Parco Regionale Molentargius
Descrizione Parco Regionale Molentargius
Situato all’interno della fitta area metropolitana cagliaritana e incastonato tra il capoluogo, Quartu Sant’Elena e il celebre litorale del Poetto, il Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline è un vero e proprio miracolo ecologico. Il nome Molentargius deriva dai molentis, i tenaci asini sardi che in passato venivano impiegati per trainare i pesanti carri carichi di sale estratto dai bacini.
Oggi, l’area è una delle zone umide più importanti, spettacolari e accessibili d’Europa. La sua unicità risiede nella coesistenza di specchi d’acqua dolce (il Bellarosa Minore e il Perdalonga) e vasche di acqua salata o salmastra (il Bellarosa Maggiore e le ex Saline), divisi tra loro da un ingegnoso e storico sistema di argini e canali artificiali. Questa incredibile diversità chimica delle acque crea nicchie ecologiche perfette che supportano una biodiversità straordinaria a pochissimi passi dal traffico urbano.
Il Parco è un paradiso per i ciclisti, i corridori e gli amanti del birdwatching. Pedalando o camminando lungo i silenziosi percorsi sterrati che tagliano le vasche, è possibile ammirare la rigogliosa vita degli stagni, con le antiche architetture industriali della raccolta del sale (come l’Edificio Sali Scelti) che si stagliano all’orizzonte. A fine estate, lo scenario si fa quasi irreale: la fortissima evaporazione concentra il sale nelle vasche, tingendo le acque di un rosso vivo e creando affascinanti croste candide lungo gli argini.
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Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline: la fauna e flora del parco
L’ecosistema del Molentargius è stato inserito fin dal 1977 nella “Convenzione di Ramsar” per la tutela delle zone umide di importanza internazionale, ospitando regolarmente circa un terzo dell’intera avifauna europea tra specie stanziali, nidificanti e uccelli di passo migratorio. L’isolamento garantito dalle vasche salate inaccessibili ai predatori terrestri ha trasformato il parco in un’enorme “nursery” naturale per i volatili.
La fauna è la padrona assoluta del paesaggio. Dal 1850 ad oggi sono state censite ben 230 specie ornitologiche differenti. Accanto ai celebri ed eleganti fenicotteri, le acque dolci pullulano di limicoli, aironi e piccoli passeriformi, affiancati da rettili e anfibi che popolano la fitta vegetazione ripariale.
La flora è altamente specializzata. Nell’area del Bellarosa Minore (acqua dolce) prevale il canneto compatto, mentre avvicinandosi alle vasche salate (le ex saline), il terreno argilloso e ipersalino seleziona una vegetazione formata da piccole ma resistentissime piante alofite (amanti del sale), capaci di resistere a condizioni in cui nessun’altra pianta sopravvivrebbe.
Gli animali del parco
- Fenicottero rosa (Phoenicopterus roseus): L’indiscusso re del parco. Il Molentargius è celebre in tutta Europa perché queste eleganti e altissime creature non solo vi stazionano, ma hanno scelto le sue isole salate per nidificare stabilmente fin dal 1993, colorando di rosa intere porzioni della laguna.
- Pollo sultano: Un magnifico e tozzo uccello dal piumaggio blu-violaceo brillante e un massiccio becco rosso corallo. Ama i canneti di acqua dolce del Bellarosa Minore, dove si arrampica agilmente tra le canne per nutrirsi dei loro germogli.
- Porciglione: Un uccello acquatico elusivo. Con il suo becco lungo e rosso, preferisce correre veloce tra i canneti fitti piuttosto che volare o nuotare in acqua aperta, emettendo un richiamo che ricorda il grugnito di un maialino.
- Cavaliere d’Italia: Un elegantissimo uccello trampoliere. È inconfondibile grazie alle sue lunghissime e sottili zampe rosse e al piumaggio bianco e nero; nidifica rumorosamente su isolotti fangosi creati ad hoc nel parco.
- Garzetta e Sgarza ciuffetto: Piccoli e candidi aironi frequentatori abituali delle acque basse del parco. Le sgarze sfoggiano durante il periodo riproduttivo un vistoso ciuffo di penne che ricade elegante sulla nuca.
- Svasso maggiore e Tuffetto: Uccelli acquatici provetti subacquei. Si tuffano per lunghissime apnee alla ricerca di piccoli pesci o larve; in primavera gli svassi si esibiscono in elaborate “danze nuziali” coreografate a pelo d’acqua.
