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Parco Regionale Monte Subasio

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via Fonte l'Abate 06081, Assisi (PG)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Monte Subasio

A dominare la Valle Umbra con la sua inconfondibile e massiccia mole arrotondata a “dorso di testuggine”, il Parco Regionale Monte Subasio (1.290 metri di altezza) copre una superficie di oltre 7.000 ettari e abbraccia i comuni di Assisi, Spello, Nocera Umbra e Valtopina. Il Monte Subasio è indissolubilmente legato alla figura di San Francesco: il nucleo storico di Assisi ne costituisce letteralmente la porta naturale d’accesso, e i boschi del parco hanno ispirato l’amore del santo verso il creato.

Il paesaggio è un perfetto riassunto dell’Umbria. Dalla pianura salgono le morbide fasce collinari ricoperte da argentei e storici oliveti; a mezza costa si entra in un regno di fitti, oscuri e silenziosi boschi di querce e lecci (che nascondono eremi e antiche abbazie), per poi emergere, in cima, nei grandi, ventilati e sconfinati prati sommitali. Da lassù, la vista spazia a 360 gradi sull’intero cuore verde d’Italia. Particolarmente affascinanti dal punto di vista geologico sono le grandi depressioni carsiche (le doline) situate sulla vetta, note localmente come i “Mortari”.

Oggi, il parco è un tempio dell’escursionismo sostenibile. Offre decine di sentieri ben segnalati che collegano antichi borghi murati come Collepino e Spello attraverso i resti di antichi acquedotti romani. Inoltre, grazie alla regolarità dei venti sui suoi ampi pascoli sommitali, il Subasio è considerato un sito di importanza nazionale per la pratica spettacolare del parapendio.

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Parco Regionale Monte Subasio: la fauna e flora del parco

Il Subasio è un classico esempio di ecosistema appenninico centrale. Fortemente antropizzato fin dall’antichità nelle fasce inferiori, mantiene un equilibrio naturale eccellente nelle zone di media e alta quota, dove pascoli, macchie e fitte leccete si alternano offrendo una pluralità di nicchie ecologiche.

La fauna vertebrata è molto vitale. Tra gli alberi trovano riparo importanti branchi di ungulati che attirano la presenza dei superpredatori. La componente più rilevante dell’ecosistema è l’avifauna: sono state censite ben 83 specie nidificanti all’interno dell’area protetta, tra cui rari rapaci notturni e superbi cacciatori diurni che utilizzano le sconfinate praterie aperte come territorio di caccia d’elezione. Presente anche una discreta varietà di rettili nelle pietraie assolate.

La flora è fortemente zonata in base all’altitudine. Alla base del monte domina il paesaggio agricolo tradizionale dell’ulivo; salendo, si incontrano formazioni miste di latifoglie decidue che rapidamente si convertono in compatte leccete sempreverdi tipiche degli ambienti sub-mediterranei calcari. Oltre i 1.000 metri di quota, gli alberi scompaiono per lasciare il posto ai prati pascolo, ricchi in primavera di fioriture spontanee.

Gli animali del parco

  • Lupo (Canis lupus): Il predatore apicale dell’Appennino, la cui presenza è stata più volte segnalata e verificata all’interno del parco. Svolge un ruolo cruciale nel controllo naturale delle popolazioni di erbivori selvatici.
  • Cinghiale: Un mammifero estremamente diffuso. Si sposta in folti gruppi (“branchi”) nel sottobosco delle leccete e delle querce, alla ricerca costante di ghiande e tuberi di cui si nutre.
  • Daino e Capriolo: Ungulati eleganti ben stabiliti nei boschi di mezza costa. Il capriolo preferisce il folto della boscaglia, mentre il daino si può talvolta avvistare al margine dei prati sommitali.
  • Aquila reale: Il più imponente predatore dei cieli del Subasio. Sorvola sfruttando le correnti ascensionali gli spazi aperti della vetta e i grandi “Mortari”, cacciando mammiferi di piccola e media taglia.
  • Upupa: Un uccello inconfondibile, caratterizzato da un piumaggio rosato-arancio con ali a strisce bianche e nere e una vistosa “cresta” di piume sul capo, che frequenta i margini boschivi inferiori e gli oliveti.
  • Tasso e Istrice: Mammiferi dalle abitudini prettamente notturne e crepuscolari. Il tasso è onnivoro e scava profonde tane terrose, mentre l’istrice (roditore munito di lunghi aculei) cerca radici e bulbi vicino ai campi coltivati.
  • Barbagianni e Gufo comune: Rapaci notturni che popolano i boschi e le vecchie strutture rurali in rovina; cacciano quasi esclusivamente topi e altri piccoli roditori nel silenzio assoluto.
  • Coturnice: Un uccello galliforme raro e tutelato, tipico degli ambienti d’alta montagna. Sceglie di vivere nelle aride praterie sassose in quota.

