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Parco Regionale Sasso Simone e Simoncello

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via Montefeltro 27 61012, Carpegna (PU)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Sasso Simone e Simoncello

Istituito nel 1994, il Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello è un’affascinante e remota area protetta incastonata nel cuore del Montefeltro, a cavallo tra le province di Pesaro-Urbino (Marche) e Rimini (Emilia-Romagna). Esteso per circa 4.800 ettari, il territorio è dominato dall’imponente mole calcarea del Monte Carpegna (1.415 m) e, soprattutto, dai due inconfondibili blocchi rocciosi che danno il nome al parco: il Sasso Simone e il Simoncello. Queste due gigantesche fortezze di pietra, antichi residui di fondali marini, emergono bruscamente e in modo spettacolare da un mare di colline argillose, creando un paesaggio quasi surreale.

Il parco rappresenta un vero paradiso per gli escursionisti in cerca di atmosfere mistiche e di un turismo lento. Sulla cima del Sasso Simone si cammina su un enorme altopiano pianeggiante, dove la natura ha ormai quasi del tutto fagocitato i resti della “Città del Sole”, una cittadella militare utopica costruita dalla famiglia de’ Medici alla fine del 1500 e abbandonata a causa del clima troppo rigido.

L’esperienza visiva ed emozionale è segnata da un forte senso di isolamento pacifico. Oltre alle escursioni panoramiche verso la vetta del Carpegna, il parco offre l’ingresso in una delle cerrete più grandi d’Europa, un bosco magico e ombroso perfetto per le passeggiate familiari e per scoprire piccoli borghi storici intatti come Frontino e Pietrarubbia.

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Parco Regionale Sasso Simone e Simoncello: la fauna e flora del parco

L’estrema variabilità dei suoli e delle esposizioni crea habitat perfetti per il ripopolamento animale.

La fauna vanta la presenza dell’intera catena alimentare degli ungulati e dei loro superpredatori, segnando un recupero biologico eccezionale per l’Appennino centrale. Anche l’avifauna è di altissimo profilo, con grandi rapaci diurni che sfruttano le correnti termiche generate dalle aspre pareti dei Sassi per librarsi in volo.

La flora è l’elemento di spicco del paesaggio. I calanchi argillosi alla base lasciano ben presto il posto a una maestosa e vastissima copertura forestale continua. Si passa dalla fascia del bosco misto di mezza quota fino alla superba e secolare foresta di faggi e cerri, le cui chiome offrono in autunno uno degli spettacoli di foliage più variopinti e rinomati d’Italia. Al di sopra del limite del bosco, le praterie sommitali regalano fioriture rare e policrome.

Gli animali del parco

  • Lupo appenninico: Il principale predatore del parco. Il suo ritorno ha stabilizzato l’ecosistema; si muove in branchi perlustrando le aree boschive più inaccessibili a caccia di cinghiali e caprioli.
  • Capriolo e Cervo: Questi aggraziati e grandi ungulati, un tempo scomparsi, stanno ormai colonizzando con successo l’intera area boschiva, brucando nei vasti prati a ridosso del bosco alle prime luci dell’alba.
  • Gatto selvatico: Felino estremamente elusivo e schivo. Perfettamente adattato alla vita nelle foreste vetuste di faggio, caccia di notte mantenendosi lontano dagli insediamenti umani.
  • Istrice: Diffuso nelle quote inferiori più calde e termofile del parco, questo grosso roditore lascia inconfondibili tracce del suo passaggio perdendo i lunghi aculei bianco-neri sui sentieri.
  • Aquila reale e Falco pellegrino: I veri sovrani del cielo del Montefeltro. Nidificano e sorvolano gli spazi aperti attorno ai blocchi rocciosi dei due Sassi, lanciandosi in spettacolari picchiate durante le fasi di caccia.
  • Biancone: Un maestoso rapace migratore dal piumaggio molto chiaro. Arriva nel parco in primavera ed estate con un obiettivo alimentare molto specifico: sorvola incessantemente le praterie a caccia di serpenti.
  • Orso bruno marsicano: Occasionalmente segnalato nel territorio del parco per fare apparizioni fugaci durante i suoi ampi erratismi lungo la dorsale appenninica, a testimonianza dell’ottimo stato di salute e connettività delle foreste.

