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Parco Regionale Serio

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Piazza Giacomo Matteotti 13 24058, Romano di Lombardia (BG)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Serio

Il Parco Regionale del Serio è un nastro verde che taglia la pianura lombarda, estendendosi per oltre 50 chilometri lungo il corso del fiume Serio, dal comune di Seriate (BG) fino alla sua foce nel fiume Adda, nei pressi di Montodine (CR). Con una superficie di circa 7.750 ettari, il parco attraversa il territorio di ben 26 comuni a cavallo tra le province di Bergamo e Cremona.

Il paesaggio è un perfetto esempio del millenario e complesso rapporto tra l’uomo e l’ambiente fluviale padano. La morfologia è caratterizzata dalle acque correnti del Serio, che si snodano tra ghiaioni, meandri, lanche (i bracci morti del fiume abbandonati dalla corrente) e numerosissime risorgive. A questo ambiente prettamente acquatico si alternano aree dalla fortissima vocazione agricola, fitti boschi ripariali e aride “praterie magre”, simili a steppe, che in primavera esplodono di fioriture.

Esplorare il Parco del Serio significa immergersi in una natura rilassante, ideale da percorrere in bicicletta sfruttando l’estesa rete di piste ciclopedonali che seguono gli argini. Lungo il cammino, la natura lascia spesso spazio alla storia: l’area è infatti ricchissima di preziose testimonianze architettoniche, dai castelli di origine colleonesca (come i celebri castelli di Malpaga e Cavernago) ai suggestivi centri storici medievali di Urgnano, Martinengo e della stessa Romano di Lombardia, dove ha sede l’Ente Parco all’interno di una storica rocca.

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Parco Regionale del Serio: la fauna e flora del parco

L’obiettivo primario che ha portato alla tutela dell’area è stata la salvaguardia dell’ecosistema perifluviale, messo a rischio dall’urbanizzazione e dallo sfruttamento agricolo. Le zone umide, le lanche e le risorgive sono serbatoi biologici di importanza cruciale, fondamentali per l’avifauna e gli anfibi.

La fauna del parco è tipicamente legata agli ambienti acquatici e boschivi di pianura. Il corso del fiume e i piccoli laghetti artificiali offrono riparo a numerose specie ittiche, mentre le rive fangose e i canneti sono pattugliati da uccelli acquatici e piccoli mammiferi. Simbolo del parco è il merlo acquaiolo, inserito non a caso nel logo istituzionale dell’Ente, a testimonianza dell’importanza dell’ecosistema fluviale.

La flora è fortemente stratificata in base alla distanza dall’acqua. Se i greti ghiaiosi favoriscono piante pioniere e “steppe”, le sponde più umide sono il regno dei classici e ombrosi boschi igrofili (amanti dell’acqua), che creano gallerie verdi lungo il fiume, mitigando la temperatura e stabilizzando le sponde.

Gli animali del parco

  • Merlo acquaiolo: L’emblema del parco. Questo piccolo e vivace uccello dal petto bianco e dal corpo scuro possiede la straordinaria capacità di camminare letteralmente sul fondo dei torrenti controcorrente, cercando larve e insetti tra i sassi.
  • Airone cenerino: Maestoso trampoliere dal piumaggio grigio. Staziona immobile come una statua per ore nelle acque basse o lungo i canneti, aspettando il momento propizio per trafiggere con il lungo becco pesci o rane.
  • Rana di Lataste (Rana latastei): Un anfibio endemico e prezioso della Pianura Padana. Dal tipico colore bruno/rossastro, predilige i boschi umidi di fondovalle e le pozze temporanee, mimetizzandosi perfettamente tra le foglie secche.
  • Luccio: Il grande predatore ittico delle lanche e delle anse più tranquille del fiume. Si apposta immobile tra la vegetazione acquatica sommersa per tendere agguati rapidissimi agli altri pesci.
  • Tritone punteggiato e Salamandra pezzata: Rari anfibi (la salamandra è inconfondibile per la sua livrea nera a macchie gialle) che testimoniano, con la loro presenza, la qualità e la freschezza delle acque di alcune sorgenti e piccoli corsi d’acqua del parco.
  • Capriolo: Seppur l’ambiente sia fortemente antropizzato, è possibile scorgere questi eleganti ungulati nei boschi più fitti o nelle ore crepuscolari, mentre brucano i prati ai margini delle aree agricole.
  • Germano reale: La più comune e colorata anatra del fiume Serio. Animano rumorosamente le acque lente; i maschi spiccano per la loro bellissima testa verde brillante iridescente.

Le piante del Parco Regionale Serio

I boschi ripariali e campestri costituiscono la principale ossatura verde del parco.

  • Farnia (Quercus robur): La maestosa quercia che un tempo dominava l’intera Pianura Padana. Nel parco sopravvivono importanti lembi boscati in cui questa pianta, dai tronchi imponenti, produce copiose quantità di ghiande.
  • Ontano nero: Un vero “specialista” delle rive. Le sue radici amano i terreni perennemente allagati o asfittici; la pianta è essenziale per il consolidamento degli argini contro l’erosione delle piene.
  • Pioppi (bianco e nero) e Salici: Le specie arboree che formano le “gallerie” lungo il corso del fiume. A crescita rapidissima, le loro fronde flessibili si piegano assecondando il vento e la corrente.
  • Cannuccia di palude (Phragmites australis): Forma estese e dense associazioni (i canneti) nelle zone d’acqua più calme o stagnanti, fungendo da filtro depuratore naturale e da culla per i nidi dell’avifauna acquatica.
  • Acero campestre e Olmo campestre: Alberi rustici che compongono il sottobosco o si mescolano alle farnie, contribuendo in autunno a colorare di toni caldi le macchie boschive tra i campi.
  • Robinia (Falsa acacia): Una pianta infestante di origine nordamericana molto diffusa nell’area. In primavera si fa notare per i suoi grandi e penduli grappoli di fiori bianchi intensamente profumati (da cui si ricava un ottimo miele).

Parco Regionale Serio: la storia sulle origini del parco

L’esigenza di preservare le sponde del Serio nacque molto presto, già a partire dal 1973, quando le province di Bergamo e Cremona iniziarono a collaborare per porre un freno al dilagare del degrado ambientale, dello sfruttamento indiscriminato di ghiaia e sabbia e dell’espansione urbanistica non regolamentata.

Queste volontà si concretizzarono formalmente più di dieci anni dopo, il 1° giugno 1985, con la promulgazione della Legge Regionale Lombarda n. 70, che istituì ufficialmente il Parco Regionale del Serio. Recentemente (ottobre 2022), la validità di questa istituzione è stata confermata dalla decisione della Regione Lombardia di ampliare ulteriormente i confini del parco, inglobando i comuni di Covo, Pedrengo e nuove aree di Seriate, per rafforzare la connettività ecologica tra i vari Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS).

Come si arriva al Parco Regionale Serio

Viaggiando in auto:
Il Parco, trovandosi nella Bassa Bergamasca e nel Cremasco, è attraversato dalle principali arterie viarie lombarde. Per chi arriva dall’Autostrada A4 (Milano-Venezia), l’uscita più diretta per la parte nord del parco è il casello di Seriate. Per chi proviene o si dirige verso la zona centrale (dove ha sede l’Ente), è comodissima la nuova Autostrada Bre.Be.Mi. (A35), utilizzando le uscite di Bariano o Romano di Lombardia. Se si desidera accedere alla porzione sud del parco (verso Cremona), si può percorrere la Strada Statale Paullese da Milano sud in direzione di Crema.

Viaggiando in treno:
L’approccio su rotaia è estremamente favorevole ed è perfetto per chi vuole abbinare treno e bicicletta. Sulla linea ferroviaria statale Milano-Venezia, è possibile scendere direttamente alla fermata di Romano di Lombardia. Usciti dalla stazione (dove spesso si organizzano anche ritrovi per escursioni cicloturistiche), il centro storico del paese, la Rocca sede del parco e il fiume Serio si raggiungono in pochissimi minuti. Per il settore cremonese, la linea di riferimento è la Cremona-Treviglio, con comode fermate presso le stazioni di Crema o Madignano.

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