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Parco Regionale Monte Netto

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via San Lorenzo 25020, Capriano del Colle (BS)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Monte Netto

Situato nella pianura bresciana, a sud del capoluogo, il Parco Regionale Monte Netto è una singolare anomalia geologica. A differenza del paesaggio circostante, completamente piatto, il “Monte Netto” è un rilievo isolato di origine tettonica che si innalza per circa 15-30 metri rispetto alla pianura circostante, estendendosi per circa 15 km² nei territori di Capriano del Colle e Poncarale.

Questa “isola” verde è un mosaico armonioso in cui convivono la natura incontaminata e l’antica sapienza agricola. Il parco protegge infatti preziosi lembi relitti dell’antica foresta planiziale padana (come il famoso Bosco delle Colombaie), circondati da un paesaggio rurale modellato da secoli di viticoltura. I pendii dolci e il terreno particolare hanno reso quest’area celebre per la produzione vitivinicola del vino DOC “Capriano del Colle”, i cui vigneti ordinati disegnano le morbide pendenze della collina.

L’atmosfera del parco è rilassante e bucolica. È la meta perfetta per chi cerca passeggiate tranquille, escursioni in bicicletta tra filari e vecchi gelsi, o per chi desidera allontanarsi dal traffico cittadino immergendosi nei suoni della campagna bresciana, magari fermandosi per una degustazione in una delle aziende agricole locali.

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Parco Regionale Monte Netto: la fauna e flora del parco

Nonostante le dimensioni contenute e la forte vocazione agricola del territorio, il Parco del Monte Netto costituisce un “rifugio” ecologico vitale nel mezzo della pianura padana fortemente antropizzata.

La fauna è particolarmente ricca e diversificata per un’area di pianura, contando decine di specie avifaunistiche nidificanti e svernanti (fino a 164 specie registrate) che trovano riparo tra i boschi e le vecchie siepi campestri. A questi si aggiunge una vitale comunità di piccoli mammiferi notturni che popolano i margini del bosco relitto.

La flora è la vera ricchezza storica del sito. Il parco custodisce intatti frammenti di foresta planiziale pura (il Bosco delle Colombaie), un tempo estesa su tutta la Pianura Padana, ora salvata dal disboscamento e dall’agricoltura intensiva. Il paesaggio vegetale è completato dai vigneti e dalle preziose testimonianze del paesaggio agrario tradizionale, come i filari di gelso un tempo usati per l’allevamento del baco da seta.

Gli animali del parco

  • Faina e Donnola: Agili e voraci mustelidi, molto adattabili. Cacciano prevalentemente di notte nel sottobosco e ai margini dei vigneti, alla ricerca di piccoli roditori e uova.
  • Tasso: Mammifero onnivoro dalla inconfondibile mascherina facciale bianco-nera. Le morbide collinette boschive del Monte Netto sono ideali per la costruzione delle sue profonde e complesse tane sotterranee.
  • Volpe: Il predatore più astuto e opportunista dell’area. Al crepuscolo abbandona i ripari boscosi per perlustrare le campagne e i margini coltivati in cerca di cibo.
  • Civetta: Simpatico e comune rapace notturno. Trova rifugio sicuro nelle cavità dei vecchi gelsi monumentali o nei ruderi agricoli abbandonati, facendo risuonare il suo inconfondibile richiamo nella notte.
  • Picchio rosso maggiore: Padrone dei boschi secolari del parco. Con il suo potente becco scava i vecchi tronchi alla ricerca di larve di insetti, contribuendo a mantenere sano l’ecosistema forestale.
  • Lepre: Erbivoro timido e velocissimo. Trova riparo tra i filari delle viti e nell’erba alta ai margini dei campi coltivati, confidando nel suo mantello mimetico per sfuggire ai predatori.
  • Raganella padana: Piccolo e prezioso anfibio che necessita di ambienti umidi e puliti. Abita le zone più fresche e i piccoli fossi che orlano il perimetro boschivo del parco.

Le piante del Parco Regionale Monte Netto

Il tesoro botanico del Monte Netto risiede nel felice contrasto tra la rigogliosa foresta primordiale e la geometria delle coltivazioni tradizionali.

