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Parco Regionale del Corno alle Scale

Orari d'Apertura

Estivo

da mar a ott
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da nov a feb
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da €

Contatti

Piazza Marconi 6 40042, Lizzano in Belvedere (BO)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale del Corno alle Scale

Situato nell’Appennino Tosco-Emiliano, all’interno della Città Metropolitana di Bologna e a breve distanza dal confine con la Toscana, il Parco Regionale del Corno alle Scale è una splendida riserva montana che si estende per circa 5000 ettari. Il parco prende il nome dalla sua cima più alta, il Corno alle Scale, che con i suoi 1945 metri di altitudine domina il paesaggio offrendo panorami a 360 gradi che spaziano dalle valli emiliane fino a scorgere, nelle giornate più limpide, le cime delle Alpi e il Mar Tirreno.

È la meta ideale per le famiglie, i bambini, gli appassionati di trekking e gli amanti degli sport invernali. Durante la bella stagione, il parco offre una vastissima rete di sentieri di varia difficoltà (curata dal CAI) che attraversa cascate rinfrescanti (come le celebri Cascate del Dardagna), santuari montani e boschi secolari. In inverno, il Corno alle Scale si trasforma nella stazione sciistica di riferimento per l’area bolognese, dotata di impianti di risalita e piste che hanno visto crescere campioni del calibro di Alberto Tomba.

L’atmosfera del Parco Regionale del Corno alle Scale è quella della montagna vera e accessibile. I dolci pendii, la fitta copertura boschiva e la purezza delle sorgenti creano un ambiente rilassante in estate, mentre l’abbondante innevamento regala emozioni ovattate e silenziose durante i mesi più rigidi. È un luogo dove le tradizioni montanare, la buona cucina dei rifugi e il rispetto per la natura convivono in perfetta armonia.

Parco Regionale del Corno alle Scale: la fauna e flora del parco

L’ecosistema del parco è un magnifico esempio di biodiversità appenninica, caratterizzato da un andamento altitudinale che favorisce lo sviluppo di fasce vegetazionali ben distinte. L’assenza di grossi centri abitati e la protezione territoriale hanno garantito un ripopolamento animale straordinario. Le grandi foreste e le praterie d’alta quota ospitano numerose colonie di ungulati e una ricca avifauna che nidifica sulle balze rocciose, rendendo le passeggiate ricche di potenziali avvistamenti.

La fauna del Parco Regionale del Corno alle Scale è dominata dalla presenza di grandi mammiferi. Se i boschi sono il regno incontrastato di cervi e caprioli, le praterie di crinale e i ripidi pendii sassosi offrono il palcoscenico perfetto per le spettacolari arrampicate dei mufloni e per le veloci scorribande delle marmotte. Inoltre, il ritorno spontaneo del lupo ha ricreato un equilibrio ecologico fondamentale per il controllo degli erbivori.

La flora è l’autentico fiore all’occhiello del territorio. Camminando dai fondovalle fino alla vetta, si attraversa un vero e proprio “giardino botanico” naturale. Oltre alle imponenti estensioni di latifoglie, il parco racchiude una sorprendente concentrazione di piante rare ed endemismi, ovvero specie che, rimaste isolate dopo le grandi glaciazioni, sopravvivono unicamente sulle rocce esposte ai venti di questo specifico tratto dell’Appennino.

Gli animali del parco

  • Marmotta: Simpatico roditore che ha colonizzato le praterie d’alta quota del parco partendo dal vicino Monte Cimone. Durante l’estate è facile avvistarla mentre fa da “sentinella” in piedi sulle rocce; al minimo pericolo emette un fischio acutissimo per poi infilarsi in tana.
  • Muflone: Originario delle isole e introdotto in passato sull’Appennino. Si muove agilmente sulle praterie rocciose più impervie, ed è inconfondibile per le enormi e pesanti corna spiralate che ornano il capo dei maschi adulti.
  • Lupo appenninico: Il predatore alfa del parco, tornato a popolare in modo naturale e stabile questi boschi. Animale nobile e schivissimo, si nutre principalmente di caprioli e cinghiali; individuarlo è difficile, ma in inverno è frequente notare le sue impronte sulla neve.
  • Aquila reale: Il rapace più grande e maestoso del Corno alle Scale, con un’apertura alare che sfiora i due metri. Costruisce il nido sulle inaccessibili pareti rocciose (i “Balzi dell’Ora”) e plana sulle valli a caccia di piccoli mammiferi e marmotte.
  • Capriolo: Agile, snello e dal mantello rossiccio (in estate). Frequenta i margini dei boschi e le radure, uscendo a brucare prevalentemente alle prime luci dell’alba o al crepuscolo, mimetizzandosi rapidamente nel folto della vegetazione al primo rumore.
  • Donnola: Un piccolo e vorace mammifero carnivoro dalle abitudini prevalentemente notturne. Caratterizzato da un corpo molto allungato e zampe corte, caccia nei boschi e nei prati stanando roditori e arvicole direttamente nelle loro tane sotterranee.

