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Parco Regionale Monte Fenera

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Corso Roma 35 13011, Borgosesia (VC)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Monte Fenera

Situato tra le province di Vercelli e Novara, all’imbocco della bassa Valsesia, il Parco Naturale del Monte Fenera si estende per oltre 3.300 ettari attorno all’omonimo rilievo. Il Monte Fenera, con il suo inconfondibile profilo “a panettone” (alto quasi 900 metri), domina solitario la vicina e piatta pianura padana e rappresenta una formidabile anomalia geologica e storica per l’intero arco alpino piemontese.

A differenza delle montagne circostanti composte da rocce cristalline, il Fenera è un massiccio calcareo di origine sedimentaria marina (formatosi anticamente sul fondo di un mare tropicale). Questa particolare geologia carsica ha permesso nel corso dei millenni la formazione di decine di grotte profonde e spettacolari, che rendono il parco la meta d’elezione per gli appassionati di speleologia.

Tuttavia, il vero tesoro del Parco è celato proprio all’interno di queste caverne: il Monte Fenera è infatti il sito archeologico e preistorico più antico e importante dell’Italia nord-occidentale. Gli scavi hanno restituito tracce eccezionali della presenza dell’Uomo di Neanderthal (risalenti a oltre 300.000 anni fa), nonché resti ossei impressionanti del gigantesco e temibile Orso delle Caverne (Ursus spelaeus) e del rinoceronte preistorico. Oggi, il parco offre un affascinante “Sentiero delle Grotte” che permette agli escursionisti di immergersi letteralmente nella storia dell’evoluzione umana camminando in fitti boschi e alpeggi storici.

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Parco Naturale del Monte Fenera: la fauna e flora del parco

L’isolamento del massiccio montuoso rispetto alla catena alpina e la ricchezza di boschi incontaminati hanno permesso al Fenera di diventare una vera isola biologica. Le pendici del monte sono attraversate da un’infinità di torrenti stagionali che alimentano i querceti e i castagneti.

La fauna locale offre avvistamenti di grande interesse. I branchi di ungulati popolano le aree boschive di latifoglie in pianura, ma l’aspetto più rilevante è costituito dall’avifauna e dai rapaci che sfruttano la posizione dominante del monte per cacciare, così come le ampie caverne calcaree e le pareti rocciose per nidificare in assoluta sicurezza.

La flora è condizionata dalla composizione calcarea e permeabile del suolo, che ospita specie intolleranti ai terreni acidi. La quasi totalità del parco (il 93%) è dominata da un manto forestale compatto in cui le querce, il frassino e i tigli sono accompagnati da rare ed eleganti piante fiorite nel sottobosco.

Gli animali del parco

  • Cicogna nera: L’osservazione più preziosa e rarissima dell’intero parco. Estremamente schiva e legata alle fitte foreste incontaminate attraversate da corsi d’acqua tranquilli, ha scelto i recessi più isolati del Monte Fenera per nidificare lontano dal disturbo umano.
  • Picchio muraiolo: Splendido e inconfondibile piccolo uccello grigio con larghe macchie di un rosso cremisi vivo sulle ali. Si muove acrobaticamente e “a scatti” lungo le ripide pareti rocciose e all’imbocco delle grotte carsiche alla ricerca di insetti annidati nelle fessure.
  • Falco pellegrino: Il predatore più veloce dei cieli. Nidifica sulle pareti calcaree scoscese del monte, sfruttando la posizione elevata per lanciarsi in picchiate fulminee (che superano i 300 km/h) a caccia di altri uccelli in volo.
  • Gufo reale: Il più imponente rapace notturno europeo. Attende il calar del sole per emergere dai suoi nascondigli boschivi; con le sue grandi e silenziose ali perlustra l’area cacciando roditori e lepri, facendo riecheggiare il suo cupo richiamo tra gli alberi.
  • Cinghiale: Diffuso ovunque all’interno del mantello forestale, si muove in branchi rumorosi smuovendo continuamente il sottobosco umido in cerca di nutrimento.
  • Capriolo e Cervo: Questi agili ungulati trovano nel fitto e tranquillo sottobosco dei querceti l’habitat perfetto per foraggiarsi e ripararsi durante il rigido inverno alpino.
  • Tasso: Mammifero onnivoro dall’inconfondibile mascherina bianca e nera. Sfrutta la morbidezza del suolo forestale per costruire le sue complesse e profonde tane.

Le piante del Parco Naturale del Monte Fenera

Il bosco del Monte Fenera è un trionfo della latifoglia appenninica e pedemontana, capace di regalare straordinarie fioriture primaverili e scenografici colori autunnali.