Le piante del Parco Regionale Monte Subasio

La vegetazione del Subasio riflette l’incontro tra l’azione dell’uomo (gli antichi frati e contadini) e la natura spontanea.

  • Leccio (Quercus ilex): È l’albero dominante e fondante dell’ecosistema boschivo del monte. Questa quercia sempreverde forma fitti e impenetrabili boschi oscuri sulle pendici calcaree (la famosa “selva” che circonda l’Eremo delle Carceri), creando un forte stacco visivo con gli oliveti sottostanti.
  • Roverella e Cerro: Nelle zone più aperte o con suoli leggermente differenti, si associano al leccio formando boschi misti decidui, che in autunno arricchiscono il pendio di calde tonalità gialle e marroni.
  • Faggio (Fagus sylvatica): Limitato esclusivamente alle rare forre, agli impluvi rivolti a nord o alle altitudini immediatamente al di sotto dei pascoli sommitali, dove necessita di condizioni decisamente più fresche e umide rispetto al leccio.
  • Olivo (Olea europaea): Pur non essendo un bosco selvatico, l’oliveto cinge senza interruzioni le pendici basali di Assisi e Spello. Questo paesaggio agrario tradizionale, di altissimo pregio estetico e monumentale, è pienamente e giustamente tutelato dal perimetro del Parco.
  • Acero e Carpino nero: Accompagnano i boschi di querce ai margini dei torrenti e nelle zone più ombrose, contribuendo alla ricchezza del sottobosco.
  • Orchidee selvatiche: Durante i mesi primaverili (aprile/maggio), le immense praterie assolate della cima del Subasio si riempiono di preziose fioriture spontanee che attirano miriadi di insetti impollinatori.

Parco Regionale Monte Subasio: la storia sulle origini del parco

L’idea di tutelare il massiccio montuoso a protezione di Assisi risale all’indomani dell’istituzione del sistema delle aree protette italiane. Nel 1995, la Regione Umbria promulgò un importante Piano di Conservazione e Sviluppo, portando all’istituzione formale del Parco Regionale del Monte Subasio (ufficializzato poi nelle forme gestionali dalla Legge Regionale n. 9/1995).

L’obiettivo fondamentale del Parco non era limitato alla sola salvaguardia della ricca biodiversità appenninica, ma mirava a proteggere il “paesaggio francescano” nella sua interezza. L’identità stessa della città di Assisi, infatti, non poteva essere separata dalle silenziose leccete dove San Francesco si ritirava in preghiera (come all’Eremo). Oggi, il Parco opera incessantemente per mantenere in vita questo delicato mosaico: restaurando storici acquedotti (come quello di Collepino-Spello), tracciando chilometri di sentieri escursionistici sostenibili e garantendo che il respiro spirituale del Subasio rimanga intatto per le future generazioni.

Come si arriva al Parco Regionale Monte Subasio

Viaggiando in auto:
Il parco è eccezionalmente accessibile essendo collocato al centro dell’Umbria. Percorrendo la principale dorsale regionale (la Superstrada SS 75 Centrale Umbra), l’uscita da imboccare è lo svincolo “Assisi” o, in alternativa per chi desidera salire dal versante sud, “Spello”. Dalla città di Assisi parte la celebre e tortuosa strada panoramica asfaltata (Via Eremo delle Carceri) che in circa 4 chilometri (10 minuti di guida) conduce direttamente all’ampio parcheggio dell’Eremo. Da questo punto, la strada continua a salire ripida trasformandosi poi in sterrata e attraversando la montagna fino a lambire i grandi prati sommitali vicino alla vetta.

Viaggiando in treno:
Scegliere la mobilità ferroviaria è una decisione altamente ecosostenibile. La stazione di riferimento è la frequentatissima Stazione di Assisi, servita ottimamente e quotidianamente dalla linea Roma-Foligno-Terentola (e dai treni da/per Perugia/Firenze). Arrivati alla stazione, che si trova nella frazione pianeggiante di Santa Maria degli Angeli, è sufficiente prendere i frequenti e comodi autobus di linea urbani della “Busitalia” che ogni 30 minuti collegano il piazzale della stazione alla città storica di Assisi in collina (Piazza Matteotti). Da Piazza Matteotti è possibile intraprendere a piedi e con lo zaino in spalla l’affascinante ascesa lungo i sentieri del parco.

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