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Parco Regionale Fascia fluviale del Po tratto Cuneese

Orari d'Apertura

Estivo

da apr a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a mar
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via S. Andrea 2 12037, Saluzzo (CN)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Fascia fluviale del Po tratto Cuneese

Oggi integrato all’interno del più ampio Parco Naturale del Monviso, il tratto cuneese della fascia fluviale del Po rappresenta un territorio di straordinario interesse paesaggistico ed ecologico. Questo parco tutela il primo, e forse più puro, tratto del fiume più lungo d’Italia, accompagnandone il corso fin dalle sue ripide origini montane ai piedi del “Re di Pietra” (il Monviso, a 3.841 metri di quota), giù lungo la Valle Po, fino a scorrere placidamente nella pianura agricola cuneese.

L’ambiente è estremamente mutevole e affascinante. Mentre alle alte quote dominano le rocce, i pascoli alpini, i piccoli laghi glaciali e le spettacolari cascate, scendendo a valle il fiume viene abbracciato da una fitta vegetazione ripariale, da boschi ombrosi e da tranquille lanche d’acqua ferma. È un ecosistema ricchissimo e vitale, in netto contrasto con le vicine zone di agricoltura intensiva della pianura, che funge da corridoio migratorio fondamentale per innumerevoli specie di uccelli.

Questo parco è il regno del turismo lento e dell’osservazione della natura. Una fittissima rete di percorsi ciclabili sterrati permette alle famiglie e agli appassionati di mountain bike di costeggiare il corso del fiume per chilometri senza mai incrociare il traffico automobilistico. I capanni di osservazione mimetizzati lungo le rive offrono postazioni ideali e discrete per il birdwatching, permettendo ai visitatori di spiare la ricca vita segreta della palude.

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Parco Regionale Fascia Fluviale del Po – Tratto Cuneese: la fauna e flora del parco

L’enorme escursione altimetrica, che dai 2.020 metri di Pian del Re (sorgenti del Po) scende sino ai circa 250 metri della pianura, garantisce al parco cuneese una biodiversità tra le più complesse della regione. Il fiume funge da autostrada naturale che connette le aspre cime alpine alle umide zone di fondovalle, creando habitat specifici per ogni altitudine.

La fauna si divide nettamente in due blocchi. Le porzioni superiori del parco ospitano la nobile fauna alpina e i possenti rapaci, abituati a climi freddi e ambienti rocciosi. Scendendo verso i boschi rivieraschi della pianura cuneese, la scena viene rubata dalla spettacolare e vivacissima avifauna acquatica (come aironi e anatidi), accompagnata da una schiera innumerevole di piccoli carnivori e roditori che sfruttano le sponde sabbiose e i cespugli per costruire le proprie tane.

La flora segue la medesima diversificazione dettata dal clima. Oltre il limite degli alberi sopravvivono arbusti resistenti e delicati endemismi d’alta quota. I versanti montuosi sono coperti da boschi di conifere rustiche, mentre l’ambiente di pianura e i greti del fiume sono dominati dai lussureggianti “boschi a galleria” (formati da alberi igrofili, amanti dell’acqua), che si flettono e resistono alle impetuose piene stagionali del Po.

Gli animali del parco

  • Airone cinerino: Il signore incontrastato delle lanche di pianura. Elegante e statuario, questo grande uccello grigio dal lungo becco a pugnale resta immobile per ore nelle acque basse in attesa di infilzare rane o pesci.
  • Martin pescatore: Un autentico e fulmineo gioiello volante. Si riconosce per il piumaggio metallico azzurro brillante e arancione acceso; sorvola le acque a pelo d’acqua lanciando richiami acuti prima di tuffarsi a picco per catturare i piccoli pesci.
  • Stambecco: Confidando sulle scoscese pareti rocciose del Monviso, l’ungulato simbolo delle Alpi prospera alle alte quote, muovendosi con impressionante agilità in piccoli branchi.
  • Gruccione: Un uccello migratore dai colori tropicali (giallo, azzurro e verde). Durante l’estate scava profondi nidi a tunnel nelle ripide e sabbiose pareti che costeggiano il fiume, cacciando agilmente insetti in volo.
  • Tasso: Animale prettamente notturno e schivo. Dalla inconfondibile mascherina bianca e nera, scava complesse e profonde tane nei morbidi terreni boschivi limitrofi al letto del fiume, uscendo all’imbrunire in cerca di cibo.
  • Rospo smeraldino: Un anfibio estremamente delicato e indicatore di acque pulite. Presenta una bellissima livrea chiara maculata di un verde acceso e popola le zone umide e le piccole pozze limitrofe ai greti del fiume.
  • Gufo reale: Il più grande e maestoso rapace notturno europeo. Padrone del bosco al calar del sole, nidifica sulle falesie e tra i fitti rami, nutrendosi di piccoli mammiferi e altri uccelli grazie al suo volo completamente silenzioso.
  • Cinghiale: Molto comune nelle zone ecotonali (di confine tra bosco e pianura). Si sposta in grossi gruppi grufolando vigorosamente il terreno umido del sottobosco alla ricerca di bulbi e radici commestibili.

