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Parco Regionale Salina di Punta Contessa

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Strada per Pandi 72100, Brindisi (BR)
Sitoweb - Tel

Descrizione Parco Regionale Salina di Punta Contessa

Situato sul litorale sud di Brindisi, in una fascia costiera che si estende da Capo di Torre Cavallo fino a Punta della Contessa, il Parco Naturale Regionale Salina di Punta della Contessa è un’inaspettata oasi di biodiversità che copre circa 1.697 ettari. Si tratta di un ecosistema rarissimo ed estremamente vulnerabile: un sistema di vaste zone umide e lagune costiere (la “Salina Vecchia”, la “Salinella” e “l’invaso dell’Enichem”) originate dalla convergenza di canali d’acqua dolce provenienti dall’entroterra.

Il fascino primitivo di questo luogo è dato dall’eterna lotta tra le acque. I tranquilli bacini d’acqua dolce sono separati dal Mar Adriatico solo da un esile ma fondamentale cordone di dune di sabbia chiara, largo in alcuni punti appena 15 metri. Durante le forti mareggiate invernali, il mare scavalca le dune inondando le lagune interne e creando un ambiente altamente salmastro, che rende il paesaggio mutevole, inospitale per la maggior parte delle piante comuni ma perfetto per gli uccelli acquatici.

La visita offre un’immersione nel silenzio, rotta solo dal vento e dal frangersi delle onde. Il parco è attrezzato con alcune torri di avvistamento in legno strategiche, posizionate per permettere ad appassionati e fotografi di fare birdwatching ammirando le evoluzioni dell’avifauna, o per rilassarsi sulle ampie spiagge dorate e selvagge, lontani dal clamore dei lidi turistici organizzati.

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Parco Regionale Salina di Punta della Contessa: la fauna e flora del parco

Inserito nell’elenco delle Zone di Protezione Speciale (ZPS), il parco rappresenta uno snodo cruciale sulle rotte migratorie paleartiche.

La fauna è indubbiamente la vera protagonista della riserva. Le placide lagune costiere attirano centinaia di specie di uccelli, in particolar modo durante le delicate fasi del passo migratorio primaverile e autunnale, o come rifugio invernale. Non mancano, sulla spiaggia e nell’immediato retroduna, piccole testuggini di terra e conigli selvatici.

La flora è altamente specializzata (alofita) per sopravvivere ai suoli costantemente imbevuti di sale e sferzati dal vento marino. La vegetazione si distribuisce a fasce: dalla sommersa, vitale per ossigenare i fondali lagunari, a quella emergente dei margini fangosi, fino alle robuste e flessibili erbe pioniere che consolidano il delicato cordone sabbioso che frena le mareggiate.

Gli animali del parco

  • Fenicottero rosa: L’ospite più spettacolare, elegante e fotografato del parco. Piccoli stormi filtrano con i loro grandi becchi i bassi fondali fangosi alla ricerca di artemia salina (un piccolo crostaceo), il nutrimento che conferisce loro il tipico colore rosato.
  • Avocetta: Elegantissimo uccello limicolo dal piumaggio nettamente diviso tra bianco e nero. Si distingue per il particolarissimo becco lungo, sottile e ricurvo all’insù, usato per spazzolare lateralmente il fango in cerca di minuscoli invertebrati.
  • Airone rosso e Airone bianco maggiore: Trampolieri eleganti e silenziosi. Frequentano regolarmente le zone dei bacini, cacciando pesci e piccoli anfibi restando immobili per ore tra i salicornieti o nell’acqua bassa.
  • Falco pescatore e Falco di palude: I principali predatori aerei della riserva. Il primo si tuffa in picchiata in acqua per catturare i pesci afferrandoli con gli artigli, mentre il secondo pattuglia i canneti volando a bassissima quota.
  • Spatola: Un grande uccello acquatico bianco. Riconoscibile immediatamente per la curiosa forma appiattita e allargata (a cucchiaio) della punta del suo lungo becco, che utilizza setacciando l’acqua fangosa per alimentarsi.
  • Cavaliere d’Italia: Uccello dal profilo inconfondibile, con zampe rosse sproporzionatamente lunghe rispetto al corpo. Nidifica rumorosamente sugli argini creando piccole fosse nel fango.
  • Fraticello: Piccolo e frenetico uccello marino. Nidifica direttamente a terra sulle dune sabbiose del parco; le sue uova mimetiche si confondono perfettamente con i ciottoli e le conchiglie.

