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Parco Regionale Fiume Ofanto

Orari d'Apertura

Estivo

da mag a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a apr
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via S.P. 130 Km 1.500 76125, Trani (BT)
Sitoweb - Mail -

Descrizione Parco Regionale Fiume Ofanto

Istituito in Puglia, il Parco Naturale Regionale Fiume Ofanto è un affascinante “nastro verde” che tutela gli ultimi 73 chilometri del corso del più importante e iconico fiume dell’Italia meridionale, dal confine con la Basilicata fino al suo tuffo nel Mare Adriatico, tra Barletta e Margherita di Savoia. Questo parco fluviale si snoda in un territorio fortemente segnato dall’agricoltura intensiva (vigneti e frutteti), rappresentando un corridoio ecologico fondamentale e vitale per l’intera regione.

Il parco è una meta in fortissima crescita per gli amanti del turismo lento, del cicloturismo (grazie ai percorsi sugli argini che offrono chilometri in piano) e, soprattutto, del birdwatching. Il paesaggio è dominato dalle ampie anse sabbiose del fiume, dalle golene umide e da boschi ripariali intatti che si sono coraggiosamente riappropriati dei propri spazi naturali. La zona della foce, in particolare, è un santuario palustre in cui l’acqua dolce incontra il mare, regalando atmosfere malinconiche e tramonti spettacolari sulle canne al vento.

Ma l’Ofanto non è solo natura: è un fiume carico di epica e di storia. Proprio lungo le sue sponde e le colline calcaree che lo dominano si è consumata una delle più celebri e sanguinose battaglie dell’antichità: la Battaglia di Canne (216 a.C.), dove l’esercito cartaginese di Annibale annientò le legioni romane. Passeggiare oggi in questi luoghi significa fondere l’osservazione naturalistica con un profondo tuffo nella storia di Roma antica.

Parco Regionale Fiume Ofanto: la fauna e flora del parco

L’ecosistema dell’Ofanto è un miracolo di resilienza. Circondato da vaste superfici agricole, il letto del fiume funge da vera e propria “oasi di sosta” irrinunciabile per la fauna selvatica, in particolare durante le grandi migrazioni stagionali tra l’Africa e il Nord Europa. L’inserimento di quest’area nella Rete Natura 2000 (Sito di Importanza Comunitaria) attesta il suo enorme valore biologico.

La fauna è dominata in maniera assoluta dall’avifauna acquatica. Le lanche fluviali (piccole anse di acqua ferma), i canneti e la foce sabbiosa attraggono centinaia di specie di uccelli, alcuni dei quali rari e inseriti nelle Direttive Europee. Oltre agli uccelli, le sponde argillose e i boschi fitti offrono un nascondiglio perfetto per piccoli mammiferi carnivori, rettili e una preziosissima popolazione di anfibi.

La flora è tipicamente ripariale (igrofila) e si è evoluta per resistere alle imponenti variazioni di portata del fiume (dalle piene invernali alla siccità estiva). La vegetazione si dispone a fasce: dai fitti canneti direttamente a mollo nell’acqua, passando per le intricate boscaglie di salici sugli argini ghiaiosi, fino a raggiungere i boschi più strutturati di querce e olmi nelle golene più stabili e riparate.

Gli animali del parco

  • Airone rosso (Ardea purpurea): Un elegante airone migratore dal piumaggio bruno-rossiccio e molto schivo. A differenza del cinerino, preferisce mimetizzarsi e nidificare nel cuore inaccessibile e fitto dei grandi canneti alla foce del fiume.
  • Airone bianco maggiore (Ardea alba): Il più grande e maestoso tra gli aironi europei, caratterizzato da un piumaggio candido come la neve. Sverna numeroso lungo l’Ofanto, cacciando pesci e anfibi con movenze lente e calcolate nelle acque basse.
  • Garzetta (Egretta garzetta): Un piccolo airone bianco facilmente riconoscibile per il becco nero e i caratteristici e contrastanti “piedi” gialli. Spesso la si scorge muoversi velocemente nell’acqua agitandola per stanare piccoli pesci.
  • Gru (Grus grus): Le campagne limitrofe e le zone umide del parco rappresentano un importante sito di sosta per i rumorosi ed enormi stormi di gru durante i loro spostamenti migratori, regalando uno degli spettacoli alati più affascinanti del periodo autunnale e primaverile.
  • Moretta tabaccata (Aythya nyroca): Una rarissima e tutelata piccola anatra tuffatrice dal piumaggio castano scuro. Il fiume Ofanto e la sua foce costituiscono un sito chiave in Italia per la sosta e l’alimentazione invernale di questa specie minacciata.
  • Chiurlottello (Numenius tenuirostris): Uno degli uccelli limicoli (che si nutrono nel fango) più rari d’Europa. La salvaguardia degli habitat fangosi alla foce dell’Ofanto è ritenuta vitale per i rarissimi avvistamenti di questa specie durante la migrazione.
  • Testuggine palustre europea (Emys orbicularis): Affascinante tartaruga d’acqua dolce indigena. Si crogiola al sole sui rami semi-sommersi vicini alle sponde; è un formidabile indicatore della qualità delle acque lente e dei canali del parco.
  • Tasso: Il più grande mustelide presente nel parco. Scava le sue tane, incredibilmente complesse, sui margini asciutti dei terrazzamenti fluviali e si aggira durante le ore notturne grufolando nel sottobosco in cerca di insetti, radici e piccoli vertebrati.

