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Parco Regionale Monte San Giorgio

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via S. Giorgio 1 21050, Clivio (VA)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Monte San Giorgio

Il Parco Naturale del Monte San Giorgio si innalza come una possente ed isolata “sentinella” verde (837 metri s.l.m.) immediatamente a ridosso della pianura torinese, nel territorio comunale di Piossasco. Pur avendo un’estensione contenuta (circa 400 ettari), questo rilievo di origine prealpina riveste una grandissima importanza paesaggistica ed ecologica. Grazie alla sua posizione sporgente, la vetta offre un colpo d’occhio straordinario: nelle giornate limpide la vista spazia a 360 gradi dall’intera corona delle Alpi occidentali (spicca il vicino Monviso) fino a dominare la pianura padana torinese.

La montagna è fittamente percorsa da una ragnatela di sentieri molto frequentati dagli abitanti del torinese. È una meta privilegiata per gli appassionati di Nordic Walking, per gli escursionisti alla ricerca di allenamenti veloci con buoni dislivelli e per gli amanti della mountain bike. Tra i percorsi di maggior rilievo storico e affettivo vi è il “Sentiero David Bertrand”, un lungo e panoramico tracciato di cresta intitolato al giovane volontario AIB (Anti Incendi Boschivi) che perse tragicamente la vita proprio sul Monte San Giorgio durante il devastante incendio che colpì la montagna nel 1999.

L’atmosfera del Parco è di forte rinascita e resilienza. Dopo l’immenso rogo del ’99, la natura ha lentamente e inesorabilmente ripreso possesso del monte, ricreando un ambiente forestale ricco in cui i vecchi pini bruciati hanno lasciato spazio a nuove e vigorose specie di latifoglie. Sulla cima, ad accogliere i camminatori, sorge la piccola e suggestiva chiesetta romanica risalente all’XI secolo, dedicata proprio a San Giorgio, che regala al luogo un tocco di misticismo e pace.

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Parco Regionale Monte San Giorgio: la fauna e flora del parco

L’orografia ripida e l’isolamento del monte rispetto agli altri rilievi alpini, combinati con la vicinanza alla pianura e ai corsi d’acqua, generano un’ottima biodiversità, tutelata proprio attraverso l’istituzione del parco.

La fauna è quella tipica degli ambienti prealpini e collinari boschivi. L’assenza di grandi strade trafficate all’interno del perimetro protetto garantisce tranquillità a numerosi mammiferi, roditori e, soprattutto, a una ricca popolazione di uccelli rapaci che sfruttano le forti correnti ascensionali generate dal surriscaldamento dei ripidi fianchi della montagna.

La flora è l’elemento che più di tutti ha subito trasformazioni recenti. In origine il monte era ammantato quasi interamente da fitte e scure pinete di pino nero e silvestre (frutto di antichi rimboschimenti). A seguito dell’incendio del 1999, è in atto una naturale e affascinante “successione ecologica”: il bosco si sta evolvendo spontaneamente verso formazioni miste di latifoglie, più rustiche e resilienti al fuoco.

Gli animali del parco

  • Capriolo: L’ungulato più comune del parco. Questo erbivoro elegante ed agile trova rifugio ottimale nei boschi misti e nel fitto sottobosco in via di rigenerazione, spingendosi spesso fino ai margini dei pascoli di mezza costa per brucare.
  • Volpe: Il predatore più diffuso. Animale estremamente adattabile e opportunista, la volpe perlustra l’intera montagna, dalle zone boscate fino alle pietraie, nutrendosi di piccoli roditori, insetti e frutta selvatica.
  • Tasso: Mammifero onnivoro prettamente notturno e molto schivo. Predilige i pendii meno rocciosi dove può facilmente scavare le sue complesse e profonde tane, caratterizzate da numerose vie di fuga.
  • Cinghiale: Presente in numero consistente, è facile avvistarne le tracce (le classiche “grufolate” nel fango) in quasi tutto il territorio boscato, soprattutto nelle zone umide di fondovalle dove scende a cercare tuberi e ghiande.
  • Poiana: Rapace diurno di medie dimensioni, onnipresente nei cieli del parco. Si lascia facilmente osservare mentre volteggia a lungo e lentamente sopra le radure e i boschi a caccia di piccoli mammiferi e serpenti.
  • Picchio rosso maggiore: Vivace abitante dei boschi di latifoglie. La sua presenza è spesso svelata dal sonoro “tambureggiare” del becco sui tronchi degli alberi malati o morti (eredità dei passati incendi), in cui scava i nidi e cerca grosse larve di insetti xilofagi.

