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Parco Regionale Paneveggio Pale di San Martino

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Loc. Castelpietro 2 38054, Tonadico (TN)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Paneveggio Pale di San Martino

Il Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino è una delle gemme naturalistiche più preziose delle Dolomiti, esteso per quasi 20.000 ettari nel Trentino orientale. Il territorio del parco è una sinfonia di contrasti geologici e paesaggistici: spazia dalle scure e aspre rocce magmatiche (porfidi) della selvaggia catena del Lagorai, fino a culminare nel candido, corallino e vertiginoso gruppo dolomitico delle Pale di San Martino.

Il cuore pulsante del parco è la millenaria Foresta di Paneveggio, famosa in tutto il mondo come la “Foresta dei Violini”. Qui, i maestosi abeti rossi crescono dritti e lenti, producendo un legno di risonanza dalle qualità acustiche impareggiabili, ricercato un tempo dal celebre liutaio Stradivari e ancora oggi dai migliori artigiani del suono. A pochi passi dal Centro Visitatori di Paneveggio, un grande e curato recinto faunistico permette ai visitatori di osservare da vicino magnifici esemplari di cervo, l’animale simbolo dell’area protetta.

L’atmosfera del parco è quella dell’alta montagna alpina pura. È il luogo ideale per chi cerca il silenzio dei boschi vetusti, per gli escursionisti che si avventurano sui percorsi d’alta quota del Palaronda Trek e per chi ama i paesaggi dominati da laghetti glaciali limpidissimi, pascoli incontaminati e possenti guglie di roccia che si tingono di rosa al tramonto (il famoso fenomeno dell’enrosadira).

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Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino: la fauna e flora del parco

La formidabile varietà altimetrica e geologica del parco garantisce una ricchezza faunistica ed ecologica d’eccezione. Un tempo impoverita, oggi la fauna è tornata a prosperare: predatori come l’aquila reale, la lince, l’orso e il lupo sono tornati a frequentare le vallate, garantendo un perfetto equilibrio naturale. Il gruppo delle Pale e la catena del Lagorai ospitano inoltre una densa e diversificata comunità di ungulati alpini e galliformi specializzati (tetraonidi).

La flora segue una rigida e affascinante distribuzione in base all’altitudine. Nelle quote più basse della Val Canali dominano i freschi boschi di latifoglie e faggio. Salendo verso le medie altitudini (fino ai 1.900 metri), la scena è rubata quasi interamente dalle fitte peccete (boschi di abete rosso) della foresta di Paneveggio. Superando il limite arboreo (fino ai 2.400 metri), le grandi conifere cedono il passo ad arbusti resistenti al peso della neve, per poi terminare con i pascoli d’alta quota e le piante rupestri che si aggrappano alle rocce dolomitiche.

Gli animali del parco

  • Cervo: Il mammifero selvatico più grande del parco e suo incontrastato simbolo. Popola la foresta e, durante l’autunno, i possenti richiami d’amore dei maschi (il bramito) riecheggiano tra gli alberi.
  • Camoscio: Agile ed eccezionale arrampicatore. Grazie ai particolari zoccoli adattati, vive fiduciosamente sulle pareti impervie e rocciose delle Pale di San Martino, nutrendosi di magre erbe e licheni d’alta quota.
  • Stambecco: Reintrodotto con grande successo a partire dall’anno 2000 con soli 30 esemplari. Oggi, piccoli e stabili branchi di stambecchi dominano le praterie nivali e le balze rocciose oltre i 2.500 metri di quota.
  • Capriolo: Cervide elegante, timido e di dimensioni più contenute rispetto al cervo. Frequenta i boschi cedui, le aree ecotonali e il fitto sottobosco delle vallate inferiori, muovendosi con grande grazia tra gli alberi.
  • Aquila reale: Sovrana assoluta dei cieli del Lagorai e delle Pale. Istituisce i propri nidi (spesso più di uno per territorio) tra le cenge inaccessibili delle rocce, cacciando marmotte e piccoli mammiferi.
  • Gufo reale: Il più imponente tra gli Strigidi (rapaci notturni) presenti nel parco. Condivide il buio dei boschi di Paneveggio con la civetta capogrosso, la civetta nana, l’allocco e il gufo comune.
  • Marmotta: Abitante rumorosa e diffusissima delle praterie d’alta quota (spesso oltre il limite del bosco). Segnala il pericolo scavando tane profonde e avvisando il gruppo con fischi acutissimi.

Le piante del Parco Regionale Paneveggio Pale di San Martino

Il tesoro botanico del parco è protetto con estrema cura da secoli.