Le piante del Parco Regionale Fascia Fluviale del Po – Tratto Cuneese

I boschi ripariali e l’ambiente planiziale del fiume Po, spesso minacciati e distrutti in altre regioni per fare spazio all’agricoltura, trovano qui una fiera e rigorosa tutela, garantendo la sopravvivenza dei classici alberi di ripa.

  • Pioppo bianco e nero: Gli alberi giganti che costituiscono l’ossatura della foresta a galleria. Amano profondamente l’acqua e l’elevata umidità sotterranea del fiume; i loro fusti dritti e le foglie (che nel pioppo bianco mostrano una spettacolare e luminosa pagina inferiore argentea) dominano il paesaggio fluviale.
  • Salice bianco: Un albero dalle radici formidabili e tenaci. La sua caratteristica principale è quella di crescere letteralmente a mollo o sui fragili argini ghiaiosi del fiume; la sua incredibile elasticità impedisce all’albero di essere sradicato dalla furia delle piene.
  • Ontano nero: Un’altra pianta igrofila essenziale per gli argini. Ha la particolarità unica di avere radici resistenti all’immersione continua e ospita batteri azoto-fissatori che arricchiscono attivamente i suoli sabbiosi e poveri del greto fluviale.
  • Pino cembro (Cirmolo): Passando alla porzione alpina (in particolar modo nel Bosco dell’Alevè in Valle Varaita, storicamente e geologicamente affine al territorio), questa rustica e pregiata conifera domina il limite della vegetazione resistente al freddo intenso.
  • Sanguinella (Cornus sanguinea): Un arbusto diffusissimo ai margini dei boschi di pianura e dei sentieri. Deve il suo nome alla particolarità dei suoi giovani rami, che in inverno perdono le foglie e si colorano di un bellissimo e acceso rosso sangue.
  • Tifa (Mazzasorda): Pianta erbacea palustre inconfondibile. Prospera nelle acque ferme delle lanche del Po, esibendo alte infiorescenze cilindriche simili a grossi sigari marroni, che in autunno si sfaldano rilasciando nell’aria milioni di semi avvolti in una peluria candida.

Parco Regionale Fascia Fluviale del Po – Tratto Cuneese: la storia sulle origini del parco

L’attenzione istituzionale verso il fiume più importante d’Italia è nata con forte ritardo, quando lo sfruttamento delle cave di ghiaia e l’inquinamento agricolo rischiavano di cancellare per sempre le fragili foreste a galleria della pianura cuneese. Per far fronte a questa emergenza, la Regione Piemonte istituì formalmente nel 1990 il “Sistema delle aree protette della fascia fluviale del Po”, reso poi pienamente e amministrativamente operativo nel 1995 con la denominazione di “Parco del Po Cuneese”. L’obiettivo primario era proteggere l’intero corso d’acqua in modo sistematico e trasversale, tutelando sia le sorgenti incontaminate d’alta quota sia i meandri naturali di pianura.

La svolta storica è avvenuta a gennaio 2016. La Regione ha varato una profonda riorganizzazione strutturale, fondendo il preesistente “Parco del Po Cuneese” con altri siti di inestimabile valore limitrofi (come la Riserva del Bosco dell’Alevè) in un unico, grande ente di gestione: il Parco Naturale del Monviso.

Oggi, l’Ente lavora tenacemente non solo per la salvaguardia idrogeologica del fiume e dei suoi preziosissimi abitanti, ma anche per promuovere una “mobilità dolce” che attragga un turismo internazionale, forte anche del riconoscimento UNESCO di “Riserva della Biosfera Transfrontaliera del Monviso” condiviso con i territori francesi limitrofi.

Come si arriva al Parco Regionale Fascia Fluviale del Po – Tratto Cuneese

Viaggiando in auto:
Il cuore logistico e amministrativo del Parco è la maestosa città di Saluzzo, comodissima da raggiungere viaggiando dal Piemonte e dalla Liguria. Chi transita sull’Autostrada A6 (Torino-Savona) deve utilizzare l’uscita al casello di “Marene”. Da Marene, seguendo le rapide arterie provinciali (SP 662) in direzione ovest, si arriva a Savigliano e poi direttamente al centro abitato di Saluzzo. Da qui, per chi desidera esplorare la parte fluviale piana (es. Revello e il museo), basta percorrere brevi tratti in direzione della vicina Valle Po. Chi, al contrario, volesse spingersi fino in quota per ammirare le sorgenti del fiume, dovrà da Saluzzo imboccare la suggestiva SP 8 per poi risalire per intero tutta l’omonima Valle Po fino a raggiungere, oltre l’abitato di Crissolo, il parcheggio in quota di Pian del Re.

Viaggiando in treno:
Benché Saluzzo possieda una stazione ferroviaria, i collegamenti tramite treno regionale sono sporadici e prevalentemente gestiti o integrati da reti di autobus sostitutivi, a causa della limitazione delle tratte ferroviarie minori nella provincia. L’approccio migliore per chi viaggia sui mezzi pubblici è raggiungere in treno la frequentata e grande stazione di Savigliano (sulla fondamentale linea regionale Torino-Cuneo). Nel piazzale antistante i binari di Savigliano partono frequenti autobus di linea extraurbani della società Grandabus, i quali collegano rapidamente sia Saluzzo sia i restanti e piccoli paesi pedemontani lungo il corso del fiume.

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