiano di giallo brillante e di azzurro tenue i prati e i crinali durante le brevi estati.
Gallery Parco Regionale Tre Cime Drei Zinnen
Parco Regionale Tre Cime: la storia sulle origini del parco
L’esigenza di preservare lo straordinario patrimonio geologico e biologico delle Dolomiti di Sesto portò alla formale istituzione del Parco Naturale Tre Cime nel 1981. La costituzione dell’Ente, avvenuta tramite la Legge Provinciale altoatesina (DPGP n. 7/1981), è stata fondamentale per regolamentare l’afflusso turistico di massa che premeva attorno al massiccio delle Tre Cime e per bloccare le speculazioni immobiliari e infrastrutturali nelle vallate incontaminate come la Val Fiscalina.
Il parco non è solo uno scrigno naturale, ma anche un vasto museo della memoria a cielo aperto: l’intera area fu teatro di sanguinosissimi scontri durante la Prima Guerra Mondiale (il Fronte Dolomitico). L’Ente Parco si impegna da decenni, oltre che nella tutela della biodiversità, anche nel mantenimento dei sentieri attrezzati e delle vecchie mulattiere militari, permettendo ai visitatori di comprendere come la natura stia lentamente, ma inesorabilmente, sanando le ferite lasciate dal conflitto.
Come si arriva al Parco Regionale Tre Cime
Viaggiando in auto:
Il parco è facilmente raggiungibile dall’arteria principale della Val Pusteria. Per chi arriva da sud (Verona/Bolzano) tramite l’Autostrada A22 (Brennero), l’uscita è “Bressanone/Val Pusteria”. Da lì, si imbocca la scorrevole Strada Statale 49 (SS49) della Val Pusteria fino ad arrivare comodamente a Dobbiaco e San Candido. Giunti a Dobbiaco, si trova l’importante Centro Visite (presso il Grand Hotel), da cui ci si può dirigere verso i punti di partenza escursionistici o verso la famosa e panoramica SS 51 d’Alemagna (direzione Misurina/Tre Cime). Per chi punta al settore orientale, da San Candido si prende la SS 52 verso Sesto e la Val Fiscalina.
Viaggiando in treno:
Il Parco Tre Cime vanta un’eccellente raggiungibilità su rotaia, ideale per evitare i rallentamenti del traffico estivo. Lungo la modernissima e panoramica linea ferroviaria Fortezza – San Candido – Lienz viaggiano i treni regionali (Treno Alto Adige). Questi convogli offrono fermate strategiche direttamente nei paesi cardine del parco, in particolare a Dobbiaco e San Candido. Usciti da queste stazioni ferroviarie, i visitatori trovano una fittissima ed efficiente rete di autobus del servizio di linea altoatesino (SAD), i quali smistano regolarmente i flussi verso la Val Fiscalina (Sesto), il Lago di Braies o il Rifugio Auronzo.