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Parco Regionale Mont Avic

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Località Fabbrica 164 11020, Champdepraz (AO)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Mont Avic

Incastonato tra il vallone di Champdepraz, la Valle del Torrente Chalamy e l’alta Valle di Champorcher, il Parco Naturale Mont Avic (primo parco regionale della Valle d’Aosta) è un santuario alpino di straordinaria bellezza. Esteso per circa 5.747 ettari, protegge un ambiente montano tra i più integri e meno antropizzati delle Alpi nord-occidentali. Il paesaggio è un susseguirsi mozzafiato di aspre guglie rocciose, praterie alpine, profonde forre, vecchie miniere abbandonate e una costellazione di specchi d’acqua cristallina, tra cui spicca il Gran Lago, il più grande bacino lacustre naturale della regione.

L’identità geologica del parco è inconfondibile. Le rocce affioranti dominanti sono le ofioliti, antichissime rocce originatesi dai fondali oceanici che, a causa della loro particolare composizione chimica (ricca di magnesio ma povera di calcio), limitano la crescita della vegetazione comune, conferendo ai crinali un aspetto lunare, severo ma di grande fascino. Questo fattore, unito alla pendenza dei versanti, ha storicamente limitato lo sfruttamento agro-pastorale, permettendo alla natura di conservarsi intatta e selvaggia.

Il Parco offre oltre 100 chilometri di sentieri segnalati, capaci di soddisfare ogni esigenza: dalle facili e rilassanti passeggiate familiari nella pineta, fino agli impegnativi e panoramici trekking d’alta quota verso il Monte Rosa, perfetti d’estate a piedi e d’inverno con le racchette da neve.

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Parco Naturale Mont Avic: la fauna e flora del parco

L’estrema varietà di micro-ambienti (torbiere, laghi, rupi e boschi) rende la biodiversità del Mont Avic un unicum nel panorama valdostano. L’isolamento e la ridotta presenza umana hanno favorito lo sviluppo di una fauna eccezionalmente vitale e tranquilla.

A differenza di molti altri parchi, il Mont Avic detiene il primato entomologico: i prati d’alta quota sono letteralmente presidiati dagli insetti. Nel parco sono state catalogate oltre 1.100 specie di farfalle (il 70% di quelle presenti in Valle d’Aosta) e 120 specie di coleotteri forestali. Oltre agli insetti, il parco ospita un massiccio numero di ungulati, mammiferi alpini di ogni dimensione e più di 90 specie di uccelli nidificanti.

La flora è fortemente condizionata dal clima rigido invernale e dal peculiare suolo ofiolitico. Circa un terzo della superficie dell’area protetta è ricoperta da formazioni forestali compatte. Salendo di quota, la foresta si dirada bruscamente per lasciare spazio ad arbusti contorti, torbiere ricche di piante igrofile e specie pioniere d’alta montagna capaci di fiorire tra le fessure della roccia nuda.

Gli animali del parco

  • Stambecco: Il fiero abitante dei crinali più impervi e inaccessibili. È facilissimo scorgerlo (soprattutto in estate) in piccoli branchi composti da maschi dalle maestose corna arcuate mentre riposano sulle pietraie d’alta quota attorno ai laghi.
  • Camoscio: Questo agile ungulato domina sia i limiti superiori della foresta sia le praterie alpine più scoscese. Nel Mont Avic i camosci sono particolarmente numerosi e confidenti.
  • Aquila reale: La predatrice indiscussa del parco. Costruisce il nido sulle inaccessibili pareti verticali e sorvola in lungo e in largo le vallate del torrente Chalamy alla ricerca di prede.
  • Marmotta: L’animale più “chiacchierone” dei pascoli d’alta quota. Vive in colonie ed emerge dalle tane sotterranee con lo sciogliersi delle nevi; la sua presenza è annunciata dai fortissimi fischi di allarme emessi dalle “sentinelle”.
  • Lupo: Riconquistati i territori alpini in modo naturale, il lupo sfrutta la quiete del parco e l’abbondanza di ungulati per perlustrare la vasta e fitta fascia boschiva in assoluto silenzio e senza farsi notare.
  • Gallo forcello e Fagiano di monte: Timidi e rarissimi tetraonidi che popolano gli ambienti di margine tra l’ultimo bosco rado e la brughiera. Le radure del Mont Avic diventano in primavera il suggestivo teatro dei loro rumorosi e complessi corteggiamenti d’amore.