Le piante del Parco Regionale Sasso Simone e Simoncello

Il manto vegetale domina incontrastato le pendici delle montagne.

  • Cerro (Quercus cerris): Forma intorno ai due Sassi una colossale cerreta, tra le più estese in assoluto del panorama appenninico europeo (oltre 800 ettari), creando boschi colonnari fittissimi dal terreno ricco di foglie.
  • Faggio (Fagus sylvatica): Nelle quote più alte e fresche, specialmente verso il Monte Carpegna, forma boschi monumentali allo stato puro, essenziali per trattenere l’umidità e proteggere i versanti.
  • Carpino nero e bianco: Si fondono abbondantemente con le querce nella fascia montana inferiore (assieme all’orniello e all’acero campestre), componendo quel bosco misto che genera spettacolari accensioni di rosso e giallo in autunno.
  • Roverella: Quercia adattata ai versanti più asciutti e assolati; trattiene tenacemente le foglie secche sui rami per gran parte dell’inverno.
  • Orchidee spontanee, Crochi e Fiordalisi: Durante la fioritura primaverile, le praterie di vetta esplodono in un caleidoscopio di colori, in particolare dominati dall’azzurro intenso del fiordaliso e dalle delicate tonalità delle decine di specie di orchidee endemiche.

Parco Regionale Sasso Simone e Simoncello: la storia sulle origini del parco

L’esigenza di salvaguardare uno degli ecosistemi boschivi e rocciosi più preziosi del Montefeltro si è concretizzata nel 1994, anno in cui la Regione Marche ha ufficialmente istituito il Parco Naturale.

La storia amministrativa di quest’area è peculiare: sebbene nato come parco regionale marchigiano, i successivi cambiamenti geopolitici (con il passaggio di numerosi comuni dell’Alta Valmarecchia all’Emilia-Romagna nel 2009) lo hanno trasformato nei fatti in un Ente interregionale, le cui politiche di tutela devono oggi raccordarsi tra le province di Pesaro-Urbino e Rimini. L’istituzione del parco ha permesso di arrestare il taglio incontrollato dei boschi antichi e ha dato grande impulso al recupero dei sentieri legati alla sfortunata avventura architettonica dei Medici sulla vetta del Sasso Simone.

Come si arriva al Parco Regionale Sasso Simone e Simoncello

Viaggiando in auto:
Il parco dista circa 40 km dalla costa adriatica e non è servito direttamente da autostrade. Per arrivarci in auto dal litorale adriatico (Autostrada A14), le uscite consigliate sono Rimini Nord, Cattolica o Pesaro. Da Rimini, ci si inoltra lungo la suggestiva SS 258 (Via Marecchiese) superando Pennabilli o Novafeltria per dirigersi verso il passo di Carpegna. Da Pesaro o Cattolica, la direttrice principale punta nell’entroterra verso Montecchio o Morciano, salendo costantemente verso Carpegna. Se invece si proviene dall’asse tirrenico/umbro, percorrendo la E45, l’uscita migliore è San Giustino o San Sepolcro, valicando l’Appennino in direzione Piandimeleto/Carpegna.

Viaggiando in treno e autobus:
Non essendo presente una linea ferroviaria nel Montefeltro, il treno richiede necessariamente un trasbordo. Le stazioni ferroviarie di riferimento principali sono Pesaro o Rimini (poste sulla frequentatissima linea adriatica Milano-Lecce). Usciti dalla stazione, bisogna recarsi ai vicini capolinea delle autolinee regionali: da Rimini parte la linea extraurbana diretta a Pennabilli/Carpegna, mentre da Pesaro partono quotidianamente corse autobus (Autolinee Adriabus) dirette specificamente verso il comune montano di Carpegna, cuore logistico del parco.

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