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Parco Regionale Tevere

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via Tiberina 05020, Alviano (TR)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Tevere

Esteso per oltre 7.000 ettari in provincia di Terni, il Parco Fluviale del Tevere segue il medio corso del fiume sacro ai Romani, attraversando un paesaggio umbro di rara e suggestiva bellezza. Il parco abbraccia colline storiche, come quella di Todi, profonde incisioni calcaree, come le spettacolari Gole del Forello, e due grandi bacini artificiali: il Lago di Corbara e il Lago di Alviano.

Il cuore pulsante della biodiversità del parco è proprio l’Oasi WWF del Lago di Alviano. Formatosi nel 1963 a seguito di uno sbarramento idroelettrico sul Tevere, questo bacino poco profondo (circa 900 ettari tra specchio d’acqua e boschi) si è rapidamente trasformato in un’eccezionale zona umida, divenendo uno dei siti di sosta e nidificazione più importanti dell’Italia centrale per gli uccelli migratori.

L’esperienza di visita all’interno dell’Oasi di Alviano è immersiva e silenziosa. I sentieri naturalistici, lunghi alcuni chilometri, si snodano quasi a pelo d’acqua o su passerelle di legno che attraversano la palude. Lungo il percorso sono strategicamente posizionati 11 capanni per il birdwatching e la fotografia naturalistica, oltre a una torretta panoramica e un’aula didattica all’aperto. È il luogo ideale per le famiglie e per gli amanti della natura in cerca di un contatto diretto e rispettoso con l’ambiente palustre.

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Parco Fluviale del Tevere: la fauna e flora del parco

L’Oasi di Alviano è un Sito d’Importanza Comunitaria (SIC) e una Zona di Protezione Speciale (ZPS), un vero paradiso tutelato dalla caccia fin dal 1978.

La fauna è la dominatrice assoluta dell’area, con quasi 200 specie di uccelli censite nel corso degli anni. Il lago rappresenta un crocevia fondamentale sulle rotte migratorie tra l’Europa e l’Africa: in inverno ospita migliaia di anatre e cormorani svernanti, mentre in primavera i canneti si riempiono di nidi di aironi e piccoli passeriformi. Le acque basse e ricche di pesci (come lucci, carpe e persici) attirano inoltre imponenti rapaci diurni.

La flora è uno splendido esempio di ecosistema ripariale e igrofilo (amante dell’acqua). Il paesaggio varia dalle distese acquitrinose galleggianti, ai fitti cordoni di canne lungo le rive, fino a culminare nel bosco allagato (la foresta igrofila), che si estende per oltre 300 ettari offrendo ombra e riparo.

Gli animali del parco

  • Falco pescatore: Un rarissimo e spettacolare rapace migratore. Fa regolarmente tappa al lago di Alviano, dove si tuffa verticalmente nell’acqua con gli artigli protesi per catturare i pesci affioranti.
  • Airone bianco maggiore e Airone cinerino: Eleganti trampolieri. Stazionano immobili nei bassi fondali paludosi per ore, attendendo il passaggio di pesci e anfibi da trafiggere con il lungo becco.
  • Cigno reale: Avvistabile frequentemente nelle zone più calme del lago, aggiunge un tocco di maestosa eleganza mentre scivola sull’acqua.
  • Nibbio bruno: È il rapace diurno di maggior interesse del parco. Da marzo a settembre, il Parco Fluviale del Tevere ospita la popolazione di nibbi più consistente di tutta l’Umbria, visibili mentre sorvolano l’oasi a caccia di pesci morti o piccoli roditori.
  • Cormorano: Presente in centinaia di esemplari durante l’inverno. Si immerge per lunghi tratti nuotando sott’acqua a caccia di pesci, per poi asciugare le ali nere aprendole al sole sui rami secchi degli alberi.
  • Germano reale e Alzavola: Le anatre più comuni dell’Oasi. Le alzavole, molto piccole e veloci, arrivano in stormi numerosi durante i mesi invernali per nutrirsi nei fondali fangosi.
  • Falco di palude: Sorvola silenziosamente a bassissima quota l’immenso canneto, sorprendendo dall’alto piccoli mammiferi e uccelletti nidificanti.