Le piante del Parco Regionale Salina di Punta della Contessa

Il rigore dell’ambiente salmastro e ventoso seleziona piante dalla resistenza formidabile.

  • Salicornia radicante (Salicornia europaea): L’essenza padrona degli acquitrini salati. Questa pianta succulenta e priva di foglie evidenti forma tappeti estesi (i “salicornieti”) lungo gli argini e le depressioni umide. In autunno muta il suo verde in spettacolari sfumature rosso intenso, disegnando il paesaggio.
  • Ruppia marittima (Ruppia cirrhosa): È la principale pianta acquatica che costituisce la vegetazione totalmente sommersa sul fondo dei bacini. Fondamentale ossigenatore delle lagune e cibo primario per gran parte dell’avifauna erbivora del parco.
  • Gramigna delle spiagge (Agropyron junceum): Una pianta pioniera indispensabile. Cresce nella fascia sabbiosa più vicina al mare; con la sua fitta e tenace rete di radici inizia il processo di accumulo e bloccaggio della sabbia portata dal vento.
  • Sp Sparto pungente o Ammophila: Cresce sulla cresta delle dune di sabbia. Ha foglie lunghe e pungenti che si arrotolano su se stesse per ridurre al minimo la traspirazione e la perdita d’acqua sotto il cocente sole estivo.
  • Cannuccia di palude (Phragmites australis): Tipica canna alta e flessibile. Forma i compatti canneti che si sviluppano unicamente nelle zone in cui si concentra il maggior afflusso di acqua dolce piovana o sorgiva proveniente dai canali dell’entroterra.

Parco Regionale Salina di Punta della Contessa: la storia sulle origini del parco

Fino agli anni ’80, queste fondamentali zone umide, strette tra la forte antropizzazione e l’industrializzazione della limitrofa città di Brindisi, rischiavano di essere progressivamente cancellate. Un primo passo per la loro protezione fu la creazione di un’Oasi di protezione della fauna nel 1983.

Il definitivo riconoscimento del valore ambientale di questo sistema idraulico è giunto però solo nel 2002, quando, con la promulgazione della Legge Regionale n. 28 del 23 dicembre, venne formalmente istituito il “Parco Naturale Regionale Salina di Punta della Contessa”.

Oggi, l’esistenza del parco mira a preservare il fragilissimo equilibrio tra le dune di sabbia e i bacini, arginando l’erosione costiera, contrastando il bracconaggio e mantenendo intatta un’infrastruttura verde vitale per le rotte degli uccelli migratori, promuovendo parallelamente forme di turismo dolce e responsabile.

Come si arriva al Parco Regionale Salina di Punta della Contessa

Viaggiando in auto:
Il parco è posizionato a sud-est rispetto al porto e al centro di Brindisi. L’utilizzo dell’auto è essenziale per avvicinarsi alla riserva, che mantiene un carattere molto selvaggio. Partendo dalla città di Brindisi, è necessario percorrere le strade che costeggiano la zona industriale in direzione sud (verso la frazione di Tuturano o Cerano) e imboccare la Strada per Pandi o la Strada per Villanova. Questa viabilità rurale conduce in prossimità della costa e degli accessi sterrati al parco e ai suoi bacini idrici.

Viaggiando in treno:
Data la sua natura isolata e protetta, il parco non dispone di stazioni ferroviarie limitrofe né di linee di autobus urbani frequenti che fermino direttamente davanti alle lagune o alle spiagge (a differenza della vicina Torre Guaceto). La stazione principale di riferimento è quella di Brindisi Centrale (ottimamente collegata dai treni a lunga percorrenza). Da qui, per chi è sprovvisto di auto propria, l’opzione migliore è affidarsi al noleggio di biciclette (per i cicloturisti) oppure contattare le associazioni o le guide ambientali locali che organizzano i transfer e le escursioni guidate verso il Parco partendo dalla città.

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