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Parco Regionale Montemarcello Magra

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via Arzelà 21 19037, Sarzana (SP)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Montemarcello Magra

Incastonato all’estremo levante della Liguria, al confine con la Toscana, il Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra-Vara è una straordinaria e insolita sintesi paesaggistica che abbraccia due ambienti completamente diversi: le acque dolci e il mare aperto. Il territorio del parco, vasto oltre 4.300 ettari, si divide tra le ombrose e tranquille piane fluviali del Basso corso del fiume Magra e del suo affluente Vara, e lo spettacolare promontorio roccioso e solare del Caprione (Montemarcello), che si tuffa a picco nel Mar Ligure separando la foce del fiume dallo splendido Golfo dei Poeti.

Questa varietà morfologica offre un ventaglio di attività outdoor illimitato. Nell’entroterra, le antiche vie alzaie e le rive boscose del fiume Magra si prestano a tranquille passeggiate a piedi o in mountain bike, regalando scorci incantevoli sui lanchelli, stagni e vecchi mulini immersi nella pace assoluta. Risalendo invece verso la costa, il Promontorio del Caprione cambia totalmente atmosfera: qui i fitti e ripidi sentieri rupestri si snodano attraverso la macchia mediterranea e terrazzamenti coltivati, schiudendo panorami vertiginosi e mozzafiato sul mare aperto, sulle isole Palmaria e Tino, fino a scorgere la Versilia e le Alpi Apuane.

Il parco non è solo un tesoro paesaggistico, ma anche storico. Al suo interno si nascondono misteri archeologici come i ruderi dell’antica città romana di Luni, i resti delle cave di marmo, o i muretti a secco (le “fasce”) testimoni dell’incessante e caparbia agricoltura ligure, che ancora oggi produce olio d’oliva e pregiati vini.

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Parco Naturale Regionale Montemarcello-Magra-Vara: la fauna e flora del parco

L’unione tra il fragile ecosistema umido fluviale e quello arido mediterraneo-costiero garantisce al parco una biodiversità eccezionale. Il sito è infatti una fondamentale “stazione di posta” ecologica e rientra nell’importante Rete Natura 2000.

La fauna è dominata dagli uccelli. L’area fluviale, in particolare i “bozi” (laghetti e stagni come i Laghi Gemelli), è un autentico paradiso per il birdwatching, poiché il fiume Magra rappresenta una sicura autostrada migratoria per migliaia di volatili acquatici. Nel fitto dei boschi e sul promontorio non mancano tuttavia discreti carnivori, anfibi rarissimi e robusti ungulati.

La botanica ricalca fedelmente la doppia anima del parco. Vicino al livello dell’acqua del Magra trionfano rigogliosi e ombrosi boschi igrofili (amanti dell’umidità) e intricate formazioni di canneti. Spingendosi in quota e sul Promontorio del Caprione, la macchia mediterranea pura e impenetrabile prende il sopravvento, colorando e profumando l’aria grazie a essenze che resistono ai venti salsi e al calore estivo. Sulla vetta di Monte Murlo, l’Orto Botanico custodisce e illustra magnificamente questo patrimonio.

Gli animali del parco

  • Tasso: Mammifero onnivoro dal corpo massiccio e dall’inconfondibile mascherina bianca e nera. Ama i boschi fluviali più soffici del Magra, dove scava profonde e intricate tane, diventando attivo e visibile solo all’imbrunire.
  • Capriolo: L’ungulato più elegante dei boschi della val di Vara e del promontorio. Si nutre brucando teneri germogli nei margini boschivi (ecotoni) e si allontana con agili salti al minimo sentore di pericolo.
  • Airone cinerino: Il grande signore delle acque placide. Spesso avvistabile mentre staziona immobile per ore sui bassi fondali fangosi della foce del Magra o lungo le lanche, attendendo il passaggio di pesci e anfibi da trafiggere.
  • Martin pescatore: Un vero gioiello azzurro e arancio. Sfreccia rapidissimo e a pelo d’acqua lungo i corsi del Magra e del Vara, appostandosi sui rami secchi a strapiombo prima di tuffarsi a capofitto per pescare i piccoli avannotti.
  • Cinghiale: Molto diffuso in tutto il territorio del parco. Si sposta in folti branchi all’interno della macchia mediterranea e nei boschi di latifoglie, nutrendosi abbondantemente di radici e bulbi.
  • Cavaliere d’Italia: Uccello trampoliere di grande eleganza. In primavera frequenta gli stagni e i canneti del Basso Magra per nidificare, spiccando con le sue lunghe zampe rosse e l’abito banco e nero.
  • Testuggine palustre europea (Emys orbicularis): Una piccola e rara tartaruga d’acqua dolce. La si può scorgere mentre si crogiola timidamente al sole sui tronchi semisommersi dei laghetti del parco, per poi tuffarsi fulmineamente al primo rumore.
  • Ululone apenninico: Un piccolo rospo mimetico sul dorso, ma con un ventre dai colori sgargianti (giallo e nero) che mostra per intimorire i predatori. L’umidità delle valli del Magra e del Vara è il suo habitat elettivo.

