Svg Vector Icons : http://www.onlinewebfonts.com/icon

Parco Regionale Laghi di Avigliana

Orari d'Apertura

Estivo

da giu a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mag
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via Monte Pirchiriano 54 10051, Avigliana (TO)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Laghi di Avigliana

Situato allo sbocco della Val di Susa e a soli 20 chilometri da Torino, il Parco Naturale dei Laghi di Avigliana si estende per circa 400 ettari in un suggestivo anfiteatro morenico. Il parco, dolcemente adagiato ai piedi del Monte Pirchiriano su cui svetta l’imponente Sacra di San Michele, tutela tre ecosistemi strettamente interconnessi ma profondamente diversi tra loro: i due bacini lacustri di origine glaciale (il Lago Grande e il Lago Piccolo), i rilievi collinari boscosi e la delicata zona paludosa dei Mareschi.

Il paesaggio offre un armonioso contrasto tra natura incontaminata e fruizione turistica. Il Lago Grande è il cuore pulsante delle attività ricreative: il suo lungolago ospita suggestive passerelle galleggianti per rilassanti passeggiate, spiagge attrezzate per la balneazione, club velici e persino una ferrata subacquea dedicata agli amanti delle immersioni in profondità. Il Lago Piccolo, per contro, è un’oasi di pace incastonata nel verde e protetta, luogo d’elezione per il birdwatching, con percorsi pedonali che ne ricalcano pacificamente l’intero perimetro e ampie aree destinate a pic-nic e barbecue per le famiglie.

Tra i due specchi d’acqua e i rilievi collinari si sviluppa la Palude dei Mareschi, un ambiente umido primordiale e affascinante. Attraversata da passerelle rialzate in legno e sentieri sterrati, questa porzione del parco è il vero rifugio per la biodiversità, consentendo ai visitatori di addentrarsi in un silenzioso intrico di canneti e boschi igrofili lontano dal rumore urbano.

Parco Regionale Laghi di Avigliana: la fauna e flora del parco

Misty marsh landscape 

L’elevata diversità degli ambienti (acque profonde, paludi sommerse, boschi collinari e prati) rende il Parco Naturale dei Laghi di Avigliana uno dei siti biologici più ricchi della bassa Val di Susa, tanto da essere inserito nella rete ecologica europea Natura 2000 come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS).

La fauna è indubbiamente dominata dall’avifauna acquatica, che elegge gli specchi lacustri ad area cruciale per i transiti migratori, lo svernamento invernale e la nidificazione. L’area del canneto e la palude offrono anche un vitale asilo per un’ampia comunità di anfibi endemici tutelati e piccoli rettili. Grazie alle aree prative preservate nel bosco, i visitatori possono osservare in estate un gran numero di farfalle attratte dalla flora spontanea.

La botanica segue una netta e affascinante zonazione dipendente dalla presenza di acqua. Sulle colline moreniche predominano ombrosi boschi misti. Scendendo lungo le sponde dei laghi e penetrando nella Palude dei Mareschi, il paesaggio transita rapidamente verso boschi igrofili (amanti dell’acqua), fasce compatte di canneti e preziose e decorative piante acquatiche che galleggiano a pelo d’acqua.

Gli animali del parco

  • Svasso maggiore: Uccello acquatico dal profilo affusolato, formidabile pescatore. Nidifica in numerose coppie nei due laghi ed è celebre per le spettacolari “danze nuziali” coreografiche in acqua offerte durante il periodo primaverile.
  • Folaga: Onnipresente negli ambienti umidi del parco, si riconosce facilmente per il corpo tozzo nero e il vistoso scudo corneo bianco sulla fronte. Popola rumorosamente i margini del canneto, immergendosi ripetutamente in cerca di alghe e vegetazione sommersa.
  • Airone cinerino: Un trampoliere maestoso ed estremamente elegante, avvistabile immobile come una statua nei bassi fondali del Lago Piccolo o tra la vegetazione dei Mareschi, in trepidante attesa di trafiggere le sue prede.
  • Rospo bruno (Pelobates fuscus insubricus): Una delle rarità più preziose dell’area. È un anfibio endemico e minacciato della Pianura Padana che ha abitudini fossorie (vive interrato per gran parte del tempo) e si riproduce furtivamente nelle piccole pozze della zona paludosa, accrescendo l’enorme valore conservazionistico della riserva.
  • Luccio: Predatore ittico per eccellenza dei bacini lacustri del parco. Perfettamente mimetizzato grazie alla sua colorazione screziata, si apposta immobile nei meandri creati dalla vegetazione sommersa attendendo il passaggio di altri pesci più piccoli.

Le piante del Parco Regionale Laghi di Avigliana

La transizione terra-acqua ha permesso lo sviluppo di un assortimento botanico estremamente vario e stratificato.

