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Parco Regionale Nera

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via I Maggio 14 05031, Arrone (TR)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Nera

Conosciuto anche come il “Parco delle Acque”, il Parco Regionale Fluviale del Nera si snoda nel cuore verde dell’Umbria, proteggendo il tratto medio-inferiore del fiume Nera per circa 20 chilometri, da Ferentillo fino a Papigno, alle porte di Terni. Con un’estensione di circa 2.460 ettari, questo parco è una spettacolare gola fluviale incisa tra boschi verdissimi e ripide pareti rocciose, che culmina visivamente nell’impressionante salto di 165 metri della Cascata delle Marmore (tra le più alte d’Europa), dove le acque del fiume Velino si gettano fragorosamente nel Nera.

L’abbondanza di acque rapide e l’orografia accidentata rendono il parco un paradiso assoluto e incontrastato per l’outdoor e gli sport estremi. Lungo il fiume operano rinomati centri per il rafting, la canoa, l’hydrospeed e il torrentismo (canyoning), capaci di regalare adrenalina pura tra le rapide che ribollono sotto la cascata. Le vertiginose falesie rocciose della vallata (come quelle attorno a Ferentillo) sono invece celebri in tutta Italia per l’arrampicata sportiva.

Oltre allo sport, l’atmosfera è intrisa di spiritualità e storia rurale. Antiche abbazie (come l’Abbazia di San Pietro in Valle, famosa per i suoi affreschi), torri di avvistamento medievali e borghi fortificati aggrappati ai pendii completano un paesaggio di enorme fascino, dove la furia dell’acqua si mescola al profondo silenzio della Valnerina.

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Parco Regionale Fluviale del Nera: la fauna e flora del parco

L’elevato tasso di umidità, la morfologia del terreno (forre buie alternate a versanti assolati) e la purezza e costante ossigenazione delle acque creano un ecosistema ripariale vitale e complesso.

La fauna è legata a doppio filo all’ambiente acquatico, boschivo e rupestre. Le fredde acque del fiume offrono il perfetto habitat per i pesci salmonidi e rari crostacei d’acqua dolce. I boschi densi nascondono ungulati e piccoli predatori (inclusa la furtiva presenza dell’orso bruno negli angoli più remoti), mentre l’avifauna regna padrona sfruttando le sponde per nidificare e cacciare tuffandosi.

La flora è tipicamente ripariale lungo le sponde, in grado di assorbire l’acqua corrente e proteggere gli argini. Man mano che ci si allontana dal greto del fiume innalzandosi sui pendii scoscesi, il bosco cambia pelle: dalle formazioni ombrose e miste di latifoglie si passa progressivamente alla classica macchia mediterranea amante del caldo o a compatti boschi di conifere nelle zone più elevate e rocciose.

Gli animali del parco

  • Trota (fario e macrostigma): La padrona incontrastata del fiume Nera. Esige acque fredde, limpide, correnti e fortemente ossigenate per prosperare, garantendo a questo ecosistema un elevato valore ambientale.
  • Merlo acquaiolo: Un minuscolo e vivacissimo uccello perfettamente adattato al torrente. Si tuffa coraggiosamente nelle acque rapide, camminando letteralmente sul fondo del fiume controcorrente per catturare larve e insetti.
  • Cinghiale: Ampiamente diffuso e spesso impiegato come emblema dell’enogastronomia locale, questo robusto suide grufola nel buio del sottobosco umido in cerca di nutrimento, radici e tuberi.
  • Gambero di fiume: Un altro crostaceo la cui presenza certifica in modo inequivocabile l’assoluta purezza delle acque dolci di queste valli, essendo intollerante a qualsiasi tipo di inquinamento chimico.
  • Gatto selvatico: Fiero, notturno e invisibile. Trova il suo rifugio ideale nelle porzioni boschive più inaccessibili e mature della Valnerina, cacciando roditori e piccoli uccelli.
  • Rondone e Codirossone: Uccelli che animano i cieli sopra la gola del Nera. Sfruttano le alte e spaccate falesie rocciose della vallata per nidificare in sicurezza, fuori dalla portata dei predatori terrestri.
  • Tasso: Un mammifero onnivoro dal muso inconfondibilmente striato. Scava intricate e profonde tane nei pendii terrosi e boscosi, uscendo esclusivamente di notte per cercare cibo.

