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Parco Regionale dell’Adamello

Orari d'Apertura

Estivo

da apr a ott
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da nov a mar
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Piazza Tassara 3 25043, Breno (BS)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale dell’Adamello

Situato in Lombardia, il Parco Regionale dell’Adamello si estende sul versante sinistro della Valle Camonica, interamente racchiuso nella Provincia di Brescia. Con una superficie di oltre 500 chilometri quadrati, questo spettacolare territorio montano rappresenta la porzione lombarda dell’imponente massiccio dell’Adamello, ponendosi come cerniera ecologica vitale tra il Parco Nazionale dello Stelvio a nord e il confinante Parco Naturale Adamello Brenta in Trentino. È il regno dell’alta quota, dominato dal ghiacciaio dell’Adamello (il più grande e vasto ghiacciaio delle Alpi italiane).

Il parco è una meta d’eccellenza per alpinisti esperti, appassionati di trekking, famiglie alla ricerca di aria pura e amanti della geologia e della storia. Le valli laterali che solcano l’area protetta (come la Val Saviore, la Val Malga, la Val d’Avio e la Val Paghera) offrono innumerevoli percorsi che conducono a cascate ruggenti, rifugi storici, malghe attive e limpidissimi laghi alpini di origine glaciale. Il paesaggio varia in modo radicale, passando dai verdi e rassicuranti pascoli di fondovalle fino ad arrivare alle solenni e aspre distese di roccia e ghiaccio perenne in vetta.

Esplorare il Parco Regionale dell’Adamello significa anche immergersi nella memoria del Paese. Le sue vette più alte furono infatti uno dei fronti più tragici ed estremi della “Guerra Bianca” durante il Primo Conflitto Mondiale. Ancora oggi, lungo i sentieri, è possibile scorgere trincee, resti di fortificazioni e baraccamenti militari sfidando le altezze vertiginose e onorando un passato in cui la natura e l’ingegno umano si sono scontrati duramente.

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Parco Regionale dell’Adamello: la fauna e flora del parco

L’estrema escursione altimetrica del Parco Regionale dell’Adamello, che parte dai circa 400 metri dei fondovalle camuni per innalzarsi fino agli oltre 3500 metri dei ghiacciai, garantisce l’esistenza di ecosistemi vari e perfetti per una biodiversità eccezionale. La protezione pluridecennale del territorio ha permesso alla natura di riappropriarsi di spazi in passato fortemente sfruttati, trasformando le vallate in un vero e proprio santuario alpino.

La fauna è la tipica e completa rappresentazione delle Alpi centrali. Le grandi praterie e le aree boscate brulicano di imponenti ungulati, con colonie in continuo e sano accrescimento. Questo ecosistema intatto e florido funge da corridoio naturale di espansione per i grandi e schivi superpredatori europei, oltre a ospitare una folta e preziosa avifauna d’alta montagna che nidifica nelle balze di granito, lontana dal disturbo antropico.

La flora è suddivisa in precise fasce altitudinali. Nelle quote più basse resistono le latifoglie, storicamente sacrificate al taglio della legna, che lasciano via via il posto a un mare incontrastato e cupo di conifere sempreverdi e larici dorati. Oltre il limite vegetativo (intorno ai 2000 metri) il bosco si apre, donando spazio alle distese di arbusti striscianti e alle fioriture pioniere che sfidano i venti gelidi alloggiando direttamente all’interno delle spaccature rocciose (specie stenofrigoterme).

Gli animali del parco

  • Stambecco: Simbolo delle alte cime, reintrodotto con grande successo nei decenni scorsi. Gli esemplari, dotati di possenti e lunghe corna arcuate nei maschi, sono formidabili arrampicatori e si possono ammirare facilmente nei pressi del limite dei ghiacciai e sulle pareti verticali.
  • Orso bruno: Il plantigrado europeo transita nei corridoi forestali dell’area lombarda dell’Adamello. Animale solitario e schivissimo, si affida all’immenso manto boschivo per nascondersi, coprire grandi distanze alla ricerca di cibo e passare i mesi del letargo invernale.
  • Cervo: Il signore incontrastato dei boschi montani. Durante i mesi autunnali (settembre-ottobre), le vallate del parco risuonano dei possenti “bramiti” dei grandi maschi che si sfidano per la conquista dell’harem e della supremazia riproduttiva.
  • Camoscio: Ungulato dal manto bruno ed eccezionalmente agile, che popola le fasce subalpine e i crinali ghiaiosi. È abile a muoversi con balzi scattanti anche su nevi e dirupi, rifugiandosi nei boschi solamente per sfuggire alle peggiori bufere.
  • Aquila reale: Sovrana incontrastata dei cieli camuni. Nidifica sugli inaccessibili strapiombi rocciosi della valle, e plana silenziosamente sfruttando le correnti termiche per cacciare marmotte e piccoli mammiferi.
  • Marmotta: Vive in rumorose e folte colonie nelle praterie alpine. Organizza complessi sistemi di tane sotterranee e “sistemi di guardia”: una marmotta eretta sulle zampe posteriori emetterà acuti fischi al minimo pericolo imminente prima di sparire sottoterra.
  • Lupo: Un predatore formidabile e schivo che è ritornato naturalmente sulle Alpi centrali negli ultimi decenni. Organizzato in branchi compatti, svolge un ruolo insostituibile nel mantenimento dell’equilibrio naturale, predando gli ungulati più vecchi o malati.
  • Gallo forcello (o Fagiano di monte): Uno dei più affascinanti galliformi alpini. In primavera, i maschi dal piumaggio scuro con riflessi blu e la tipica coda a “lira” si radunano nelle radure per esibirsi in spettacolari parate amorose dette “arene di canto”.