  • Querce e Castagni: Sono gli alberi che definiscono la copertura boschiva dei rilievi morenici più asciutti, ben supportati da betulle e alti frassini che donano calde e inconfondibili variazioni cromatiche (foliage) al sopraggiungere dell’autunno.
  • Ontano nero e Salice: Specialisti assoluti dell’ecosistema umido. Formano compatti boschi ripariali e dominano l’estensione dei Mareschi, sopportando prolungate immersioni radicali grazie al loro estremo adattamento all’asfissia del suolo allagato.
  • Cannuccia di palude (Phragmites australis): Le lunghe e flessibili canne formano un cordone verde invalicabile (i canneti) specialmente intorno al Lago Piccolo. Questi popolamenti vegetali fungono da potenti filtri naturali in grado di purificare l’acqua e offrono l’habitat esclusivo e protetto per i nidi dell’avifauna.
  • Tifa e Mazzasorda: Alte piante palustri molto coriacee. Producono una particolarissima e inconfondibile infiorescenza a cilindro marrone scuro, che con il primo freddo si disgrega per consentire un’efficace dispersione dei semi attraverso l’aria.
  • Ninfea bianca (Nymphaea alba): Elegante idrofita radicata sul fondo melmoso. Le sue iconiche foglie galleggianti tondeggianti ombreggiano l’acqua sottostante, offrendo il palcoscenico estivo in cui i grandi fiori dai candidi petali bianchi si aprono alla luce.
  • Castagna d’acqua (Trapa natans): Una pianta galleggiante divenuta ormai molto rara e minacciata in Piemonte. Presenta scenografiche rosette di foglie e un frutto legnoso edule, famoso per le singolari escrescenze appuntite a forma di corno.

Parco Regionale Laghi di Avigliana: la storia sulle origini del parco

L’origine geologica di quest’area è strettamente legata alla fine dell’ultima era glaciale, quando lo scioglimento dell’immenso Ghiacciaio della Val di Susa lasciò in eredità un anfiteatro morenico all’interno del quale l’acqua rimase intrappolata, originando gli attuali specchi lacustri. Nel corso dell’età moderna, tuttavia, i bacini vennero sfruttati pesantemente non solo per l’agricoltura, ma anche dall’industria pesante. Il Lago Grande subì per anni gli scarichi e la pressione del vicino Dinamitificio Nobel, la fabbrica di esplosivi più grande d’Europa, un’attività che portò l’ecosistema al limite del collasso ecologico.

Per arrestare tempestivamente questo inquinamento, scongiurare l’inarrestabile speculazione edilizia residenziale sulle rive e salvaguardare le paludi limitrofe, la Regione Piemonte intervenne promulgando la Legge Regionale n. 46 del 16 maggio 1980. Nacque così ufficialmente il “Parco Naturale dei Laghi di Avigliana”, divenendo di fatto uno dei primi enti di tutela varati nell’intera regione.

Oggi il parco è amministrato insieme alle altre grandi riserve montane circostanti dall’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie. Lo straordinario sforzo pluridecennale di bonifica ha permesso di risanare le acque a tal punto che il Lago Grande è tornato a essere un bacino pienamente balneabile e insignito del riconoscimento delle “Vele Blu” di Legambiente.

Come si arriva al Parco Regionale Laghi di Avigliana

Viaggiando in auto:
L’area protetta dista pochissimo dal capoluogo torinese e l’avvicinamento è rapido e confortevole. La via più scorrevole per chi arriva da Torino o da est è l’Autostrada A32 (Torino-Bardonecchia/Traforo del Frejus), imboccando il casello autostradale di “Avigliana Centro” o “Avigliana Est”. Chi preferisce evitare i pedaggi può affidarsi alla scorrevole Strada Statale 25 del Moncenisio o alla Statale 24 del Monginevro. Abbandonata l’arteria principale per entrare nel centro di Avigliana, l’orientamento è garantito dalla chiara cartellonistica turistica marrone per “Laghi di Avigliana”; il riferimento stradale principale è Corso Laghi, dove si concentrano i grandi parcheggi e i servizi.

Viaggiando in treno:
Il parco beneficia di un collegamento ferroviario capillare, rappresentando una meta validissima per l’ecoturismo. Partendo dalla Stazione di Torino Porta Nuova, i convogli regionali ad alta frequenza (in particolare la linea SFM3 diretta in Val Susa) conducono alla stazione ferroviaria di Avigliana in appena mezz’ora di viaggio. Usciti dalla stazione, le sponde del lago si possono raggiungere in autonomia grazie a una gradevole passeggiata in dolce pendenza che attraversa l’affascinante e antico borgo medievale (circa 20-30 minuti), oppure salendo a bordo dell’autobus di linea 253, il quale assicura corse brevi ed efficaci in coincidenza con i treni.

© Copyright 2015 - 2026. Tutti i diritti riservati. Riviera Disco P.IVA 04315620403

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca