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Parco Regionale Spina Verde di Como

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via G. Clerici 1 22020, San Fermo della Battaglia (CO)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Spina Verde di Como

Istituito a partire dagli anni ’90 per proteggere l’anfiteatro collinare che abbraccia il capoluogo lariano a sud-ovest, il Parco Regionale Spina Verde si estende su una superficie di circa 1.000 ettari al confine diretto con la Svizzera. Questa oasi boschiva, posizionata a un’altitudine che oscilla tra i 200 e i 600 metri, rappresenta il vero e proprio “polmone verde” della città di Como, fondendo in un unico spazio natura incontaminata, archeologia protostorica e storia militare recente.

Il fascino della Spina Verde risiede nella sua fitta e sorprendente rete di sentieri tematici. Camminando nei boschi freschi e ombreggiati si possono scoprire incisioni rupestri preistoriche (la cultura di Golasecca), antiche cave di arenaria e le maestose rovine del Castel Baradello, la torre sentinella voluta dall’imperatore Federico Barbarossa, dalla quale si gode una vista mozzafiato sul primo bacino del Lago di Como e sull’arco alpino innevato. Non meno affascinanti sono i percorsi sotterranei e le trincee tracciate durante la Prima Guerra Mondiale (la famosa “Linea Cadorna”), ora recuperate e parzialmente visitabili.

L’atmosfera all’interno del parco è rassicurante e profondamente rilassante, creando un netto contrasto con la frenesia urbana sottostante. Grazie a percorsi di facile e media difficoltà (e all’assenza di pendenze proibitive), è la meta prediletta per il trail running, per le uscite in mountain bike e per le tranquille passeggiate domenicali delle famiglie.

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Parco Regionale Spina Verde di Como: la fauna e flora del parco

Essendo un “parco di cintura urbana”, la Spina Verde deve convivere con un alto grado di antropizzazione. Nonostante ciò, grazie al divieto di caccia e all’assenza di frammentazione stradale all’interno dei confini boschivi, la biodiversità ha trovato un preziosissimo rifugio.

La fauna vertebrata è prevalentemente quella tipica dei boschi di media collina prealpina. Numerosi piccoli mammiferi carnivori e roditori perlustrano il sottobosco, mentre i cieli, o meglio la penombra della copertura forestale, ospitano diverse specie di rapaci notturni e picchi. Le piccole zone umide superstiti o sorgive nascoste permettono inoltre la sopravvivenza di alcune colonie di anfibi e insetti protetti (come il cervo volante).

La flora è l’elemento che caratterizza maggiormente le colline lariane. I versanti sono interamente ricoperti da boschi di latifoglie, intercalati da imponenti macchie di conifere piantate dall’uomo nei secoli passati. Il sottobosco si fa notare soprattutto in primavera o in posizioni particolarmente assolate, regalando la sorpresa di rarissime piante termofile tipicamente mediterranee che crescono inaspettatamente così a nord.

Gli animali del parco

  • Tasso: Uno dei mammiferi più grandi del parco. Di abitudini rigorosamente notturne, scava profonde tane nei pendii boschivi meno disturbati, uscendo al buio per nutrirsi di radici e grossi insetti.
  • Volpe: Frequente ma elusiva. Si muove silenziosamente e si adatta perfettamente alla vicinanza con l’uomo, pattugliando i margini tra il bosco e le aree coltivate o urbanizzate in cerca di topi e piccoli uccelli.
  • Civetta: Piccolo e tozzo rapace notturno dal canto inconfondibile. Trova rifugio nelle cavità dei vecchi alberi, nei muretti a secco abbandonati o persino tra le fessure delle strutture murarie del Baradello.
  • Scoiattolo rosso: L’agile acrobata dei boschi. Facilissimo da osservare di giorno mentre salta tra le fronde di castagni e pini alla ricerca frenetica di ghiande e pigne.
  • Cervo volante (Lucanus cervus): Raro ed enorme coleottero tutelato a livello europeo. Svolge un ruolo cruciale per la foresta: le sue grosse larve si nutrono e scompongono il legno morto dei grandi alberi abbattuti o deperienti.
  • Salamandra pezzata: Un anfibio lucido, nero e macchiato di giallo acceso. Rara ma ancora presente nei pressi dei minuscoli ruscelli ombrosi e umidi (come vicino a Parè) che attraversano le forre del parco.