Le piante del Parco Regionale Montemarcello Magra

Il campionario floristico è vastissimo e racconta l’incontro perfetto tra l’Appennino, l’acqua e il Mar Ligure.

  • Pino d’Aleppo (Pinus halepensis): La conifera regina del mare. Le sue folte chiome asimmetriche dominano le falesie scoscese del Promontorio del Caprione, offrendo l’inconfondibile “cartolina” mediterranea del parco e sfidando i potenti venti marini.
  • Salice bianco (Salix alba): Albero igrofilo (amante dell’acqua) fondamentale per l’ecosistema fluviale. Le sue enormi radici consolidano gli argini sabbiosi del fiume Magra, mentre i rami flessibili creano rigogliosi “boschi a galleria”.
  • Ontano nero: Condivide e supporta il salice lungo le sponde del Basso Magra. Ha la caratteristica straordinaria di sopravvivere in terreni costantemente bagnati e asfittici, arricchendoli di azoto grazie ai batteri radicali.
  • Leccio (Quercus ilex): La maestosa quercia sempreverde del bacino del Mediterraneo. Sul Promontorio di Montemarcello costituisce una lecceta foltissima e buia, che in estate offre un provvidenziale e fresco rifugio dall’ardore del sole.
  • Cisto (bianco e rosso) e Ginestra: Arbusti pionieri rustici e tenaci che compongono la gariga (la macchia mediterranea bassa). Esplodono in copiosissime fioriture primaverili sui versanti calcarei più caldi ed esposti a sud.
  • Orchidee selvatiche: Durante i mesi primaverili, le radure e le vecchie “fasce” (terrazzamenti) abbandonate del promontorio si accendono di delicate e microscopiche fioriture di numerose specie di orchidee terricole, tutelate a livello europeo.

Parco Regionale Montemarcello Magra: la storia sulle origini del parco

Il Parco Regionale Montemarcello-Magra nasce formalmente in una data cruciale, il 1995, con lo scopo di fondere sotto un unico e coerente ente di tutela ambientale un territorio fino a quel momento disgiunto e severamente minacciato.

Prima di questa data, la foce e il basso corso del fiume Magra avevano subito pesanti alterazioni ecologiche dovute a massicce estrazioni di ghiaia dal greto, abusivismo edilizio in prossimità delle sponde e inquinamento. Per fermare questo degrado e proteggere parallelamente i boschi e i tesori romani di Luni sul Promontorio del Caprione, la Regione Liguria ha unificato gli sforzi protezionistici in un unico ente. Pochi anni dopo, la lungimiranza ha portato ad ampliare ulteriormente i confini, includendo anche il medio e basso corso dell’incontaminato fiume Vara, creando l’attuale e immenso “Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra-Vara”.

Oggi, grazie al recupero delle antiche piane alluvionali e alla creazione di sentieri, il parco ha riconquistato la sua naturale bellezza, ponendosi come prezioso volano per l’ecoturismo sostenibile al confine con la Toscana.

Come si arriva al Parco Regionale Montemarcello Magra

Viaggiando in auto:
Il parco, estendendosi fino al mare, è situato in una posizione strategica e facilmente accessibile dall’Autostrada A12 (Genova-Rosignano). Per esplorare l’area fluviale e giungere alla sede dell’Ente Parco a Sarzana, l’uscita autostradale consigliata è proprio “Sarzana”. Da qui, una fitta e scorrevole rete di strade provinciali si snoda tra i borghi del fondovalle lungo il fiume. Se invece si desidera raggiungere il Promontorio, le scogliere a mare, l’Orto Botanico e l’omonimo incantevole borgo di Montemarcello, si può imboccare sempre l’uscita di Sarzana (o in alternativa quella di “La Spezia” per arrivare da ovest), proseguendo poi sulle suggestive e tortuose ma ben asfaltate strade litoranee che collegano Lerici ad Ameglia e Bocca di Magra.

Viaggiando in treno:
Sarzana rappresenta l’hub di trasporto intermodale ideale per chi sceglie di non usare l’auto. Sfruttando i frequenti e affidabili convogli regionali o Intercity (sulla linea Roma-Pisa-Genova), si può arrivare comodamente alla vasta Stazione Ferroviaria di Sarzana. Da questo snodo partono regolarmente i pullman di linea della società ATC Esercizio La Spezia che, in tempi assai brevi, conducono non solo lungo la valle del Magra, ma risalgono anche i pittoreschi pendii per raggiungere il borgo marinaro e i sentieri panoramici di Montemarcello.

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