Le piante del Parco Regionale del Corno alle Scale

La copertura vegetale del Parco Regionale del Corno alle Scale è un trionfo di boschi secolari e praterie colorate che mutano veste a ogni stagione. Dalla rinascita verde brillante della primavera fino alle esplosioni di oro, rosso e arancio del foliage autunnale, gli alberi e i fiori creano scenari da fiaba. L’isolamento delle vette ha inoltre preservato fioriture rarissime a livello regionale.

  • Faggio: L’albero padrone assoluto della montagna bolognese. Copre interi versanti formando faggete pure e solenni; in estate la sua chioma fittissima scherma i raggi del sole mantenendo il sottobosco sempre fresco e umido.
  • Mirtillo nero e falso mirtillo: Oltrepassato il limite del bosco, il crinale si copre di estese brughiere arbustive (il vaccinieto). In tarda estate, queste basse piantine regalano piccoli frutti scuri, dolci e ricchi di vitamine, un tempo preziosissima fonte di reddito per gli abitanti.
  • Sassifraga a foglie rotonde: Una delicata pianta erbacea dal fiore stellato. Prospera nel sottobosco della faggeta (ad esempio salendo dal Lago Cavone) nei punti in cui l’umidità e l’ombra creano il microclima ideale.
  • Genziana: Simbolo floreale delle alte quote, presenta vistosi fiori a forma di campana dalle tonalità azzurre e blu cobalto intensissime. Spicca tra le rocce nude e i prati magri sfidando i forti venti del crinale.
  • Primula orecchia d’orso (Primula auricula): Una rarità assoluta per il territorio. L’affilata cresta dei Balzi dell’Ora rappresenta l’unica stazione di fioritura in tutta l’Emilia Romagna per questa bellissima e delicata primula alpina.
  • Castagno: Alle quote più basse, scendendo verso i paesi di Lizzano e Vidiciatico, dominano le antiche selve castanili. Questi alberi giganteschi ricordano l’importanza della farina di castagne per la sopravvivenza storica delle popolazioni appenniniche.

Parco Regionale del Corno alle Scale: la storia sulle origini del parco

Il Parco Regionale del Corno alle Scale nasce dalla volontà di tutelare un territorio che rappresenta l’essenza stessa della montagna appenninica, da secoli fonte di vita e di lavoro per la comunità. Prima dell’istituzione dell’area protetta, le valli e i crinali attorno a Lizzano in Belvedere erano il palcoscenico per antichi mestieri: pastori, carbonai e raccoglitori di mirtilli vivevano in totale simbiosi con l’ambiente rigido e generoso del monte.

La consapevolezza del valore naturalistico, paesaggistico e geologico di quest’area ha spinto le amministrazioni locali a chiederne la salvaguardia. Il Parco Regionale è stato ufficialmente istituito nel 1988 (con la Legge Regionale n.11/1988) dalla Regione Emilia-Romagna e gestito in collaborazione con la Provincia di Bologna e i comuni limitrofi. La creazione dell’Ente ha permesso di porre un freno allo sfruttamento indiscriminato, garantendo la conservazione dei boschi e promuovendo contestualmente uno sviluppo turistico sostenibile.

Oggi il Parco Regionale del Corno alle Scale, pur rimanendo strettamente legato alla sua vocazione sciistica invernale, è divenuto un modello di valorizzazione ecologica. Vengono costantemente promossi programmi di educazione ambientale, il recupero dei vecchi sentieri e la tutela di specie simbolo come il lupo e l’aquila, fondendo lo sport con il profondo rispetto per la “montagna di Bologna”.

Come si arriva al Parco Regionale del Corno alle Scale

Viaggiando in auto:
Il Parco è comodamente raggiungibile sia dall’Emilia che dalla Toscana, trovandosi a circa 80 km da Bologna e Firenze. Per chi proviene da Bologna (Autostrada A1), l’uscita consigliata è “Sasso Marconi”; da qui bisogna immettersi sulla Strada Statale 64 “Porrettana” in direzione di Porretta Terme. Giunti nei pressi di Silla, occorre seguire le evidenti indicazioni stradali per Lizzano in Belvedere e Vidiciatico, paesi che rappresentano le porte di accesso principali e da cui si sale fino al parcheggio del Lago Cavone o agli impianti di risalita. Per chi giunge dalla Toscana (A11), l’uscita è Pistoia, proseguendo sempre lungo la statale Porrettana in direzione nord.

Viaggiando in treno:
Raggiungere il parco in treno è semplice e suggestivo. Sfruttando la linea ferroviaria statale e il Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) che collega la stazione di Bologna Centrale a Pistoia, occorre scendere alla stazione ferroviaria di “Porretta Terme” (distante circa 15 km dal parco). Arrivati a Porretta, il trasporto pubblico locale (autobus TPER) garantisce frequenti e regolari collegamenti in coincidenza verso i comuni montani di Lizzano in Belvedere e Vidiciatico, da cui spesso d’inverno partono navette (es. CornoExpress) dirette proprio alle piste e ai punti di partenza delle escursioni.

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