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Parco Regionale Laghi di Suviana e Brasimone

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Piazza Kennedy 40032, Camugnano (BO)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Laghi di Suviana e Brasimone

Il Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone si estende per oltre 3.800 ettari nel settore centrale dell’Appennino Bolognese, toccando altitudini che variano dai 468 metri ai 1.283 metri del Monte Calvi. Il cuore paesaggistico di questa vasta area montana è costituito dai due spettacolari specchi d’acqua dolce che danno il nome al parco: il Lago di Suviana e il Bacino del Brasimone. Questi bacini, incastonati tra fitti boschi e ripide pareti, creano un microclima particolare e offrono scorci di inaspettata bellezza che ricordano quasi i paesaggi alpini o nordeuropei.

Questa riserva è una meta eccezionale per gli amanti delle attività all’aria aperta e dello sport. In estate, le rive erbose del bacino del Brasimone e la folta pineta che circonda il lago di Suviana diventano luoghi perfetti per il relax, i picnic e per praticare canoa o windsurf sulle acque tranquille. Gli escursionisti possono sfruttare una fitta rete di sentieri ben segnati (inclusa una tappa della celebre Alta Via dei Parchi) che attraversano antichi borghi in pietra, crinali panoramici e vecchi castagneti da frutto un tempo fondamentali per l’economia montana.

L’atmosfera del parco è caratterizzata da una profonda quiete, favorita dalla scarsa densità abitativa dell’area. L’abbandono delle attività agricole tradizionali ha permesso alla natura di riappropriarsi rapidamente degli spazi, trasformando i vecchi coltivi in arbusteti e rigogliose foreste di latifoglie. Questa evoluzione ha reso la zona uno dei santuari più importanti dell’Appennino per l’osservazione della fauna selvatica.

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Parco Regionale Laghi di Suviana e Brasimone: la fauna e flora del parco

La ridotta presenza umana e l’estensione del manto forestale hanno creato un rifugio perfetto per un’incredibile varietà di specie animali e vegetali. La fauna è ricchissima, con una catena alimentare completa che parte dai piccoli insetti del sottobosco fino ad arrivare ai grandi superpredatori che perlustrano le creste dell’Appennino bolognese.

Gli animali trovano riparo nei folti boschi misti e nelle aree di ricolonizzazione naturale. L’abbondanza di ungulati ha favorito anche il ritorno spontaneo del lupo, mentre i vecchi alberi offrono cavità perfette per la nidificazione di un’interessante e variegata avifauna.

Il manto vegetale è dominato da una continua ed estesa copertura boschiva. La flora varia in base all’esposizione e all’altitudine, passando dalle formazioni introdotte artificialmente intorno ai bacini idrici, fino ai querceti misti e ai maestosi boschi secolari che ricoprono i pendii più elevati.

Gli animali del parco

  • Cervo: Il mammifero più rappresentativo e maestoso dell’intera area protetta. Tra settembre e ottobre, i boschi del parco risuonano dei possenti bramiti dei maschi in amore, un vero e proprio spettacolo della natura che attira escursionisti e appassionati da tutta la regione.
  • Lupo: Il predatore per eccellenza dell’Appennino. La sua presenza è stabile e fondamentale per il controllo naturale delle abbondanti popolazioni di cinghiali e caprioli presenti nel territorio.
  • Cinghiale: Onnipresente nelle zone boschive, si muove in branchi numerosi grufolando il terreno alla ricerca di ghiande, radici e tuberi.
  • Capriolo e Daino: Eleganti e agili ungulati molto comuni che amano frequentare i margini dei boschi e le vecchie radure per brucare.
  • Aquila reale: Superbo e fiero rapace che domina le vette più alte, sfruttando le correnti termiche per scrutare le vallate in cerca di piccole prede.
  • Picchio rosso maggiore: Frequenta assiduamente i vecchi castagneti da frutto, dove i tronchi spessi e il legno tenero offrono condizioni ideali per scavare i propri nidi e cercare insetti xilofagi.
  • Picchio verde: Un altro affascinante ospite delle foreste, spesso avvistabile mentre si nutre di formiche direttamente sul terreno dei prati adiacenti alle zone alberate.
  • Ululone dal ventre giallo: Un piccolo e particolarissimo rospo (anfibio) che, se minacciato, inarca il corpo per mostrare la vivace colorazione gialla e nera del ventre a scopo difensivo.