Le piante del Parco Naturale Mont Avic

Il paesaggio botanico è il risultato di una selezione naturale spietata, che ha premiato essenze in grado di sopravvivere su suoli magri e in climi severi.

  • Pino uncinato (Pinus uncinata): L’assoluto protagonista del parco. Il Mont Avic vanta con orgoglio la più vasta foresta ininterrotta di pino uncinato di tutta la Valle d’Aosta (e delle Alpi Italiane), estesa per quasi 1.000 ettari. Questa conifera, dal portamento spesso asimmetrico, riesce a prosperare proprio sulle difficili rocce ofiolitiche.
  • Pino silvestre: Si mescola spesso al pino uncinato e alle latifoglie nei versanti più assolati e asciutti alle quote inferiori, creando formazioni miste colorate dalla sua tipica corteccia rossastra.
  • Larice: La conifera d’alta montagna che segna l’arrivo dell’autunno. Resistente e flessibile, perde i suoi aghi prima dell’inverno, offrendo in ottobre colorazioni di un magnifico giallo-dorato fiammante.
  • Faggio: Nelle porzioni più basse e umide del parco, crea densi e freschi popolamenti in cui la luce estiva penetra con difficoltà.
  • Rododendro e Mirtillo: La transizione tra il limite degli alberi e la pietraia. Le vaste distese arbustive fioriscono vigorosamente a inizio estate, tingendo di fucsia acceso sterminate porzioni di montagna.
  • Piante acquatiche e da torbiera: I bordi dei laghetti glaciali e le torbiere, veri e propri scrigni umidi, permettono la sopravvivenza di minuscole piante carnivore (come la Drosera) e rarissimi ciuffi di erioforo (caratterizzato dalle infiorescenze a fiocco di cotone bianco).

Parco Naturale Mont Avic: la storia sulle origini del parco

Il Parco Naturale del Mont Avic è un trionfo istituzionale sulla salvaguardia ambientale e rappresenta il fiore all’occhiello della Regione Autonoma Valle d’Aosta. Istituito storicamente nell’ottobre del 1989 (legge regionale), nacque in prima battuta per tutelare l’integrità del bacino del torrente Chalamy e arginare l’antropizzazione in un territorio che, fino all’inizio del ‘900, aveva subito lo sfruttamento legato all’estrazione mineraria del ferro.

Dopo i primi vent’anni di virtuosa ed encomiabile gestione, il successo conservazionistico e l’apprezzamento turistico per la quiete del parco furono tali da indurre il vicino Comune di Champorcher (nel 2003) a richiedere esplicitamente l’ampliamento dei confini dell’area protetta verso il vallone di Dondena (per oltre 1.500 ettari aggiuntivi), includendo l’habitat eccezionale dei laghi glaciali d’alta quota. Oggi il Parco è gestito dall’Ente Parco omonimo, la cui missione coniuga strettamente la rigorosa protezione naturalistica con l’educazione ecologica delle nuove generazioni.

Come si arriva al Parco Naturale Mont Avic

Viaggiando in auto:
Il parco è facilmente e rapidamente accessibile dall’asse centrale viario della Valle d’Aosta. Imboccando la veloce Autostrada A5 (Torino-Aosta), occorre uscire al casello di Verrès. Una volta usciti dall’autostrada, ci si immette sulla scorrevole Strada Statale 26. Da qui, le opzioni sono due a seconda dell’itinerario scelto: per accedere all’ingresso principale del Parco (Centro Visitatori Covarey/La Veulla), bisogna svoltare in direzione di Champdepraz risalendo la strada regionale panoramica per circa 10 km fino al parcheggio. Se si desidera invece accedere dalla parte alta e dai laghi glaciali (Centro Visitatori Chateau/Dondena), da Verrès bisogna seguire le chiare indicazioni per risalire l’intera valle sino al paese di Champorcher.

Viaggiando in treno o autobus:
Raggiungere i margini del parco con i mezzi pubblici è fattibile, ma richiede l’utilizzo integrato di treno e autobus locali. In treno, occorre percorrere la direttrice Chivasso-Aosta (Trenitalia) e scendere alla stazione di Verrès. Dal piazzale antistante la stazione ferroviaria (o sulla SS26 limitrofa), partono gli autobus extraurbani gestiti dalla compagnia di trasporto regionale VITA Group. Linee specifiche collegano quotidianamente il fondovalle alle diramazioni di Champdepraz e Champorcher. Dalle fermate dei centri abitati, il dislivello per raggiungere il cuore del parco andrà coperto inevitabilmente a piedi.

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