Parco Regionale Lagoni di Mercurago
Descrizione Parco Regionale Lagoni di Mercurago
Esteso su una superficie di circa 473 ettari lungo le ampie colline moreniche a ovest del Lago Maggiore, il Parco dei Lagoni di Mercurago rappresenta un ecosistema incredibilmente eterogeneo. Il paesaggio alterna placidi boschi, colorate brughiere, grandi pascoli dedicati al secolare allevamento di cavalli da corsa e un vitale sistema di stagni e paludi da cui l’area trae il nome. In questo angolo di natura selvaggia e poco urbanizzata, la bellezza paesaggistica convive in armonia con le tracce degli antichi insediamenti umani.
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Flora e fauna del parco
La presenza di zone paludose e rilievi collinari asciutti garantisce una biodiversità eccellente e stratificata. La componente ornitologica è formidabile, con decine di specie di volatili nidificanti e migratori che trovano rifugio sicuro tra le fitte chiome degli alberi e i canneti che lambiscono le sponde degli stagni. La vegetazione boschiva tipica del novarese fa da sfondo a numerose specie igrofile e acquatiche, alcune delle quali divenute particolarmente rare nella Pianura Padana.
Gli animali del parco
- Cavallo: I curatissimi prati e i recinti del parco ospitano storicamente eleganti cavalli purosangue da corsa, allevati allo stato semi-brado.
- Rana rossa: Un piccolo anfibio fondamentale per l’equilibrio della catena alimentare, diffuso specialmente nelle aree fresche e ombrose.
- Raganella: Anfibio mimetico e abilissimo arrampicatore, le cui vocalizzazioni ravvivano le zone umide durante la stagione riproduttiva.
- Picchio rosso minore: Un raro e ricercato uccello forestale che scava il proprio nido nei tronchi marcescenti per nutrirsi di insetti xilofagi.
- Picchio muratore: Vispo abitante dei boschi, reso inconfondibile dalla sua abitudine di ispezionare le cortecce calandosi a testa in giù.
- Airone: Imponente trampoliere che staziona con pazienza e immobilità lungo le sponde dei “lagoni” in attesa di catturare piccoli pesci.
- Ghiandaia: Un corvide molto chiassoso dal piumaggio colorato, il cui ruolo è vitale per la disseminazione spontanea delle querce nel sottobosco.
Le piante del parco
- Castagna d’acqua: Una particolare pianta acquatica galleggiante che richiede acque stagnanti pulite, ormai divenuta piuttosto rara.
- Ninfea: Rende incantevole la superficie dei laghetti nei mesi estivi, esibendo grandi foglie rotonde e delicati fiori bianchi.
- Quercia: Un albero longevo e maestoso che costituisce gran parte dell’ossatura boschiva nelle aree più asciutte della riserva.
- Castagno: Specie forestale storicamente introdotta dall’uomo, che prospera sulle colline moreniche offrendo preziosi frutti autunnali.
- Betulla: Una tenace e tipica pianta pioniera dalla corteccia argentea, che colonizza rapidamente le brughiere e le radure luminose.
- Mazzasorda (Tifa): Sviluppa eleganti infiorescenze simili a sigari e forma densi canneti ripariali dove numerosi uccelli costruiscono i nidi.
Gallery Parco Regionale Lagoni di Mercurago
Storia e origini del parco
La formale tutela di questo straordinario ecosistema ebbe inizio nel 1980, anno in cui la Regione Piemonte istituì il parco per frenare l’avanzata edilizia a ridosso del bacino del Lago Maggiore. Oltre a salvare paludi e torbiere, questa iniziativa protesse un patrimonio preistorico inestimabile: proprio qui, a metà Ottocento, emersero dal fango perfetti resti di antiche palafitte e due famose ruote in legno risalenti all’Età del Bronzo. Proprio per lo straordinario stato di conservazione dei reperti, nel 2011 l’area dei Lagoni è stata ufficialmente riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, entrando a far parte dei “Siti palafitticoli preistorici attorno alle Alpi”.
Come si arriva al parco
Viaggiando in auto:
Il parco risulta facilmente accessibile per chi percorre l’Autostrada A26 (Genova – Gravellona Toce). È sufficiente utilizzare l’uscita autostradale di “Arona” per ritrovarsi quasi a ridosso della riserva. Seguendo la segnaletica locale in direzione della vicina frazione di Mercurago, si raggiungono agevolmente i parcheggi situati nei pressi di Via Gattico e degli altri ingressi principali, da dove ci si addentra a piedi lungo i percorsi protetti e interdetti al traffico veicolare.
Viaggiando in treno:
Avvalersi del treno è un’opzione estremamente vantaggiosa ed ecologica. La vicina e ben servita Stazione di Arona (sulle direttrici per Milano, Novara e Domodossola) permettono di raggiungere la zona con facilità. Dalla stazione, il centro visite di Mercurago può essere raggiunto con i mezzi urbani o con una rilassante passeggiata. Una validissima alternativa logistica è la piccola Stazione di Dormelletto, posizionata ai confini meridionali del parco, perfetta per scendere dal convoglio e iniziare immediatamente le escursioni naturalistiche.