Le piante del Parco Regionale Fiume Ofanto

Le foreste ripariali (i cosiddetti “boschi a galleria”) dell’Ofanto sono i veri baluardi naturali della valle, arginando la forza delle piene invernali e offrendo frescura nei torridi mesi estivi.

  • Salice rosso (Salix purpurea) e Salice fragile (Salix fragilis): Sono le specie arboree assolutamente dominanti lungo i margini diretti dell’acqua. I loro rami flessibilissimi e le robuste radici trattengono i sedimenti e proteggono le sponde dall’erosione durante i periodi di piena impetuosa.
  • Pioppo bianco (Populus alba) e Pioppo nero (Populus nigra): Gli alberi giganti della vallata. Si innalzano nelle zone golenali retrostanti i salici (dove il terreno è meno soggetto a sommersione prolungata), formando alte e dense chiome che in autunno perdono completamente le foglie.
  • Olmo campestre (Ulmus minor): Spesso associato ai pioppi e ai salici nelle fasce più esterne e stabili dell’ecosistema fluviale. Un tempo molto diffuso, è un albero nobile il cui legno è altamente resistente all’acqua.
  • Cannuccia di palude (Phragmites australis): Forma estesi e impenetrabili “canneti” nelle anse con correnti lente e soprattutto verso la foce del fiume. Questa formazione vegetale funge da formidabile depuratore naturale delle acque e da asilo vitale per la riproduzione dell’avifauna palustre.
  • Tamerice: Specie arbustiva estremamente rustica, capace di colonizzare i suoli salmastri in prossimità della foce del fiume sul Mare Adriatico. Le sue fioriture estive piumose di color rosa pallido ingentiliscono il paesaggio dunale.
  • Ontano nero: Un albero la cui sopravvivenza è legata in modo indissolubile all’acqua. Le sue radici possono resistere per lunghi periodi in immersione totale senza marcire, contribuendo a rinforzare in modo naturale le ripide scarpate del fiume.

Parco Regionale Fiume Ofanto: la storia sulle origini del parco

La storia della nascita del Parco Regionale Fiume Ofanto è stata un percorso travagliato, durato decenni, per salvare le golene fluviali da decenni di incuria, captazioni idriche abusive, inquinamento e disboscamento indiscriminato a favore delle colture agricole illegali. Già alla fine degli anni ’90, la Regione Puglia aveva individuato l’urgenza di proteggere quest’area, ma fu solo nel 2002 che il fiume venne ufficialmente inserito tra i Siti d’Importanza Comunitaria (SIC) dell’Unione Europea, avviando i primi vincoli reali sulle attività umane.

Le indagini giudiziarie per bloccare il degrado del 2003 accelerarono l’iter politico e istituzionale. Dopo numerosi e complessi tavoli di concertazione con i Comuni rivieraschi e la Provincia di Bari (e successivamente la nascente Provincia BAT), la Giunta Regionale presentò a maggio 2007 il disegno di legge per l’istituzione del parco.

Il Parco Naturale Regionale Fiume Ofanto fu istituito ufficialmente con la Legge Regionale approvata il 5 dicembre 2007 (Legge Regionale n. 37/2007). La sua creazione ha segnato una svolta epocale per la Puglia: l’Ente gestore (affidato alla Provincia di Barletta-Andria-Trani) si occupa oggi non solo della rigida tutela faunistica e della riqualificazione fluviale delle aree espropriate abusivamente, ma promuove la valorizzazione dell’area tramite i “Contratti di Fiume”, mirando a trasformare l’Ofanto in un attrattore di turismo sostenibile e archeologico.

Come si arriva al Parco Regionale Fiume Ofanto

Viaggiando in auto:
Il Parco Fiume Ofanto gode di una viabilità d’accesso ottimale essendo situato a ridosso delle arterie primarie del litorale nord-pugliese. Per chi proviene dal nord o dal sud Italia percorrendo l’Autostrada A14 (Bologna – Taranto), le uscite ideali per accedere al cuore del parco sono i caselli di “Canosa di Puglia” (per esplorare l’entroterra, il sito di Canne della Battaglia e i percorsi collinari) oppure “Andria-Barletta” (per dirigersi verso il mare e la suggestiva zona della foce). Usciti dall’autostrada, basta seguire le Strade Statali (es. la scorrevole SS 16 Adriatica o la viabilità provinciale verso Margherita di Savoia) che intersecano e sorpassano frequentemente il letto del fiume, offrendo numerosi punti di accesso agli argini per parcheggiare e iniziare l’esplorazione a piedi o in bici.

Viaggiando in treno:
Il turismo su rotaia è particolarmente agevole grazie alla capillare linea ferroviaria adriatica. I centri urbani più prossimi al fiume, in particolare Barletta e Trani, sono dotati di importanti e frequentate stazioni ferroviarie servite da Trenitalia (sia treni regionali che Frecce). Una volta arrivati a Barletta, si è a pochissimi chilometri dalla foce del fiume. Dai piazzali della stazione è possibile noleggiare una bicicletta (soluzione ideale per percorrere gli argini piani) o servirsi dei bus del trasporto locale interurbano (es. autolinee STP o COTRAP) che collegano Barletta con San Ferdinando di Puglia, Canosa o Margherita di Savoia, transitando parallelamente al corso dell’Ofanto e ai suoi ingressi monumentali.

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