Le piante del Parco Regionale Laghi di Suviana e Brasimone

La botanica di questo settore appenninico riflette la secolare interazione tra l’uomo e la montagna.

  • Castagno: L’albero simbolo della civiltà rurale montana, a cui è dedicato il Museo del Bosco del Poranceto. Gran parte del parco è coperta da magnifici e vecchi castagneti da frutto, oggi in parte abbandonati ma di inestimabile valore ecologico.
  • Faggio: Superati i 900 metri di quota, il castagno cede il passo a estese e ombrose faggete che ammantano le creste più alte dell’Appennino fino al confine toscano.
  • Pino: Intorno alle sponde del lago di Suviana, il paesaggio è caratterizzato da fitte e suggestive pinete di impianto artificiale, create nei decenni passati per consolidare i versanti idrogeologici.
  • Quercia (Rovere) e Frassino: Costituiscono le formazioni principali dei boschi misti di latifoglie presenti alle altitudini inferiori e sui versanti più esposti al sole.
  • Abete rosso: Un’altra specie di conifera introdotta artificialmente in passato, che si mescola alla vegetazione autoctona creando macchie sempreverdi ben visibili.

Parco Regionale Laghi di Suviana e Brasimone: la storia sulle origini del parco

L’elemento che più di ogni altro definisce l’identità del parco è strettamente legato alla storia dello sfruttamento delle acque appenniniche. Il Lago di Suviana e il bacino del Brasimone non sono di origine naturale, ma sono enormi invasi artificiali creati a partire dai primi anni del Novecento a scopo idroelettrico per alimentare lo sviluppo industriale della città di Bologna. Le colossali dighe, capolavori di ingegneria per l’epoca, hanno letteralmente modificato il paesaggio, sommergendo vecchie vallate e trasformando radicalmente l’orografia del territorio.

Nel corso dei decenni successivi, la progressiva e inesorabile migrazione delle popolazioni montane verso le città ha portato all’abbandono delle storiche pratiche agricole e silvicolturali (come la cura costante dei castagneti). La natura ha approfittato di questo esodo per riconquistare lo spazio, creando un ambiente selvaggio e biologicamente molto vario.

Per salvaguardare questo nuovo e prezioso equilibrio e promuovere un turismo dolce e rispettoso, la Regione Emilia-Romagna ha ufficialmente istituito il “Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone” nel 1995. Da allora, l’Ente Parchi si occupa di proteggere l’habitat del cervo, valorizzare i vecchi borghi spopolati e mantenere in ottime condizioni la vasta rete escursionistica e didattica.

Come si arriva al Parco Regionale Laghi di Suviana e Brasimone

Viaggiando in auto:
Il parco sorge a una comoda distanza dal capoluogo emiliano ed è facilmente accessibile percorrendo la viabilità principale. Partendo da Bologna, la via più veloce è l’Autostrada A1 (Direzione Firenze), uscendo al casello di “Badia” (sulla Variante di Valico) o di “Roncobilaccio”. Dal casello, si seguono le strade provinciali e le indicazioni locali che salgono verso Castiglione dei Pepoli o Camugnano, portando in breve tempo direttamente sulle sponde del bacino del Brasimone o di Suviana. In alternativa, per chi preferisce evitare l’autostrada, è possibile risalire l’intera e storica Strada Statale 64 Porrettana fino a Riola di Vergato, per poi deviare in salita lungo la SP 23 fino a scollinare sui laghi.

Viaggiando in treno:
Sfruttare i mezzi pubblici è possibile ed ecologico. Dalla Stazione Ferroviaria di Bologna Centrale, i viaggiatori devono prendere il regolare e frequente treno regionale della linea Porrettana, in direzione di Porretta Terme. Una volta giunti nel piazzale della stazione di Porretta Terme, si trova immediatamente l’autostazione degli autobus del trasporto pubblico locale (società TPER). I pullman extraurbani di linea effettuano collegamenti quotidiani per risalire la montagna in direzione di Suviana, Camugnano o Castiglione dei Pepoli, lasciando i passeggeri a pochi passi dai sentieri o dal bordo dei laghi.

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