Parco Regionale dei Monti Sicani
Orari d'Apertura
Estivo
da apr a ott
da lun a dom
da 08:00 a 23:30
Invernale
da nov a mar
da lun a dom
da 08:00 a 23:30
Prezzo d'ingresso
Intero
da € 0
Ridotto
da € 0
Contatti
Piazza Umberto I 46 90030, P. Adriano (PA)
Descrizione Parco Regionale dei Monti Sicani
Situato nel cuore profondo della Sicilia, a cavallo tra le province di Palermo e Agrigento, il comprensorio dei Monti Sicani costituisce un massiccio montuoso di straordinario fascino e importanza ecologica. Nato con l’ambizioso intento di mettere a sistema e collegare quattro riserve naturali orientate preesistenti (Monte Cammarata, Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio, Monte Carcaci e Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco), questo vasto territorio di oltre 40.000 ettari rappresenta un vero e proprio “polmone verde” per l’isola.
Dal punto di vista paesaggistico, i Monti Sicani offrono un’inaspettata Sicilia appenninica, caratterizzata da aspre vette calcaree che superano i 1.500 metri di altitudine, profonde gole scavate dai fiumi (come la Valle del fiume Sosio) e vasti boschi naturali. Questo territorio aspro e solitario è la meta ideale per gli amanti del trekking lento e del turismo sostenibile (è attraversato ad esempio dalla rinomata Magna Via Francigena). L’assenza di grandi flussi turistici di massa permette ai visitatori di godere di percorsi silenziosi immersi nella natura più selvaggia e di scoprire piccoli borghi autentici e ricchi di storia.
L’atmosfera che si respira tra queste valli è sospesa nel tempo, profondamente legata alla cultura agropastorale. È una terra di antichi casali, eremi nascosti e greggi al pascolo libero, in cui il recupero dell’identità territoriale si unisce al desiderio di valorizzare i prodotti enogastronomici a “chilometro zero”.
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Parco Regionale dei Monti Sicani: la fauna e flora del parco
L’estrema varietà altimetrica e la complessa morfologia del territorio, caratterizzata da rilievi calcarei, valli ombrose e altopiani argillosi, hanno permesso lo sviluppo e la conservazione di un altissimo livello di biodiversità. Il massiccio sicano vanta infatti ecosistemi forestali, rupestri e fluviali incontaminati, tutelati anche a livello europeo dalla Rete Natura 2000.
La fauna locale costituisce un tesoro inestimabile. L’assenza di grandi centri urbani garantisce tranquillità ai super-predatori alati e a quasi tutti i mammiferi autoctoni siciliani. Nel fitto delle foreste e lungo i crinali montuosi prospera una comunità animale molto schiva, ricca di piccoli carnivori e, soprattutto, di un’avifauna nidificante di eccezionale rilievo, che include rapaci rarissimi a livello nazionale.
La flora è l’elemento che più di tutti testimonia l’originaria natura della Sicilia preistorica, prima dell’intenso sfruttamento agricolo. Le montagne sementate a pascolo si alternano a relitti di magnifiche e ombrose foreste di latifoglie e antiche querce. Nel sottobosco e nelle praterie rocciose d’alta quota, la primavera innesca straordinarie fioriture, in particolar modo di orchidee selvatiche endemiche che trasformano i pendii in mosaici colorati.
Gli animali del parco
- Gatto selvatico (Felis sylvestris): L’elusivo signore delle foreste. Di corporatura massiccia e dotato di una folta coda anellata di nero, è un temibile cacciatore notturno di roditori che trova rifugio nei boschi più impenetrabili e lontani dall’uomo.
- Capovaccaio (Neophron percnopterus): Un rarissimo e minacciato avvoltoio di piccole dimensioni. È possibile osservarlo durante i periodi migratori o mentre sfrutta le correnti termiche lungo le aspre pareti rocciose dei Sicani alla ricerca di resti di animali morti.
- Martora (Martes martes): Un elegante e agile mustelide dal manto bruno e dalla caratteristica pettorina chiara. Essendo eccellente arrampicatrice, si sposta rapidamente tra le fronde degli alberi per cacciare piccoli uccelli o raccogliere bacche.
- Aquila reale (Aquila chrysaetos): Il predatore alato dominante. Questo imponente rapace, simbolo di territori intatti e selvaggi, domina dall’alto i pendii montuosi e nidifica sulle inaccessibili e verticali falesie rocciose che caratterizzano l’area.
- Istrice (Hystrix cristata): Il più grande roditore italiano, inconfondibile per la sua armatura di lunghi aculei bianchi e neri. Animale pacifico ma molto schivo, esce dalle sue tane prevalentemente di notte per nutrirsi di radici e tuberi.
- Volpe (Vulpes vulpes): Un predatore astuto e opportunista ampiamente diffuso. Dal riconoscibile manto rossiccio, frequenta non solo il folto del bosco ma anche i margini delle aree coltivate, svolgendo un ruolo cruciale nel controllo dei piccoli mammiferi.
- Codirossone (Monticola saxatilis): Un uccello passeriforme considerato rarissimo, tipico degli ambienti montani rocciosi e assolati. Il maschio vanta una bellissima livrea con dorso azzurro e petto di un acceso rosso-arancio.
- Nibbio bruno (Milvus migrans): Un rapace molto presente nell’area, facilmente distinguibile in volo per la sua sagoma slanciata e la coda forcuta. Frequenta sovente gli spazi aperti e i margini boschivi per cacciare o cercare carcasse.
Le piante del Parco Regionale dei Monti Sicani
La copertura vegetale dei Monti Sicani rappresenta una roccaforte contro la desertificazione e garantisce un inestimabile equilibrio idrogeologico alle province di Agrigento e Palermo. Il paesaggio botanico spazia dalle garighe assolate alle fitte leccete.
- Leccio (Quercus ilex): L’albero simbolo e struttura portante della maggior parte dei boschi sicani. Questa quercia sempreverde forma grandi boschi densi e bui (leccete), dove l’ombra preserva l’umidità del suolo vitale per il mantenimento dei funghi e dei micromammiferi.
- Roverella (Quercus pubescens): La quercia caducifoglia che predilige i pendii più aridi e soleggiati. I roverelleti, spesso associati al frassino, formano boschi aperti che segnano la transizione tra le colture e le alte quote boscose.
- Orchidee spontanee: Un vanto naturalistico assoluto dell’area. All’inizio della primavera, le brulle praterie d’alta quota e le garighe calcaree esplodono in decine di specie differenti di orchidee terricole, molte delle quali rarissimi endemismi siciliani, che sfoggiano colori sgargianti.
- Gigli selvatici: Assieme alle orchidee, i delicati e profumatissimi gigli adornano i pascoli erbosi primaverili in alta quota, creando contrasti spettacolari con il grigio della roccia calcarea nuda.
- Perastro (Pero selvatico): Alberello molto rustico e spinoso frequente ai margini dei boschi e nei pascoli cespugliati. In primavera si riempie di una copiosa fioritura bianca profumata che attira innumerevoli insetti impollinatori.
- Ampelodesma (Tagliamani): Un’altissima e robusta erba cespitosa che domina in maniera assoluta i pendii deforestati e più esposti. In passato, le sue foglie lunghe e resistenti (sebbene molto taglienti ai bordi) venivano utilizzate dall’uomo per intrecciare corde rurali e legature tradizionali agricole.
Gallery Parco Regionale dei Monti Sicani
La storia sulle origini del parco
L’istituzione del Parco Regionale dei Monti Sicani è caratterizzata da una storia burocratica e amministrativa estremamente travagliata e complessa, che ben descrive le difficoltà di tutela ambientale in Italia. L’idea fondante nacque ufficialmente con la Legge Regionale del 2009, che prevedeva la creazione di un grande parco montano per mettere in connessione le quattro già esistenti riserve naturali orientate di Palazzo Adriano, Monte Cammarata, Monte Carcaci e Monte Genuardo.
Il primo decreto istitutivo fu firmato nel 2010, designando una superficie protetta immensa tra Agrigento e Palermo e insediando la sede storica a Palazzo Adriano. Tuttavia, questo provvedimento fu rapidamente impugnato da alcuni comuni, portando nel 2011 a un primo clamoroso annullamento da parte del TAR. Un secondo tentativo, concretizzatosi con il decreto del 2012, subì la stessa amara sorte, venendo nuovamente bocciato dalla giustizia amministrativa nel 2013.
Nonostante un ulteriore decreto nel 2014 avesse ridato respiro all’Ente, la conflittualità sulle limitazioni imposte alle attività agricole, pastorali ed estrattive dei comuni ha portato, nel 2019, alla soppressione del Parco, “declassando” nuovamente l’area a una semplice somma di riserve singole. Attualmente, le Istituzioni regionali sono in una delicata fase di dialogo con i sindaci del territorio per elaborare un nuovo modello di governance, al fine di re-istituire definitivamente l’Ente Parco con regole condivise, puntando sul rilancio del turismo verde per queste aree interne.
Come arrivare all’area dei Monti Sicani
Viaggiando in auto:
Il massiccio dei Monti Sicani si estende capillarmente nell’entroterra ed è facilmente approcciabile sia da nord (Palermo) che da sud (Agrigento). Per chi proviene da Palermo, è consigliabile imboccare la scorrevole Strada Statale 121 in direzione Agrigento/Lercara Friddi e proseguire fino al bivio per Palazzo Adriano (cuore amministrativo del territorio sicano) immettendosi sulla SS 118. Se si proviene da Agrigento, la via più rapida è risalire verso nord la veloce Strada Statale 189 in direzione di Cammarata e San Giovanni Gemini, che fungono da porte d’ingresso orientali dell’area boschiva e montana. I borghi di Bivona, Burgio e Santo Stefano Quisquina sono i centri di riferimento principali.
Viaggiando in treno e autobus:
Poiché l’area protetta si trova nel cuore collinare interno e profondo dell’isola, non è servita direttamente in maniera capillare dai trasporti su ferro. Tuttavia, è possibile avvicinarsi all’area usufruendo della linea ferroviaria statale Palermo – Agrigento, scendendo strategicamente alla stazione ferroviaria di Cammarata-San Giovanni Gemini. Una volta giunti allo scalo, per raggiungere i sentieri d’alta quota e le riserve naturali (sprovviste di trasporto pubblico regolare), è mandatorio affidarsi a servizi taxi locali, a noleggi auto o ai mezzi fuoristrada messi a disposizione dagli organizzatori escursionistici della zona per superare le tortuose e ripide strade provinciali.