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Parco Regionale Lessinia

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via S. Maria in Chiavica 7 37121, Verona (VR)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Lessinia

Situato nelle Prealpi Venete, a nord della città di Verona e al confine con il Trentino e la provincia di Vicenza, il Parco Naturale Regionale della Lessinia si estende per oltre 10.000 ettari. L’altopiano della Lessinia è una vasta e spettacolare area montana che si innalza dolcemente dalla pianura per culminare nei rilievi più aspri, caratterizzandosi per i suoi infiniti pascoli d’alta quota e per le antiche malghe e contrade con i tipici tetti in lastre di pietra.

La peculiarità principale di questo territorio è la sua impressionante morfologia carsica. L’azione millenaria dell’acqua sulla roccia calcarea ha creato un paesaggio sotterraneo e superficiale unico, modellando doline, abissi profondissimi, grotte e maestosi ponti naturali di roccia. Oltre a essere un vero paradiso per gli speleologi, il parco offre innumerevoli percorsi escursionistici a piedi, in bicicletta o a cavallo, dalle rilassanti camminate tra i boschi fino ai percorsi più impegnativi verso il Passo Branchetto e il Monte Tomba.

Una rilassante immagine dei pascoli della Lessinia, dove le mucche si abbeverano placidamente in prossimità di una tipica malga in pietra, incorniciate da rigogliosi boschi e cime montuose all’orizzonte.

In inverno, con l’arrivo della neve, le vallate attorno a Bosco Chiesanuova si trasformano in apprezzate e tranquille mete per gli appassionati di sci, escursioni con le ciaspole e pattinaggio sul ghiaccio. L’altopiano è inoltre un inestimabile scrigno di storia, poiché custodisce giacimenti paleontologici di importanza mondiale (ricchissimi di fossili preistorici) e le forti tracce della minoranza etnica e linguistica dei Cimbri, che nei secoli scorsi ha influenzato profondamente la cultura del territorio veronese.

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Parco Regionale Lessinia: la fauna e flora del parco

La varietà di altitudini e le differenze microclimatiche tra le valli più ombrose e le dorsali assolate dell’altopiano permettono lo sviluppo di un ecosistema ricchissimo e complesso. Le fitte foreste che abbracciano l’area, come la rigogliosa Foresta Demaniale di Giazza al confine orientale, rappresentano un bacino di biodiversità inestimabile per l’intero arco prealpino.

Dal punto di vista faunistico, il parco ospita una comunità animale d’eccezione, tipica degli ambienti montani ben preservati, tra cui spiccano grandi ungulati ed elusivi mammiferi. Negli ultimi decenni, il ritorno spontaneo di grandi carnivori ha certificato l’elevato livello di naturalità della zona e l’ottima disponibilità di prede nei boschi.

La flora è altrettanto spettacolare e gode di rigorosi regimi di tutela. Salendo dalle altitudini inferiori si attraversano boschi termofili e fitte formazioni miste di latifoglie, per poi immergersi in silenziose foreste di conifere d’alta montagna. Per valorizzare questo patrimonio vegetale, l’Ente Parco ha censito e protegge strenuamente centinaia di “alberi monumentali”, vetusti patriarchi arborei considerati delle vere e proprie sculture viventi.

Gli animali del parco

  • Lupo: Formidabile predatore alfa tornato spontaneamente a ripopolare le montagne della Lessinia. Questo magnifico carnivoro caccia in branco, spostandosi silenziosamente lungo i crinali boschivi per predare prevalentemente cinghiali e ungulati.
  • Cinghiale: L’ungulato più rustico e diffuso del territorio prealpino. Si muove spesso in gruppi numerosi e sfrutta il suo possente muso per frugare il suolo umido del sottobosco alla continua ricerca di radici, tuberi e ghiande.
  • Marmotta: Simpatico roditore che colonizza le ampie e verdi praterie in quota. Le colonie vivono all’interno di intricate reti di tane sotterranee; in caso di pericolo, le “sentinelle” emettono un acuto e inconfondibile fischio per avvisare il gruppo.
  • Martora: Piccolo mustelide dalle abitudini carnivore e prevalentemente arboricole. Impreziosita da una vistosa macchia giallastra sulla gola, si muove con impressionante agilità tra le chiome degli alberi dando la caccia a piccoli uccelli.
  • Camoscio: È l’autentico acrobata delle cenge rocciose e delle alte quote. Si sposta in modo rapidissimo tra le formazioni calcaree più scoscese e i pendii rocciosi inaccessibili, prediligendo in estate le temperature rigide.
  • Capriolo: Cervide dal portamento aggraziato ed estremamente cauto. È frequente avvistarlo all’alba o al tramonto mentre esce allo scoperto per brucare l’erba nelle radure che interrompono la fitta boscaglia.
  • Aquila reale: La sovrana incontrastata dei cieli della Lessinia. Nidifica in punti inarrivabili tra gli anfratti rocciosi e sfrutta abilmente le forti correnti ascensionali per sorvolare silenziosamente le vallate in cerca di prede per i suoi nidiacei.