Le piante del Parco Regionale Spina Verde di Como

Il parco presenta un mantello boschivo esteso che maschera le colline che si affacciano su Como.

  • Castagno: L’albero simbolo dell’area. Anticamente coltivato per i suoi frutti (“l’albero del pane”), forma ampie selve che in autunno attirano molti visitatori alla ricerca di castagne e funghi.
  • Pino silvestre: Molto diffuso grazie a rimboschimenti storici. La sua presenza, con la caratteristica corteccia rossastra della parte alta del tronco, contribuisce a stabilizzare i pendii più ripidi e a offrire riparo agli scoiattoli.
  • Rovere e Farnia: Le grandi querce della collina prealpina. Associate a carpini e aceri, costituiscono il “bosco misto” che domina gran parte della Spina Verde, regalando fitte zone d’ombra in estate.
  • Orchidee selvatiche (generi Ophrys e Serapias): Una vera e propria anomalia botanica. Queste rare fioriture, di chiara origine mediterranea e protette, sopravvivono in determinati punti assolati del parco dove il microclima è eccezionalmente mite per la latitudine.
  • Pungitopo: Un tenace e basso arbusto sempreverde. Nel periodo invernale, il suo fogliame verde scuro e le sue accese bacche rosse creano un bellissimo contrasto cromatico nel sottobosco grigio di latifoglie.

Parco Regionale Spina Verde di Como: la storia sulle origini del parco

L’idea di preservare queste colline da un’inesorabile ed espansiva lottizzazione edilizia che rischiava di saldare l’area urbana di Como con quella svizzera, nacque spontaneamente tra la popolazione e le associazioni locali. Il parco è stato formalmente istituito con la Legge Regionale della Lombardia n. 55 nel 1993 (e successivi potenziamenti e piani territoriali).

L’impegno dell’Ente Parco è stato monumentale non solo per la salvaguardia botanica, ma soprattutto per il recupero archeologico. Sono state disostruite le sorgenti e i cunicoli militari della Prima Guerra Mondiale, ed è stato messo in sicurezza l’imponente Castello Baradello, donando ai comaschi un eccezionale museo all’aria aperta dove natura e didattica storica si intrecciano.

Come si arriva al Parco Regionale Spina Verde di Como

Viaggiando in auto:
Il parco è a ridosso immediato della città di Como. Per chi arriva da Milano o Varese tramite l’Autostrada A9 (Milano-Chiasso), l’uscita da imboccare è “Como Centro”. Dall’uscita, seguendo le indicazioni per San Fermo della Battaglia e Prestino/Cavallasca, si raggiungono in pochissimi minuti le aree di parcheggio gratuite poste ai vari ingressi del parco. Da Prestino (Via Bregno/Via Isonzo) partono comodi sentieri pedonali che si inoltrano nel bosco.

Viaggiando in treno:
L’avvicinamento al parco utilizzando il trasporto su rotaia è estremamente agevole ed ecosostenibile. La stazione di riferimento principale è Como San Giovanni (linea Milano-Chiasso), servita in modo capillare dai treni Trenord o dai collegamenti internazionali. Dalla stazione di Como S. Giovanni, è possibile raggiungere l’inizio dei sentieri (verso la Baita Pianvalle o il Castello Baradello) in circa 30-40 minuti di piacevole passeggiata in salita, passando dietro la Basilica di Sant’Abbondio o avvalendosi della rete di autobus urbani che servono le frazioni collinari di Prestino e San Fermo.

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