Le piante del Parco Regionale Tevere

La vegetazione palustre di Alviano svolge un ruolo cruciale di filtro naturale per le acque del Tevere.

  • Pioppo bianco: Uno degli alberi dominanti del bosco igrofilo di Alviano. Raggiunge grandi altezze e si distingue per la corteccia chiara e la pagina inferiore delle foglie ricoperta di una lanugine biancastra che brilla al vento.
  • Salice (Salice bianco): Vive letteralmente con le radici a bagno nell’acqua. I suoi rami flessibili e cadenti formano una vera e propria foresta allagata che offre riparo sicuro a decine di specie di volatili.
  • Ontano nero: Albero tipico delle zone paludose, capace di resistere all’asfissia radicale grazie alla simbiosi con batteri che fissano l’azoto. Crea boschi densi e bui ai margini del lago.
  • Cannuccia di palude (Phragmites australis): Forma barriere verdi invalicabili estese per ettari lungo le rive del lago. È il cuore dell’oasi, essenziale per la riproduzione e il rifugio protetto di aironi e anatre.
  • Tifa e Giunco: Si affiancano alla cannuccia di palude; la tifa è facilmente riconoscibile per la sua caratteristica infiorescenza a forma di “sigaro” marrone.
  • Iris giallo (Giaggiolo acquatico): Nelle fioriture primaverili, queste piante bulbose colorano di un giallo intenso i bordi dei sentieri e le rive dei fossati interni all’oasi.

Parco Regionale Tevere: la storia sulle origini del parco

La storia dell’Oasi di Alviano è un esempio perfetto di come la natura sappia riprendersi i propri spazi. Dopo la costruzione della diga idroelettrica sul Tevere nel 1963, il nuovo lago si è riempito rapidamente di sedimenti, diventando molto basso e paludoso, condizioni sgradite per la produzione elettrica ma perfette per la biodiversità. Nel giro di pochi anni, migliaia di uccelli iniziarono a utilizzare quest’area come scalo migratorio.

Per proteggere questo miracolo ecologico emergente dalla forte pressione venatoria (la caccia) e dalla speculazione, nel 1978 un provvedimento pionieristico della Regione Umbria sancì il divieto di caccia su 800 ettari, dando vita all’Oasi WWF. Successivamente, nel 1990, per dare un respiro più ampio alla tutela dell’intero bacino, la Regione istituì ufficialmente il Parco Fluviale del Tevere, integrando l’oasi di Alviano, il lago di Corbara e le storiche Gole del Forello in un unico grande corridoio ecologico.

Come si arriva al Parco Regionale Tevere

Viaggiando in auto:
L’Oasi di Alviano è comodamente raggiungibile dall’arteria principale del centro Italia. Per chi proviene da nord (Firenze) o da sud (Roma) lungo l’Autostrada A1, l’uscita da imboccare è il casello di Orvieto (o in alternativa Attigliano per chi viene da sud). Dal casello di Orvieto, bisogna seguire le indicazioni per Guardea e successivamente per Alviano/Oasi di Alviano, percorrendo scorrevoli strade provinciali che affiancano la valle del Tevere (circa 30 minuti di viaggio dall’uscita). L’ingresso dell’Oasi è ben segnalato dai classici cartelli marroni e dal logo del panda del WWF, ed è dotato di un ampio parcheggio gratuito.

Viaggiando in treno:
Raggiungere l’Oasi con i mezzi pubblici è un’ottima scelta ecologica, in quanto la ferrovia corre parallela al fiume. Sulla frequentata linea ferroviaria Roma-Firenze (treni regionali veloci) si trova proprio la stazione di Alviano. L’ingresso dell’Oasi WWF dista pochissimo (circa 500 metri) dal piazzale della stazione di Alviano, ed è quindi raggiungibile a piedi con una camminata in piano di appena 10 minuti, rendendo la visita estremamente agevole anche per le famiglie senza auto.

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