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Parco Regionale di Gutturu Mannu

Orari d'Apertura

Estivo

da mag a set
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da ott a apr
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via Cagliari 90 09010, Santadi (SU)
Sitoweb - Mail -

Descrizione Parco Regionale di Gutturu Mannu

Incastonato nel massiccio montuoso del Sulcis, nel sud-ovest della Sardegna a pochi chilometri dalla città di Cagliari, il Parco Naturale Regionale di Gutturu Mannu è uno dei tesori verdi più estesi e selvaggi del Mediterraneo. Il suo nome in sardo significa letteralmente “Grande Gola”, un perfetto richiamo alla profonda spaccatura naturale creata dall’azione erosiva dei fiumi Rio Gutturu Mannu e Rio Santa Lucia, che taglia in due il massiccio montuoso creando scenari geologici di rara bellezza e asprezza.

L’estensione del parco (oltre 19.000 ettari) racchiude al suo interno la più grande foresta ininterrotta di macchia mediterranea e lecceta d’Europa, un autentico oceano verde che ricopre valli e rilievi appuntiti. Il parco è un santuario per gli escursionisti e i cicloturisti in cerca di percorsi immersivi e isolati, lontani dalle rotte costiere di massa. I sentieri sterrati si addentrano tra ruderi minerari abbandonati, antichi rifugi forestali e fiumi incassati tra rocce granitiche millenarie.

L’atmosfera di Gutturu Mannu è primordiale e silenziosa. L’assenza di grossi insediamenti umani moderni all’interno del perimetro ha permesso alla natura di prosperare in totale libertà. Il fiore all’occhiello del parco è indubbiamente la presenza della Riserva Naturale WWF di Monte Arcosu, il cuore pulsante della conservazione faunistica sarda, gestita con passione da decenni per la tutela delle specie autoctone dell’isola.

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Parco Naturale Regionale di Gutturu Mannu: la fauna e flora del parco

L’isolamento geografico della Sardegna e l’integrità del manto boschivo del Sulcis hanno trasformato il Gutturu Mannu in una vera e propria “arca di Noè” per l’evoluzione e la conservazione della biodiversità insulare. L’area è in gran parte designata come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS), grazie a una fittissima rete di ecosistemi tutelati.

La fauna del parco è il motivo principale per cui questa riserva è famosa a livello internazionale. È il regno incontrastato del più grande e maestoso erbivoro sardo, salvato letteralmente dall’estinzione proprio in queste valli negli anni ’80. Accanto a lui prosperano piccoli felini, superpredatori alati di inestimabile valore e rarissime specie di rettili e anfibi endemici che si riproducono nelle fresche forre umide (i cosiddetti “canali”) della montagna.

La flora è la massima espressione della vegetazione climax mediterranea, ovvero lo stadio di massima maturità evolutiva di una foresta. La copertura arborea è ininterrotta, cupa e fittissima, dominata da alberi sempreverdi coriacei e scuri in grado di sopravvivere ai mesi di totale siccità estiva, intrecciati a un impenetrabile sottobosco spinoso e aromatico.

Gli animali del parco

  • Cervo Sardo (Cervus elaphus corsicanus): L’assoluto simbolo e fiore all’occhiello del parco. Riconoscibile per la stazza leggermente inferiore rispetto al cugino europeo, questo regale ungulato è stato salvato dal bracconaggio proprio all’interno dell’Oasi di Monte Arcosu e oggi prospera in migliaia di esemplari, riempiendo le notti di fine estate col possente “bramito” d’accoppiamento.
  • Gatto selvatico sardo: Rarissimo e invisibile felino che abita il cuore oscuro della foresta. Presenta una costituzione più massiccia del gatto domestico e una grossa coda anellata, cacciando di notte piccoli roditori tra le rocce e i vecchi tronchi abbattuti.
  • Aquila reale: Sovrana dei cieli sulcitani. Nidifica nelle pareti granitiche più impervie e inaccessibili del parco, planando silenziosamente sopra il tetto della foresta in cerca di rettili e piccoli mammiferi.
  • Martora: Elegante e vorace mustelide perfettamente adattato alla vita arboricola. Grazie alla sua agilità, si muove rapidamente tra le folte chiome dei lecci, predando sia uccelli che uova.
  • Daino: Sebbene meno “iconico” del cervo, è un altro ungulato elegante e maculato che frequenta abitualmente i margini boschivi e le radure del Gutturu Mannu, sfoggiando imponenti palchi palmati nei maschi adulti.
  • Astore Sardo (Accipiter gentilis arrigonii): Sottospecie endemica dell’isola e rapace super-specializzato per la vita nella foresta. Le sue ali corte e arrotondate gli permettono incredibili evoluzioni in volo tra i fitti tronchi dei lecci a caccia di altri uccelli.
  • Cinghiale: L’animale più diffuso e comune del sottobosco. Spesso lo si sente grufolare rumorosamente nel terreno umido delle valli in cerca di tuberi, radici e delle abbondanti ghiande.
  • Trota sarda (Salmo ghigii): Specie endemica preziosissima e fortemente minacciata. Vive esclusivamente nelle pozze più fredde, ossigenate e pulite dei torrenti montani e rocciosi che solcano il parco.