Le piante del Parco Regionale Fluviale del Nera

L’incessante scorrere dell’acqua ha plasmato una flora che si stratifica passando dall’argine bagnato alla nuda roccia sovrastante.

  • Salice bianco e Ontano nero: Le vere colonne portanti della foresta a galleria del fiume. Flettono i loro tronchi e le fronde fin sull’acqua, irrobustendo gli argini del Nera ed evitando che la furia delle piene li spazzi via.
  • Cerro (Quercus cerris): La quercia a foglie caduche dominante dei pendii collinari. Forma densi e ombrosi querceti che ricoprono vaste porzioni del parco garantendo un ricco strato di humus.
  • Leccio (Quercus ilex): Una possente quercia sempreverde dal fogliame scuro. Conquista rapidamente le zone più rupestri, assolate ed esposte, resistendo tenacemente alla siccità estiva e sfoggiando il suo colore verde intenso in ogni stagione.
  • Pino d’Aleppo (Pinus halepensis): Conifera estremamente rustica e decorativa. Segna le quote e i crinali più rocciosi del parco con la sua chioma disordinata, sopportando i venti senza problemi.
  • Carpino nero e Acero montano: Affiancano le querce e i castagni per creare formazioni boschive miste (gli orno-ostrieti), offrendo incantevoli variazioni di colore durante la stagione autunnale.
  • Pioppo: Insieme al salice, prospera nei terreni alluvionali umidi e fertili limitrofi al fiume, i suoi fusti chiari e snelli si innalzano rapidamente verso la luce.

Parco Regionale Fluviale del Nera: la storia sulle origini del parco

L’inestimabile valore paesaggistico e sportivo di questo tratto della Valnerina era già ben noto, ma prima della sua tutela vi fu la forte necessità di regolamentare le risorse idriche sfruttate fin dai secoli scorsi per l’energia idroelettrica (lo sfruttamento delle Marmore per alimentare le storiche acciaierie di Terni).

Allo scopo di armonizzare e proteggere il delicato ecosistema ripariale dall’urbanizzazione e tutelarne la biodiversità, il Parco Regionale Fluviale del Nera è stato formalmente istituito con la Legge Regionale dell’Umbria n. 9 del 3 marzo 1995.

Da quel momento, l’Ente gestore (oggi le funzioni sono conferite alla Comunità Montana Valnerina ) ha lavorato assiduamente non solo per la salvaguardia della fauna e del corretto rilascio delle acque, ma soprattutto per creare un immenso e fortunatissimo polo turistico legato alla “mobilità dolce” e allo sport in natura, tracciando centinaia di chilometri di percorsi escursionistici, ciclopedonali e greenway che hanno fatto rinascere l’economia dell’intera vallata.

Come si arriva al Parco Regionale Fluviale del Nera

Viaggiando in auto:
Il parco è un corridoio logistico comodissimo e scorrevole. Arrivando dal nord o dal sud d’Italia attraverso l’Autostrada del Sole (A1), l’uscita obbligata è il casello di “Orte”. Dal casello ci si immette sul Raccordo Autostradale verso Terni. Raggiunta Terni (la “porta” del parco), basta seguire le inequivocabili indicazioni stradali turistiche marroni per “Valnerina” o “Cascata delle Marmore”, immettendosi nella fluida Strada Statale 209 (SS209 Valnerina). Questa suggestiva arteria costeggia fedelmente l’intero corso del fiume Nera sul fondovalle, attraversando in pochissimi minuti Papigno, i piazzali della Cascata, per giungere agilmente nel cuore del parco e della sua sede (Arrone e Ferentillo).

Viaggiando in treno:
Scegliere il trasporto su rotaia è molto comodo per avvicinarsi alla meta, data l’assenza di stazioni interne al parco fluviale. Il capolinea nevralgico da utilizzare è la grande Stazione Ferroviaria di Terni (servita frequentemente dalle direttrici Roma-Ancona e da alcuni treni ad alta velocità). Usciti sul piazzale della stazione di Terni (Piazza Dante Alighieri), è sufficiente recarsi ai vicini stalli di partenza e salire a bordo degli autobus extraurbani gestiti da Busitalia. Esistono collegamenti frequentissimi (soprattutto in estate) diretti sia ai belvedere della Cascata delle Marmore (Belvedere Inferiore e Superiore) sia ai principali borghi serviti dallo scorrere del Nera, come Arrone e Macenano.

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