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Parco Regionale Stirone e Piacenziano

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via Scipione Passeri 1 43039, Salsomaggiore Terme (PR)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Stirone e Piacenziano

Sviluppato per oltre 2.700 ettari tra le province di Parma e Piacenza, il Parco Regionale dello Stirone e del Piacenziano non è un semplice parco fluviale, ma un gigantesco “archivio geologico” all’aperto. Il suo territorio, che risale dolcemente dalla pianura di Fidenza fino ai piedi dell’Appennino emiliano, tutela il corridoio fluviale disegnato dal fiume Stirone e le iconiche zone calanchive della Val d’Arda (come le pareti di Lugagnano e Castell’Arquato).

La particolarità assoluta di questo parco è il suo inestimabile patrimonio paleontologico. Camminando lungo le pendici erose dei calanchi o sulle ripide sponde tagliate dal torrente Stirone, si cammina letteralmente sul fondo di quello che era l’antico Golfo Padano. Da queste pareti argillose emergono continuamente, a causa della normale erosione meteorica, fossili perfettamente conservati risalenti a milioni di anni fa (epoca del Pliocene, in particolare il periodo detto “Piacenziano”), quando in questa zona nuotavano balene e squali.

Accanto al fascino primordiale dei fossili marini, il parco offre l’atmosfera viva e mutevole del corridoio fluviale. I sentieri ciclopedonali ombreggiati permettono di passare dai paesaggi brulli e lunari dei calanchi ai lussureggianti boschi di ripa (quelli che crescono sulle rive del fiume), costellati di piccoli specchi d’acqua e aree agricole che ospitano un’avifauna eccezionale e coloratissima.

Parco Regionale Stirone e Piacenziano: la fauna e flora del parco

L’alternanza tra gli aridi calanchi fossili, l’acqua corrente dello Stirone e i laghetti agricoli ri-naturalizzati favorisce un ecosistema estremamente vitale e dinamico.

L’abbondanza di macchie cespugliose e piccole zone umide richiama stabilmente numerose specie ornitologiche di interesse comunitario; il parco è, infatti, un ottimo sito per il birdwatching, offrendo l’osservazione di anatidi, aironi e colorati visitatori estivi che sfruttano il riparo dei canneti per nidificare. Anche le praterie aride sono ricchissime di vita e insetti.

La flora si adatta rigorosamente al gradiente di umidità. Lungo gli argini del fiume regna la vegetazione igrofila (amante dell’acqua) e la foresta a galleria. Nelle zone geologiche dei calanchi e sui prati aridi, al contrario, attecchiscono specie pioniere o prative di grande delicatezza e rarità, che colorano l’argilla compatta all’arrivo della primavera.

Gli animali del parco

  • Gruccione: Un uccello migratore dai colori brillanti e tropicali (giallo, azzurro, verde e castano). Frequenta le pareti verticali e sabbiose scavate dal torrente Stirone, dove perfora lunghi cunicoli (anche di due metri) per costruire il proprio nido.
  • Capriolo: L’ungulato più comune dell’area collinare e boschiva del parco. Grazioso e schivo, si alimenta nelle aree ecotonali (ai margini tra il bosco di latifoglie e i campi coltivati) durante le prime ore dell’alba.
  • Lupo: Predatore essenziale che è stabilmente tornato a perlustrare i crinali appenninici e le vallate fluviali come questa, svolgendo il prezioso compito di controllo naturale sulle popolazioni di ungulati.
  • Ghiandaia marina: Un altro migratore dal piumaggio straordinariamente vivace (azzurro e turchese intenso), divenuto una specie di punta tra quelle che nidificano nei campi e negli arbusteti aperti dell’area protetta.
  • Tarabusino e Cannaiola: Sono gli uccelli simbolo degli stagni e dei bacini lenti. Il tarabusino è un piccolo e abilissimo airone mimetico che si nasconde perfettamente tra i fusti verticali delle canne; la cannaiola vi intreccia invece con maestria il proprio nido a coppa.
  • Succiacapre: Un uccello notturno misterioso e perfettamente mimetizzato come corteccia d’albero; frequenta le zone incolte cacciando grandi insetti in volo.