  • Farnia (Quercus robur): La quercia maestosa che domina il Bosco delle Colombaie. Le sue fronde ampie e le ghiande offrono riparo e sostentamento invernale alla maggior parte dei piccoli mammiferi del parco.
  • Carpino bianco: Albero d’alto fusto che si associa strettamente alle farnie, creando le formazioni di “querco-carpineto” tipiche dei relitti boschivi di pianura più freschi e ombrosi.
  • Castagno: Meno comune della quercia ma presente in alcuni lembi boschivi. Storicamente piantato per il suo legno resistente e i suoi frutti, dona vivaci sfumature dorate al bosco autunnale.
  • Gelso bianco: L’albero simbolo dell’antica civiltà contadina lombarda. Isolati e vetusti esemplari sopravvivono lungo i fossi e le capezzagne (strade di campagna), ricordando l’epoca in cui le loro foglie nutrivano i bachi da seta.
  • Vite (Vitis vinifera): L’essenza agricola principe della collina. I vigneti coltivati sulle dolci pendici argillose definiscono l’orizzonte visivo del Monte Netto, intrecciando la tutela ambientale con la viticoltura d’eccellenza.
  • Pungitopo (Ruscus aculeatus): Piccolo e coriaceo arbusto sempreverde. Colonizza il sottobosco del querceto; le sue foglie terminanti a punta e le brillanti bacche rosse invernali lo rendono inconfondibile.

Parco Regionale Monte Netto: la storia sulle origini del parco

L’esigenza di proteggere il Monte Netto nasce dalla consapevolezza della sua fragilità e della sua enorme unicità all’interno della pianura bresciana. Fino alla seconda metà del ‘900, le intense attività di escavazione per l’estrazione di argilla (utilizzata dalle fornaci per la produzione di mattoni) e l’espansione dell’agricoltura intensiva avevano fortemente minacciato l’integrità del rilievo, erodendo i boschi originari e distruggendo il paesaggio.

Per fermare questo degrado, le amministrazioni locali, sostenute dalle associazioni ambientaliste bresciane, si attivarono per tutelare l’area. Il percorso di protezione culminò nel 2007, quando la Regione Lombardia approvò formalmente l’istituzione del “Parco Agricolo Regionale del Monte Netto” (Legge Regionale n. 11/2007).

L’obiettivo dell’Ente Parco non è mai stato quello di escludere l’uomo, ma di ricucire il rapporto tra natura e agricoltura. Oggi, grazie a questa tutela, le ex cave di argilla sono state recuperate e naturalizzate (divenendo preziose zone umide), il Bosco delle Colombaie è protetto integralmente e le aziende vinicole locali prosperano seguendo i principi di sostenibilità, trasformando il Monte Netto in un modello di sviluppo rurale in armonia con l’ambiente.

Come si arriva al Parco Regionale Monte Netto

Viaggiando in auto:
Il parco è letteralmente alle porte della città di Brescia ed è estremamente comodo da raggiungere. Per chi proviene da ovest (es. Milano) o est (es. Verona) tramite l’Autostrada A4, l’uscita consigliata è il casello di “Brescia Sud”. Dall’uscita, è sufficiente immettersi sulla ex Strada Statale 45 bis (Via Brescia/Via Cremona) viaggiando in direzione sud verso Cremona. Dopo pochi chilometri di rettilineo, la collina del Monte Netto apparirà evidente all’orizzonte. Seguendo le indicazioni per Capriano del Colle o Poncarale, si accede facilmente alla rete di viabilità secondaria che circonda il rilievo, dove sono disponibili parcheggi liberi in corrispondenza degli accessi ai boschi o delle cantine vinicole.

Viaggiando in treno:
Pur trovandosi in aperta campagna, l’avvicinamento al parco tramite i mezzi pubblici è semplice. La stazione ferroviaria principale di riferimento è Brescia (hub dell’Alta Velocità e dei treni regionali Trenord). Una volta arrivati a Brescia, i visitatori possono recarsi all’adiacente Terminal Autostazioni e salire a bordo degli autobus della linea extraurbana LS013 (o direttrici verso la Bassa Bresciana) gestiti dalla società Arriva. In circa 20-30 minuti, gli autobus collegano il capoluogo alle fermate situate nei centri abitati di Capriano del Colle o Poncarale, dai quali si accede ai margini del Parco Agricolo con una breve passeggiata.

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