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Parco Regionale Duna di Torre Canne Torre di San Leonardo

Orari d'Apertura

Estivo

da mag a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a apr
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Località Torre Canne 72015, Fasano (BR)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Duna di Torre Canne Torre di San Leonardo

Disteso lungo la magnifica costa adriatica pugliese, il Parco Naturale Regionale Dune Costiere si sviluppa per circa 8 chilometri di litorale (nei territori di Fasano e Ostuni) e abbraccia un’area di oltre 1.100 ettari. Questa riserva rappresenta uno degli ecosistemi costieri più integri e affascinanti del Sud Italia, un miracolo di preservazione in cui le alte dune di sabbia dorata, modellate dal vento e trattenute dalla tenace macchia mediterranea, si ergono come baluardo naturale a difesa dell’entroterra.

Il parco non protegge unicamente la stretta fascia marittima e i lidi rinomati (come Lido Morelli, premiato con la Bandiera Blu e le 5 Vele di Legambiente). Allontanandosi dal mare seguendo il corso dei fiumi sotterranei e delle lame carsiche, il territorio si inoltra verso l’interno abbracciando sterminate e poetiche piane agricole. Qui, il paesaggio cambia volto, offrendo la vista commovente della “Piana degli Olivi Monumentali”: alberi plurisecolari dai tronchi contorti e scultorei, che producono un olio extravergine d’oliva d’eccellenza, circondano storiche masserie fortificate tinte di bianco calce.

Esplorare le Dune Costiere significa intraprendere un turismo lento e immersivo. Perfetto da girare a piedi o in bicicletta (magari partendo dalla “Casa del Parco – Albergabici”), offre al visitatore un connubio idilliaco tra il profumo del sale marino, le antiche pratiche agricole e l’autentica ospitalità rurale pugliese.

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Parco Regionale Dune Costiere: la fauna e flora del parco

L’estrema importanza biologica di questo parco risiede nella sua natura di zona umida di transizione (Sito d’Importanza Comunitaria). Le lame carsiche che sfociano in mare alimentano stagni salmastri e bacini retrodunali (risalenti persino al XIII secolo). Questi specchi d’acqua placidi e protetti fungono da vitale “stazione di servizio” e luogo di svernamento per innumerevoli specie di avifauna migratoria che si spostano tra l’Europa e l’Africa.

La fauna terrestre e anfibia trova riparo nel folto della macchia mediterranea, tra gli uliveti e le zone paludose in cui si allevano ancora tradizionalmente pesci come le anguille. Il mare antistante le dune non è meno prezioso: i fondali custodiscono estese praterie sommerse, habitat perfetto per la biodiversità marina e per i grandi rettili oceanici.

La flora è l’artefice della sopravvivenza della costa. Le piante pioniere e psammofile (amanti della sabbia) colonizzano la battigia; sfidando il sale e la siccità estiva, intrecciano le loro lunghissime radici sotto la sabbia per arginare l’erosione eolica e impedire che il mare inghiotta la terraferma. Superato il crinale della duna, la vegetazione si irrobustisce divenendo rigogliosa e intricata macchia mediterranea.

Gli animali del parco

  • Fenicottero rosa (Phoenicopterus roseus): Elegante uccello trampoliere diventato un avvistamento frequente e spettacolare nelle zone umide del parco. Ama setacciare i fondali fangosi degli stagni retrodunali per nutrirsi di minuscoli crostacei rossi, che donano alle sue piume l’inconfondibile colore rosato.
  • Tartaruga marina (Caretta caretta): Un preziosissimo e vulnerabile ospite delle acque dolci e salmastre. Questa tartaruga palustre popola i canali del fiume Morelli e viene tutelata da attenti progetti di protezione e salvaguardia.
  • Cavaliere d’Italia: Un uccello migratore dall’aspetto raffinato, con piumaggio bianco e nero, lunghissime zampe sottili color rosso vivo e becco lungo come uno spillo. Nidifica ai margini dei bacini d’acqua dolce del parco.
  • Fratino: Un piccolo e frenetico uccelletto limicolo. Depone le proprie uova mimetizzate direttamente tra la sabbia e le conchiglie della spiaggia aperta; a causa della pressione turistica estiva, è uno degli uccelli più tutelati in assoluto dall’Ente Parco.
  • Volpe: Il mammifero carnivoro più diffuso dell’entroterra agricolo. Estremamente adattabile, perlustra furtivamente gli storici muretti a secco e le lame carsiche durante le ore serali e notturne in cerca di piccoli roditori.
  • Anguilla: Pesce affascinante e misterioso allevato negli antichi bacini storici del parco. Dopo essere cresciuta per anni nelle acque salmastre pugliesi, intraprende un viaggio oceanico inimmaginabile per andare a riprodursi nel Mar dei Sargassi.
  • Ramarro: Una possente e bellissima lucertola dal colore verde smeraldo. La si incontra spesso mentre si scalda al sole cocente sui muretti a secco calcarei che delimitano le distese degli olivi millenari.