Le piante del Parco Regionale Molentargius
La botanica di Molentargius deve adattarsi a un suolo impregnato di cloruro di sodio e fortemente argilloso.
- Cannuccia di palude (Phragmites australis): Forma barriere verdi estese e altissime (i canneti) nelle zone d’acqua dolce. Sono il rifugio fondamentale e inviolabile per i nidi del pollo sultano e di numerose specie di aironi.
- Salicornia (Salicornia europaea): L’essenza tipica e insostituibile delle saline. Questa piccola e carnosa pianta senza foglie evidenti, perfettamente adattata a vivere in ambienti saturi di sale, in autunno muta il suo colore dal verde al rosso porpora intenso, disegnando il paesaggio ai margini delle vasche.
- Giunco spinoso e Giunco marittimo: Piante dalle foglie rigide, pungenti e cilindriche, che prosperano ai bordi dei sentieri umidi e salmastri. Anticamente, le loro fibre resistenti venivano usate per l’intreccio artigianale di cesti.
- Tamerici (Tamarix gallica): Arbusti frondosi simili a conifere che orlano spesso i canali d’acqua. Riescono a secernere in superficie il sale assorbito in eccesso dal suolo attraverso apposite ghiandole situate sulle foglie.
- Alghe (fitoplancton e Dunaliella salina): Sono gli organismi microscopici essenziali per la catena alimentare del parco. La Dunaliella, in particolare, prolifera nelle vasche più salate in piena estate colorandole di rosso ed è responsabile, attraverso i piccoli crostacei (Artemia salina) che se ne nutrono, del colore rosa delle penne dei fenicotteri.
Gallery Parco Regionale Molentargius
Parco Regionale Molentargius: la storia sulle origini del parco
L’area di Molentargius è stata storicamente plasmata per secoli per l’estrazione industriale del sale marino, un’attività economica preziosissima per le casse dello Stato e della Sardegna (le ex Saline di Stato). Tuttavia, con la cessazione dell’attività estrattiva nel 1985, il delicato ecosistema idraulico iniziò a deteriorarsi.
Nonostante i riconoscimenti ambientali internazionali del 1977 (Ramsar), l’istituzione formale e amministrativa del Parco Naturale Regionale di Molentargius-Saline è arrivata solo nel 1999, con la Legge Regionale n. 5. L’urgenza di tutelare il sito era diventata massima soprattutto dopo che, negli anni passati, la nidificazione degli storici fenicotteri era stata compromessa persino dall’intrusione di randagi, mettendo in luce l’estrema fragilità della riserva circondata dalla città.
Da allora, l’Ente Parco lavora incessantemente per mantenere in efficienza il vitale pompaggio delle acque che separa l’acqua dolce da quella salata, promuovendo parallelamente una fruizione ecosostenibile in un’area che subisce l’enorme pressione urbanistica della città di Cagliari e di Quartu Sant’Elena.
Come si arriva al Parco Regionale Molentargius
Viaggiando in auto:
Il parco è posizionato proprio lungo il tessuto urbano tra Cagliari e Quartu Sant’Elena. Chi viaggia in auto verso Cagliari tramite la scorrevole Strada Statale 131 “Carlo Felice” o la SS 125, deve inserirsi sull’Asse Mediano di Scorrimento in direzione Poetto o Viale Colombo. Il riferimento principale e più comodo per i visitatori automuniti è l’Edificio Sali Scelti in Via La Palma, a Cagliari. Qui è a disposizione un parcheggio dal quale partono sia le visite guidate in minibus sia i percorsi liberi ciclo-pedonali.
Viaggiando in autobus o treno:
L’accessibilità con il trasporto pubblico locale è eccellente e consente di non utilizzare l’auto. Dalla Stazione Ferroviaria Centrale di Cagliari (dove arrivano i convogli regionali e il treno veloce dall’aeroporto), ci si può avvalere della fitta rete di autobus urbani CTM. Le linee più rapide ed efficienti per raggiungere gli ingressi e il vicino litorale del Poetto sono la linea PF e le linee PQ e QS, in partenza dai capolinea adiacenti a Via Roma/Piazza Matteotti, che con un tragitto di circa 30-40 minuti scaricano i passeggeri a pochi passi dai canali del Molentargius.