Le piante del Parco Regionale Lessinia

Il manto forestale del parco, specialmente nel suo settore nord-orientale, testimonia le preziose essenze forestali alpine originarie e il grande lavoro storico di rimboschimento protettivo.

  • Faggio: L’albero che domina in modo quasi assoluto l’intero paesaggio boschivo della riserva. Le faggete regalano magnifiche sfumature rossastre autunnali e ospitano quasi la totalità (oltre 220 esemplari) dei grandi alberi monumentali ufficialmente censiti e protetti in Lessinia.
  • Abete bianco e Abete rosso: Maestose e rustiche conifere d’alto fusto. Formano boschi scuri e intensamente profumati, spesso mescolandosi in perfetta armonia con il faggio per originare gli spettacolari boschi misti che rendono celebre la Foresta di Giazza.
  • Larice: Bellissima conifera molto amata per il suo fascino montano, in grado di prosperare salendo rapidamente di quota. È l’unica specie di conifera a perdere i propri aghi durante la stagione fredda, dopo averli tinti in autunno di un brillante giallo dorato.
  • Castagno: Radicato alle altitudini intermedie e marginali del parco, questo albero generoso rappresentava in passato una fondamentale fonte di sussistenza alimentare per gli abitanti dei piccoli borghi montani.
  • Cerro e Tiglio: Altre due possenti specie di latifoglie che diversificano la flora del piano montano inferiore. Anch’esse vantano alcuni straordinari esemplari di dimensioni monumentali, riconosciuti per la loro ragguardevole età e bellezza botanica.

Parco Regionale Lessinia: la storia sulle origini del parco

L’esigenza di salvaguardare il patrimonio ecologico, geologico ed etnico di quest’area prese grande vigore durante gli anni dell’espansione edilizia, quando lo spopolamento della montagna da una parte e l’urbanizzazione sregolata dall’altra rischiavano di alterare irreversibilmente l’altopiano veronese. Il lungo processo di tutela vide la sua piena realizzazione il 30 gennaio 1990, quando la Regione Veneto promulgò la Legge Regionale n. 12 istituendo ufficialmente il “Parco Naturale Regionale della Lessinia”.

Fin dai primissimi anni, lo scopo della legge istitutiva e dell’Ente Parco non fu solo quello di proteggere in senso stretto il fragile suolo carsico, le acque e la vita selvatica, ma anche di attuare un recupero delle zone precedentemente degradate. Grande risalto è sempre stato dato alla valorizzazione unitaria del paesaggio storico, salvaguardando l’antica e originalissima cultura cimbra e le tradizionali attività agricole e silvo-pastorali, considerandole parti indissolubili di un turismo responsabile e moderno.

Come si arriva al Parco Regionale Lessinia

Viaggiando in auto:
I vari ingressi e i paesi principali dell’altopiano (come Bosco Chiesanuova, Erbezzo o Sant’Anna d’Alfaedo) godono di comodi accessi grazie alla vicinanza con la grande rete autostradale. Provenendo da est o da ovest lungo l’Autostrada A4 (Milano-Venezia), si consiglia l’uscita al casello di “Verona Est” (o alternativamente “Soave”); da qui basta imboccare la tangenziale e seguire la scorrevole viabilità provinciale che punta a nord in direzione “Lessinia – Bosco Chiesanuova” fino a località come Malga San Giorgio. Per chi invece viaggia in direzione nord-sud sfruttando l’Autostrada del Brennero (A22), le uscite strategiche sono “Verona Nord” (perfetta per esplorare il settore ovest transitando per la Valpolicella) oppure il casello di “Ala/Avio”.

Viaggiando in treno:
Arrivare in treno, integrandolo con i comodi collegamenti su gomma, è un’eccellente opzione di viaggio ecosostenibile. La destinazione di riferimento per i viaggiatori su rotaia è la frequentata stazione di Verona Porta Nuova, servita sia dai treni regionali che dall’alta velocità. Direttamente dal piazzale della stazione di Verona partono le varie linee della rete di autobus extraurbani dell’ATV (Azienda Trasporti Verona). I bus effettuano regolarmente collegamenti diretti verso Bosco Chiesanuova e gli altri borghi del parco, mettendo spesso a disposizione, in alcune stagioni, l’apprezzato servizio “Walk&Bike” per facilitare il carico e trasporto delle biciclette.

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