Le piante del Parco Regionale Dune Costiere

La passeggiata botanica dal mare fino all’interno svela una progressiva “conquista verde” della sabbia, attraverso l’adattamento eroico delle piante contro la furia del maestrale.

  • Ginepro coccolone (Juniperus oxycedrus): Il principe della duna. Questo arbusto sempreverde e intricato corona la sommità delle collinette sabbiose; le sue forti radici “abbracciano” la duna, impedendo che coli franando a terra e donando al litorale il suo inconfondibile profumo balsamico resinoso.
  • Giglio di mare (Pancratium maritimum): Un miracolo di bellezza e resilienza. Durante l’estate torrida, sboccia direttamente dalla sabbia rovente con i suoi spettacolari e grandi fiori bianchi, dal profumo intensissimo che si diffonde lungo tutta la spiaggia nelle serate estive.
  • Posidonia oceanica: Non un’alga, ma una vera e propria pianta superiore che fiorisce sott’acqua. Le praterie sommerse (posidonieti) antistanti il parco sono il vero “polmone del mare”, producendo ossigeno e fungendo da vivaio per i pesci; le foglie morte spiaggiate proteggono la costa dalle mareggiate invernali.
  • Cisto: Piccolo e rustico arbusto della macchia mediterranea che prospera al riparo delle dune. Le sue fioriture (con delicati petali bianchi o rosati dall’aspetto “stropicciato”) rallegrano il paesaggio primaverile prima della siccità estiva.
  • Olivo plurisecolare: Benché pianta agricola, l’olivo è l’anima vegetale dell’entroterra del parco. Alcuni esemplari, con i loro fusti enormi, contorti, spaccati e forati dal tempo, sono dei veri e propri monumenti naturali viventi coltivati in quest’area fin dall’epoca messapica e romana.
  • Euforbia: Resistente e abbondante lungo le recinzioni naturali in pietra; se si spezza un ramo rilascia un lattice appiccicoso. Tinge di giallo i prati tra la macchia mediterranea nelle prime giornate calde di primavera.

Parco Regionale Dune Costiere: la storia sulle origini del parco

Fino a pochi decenni fa, i cordoni dunali e le zone umide della costa adriatica pugliese erano gravemente e perennemente minacciati dallo sviluppo turistico predatorio, dal bracconaggio, dall’inquinamento delle acque superficiali e dalla costruzione abusiva sulle spiagge.

Per salvare questo delicatissimo scrigno biologico e per preservare il secolare sistema agricolo dei muretti a secco e degli olivi giganti (la “Piana degli Olivi Monumentali”), la Regione Puglia è intervenuta fermamente nel 2006. Con la Legge Regionale n. 31 del 26 ottobre 2006, è stato ufficialmente istituito il “Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo”, ponendo fine allo scempio territoriale.

Oggi, l’Ente Parco rappresenta un modello d’eccellenza per la sostenibilità turistica e agraria in Italia. L’impegno non si limita solo a preservare fratini e ginepri, ma promuove la filiera agroalimentare a chilometro zero, favorendo un marchio collettivo che premia i produttori (di olio, pomodori, grano) e gli operatori turistici che operano nel pieno e totale rispetto dell’equilibrio naturale pugliese.

Come si arriva al Parco Regionale Dune Costiere

Viaggiando in auto:
Il Parco Regionale Dune Costiere risulta eccezionalmente accessibile essendo letteralmente adagiato lungo una delle principali e più scorrevoli direttrici viarie pugliesi. Per chi proviene da nord (Bari) o da sud (Lecce/Brindisi), l’arteria fondamentale da percorrere è la lunghissima e dritta Strada Statale 379 (SS379) Bari-Brindisi-Lecce. Questa comoda superstrada a doppia corsia fiancheggia l’intera estensione del parco. È sufficiente prendere gli svincoli ben segnalati per “Torre Canne”, “Pilone”, “Rosa Marina” o “Lido Morelli” per trovarsi in pochi istanti agli ampi (e d’estate regolamentati) parcheggi a ridosso delle dune e degli ingressi alle spiagge protette.

Viaggiando in treno:
Scegliere la mobilità ferroviaria e la bicicletta è il modo migliore, più sostenibile ed ecologico per godersi le stradine della piana. L’area del parco si trova incastonata tra la Stazione Ferroviaria di Fasano (a nord) e la Stazione di Ostuni (a sud). Entrambi gli scali si trovano lungo l’importante ed efficiente direttrice Adriatica di RFI e sono costantemente serviti da veloci treni regionali e Intercity. Dalle stazioni di Fasano o Ostuni è possibile usufruire dei bus navetta di linea o, approccio caldamente consigliato, noleggiare una bicicletta (es. tramite il centro “Albergabici” a Ostuni) per raggiungere la costa e pedalare agilmente all’ombra tra gli uliveti secolari fino al mare.

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