Le piante del Parco Regionale dell’Adamello

Il viaggio all’interno del manto forestale dell’Adamello è uno spettacolo botanico suggestivo. I pendii sono ricoperti da alcune delle foreste di conifere più imponenti e preziose della Lombardia, intervallate da laghi cristallini attorno ai quali prosperano piante igrofile e specie floreali tenaci.

  • Abete rosso (Peccio): È l’albero dominante in assoluto nel parco. Oltre i 1000 metri crea le “peccete”, enormi e ombrose foreste sempreverdi fondamentali per trattenere le nevi e proteggere il suolo dall’erosione.
  • Larice: L’unica conifera alpina a perdere gli aghi d’inverno. Prima di spogliarsi, in autunno, le sue folte chiome si tingono di un giallo e arancione abbagliante. Esemplari monumentali di larice si possono ammirare presso Malga Casentia in Val Saviore.
  • Pino cembro (Cirmolo): Una conifera nobile ed estremamente resistente al freddo, che forma il limite superiore della vegetazione arborea. Si distingue per gli aghi raggruppati a mazzetti di cinque e nel parco prospera nella suggestiva conca del Lago d’Arno e in Val d’Avio.
  • Mirtillo nero: Forma tappeti fitti e intricati all’interno delle praterie alpine e nel sottobosco aperto. Alla fine dell’estate dona piccoli e dolci frutti violacei di grandissimo valore nutritivo per l’ecosistema animale.
  • Abete bianco: Più raro ed esigente del suo parente rosso, questa imponente conifera dal tronco grigio-argenteo trova il suo rifugio ideale localizzandosi specificamente nelle fresche foreste della Val Malga di Sonico.
  • Salice prostrato: Una minuscola e incredibile pianta pioniera specializzata per la sopravvivenza al gelo. Insieme a rari licheni, striscia a ridosso del suolo e delle pietraie sfidando i climi estremi in prossimità dei nevai perenni.

Parco Regionale dell’Adamello: la storia sulle origini del parco

L’idea di tutelare il meraviglioso gruppo montuoso dell’Adamello ha radici lontanissime. Già nel 1919 il Touring Club propose per la prima volta la fondazione di un monumentale Parco Nazionale al centro delle Alpi. Nel corso dei decenni successivi, mentre il vicino Trentino inaugurava nel 1967 il suo Parco Adamello-Brenta, sul versante lombardo cresceva a dismisura la spinta civica per proteggere questo patrimonio, sostenuta dai comitati locali e dalle sedi del CAI della Valle Camonica.

Dopo intensi studi e mobilitazioni che coinvolsero la Provincia di Brescia e la Comunità Montana, nel 1983 la Regione Lombardia approvò ufficialmente la Legge Regionale n. 79 (16 settembre 1983), istituendo formalmente il Parco Regionale dell’Adamello. La gestione diretta fu affidata alla Comunità Montana di Valle Camonica, allo scopo di preservare l’integrità ecologica delle valli coniugandola allo sviluppo sostenibile delle attività silvo-pastorali autoctone.

Il Parco è cresciuto costantemente. Nei primi anni Duemila, alcune aree specifiche hanno ottenuto l’ulteriore grado di protezione di “Parco Naturale”, sottostando alle rigide normative nazionali di tutela. Oggi, insieme al Parco Nazionale dello Stelvio, al Parco Naturale Adamello-Brenta e a quello Svizzero dell’Engadina, il Parco Regionale dell’Adamello costituisce il cuore pulsante del progetto PEACE (Parco Europeo delle Alpi Centrali), un’area protetta immensa di rilevanza continentale.

Come si arriva al Parco Regionale dell’Adamello

Viaggiando in auto:
Il Parco dell’Adamello domina il versante sinistro dell’Alta Valle Camonica, comodamente raggiungibile da tutta la Lombardia e dal Nord Italia. Da Milano e Bergamo, è possibile procedere in direzione del Lago d’Iseo o percorrere la Val Cavallina imboccando la Strada Statale SS42 (del Tonale e della Mendola). Da Brescia, la direttrice principale è sempre la SS42, che risale l’intera valle incrociando snodi fondamentali per il parco come Breno (sede dell’Ente e accesso a suggestive valli laterali), fino ad arrivare ad Edolo, a Vezza d’Oglio e infine al Passo del Tonale. Tutte queste pittoresche località fungono da perfetti punti di partenza per incamminarsi verso le cime e i ghiacciai.

Viaggiando in treno:
Arrivare in treno è un’opzione ecologica e molto panoramica grazie alla preziosa linea ferroviaria locale gestita da Trenord. La linea, denominata “Brescia – Iseo – Edolo”, parte direttamente dalla Stazione FS di Brescia. Il convoglio costeggia il Lago d’Iseo e risale pazientemente tutta la Valle Camonica offrendo scorci magnifici, per attestarsi al capolinea finale presso la stazione di Edolo. Dalle stazioni intermedie (come Breno, Cedegolo, Malonno) e dal capolinea di Edolo, è poi possibile sfruttare i capillari servizi di pullman extraurbani locali per raggiungere i comuni montani più distanti o gli imbocchi diretti dei percorsi.

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