  • Abete rosso: L’albero che compone per l’85% l’immensa foresta di Paneveggio. Questi giganti, che possono raggiungere i 40 metri di altezza e i 300 anni di età, producono il famoso e pregiatissimo “legno di risonanza” dal colore rosato.
  • Faggio: Concentrato a quote più basse, specialmente nella stupenda Val Canali. Si mescola spesso con l’abete bianco e l’acero di monte, regalando in autunno spettacolari colorazioni (dal giallo al rosso ruggine) prima del lungo riposo invernale.
  • Larice e Pino Cembro (Cirmolo): Le due rustiche conifere che si spingono più in alto, superando gli abeti. Il larice perde i suoi aghi in autunno dorandosi, mentre il pino cembro (dal legno estremamente profumato) resiste tenacemente al vento ghiacciato e al peso estremo della neve invernale.
  • Rododendro e Pino mugo: Superati i 2.000 metri, questi due arbusti diventano i padroni incontrastati dei pendii detritici. Intrecciano i loro rami flessibili creando vere e proprie “barriere” naturali e offrendo colorate fioriture fucsia a inizio estate.
  • Ontano verde e Mirtillo: Prosperano nel sottobosco aperto e ai margini delle aree boschive superiori. I cespugli di mirtillo, in particolare, attraggono numerosi uccelli durante l’estate e tingono di rosso scuro i prati in autunno.
  • Ginepro e Erica: Piccoli e resistenti arbusti che colonizzano i substrati più poveri e acidi, diffusi lungo i sentieri escursionistici delle fasce subalpine del parco.

Parco Regionale Paneveggio Pale di San Martino: la storia sulle origini del parco

L’esigenza di tutelare il patrimonio boschivo del Trentino e le spettacolari montagne che lo circondavano prese forza durante il boom economico degli anni ’60, grazie alle prime, storiche battaglie ambientaliste. Per scongiurare la cementificazione indiscriminata e lo sfruttamento smisurato della foresta di Paneveggio (già tutelata storicamente per il suo legno fin dall’epoca della Serenissima Repubblica di Venezia), la Provincia Autonoma di Trento adottò una decisione pionieristica per l’Italia.

Il 7 aprile 1967, l’area venne inclusa e ratificata all’interno del primo Piano Urbanistico Provinciale (PUP), istituendo ufficialmente il “Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino” (contestualmente al vicino Parco Naturale Adamello-Brenta). Nel 1990 nacque poi lo specifico “Ente Parco” per garantire una gestione tecnica sul territorio. Da allora, la riserva è diventata un modello continentale per la gestione silvicolturale sostenibile e per la reintroduzione controllata della fauna selvatica (come cervi e stambecchi).

Come si arriva al Parco Regionale Paneveggio Pale di San Martino

Viaggiando in auto:
Il Centro Visitatori principale (Villa Welsperg) si trova in Val Canali, comodamente accessibile dal borgo di Tonadico (Fiera di Primiero). Per chi proviene da sud (Veneto/Pianura Padana), l’arteria stradale principale è la SS 50 (Strada Statale del Grappa e del Passo Rolle), raggiungibile salendo da Feltre (BL) in direzione Fiera di Primiero/San Martino di Castrozza. Giunti a Tonadico, si devia verso la bellissima Val Canali seguendo le indicazioni per il parco. Per chi proviene da nord (o dall’Autostrada A22 del Brennero, uscita Egna-Ora), è necessario percorrere la Val di Fiemme, risalire da Predazzo superando l’abitato di Bellamonte e il Passo Rolle, raggiungendo prima il Centro Visitatori di Paneveggio per poi scendere verso il Primiero.

Viaggiando in treno e autobus:
Spostarsi verso il parco senza auto è possibile, ma richiede di affidarsi ai bus regionali. Le stazioni ferroviarie (linea FS) più strategiche e vicine sono Feltre (sulla linea Padova-Belluno) a sud, oppure Trento a ovest.
Dai piazzali di queste stazioni partono regolarmente i pullman della compagnia di trasporti regionale Trentino Trasporti. Da Feltre, si prende la linea per il Primiero (circa 30 km di viaggio) per arrivare a Tonadico. Da Trento, si utilizzano le corse dirette in Val di Fiemme (fino a Predazzo) e successivamente i collegamenti in coincidenza che superano il Passo Rolle. Durante la stagione estiva, il servizio navetta interno al parco è solitamente potenziato per agevolare l’escursionismo sostenibile.

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