Le piante del Parco Regionale Stirone e Piacenziano

Spostandosi dalla riva del fiume verso le aree argillose o agricole, il paesaggio vegetale cambia completamente.

  • Pioppo (bianco e nero) e Salice bianco: Sono gli alberi padroni incontrastati delle ripide sponde dello Stirone. I loro tronchi vigorosi e le radici in grado di sopportare costanti piene e allagamenti contribuiscono a formare il prezioso bosco fluviale. Da segnalare la presenza dei famosi alberi monumentali “Tre Pioppi” nei pressi di Scipione Ponte.
  • Farnia (Quercus robur): La maestosa quercia che storicamente dominava le foreste di pianura del bacino del Po. Amante dei terreni profondi e fertili, ne sopravvivono importanti esemplari nelle aree boschive meno disturbate del parco.
  • Ontano nero: Un’altra vigorosa latifoglia igrofila che popola le golene del fiume insieme ai salici e ai sambuchi.
  • Tifa e Cannuccia di palude: Le piante regine degli ambienti acquatici stagnanti e dei piccoli laghetti rinaturalizzati. La tifa, riconoscibile per l’infiorescenza a forma di “salsicciotto” marrone, è così rappresentativa da essere stata a lungo il simbolo grafico originario del parco dello Stirone.
  • Orchidee spontanee: Nelle stazioni geologiche aride del Piacenziano (i calanchi e i pendii secchi), durante la primavera fa la sua comparsa un nutrito e coloratissimo corteggio di orchidee selvatiche, accompagnate da fiori come il dente di cane e l’aglio orsino.

Parco Regionale Stirone e Piacenziano: la storia sulle origini del parco

L’esigenza di tutelare questo territorio ha preso forma da due spinte parallele, unite per proteggere sia l’ambiente vivo che quello fossile. Nel 1993, la Regione Emilia-Romagna istituì formalmente la “Riserva naturale geologica del Piacenziano” per salvare il patrimonio fossile dall’estrazione incontrollata, mentre il torrente era protetto dal “Parco Fluviale Regionale dello Stirone”.

L’unione amministrativa ed ecologica di queste due anime contigue è avvenuta ufficialmente nel 2011, tramite l’emanazione della Legge Regionale n. 24 (e successive normative collegate del 9 maggio 2011 n. 3).

Oggi l’ente “Parchi del Ducato” gestisce quest’unica grande riserva integrata. Oltre alla ferrea salvaguardia dei giacimenti paleontologici (non accessibili al prelievo amatoriale), il parco si è impegnato a realizzare e valorizzare poli educativi di primo livello, come il bellissimo museo MuMAB, situato all’interno di poderi confiscati alla criminalità organizzata e ora restituiti alla collettività.

Come si arriva al Parco Regionale Stirone e Piacenziano

Viaggiando in auto:
Il parco, estendendosi tra la pianura parmense e i colli piacentini, è molto comodo da raggiungere percorrendo la fondamentale arteria dell’Autostrada A1 (Milano-Bologna). L’uscita di riferimento più rapida è il casello di Fidenza. Dal casello autostradale si procede sulla scorrevole viabilità ordinaria in direzione di Salsomaggiore Terme. Prima di giungere alla nota cittadina termale, in prossimità della località San Nicomede, sorge il Podere Millepioppi (sede del MuMAB e principale punto di accesso logistico per parcheggiare e iniziare a camminare).

Viaggiando in treno:
Arrivare con il trasporto su rotaia e una bicicletta al seguito è un’opzione eccellente, essendo il territorio pianeggiante. Sulla grande direttrice ferroviaria Milano-Bologna, è necessario scendere alla Stazione di Fidenza. Da qui, partono treni locali regolari e frequentissimi per la vicina stazione di Salsomaggiore Terme. Una volta scesi dal treno in una di queste due stazioni, è possibile coprire i pochi chilometri che separano dai sentieri naturalistici del parco o dal MuMAB tramite una facile passeggiata a piedi o in bicicletta, oppure utilizzando le linee di autobus del trasporto pubblico locale parmense.

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