Le piante del Parco Naturale Regionale di Gutturu Mannu

Il paesaggio botanico della “Grande Gola” e di Monte Arcosu è uno spettacolo ombroso e lussureggiante, che smentisce totalmente l’immagine stereotipata di una Sardegna arida e riarsa dal sole.

  • Leccio (Quercus ilex): L’albero padrone indiscusso del Sulcis. Forma la foresta sempreverde (lecceta) più vasta e ininterrotta d’Europa; i suoi vecchi tronchi e la chioma scurissima creano un ambiente sotterraneo perennemente fresco in cui si rifugia la fauna sarda.
  • Quercia da sughero: Magnifica pianta simbolo dell’economia rurale dell’isola. Alle quote inferiori si mescola al leccio, sfoggiando la sua spessa corteccia ignifuga che l’uomo, storicamente, ha imparato a estrarre per la lavorazione artigianale.
  • Corbezzolo: Arbusto o alberello fondamentale per il sottobosco della macchia. Produce fitti grovigli in cui si rintanano i cinghiali, ma la sua vera magia avviene in autunno, quando espone in contemporanea fiori bianchi a campanella e dolci frutti sferici rosso-arancio.
  • Mirto ed Erica: Le essenze profumate che riempiono i polmoni degli escursionisti. Le basse e coriacee piante di mirto offrono pregiate bacche nere, mentre l’erica arborea colonizza i suoli più acidi, producendo una finissima e delicata fioritura biancastra.
  • Agrifoglio e Tasso: Veri e propri “relitti” di climi più freddi sopravvissuti nei millenni. Crescono esclusivamente rintanati nei fondovalle (i “gutturu”) più stretti, bui e umidi, dove i caldi venti estivi non riescono a penetrare.
  • Oleandro: Questa pianta arbustiva adorna in modo spettacolare i greti dei fiumi a corso temporaneo. In estate, quando molti fiumi sono in secca, le fitte formazioni di oleandri esplodono in magnifiche fioriture rosa e bianche direttamente tra le rocce levigate dall’acqua.

Parco Naturale Regionale di Gutturu Mannu: la storia sulle origini del parco

Il Parco di Gutturu Mannu nasce da una lunga e complessa storia di sfruttamento e successiva tenace protezione. Per secoli, queste impenetrabili foreste sono state sfidate e abbattute dai carbonai e dai boscaioli per alimentare le fiorenti miniere del vicino Iglesiente, mentre i cacciatori decimavano le popolazioni di cervo sardo. Negli anni ’80, la situazione ecologica divenne drammatica.

La svolta epocale avvenne nel 1985 quando, con una mobilitazione nazionale di fondi senza precedenti (Operazione Beniamino), il WWF Italia acquistò i circa 3.600 ettari della foresta privata di Monte Arcosu per impedire l’estinzione totale del cervo, fondando la celebre Oasi. Da quel momento, le amministrazioni pubbliche sarde compresero l’inestimabile valore di quest’area.

Sebbene l’istituzione legale di un parco regionale fosse già prevista da normative del 1989, la nascita ufficiale del “Parco Naturale Regionale di Gutturu Mannu” si è concretizzata solo recentemente, con la Legge Regionale n. 20 del 24 ottobre 2014. Questa istituzione ha permesso di unificare sotto un unico tetto amministrativo (e un unico programma di sviluppo ecosostenibile per le comunità locali) le sterminate foreste demaniali preesistenti e l’Oasi WWF, blindando per sempre il futuro del cuore verde del Sud Sardegna.

Come si arriva al Parco Naturale Regionale di Gutturu Mannu

Viaggiando in auto:
Il parco sorge a occidente di Cagliari ed è il metodo d’accesso privilegiato (e spesso l’unico per inoltrarsi nelle sterrate più lontane). Dal capoluogo Cagliari, si imbocca la scorrevole Strada Statale 130 in direzione Iglesias. Arrivati all’altezza del centro industriale e abitato di Assemini/Macchiareddu, si seguono le indicazioni locali dirette in direzione ovest verso la zona industriale di Macchiareddu – Grogastu, fino a incrociare i grandi cartelli marroni che indicano l’ingresso all’Oasi WWF di Monte Arcosu e al compendio del Parco di Gutturu Mannu. Da questo punto, l’asfalto finisce e si prosegue su una celebre e lunga strada sterrata forestale (SP 1) percorribile prestando la dovuta attenzione alle numerose buche e solchi lasciati dalle piogge. In alternativa, è possibile accedere al parco dal versante opposto meridionale, provenendo dalla SS 195 e salendo dai comuni montani di Santadi, Pula o Capoterra.

Viaggiando in treno e bicicletta:
Poiché le strade del parco sono prive di servizi di linea per via della morfologia del territorio, l’uso dei soli mezzi pubblici fino all’ingresso non è praticabile. Un’ottima alternativa eco-friendly per i cicloturisti allenati è usufruire del treno. Sulla linea ferroviaria principale Cagliari-Decimomannu-Iglesias operata da Trenitalia, è possibile scendere alle stazioni di “Assemini” o “Siliqua”. Da queste fermate, montando in sella alla propria mountain bike (o gravel), si può coprire comodamente la distanza in asfalto verso le colline per poi attaccare le infinite strade forestali che penetrano nella lecceta, sfidando salite e valli intatte in totale immersione acustica.

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