Parco Regionale Inviolata
Descrizione Parco Regionale Inviolata
Situato nel comune di Guidonia Montecelio, a meno di dieci chilometri dal Grande Raccordo Anulare di Roma, il Parco Archeologico Naturale dell’Inviolata è un’inestimabile area verde gestita dall’Ente Parco dei Monti Lucretili. L’area si estende in un paesaggio collinare tipico della Campagna Romana, offrendo ampi scorci panoramici che spaziano dai vicini Colli Albani fino al Monte Soratte e ai Monti Lucretili.
Il cuore pulsante dell’Inviolata è la sua incredibile ricchezza storico-archeologica. Percorrendo i sentieri, i visitatori possono imbattersi in resti di maestose ville rustiche romane, sepolcri, mausolei in laterizio e antichi casali medievali. È proprio in queste terre che fu scoperta la “Triade Capitolina”, un gruppo scultoreo del II secolo d.C. di eccezionale completezza, oggi custodito nel museo di Montecelio.
Oltre alla storia, il parco regala una cornice naturalistica di grande respiro. Al suo interno sono incastonati quattro piccoli laghi (i Laghi dell’Inviolata) e vi scorrono modesti corsi d’acqua come il Fosso del Cupo e il Fosso dell’Inviolata. Questa stretta connessione tra natura selvaggia, agricoltura e antiche rovine lo rende il luogo perfetto per chi desidera esplorare la storia romana immerso nel verde.
Le ultime novità Parco Regionale Inviolata
Scopri le ultime novità e i grandi eventi in programma
Fauna e Flora
L’Inviolata funge da prezioso corridoio ecologico nella popolosa fascia periurbana a est di Roma. I corsi d’acqua e i piccoli laghi mantengono micro-habitat umidi vitali, che si intrecciano armoniosamente con le aree coltivate e la macchia arbustiva.
La fauna spicca per varietà e pregio conservazionistico. Tra colline e boschetti trovano rifugio numerosi mammiferi, da quelli tipici delle campagne fino a predatori di grande importanza ecologica monitorati da università e istituzioni. Le zone umide costituiscono inoltre un santuario per anfibi rari ed endemici.
La flora è un intreccio di vegetazione agricola tradizionale e macchia mediterranea. Gli uliveti e le viti si alternano a zone un tempo coltivate a girasoli o frumento, mentre le sponde dei torrenti e le aree più boscose ospitano grandi alberi d’alto fusto e arbusti sempreverdi.
Animali del Parco
- Volpe: Il predatore più adattabile della Campagna Romana, frequente al crepuscolo nelle radure alla ricerca di piccoli roditori.
- Tasso: Tozzo mammifero riconoscibile dalla mascherina bianca e nera sul muso, scava complesse tane nel terreno morbido e collinare.
- Istrice: Grande roditore notturno rivestito di lunghe spine acuminate, diffuso nell’area per la sua dieta a base di radici e bulbi.
- Lupo appenninico: Predatore elusivo la cui presenza è costantemente monitorata dall’Ente Parco, segno dell’alto valore ecologico della riserva.
- Lepre italica: Specie endemica italiana tutelata a livello europeo, che si mimetizza perfettamente tra l’erba alta dei pascoli.
- Ululone appenninico: Piccolo e raro anfibio caratterizzato dal ventre giallo macchiato, legato indissolubilmente ai fossi d’acqua pulita del parco.
- Salamandrina dagli occhiali: Altro anfibio endemico dell’Appennino, che trascorre gran parte del suo tempo nel fresco sottobosco limitrofo ai ruscelli.
- Ghiro e Moscardino: Piccoli e agili roditori arboricoli, strettamente legati alla presenza di grandi alberi e sottobosco per costruire i loro nidi.
Piante del Parco
- Ulivo: Albero iconico del paesaggio agricolo mediterraneo, le cui storiche coltivazioni ammantano ancora dolcemente le colline del parco.
- Olmo: Pianta arborea molto comune nel panorama laziale, spesso presente lungo i margini dei campi coltivati e dei sentieri.
- Eucalipto: Albero dal fusto alto e liscio introdotto in passato per assorbire le acque in eccesso, ora ben integrato nell’ecosistema locale.
- Vite: I filari di vite, retaggio dell’antica vocazione agricola del territorio, si alternano alla macchia spontanea in alcune porzioni della riserva.
- Quercia: Le querce dominano i residui lembi di bosco misto, fornendo ombra vitale e ghiande per sostentare mammiferi e uccelli.
- Lentisco e Ginestra: Piante pioniere tipiche della macchia mediterranea che colonizzano i terreni asciutti, regalando profumi intensi e fioriture gialle.
Gallery Parco Regionale Inviolata
Storia del Parco
La genesi dell’Inviolata rappresenta una storica battaglia civile e ambientalista. Per anni, comitati e associazioni di cittadini hanno lottato per tutelare l’eccezionale patrimonio storico e verde del territorio, minacciato dall’espansione urbanistica e dalla presenza dell’adiacente discarica locale.
Questi sforzi hanno portato all’istituzione del Parco Archeologico Naturale dell’Inviolata attraverso la Legge Regionale n. 22 del 20 giugno 1996, che ha inizialmente protetto un’area di circa 535 ettari. In seguito, riconoscendo ulteriormente lo straordinario valore di quest’oasi, nel 2016 il Ministero dei Beni Culturali ha posto il vincolo di notevole interesse pubblico su un’area ben più vasta, pari a circa 2000 ettari, consolidando la protezione di questo gioiello romano.
Come Arrivare
Viaggiando in auto:
Il parco è facilmente accessibile per chi arriva in macchina dalla Capitale. Basta immettersi sull’Autostrada A1 o sul Grande Raccordo Anulare (GRA) fino allo svincolo per l’Autostrada A24, per poi prendere l’uscita in direzione di “Guidonia Montecelio” o “Tivoli”. Da lì, si segue la viabilità provinciale verso il centro di Guidonia. Una volta raggiunta Via della Unione, sarà possibile avvicinarsi ai principali punti di accesso e ai sentieri sterrati che si inoltrano nell’area naturale e archeologica.
Viaggiando in treno:
Scegliere i mezzi pubblici è un’ottima soluzione alternativa e sostenibile. Da Roma (stazioni di Tiburtina o Termini) è possibile prendere i frequenti convogli della linea ferroviaria regionale FL2 (direzione Tivoli/Pescara) e scendere alla stazione di Guidonia-Montecelio-Sant’Angelo. Dalla stazione ferroviaria, l’ingresso all’area dell’Inviolata dista un paio di chilometri: il tragitto può essere coperto utilizzando gli autobus del trasporto pubblico locale oppure, per chi è già in tenuta da trekking, con una passeggiata a piedi attraverso il contesto cittadino fino alle porte del parco.