Parco Regionale Sciliar Catinaccio Schlern Rosengarten
Descrizione Parco Regionale Sciliar Catinaccio Schlern Rosengarten
Con i suoi 7.293 ettari, il Parco Naturale Sciliar-Catinaccio (in tedesco Naturpark Schlern-Rosengarten) è un trionfo geologico ed ecologico nel cuore delle Dolomiti, riconosciute Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Il paesaggio è dominato da due massicci leggendari: lo Sciliar, con il suo inconfondibile e massiccio profilo squadrato sormontato dalle due cime di Santner e Euringer, e la magnifica catena del Catinaccio, famosa in tutto il mondo per il fenomeno dell'”Enrosadira”, che al tramonto tinge le rocce dolomitiche di un rosso-rosa infuocato.
Il parco offre panorami fiabeschi che alternano pascoli alpini dolci e sterminati, come la celeberrima e limitrofa Alpe di Siusi (il più grande altipiano d’Europa), a guglie di dolomia (antiche scogliere coralline triassiche emerse dal mare) e fitte foreste di conifere. Oltre alla natura, il parco è profondamente intriso di folklore ladino e tirolese: è la leggendaria dimora del Re Laurino e delle famose “Streghe dello Sciliar”, le cui storie accompagnano i viandanti lungo i sentieri.
L’atmosfera in estate è vibrante e luminosa, perfetta per trekking di ogni difficoltà e per la contemplazione di laghetti alpini limpidissimi (come il Lago di Carezza ai margini del parco). In inverno, la neve trasforma l’area in un paradiso silenzioso per ciaspolatori, sciatori e amanti del paesaggio alpino immacolato.
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Parco Naturale Sciliar – Catinaccio: la fauna e flora del parco
La straordinaria varietà geologica (dolomia calcarea e rocce porfiriche scure) e le notevoli altitudini creano habitat ricchissimi tutelati dalla rete europea Natura 2000.
La fauna è la tipica e spettacolare espressione delle Alpi orientali. Oltre agli uccelli specializzati dei piani nivali e ai maestosi rapaci, i mammiferi ungulati dominano il paesaggio; il rigido isolamento di alcune valli permette l’osservazione frequente di animali nel loro habitat naturale, specialmente alle prime ore del mattino.
La flora è condizionata dall’altitudine. Si passa dai rigogliosi e umidi boschi di conifere d’alto fusto (fino a circa 1.800 metri) per salire verso la tenace fascia degli arbusti nani e dei pini contorti. Sulle nude praterie d’alta quota e nelle spaccature della nuda dolomia, dove il clima si fa estremo, sbocciano fioriture minuscole, coloratissime e rarissime, alcune delle quali endemiche della regione.
Gli animali del parco
- Camoscio alpino: L’acrobata delle pareti dolomitiche. Frequenta numerosissimo i ripidi ghiaioni e i circhi glaciali alla base del Catinaccio e dello Sciliar, pascolando al sicuro tra le rocce inaccessibili.
- Marmotta: L’iconico roditore sentinella degli alpeggi. Vive in colonie nei prati d’alta quota e sotto i massi erratici; il suo fischio acuto riecheggia inconfondibile nelle valli per avvisare dell’arrivo di predatori.
- Aquila reale e Aquila nera: I superpredatori alati del parco. Nidificano negli anfratti inaccessibili delle falesie dello Sciliar, sorvolando i vasti altopiani sfruttando le potenti correnti ascensionali in cerca di giovani marmotte e lepri.
- Capriolo: Elegante ungulato che preferisce il limite del bosco e le fitte formazioni di conifere alle quote più basse, dove trova folto sottobosco in cui nascondersi e nutrirsi.
- Pernice bianca (Lagopus muta): Lo specialista delle nevi. Vive oltre il limite degli alberi, mimetizzandosi perfettamente grazie al suo piumaggio che muta stagionalmente dal bruno estivo al bianco candido invernale.
- Gracchio alpino: Corvide dal piumaggio nerissimo e dal caratteristico becco giallo ricurvo. È molto confidente e nidifica tra le fessure rocciose in altissima quota, spesso accompagnando i turisti vicino ai rifugi sperando in qualche briciola.
Le piante del Parco Regionale Sciliar – Catinaccio
La vegetazione cambia drasticamente con l’ascesa verso le vette, colorando il paesaggio dolomitico.
- Pino mugo e Rododendro irsuto: I padroni incontrastati della fascia arbustiva subalpina. Questa associazione inestricabile colonizza i fianchi della montagna sopra il limite del bosco; in estate, il rododendro tinge di un bellissimo rosa fucsia vasti tratti di versante calcareo.
- Pino silvestre e Abete rosso: Formano le lussureggianti e fitte foreste che abbracciano le pendici dello Sciliar e le valli laterali, fornendo un habitat ombroso e vitale per moltissime specie di funghi e ungulati.
- Larice e Pino cembro (Cirmolo): Le due conifere regine dell’alta montagna. Il larice regala al parco un manto dorato e luminoso in autunno perdendo gli aghi, mentre il robusto cembro sprigiona un intenso e balsamico profumo dal suo legno.
- Campanula di Moretti: Uno splendido fiorellino a forma di campana color lilla, che rappresenta uno degli endemismi più ricercati dai botanici, spuntando tenacemente direttamente dalla viva dolomia.
- Scarpetta di Venere: La più grande e spettacolare orchidea spontanea europea. Assai rara e severamente protetta, fiorisce nei boschi radi e ricchi di humus su terreno calcareo, sfoggiando un grande labello giallo simile a un piccolo zoccolo.
- Aconito napello e Negritella: Fiori iconici delle praterie alpine. L’aconito svetta con le sue alte infiorescenze a elmo viola scuro, mentre la minuscola negritella profuma intensamente di vaniglia e cacao durante le fioriture estive.
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Parco Regionale Sciliar – Catinaccio: la storia sulle origini del parco
L’idea di preservare queste vette da un’eccessiva pressione turistica ed edilizia ha reso quest’area un vero e proprio pioniere della conservazione in Italia. Il Parco Naturale Sciliar-Catinaccio è stato infatti istituito il 16 settembre 1974, rendendolo cronologicamente il primissimo dei sette parchi naturali della Provincia Autonoma di Bolzano.
Nato originariamente per proteggere unicamente lo Sciliar e il suo altopiano, nel 2003 il parco ha vissuto uno storico ampliamento che ha annesso al suo interno anche il monumentale massiccio del Catinaccio, triplicando di fatto il suo valore ecologico e paesaggistico. Nel corso di questo suo mezzo secolo di storia (il cinquantenario è stato celebrato in grande stile nel 2024), il parco ha visto l’integrazione nella rete Natura 2000 (dal 1995) e il glorioso riconoscimento UNESCO (2009), testimoniando il grande successo della gestione ambientale altoatesina.
Come si arriva al Parco Regionale Sciliar – Catinaccio
Viaggiando in auto:
Il parco è comodamente raggiungibile tramite l’Autostrada A22 del Brennero.
Per esplorare il versante dello Sciliar e l’Alpe di Siusi, bisogna uscire al casello di Chiusa – Val Gardena (se si proviene da nord) o Bolzano Nord (da sud), seguendo poi la ben segnalata e panoramica strada statale in direzione Castelrotto, Fiè allo Sciliar e Siusi. Attenzione: l’accesso stradale in auto fino al cuore dell’Alpe di Siusi è rigidamente interdetto al traffico privato dalle 09:00 alle 17:00 (salvo per chi pernotta negli hotel in quota); il mezzo migliore per salire è l’ampia cabinovia che parte proprio dall’abitato di Siusi allo Sciliar.
Se invece si desidera esplorare il versante del Catinaccio e Tires, si deve uscire a Bolzano Nord, prendere la direzione Prato all’Isarco e imboccare l’affascinante strada per la Valle di Tires e San Cipriano (vicino al Centro Visite).
Viaggiando in treno o autobus:
L’Alto Adige vanta un sistema di trasporto pubblico capillare ed eccellente (Südtirol Mobil) che permette di raggiungere i paesi del parco in modo totalmente ecosostenibile. Viaggiando in treno con Trenitalia, Italo o DB-ÖBB, le stazioni principali di riferimento sono Bolzano e Bressanone. Usciti dalla stazione di Bolzano, si trova immediatamente l’autostazione, da cui partono frequenti corse dirette degli autobus interurbani: la Linea 170 conduce a Siusi e all’altopiano dello Sciliar, mentre le Linee 185 e 185-S portano in poco tempo ai pittoreschi abitati di Tires e San Cipriano, proprio ai piedi del Catinaccio.