Le piante del Parco Regionale Monte San Giorgio

Il paesaggio botanico attuale è una straordinaria lezione di adattamento naturale e rinascita, dove vecchie essenze convivono con le specie “pioniere” colonizzatrici.

  • Quercia Roverella: La quercia più resistente e termofila (amante del caldo). Sta diventando una delle specie dominanti sui versanti più caldi e aridi del Monte San Giorgio esposti a sud, resistendo molto bene agli stress idrici estivi.
  • Castagno: Essenza arborea che testimonia il profondo legame agricolo del passato. Frequente sui versanti meno soleggiati e più freschi, i vecchi castagneti da frutto si stanno gradualmente naturalizzando mescolandosi ad altri alberi.
  • Betulla: È l’albero “pioniere” per eccellenza. Con la sua inconfondibile corteccia bianca, è stata una delle prime piante a ricolonizzare rapidamente le pendici della montagna devastate dal fuoco, tollerando suoli impoveriti e abbondante insolazione.
  • Pino silvestre e Pino nero: Un tempo dominatori assoluti del monte grazie ai rimboschimenti del secolo scorso, oggi resistono in macchie isolate scampate agli incendi, offrendo rifugio invernale alla piccola fauna grazie alla loro chioma sempreverde.
  • Ginestra e Ginestra odorosa: Arbusti rustici tipici degli ambienti caldi e dei suoli poveri. In primavera inoltrata ricoprono le brulle pendici esposte al sole di spettacolari e profumatissime fioriture di colore giallo intenso.

Parco Regionale Monte San Giorgio: la storia sulle origini del parco

Il rilievo del Monte San Giorgio è da sempre intimamente legato alla vita del Comune di Piossasco, non solo come sfondo paesaggistico ma anche come inesauribile fonte di legna e castagne per i residenti. L’idea di preservare ufficialmente questo “scoglio prealpino” dalle aggressioni urbanistiche e industriali si è concretizzata negli anni ’90.

Il Parco Naturale del Monte San Giorgio è stato formalmente istituito nel 1999 dalla Provincia di Torino (oggi Città Metropolitana) in accordo con la Regione Piemonte. Paradossalmente e tragicamente, proprio nei giorni in cui la burocrazia sanciva la nascita della riserva, un devastante e gigantesco incendio doloso, alimentato da forti venti di foehn, ridusse in cenere gran parte del preziosissimo manto boschivo della montagna.

La storia del parco è dunque una storia di ostinata e fiera “resurrezione”. Grazie agli enormi sforzi di bonifica, all’abbandono delle pinete artificiali in favore di una selvicoltura naturaliforme e al costante impegno delle squadre AIB locali, oggi il Monte San Giorgio è ritornato a essere una rigogliosa isola verde tutelata, amatissima e vissuta profondamente dai cittadini torinesi.

Come si arriva al Parco Regionale Monte San Giorgio

Viaggiando in auto:
Il parco si erge immediatamente a sud-ovest di Torino ed è facilissimo da raggiungere in auto. Provenendo dal capoluogo piemontese o dalle tangenziali (Tangenziale Sud di Torino), è sufficiente seguire le uscite e le indicazioni per “Orbassano” o “Pinerolo” (utilizzando la circonvallazione SR 137). Da qui, i cartelli stradali guidano rapidamente verso il Comune di Piossasco. Una volta arrivati nel centro abitato, i principali e più comodi punti di partenza per i sentieri si trovano nelle parti alte del paese (come il borgo storico di San Vito o la Località Casa Martignona), dove è possibile lasciare l’auto nei parcheggi predisposti e iniziare la salita verso la vetta.

Viaggiando in treno o autobus:
Raggiungere Piossasco (che è sprovvista di una propria stazione ferroviaria) con i mezzi pubblici richiede l’impiego del trasporto su gomma extraurbano. Dalla città di Torino (con capolinea presso la stazione ferroviaria di Torino Porta Susa o snodi come l’Ospedale San Luigi di Orbassano), è possibile utilizzare le frequenti e quotidiane corse degli autobus di linea della rete extraurbana GTT (Gruppo Torinese Trasporti). I pullman conducono direttamente al centro di Piossasco in circa 40-50 minuti; dalle fermate del paese, in circa 10-15 minuti di cammino in leggera salita, ci si immette sui sentieri che segnano l’ingresso del parco.

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