  • Castagno: La specie arborea in assoluto più dominante del parco. Gli antichi boschi cedui (un tempo curati intensivamente dall’uomo per i frutti e il legname) stanno lentamente invecchiando in modo naturale, riacquistando i connotati di foreste primigenie e maestose.
  • Roverella, Rovere e Farnia: Le querce autoctone che contendono lo spazio al castagno, formando boschi misti resistenti al freddo invernale e capaci di fornire, attraverso le ghiande, un alimento vitale per gli ungulati e i roditori in autunno.
  • Cerro (Quercus cerris): Si accompagna alle altre querce, distinguendosi per la corteccia profondamente solcata e le cupole delle ghiande tipicamente “arricciate”.
  • Vite selvatica (Vitis vinifera): Una liana arrampicante autoctona di grandissimo pregio botanico. Sfrutta il suolo calcareo per svilupparsi vigorosamente aggrappandosi ai fusti degli alberi più alti per cercare la luce del sole.
  • Dafne alpina (Daphne alpina): Un piccolo arbusto endemico dei suoli rupestri e calcarei, che produce ciuffi di delicati fiorellini bianchi molto profumati in primavera, direttamente sulle cenge rocciose più esposte.
  • Orchidee spontanee e Dente di cane: Nel sottobosco erbaceo e umido del parco, in primavera, fioriscono decine di specie di orchidee, insieme al bellissimo e insolito “dente di cane” (Erythronium dens-canis), che spicca nel fogliame secco per i suoi petali rosa retroflessi.

Parco Naturale del Monte Fenera: la storia sulle origini del parco

Il Monte Fenera ha catturato l’attenzione degli speleologi e degli archeologi fin dalla metà dell’Ottocento, quando furono scoperti i primi resti dei grandi mammiferi preistorici. Per decenni, tuttavia, l’area ha rischiato di essere compromessa da attività estrattive e da uno sfruttamento non regolamentato del legname. Negli anni ’80, la pressante esigenza di proteggere non solo la biologia dei boschi, ma soprattutto di tutelare in modo rigoroso e definitivo il sito di ritrovamento dell’Uomo di Neanderthal più antico del Nord Italia, portò a un rapido iter legislativo.

Il Parco Naturale del Monte Fenera venne ufficialmente istituito il 30 marzo 1987 (con Legge Regionale n. 22). L’istituzione dell’area protetta ha permesso di finanziare e condurre campagne di scavo paleontologiche sistematiche, di allestire musei locali di enorme valore scientifico e di sviluppare una rete di percorsi tematici che, tutt’oggi, rendono il Monte Fenera una “palestra a cielo aperto” per la storia evolutiva, la speleologia e l’educazione ambientale. Dal 2012, il parco è gestito organicamente dal grande “Ente di Gestione delle Aree protette della Valle Sesia”.

Come si arriva al Parco Naturale del Monte Fenera

Viaggiando in auto:
Il parco è strategicamente posizionato tra la pianura padana e la base della catena alpina, risultando di facile e rapido accesso. Per chi viaggia da est (Milano) o da sud utilizzando l’Autostrada A26 (Genova Voltri – Gravellona Toce), l’uscita autostradale di riferimento è “Romagnano Sesia – Ghemme”. Dall’uscita, ci si immette sulla Strada Statale 299 in direzione Borgosesia/Alagna Valsesia. Giunti al paese di Borgosesia, si possono seguire le indicazioni per le frazioni che sorgono proprio ai piedi del massiccio montuoso; una delle porte d’accesso più rapide e utilizzate è la frazione collinare di Fenera San Giulio o la frazione di Bettole. Da queste due località partono i ripidi e antichi sentieri, ed è possibile parcheggiare agevolmente e gratuitamente l’auto nel piazzale dove terminano le strade asfaltate prima dei boschi.

Viaggiando in treno:
Il raggiungimento del Monte Fenera è servito anche dai mezzi di trasporto pubblico, sebbene richieda un po’ di attenzione con gli orari. Utilizzando la linea ferroviaria regionale secondaria (Novara – Varallo Sesia), è necessario scendere alla Stazione FS di Borgosesia. Una volta arrivati a Borgosesia, bisogna avvalersi della capillare rete di autobus di linea (come la linea 903 o 001 delle Autolinee Baranzelli o della compagnia locale) per recarsi presso le frazioni rurali poste alla base del massiccio (come Bettole, distante un paio di chilometri dal centro paese), da dove cominciano ufficialmente le mulattiere e i percorsi sterrati che si inoltrano nel fitto della vegetazione e verso le grotte.

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