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Parco Regionale Collina di Superga

Orari d'Apertura

Estivo

da apr a ott
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da nov a mar
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Strada Comunale Superga 75 10132, Torino (TO)
Sitoweb - Tel

Descrizione Parco Regionale Collina di Superga

Il Parco Regionale Collina di Superga (formalmente noto come Parco Naturale della Collina di Superga) è uno splendido polmone verde che domina la città di Torino, estendendosi per circa 750 ettari e abbracciando i territori comunali di Torino, San Mauro Torinese, Baldissero Torinese e Pino Torinese. Il parco è un autentico balcone naturale a pochissimi chilometri dal centro urbano, caratterizzato da rilievi dalle pendenze dolci, fitte foreste e suggestive forre modellate dall’azione dei corsi d’acqua. La sua silhouette inconfondibile è coronata dalla maestosa mole della Basilica di Superga, capolavoro architettonico di Filippo Juvarra che si staglia in cima al colle.

Questo comprensorio collinare è il rifugio prediletto dai torinesi per le gite fuori porta, le escursioni naturalistiche e il ciclismo. I numerosi sentieri CAI, percorribili a piedi o in mountain bike, s’inoltrano in boschi ombrosi e lussureggianti, offrendo scorci panoramici mozzafiato che spaziano dall’intera valle del fiume Po fino alla maestosa corona delle Alpi innevate all’orizzonte. L’area offre anche percorsi perfetti per le famiglie, aree pic-nic attrezzate e parchi avventura.

L’atmosfera del Parco della Collina di Superga unisce perfettamente il fascino selvaggio della natura alla storia di un territorio da sempre legato alla dinastia sabauda. Il contrasto tra le tranquille e isolate valli boschive, come il suggestivo vallone del Rio di Costa Parigi, e l’immediata vicinanza alla frenetica metropoli sottostante rende la visita un’esperienza rilassante e rinvigorente.

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Parco Regionale Collina di Superga: la fauna e flora del parco

L’ecosistema del parco è il tipico, ricco e sorprendente ambiente boschivo delle colline torinesi, preservatosi intatto sfuggendo all’espansione urbanistica. Il substrato geologico, composto da rocce sedimentarie e arenarie ricche di fossili formatesi circa 40 milioni di anni fa sul fondo marino, favorisce la proliferazione di una varietà di habitat eccezionale per un’area periurbana.

La fauna è particolarmente rigogliosa. Nelle macchie boschive fitte trovano rifugio mammiferi di piccola e media taglia che spesso si spingono fino ai limiti dell’area urbana, sfruttando i corridoi ecologici che collegano la collina al corso del fiume Po. Anche l’avifauna è ricca e ben strutturata, con una presenza stabile di picchi, predatori notturni e grandi rapaci diurni che perlustrano l’area in eleganti voli circolari sfruttando le correnti ascensionali dei pendii.

La flora è l’elemento che meglio testimonia la peculiarità climatica della collina di Superga. A causa della complessa esposizione solare, i versanti ospitano una rarissima ed affascinante coesistenza tra specie botaniche tipicamente montane, che trovano frescura nei profondi valloni esposti a nord, ed essenze puramente mediterranee e termofile che prosperano sui pendii maggiormente assolati esposti a sud. I vecchi vigneti e i frutteti terrazzati del passato sono stati progressivamente riassorbiti dal bosco deciduo.

Gli animali del parco

  • Scoiattolo rosso: Un simpatico e vitale micromammifero arboricolo molto diffuso. Grazie all’abbondanza di alberi in grado di fornirgli semi, ghiande e noci, scorrazza abilmente sui tronchi e nidifica nelle biforcazioni dei rami più alti.
  • Volpe: Elegante predatore dal mantello rossiccio. È uno degli animali più opportunisti e adattabili del parco; caccia piccoli roditori ed esplora spesso i limiti urbani della collina muovendosi prevalentemente all’alba o nelle ore notturne.
  • Tasso: Mammifero onnivoro, tozzo e possente, inconfondibile per la mascherina bianca e nera sul muso. Abile scavatore, crea complessi sistemi di tane sotterranee nei pendii più soffici e nascosti dei boschi della collina.
  • Cinghiale: L’ungulato più massiccio e diffuso dell’area, la cui popolazione è notevolmente aumentata negli ultimi anni. Grufola costantemente nel sottobosco alla ricerca di radici, tuberi e ghiande, rimescolando lo strato superficiale di terriccio forestale.
  • Poiana: Un grande e maestoso rapace diurno. È facilissimo osservarla mentre compie ampi voli planati sopra le zone aperte o i boschi della collina, perlustrando accuratamente il terreno per individuare topi e arvicole.
  • Picchio verde: Un colorato abitante dei tronchi secolari, caratterizzato dal dorso verde brillante e dal capo rosso. Più legato al suolo rispetto ad altri picchi, frequenta spesso i prati e le radure vicino agli alberi in cerca del suo alimento preferito: le formiche.
  • Ghiro: Un piccolo e sfuggente roditore dalle abitudini strettamente notturne, famoso per i suoi lunghi periodi di letargo invernale. Abita nei fitti boschi e si sposta rapidamente tra le fronde, cibandosi di bacche, frutti e nocciole.
  • Faina: Un predatore della famiglia dei mustelidi, estremamente agile e provvisto di una macchia golare bianca. Cacciatrice notturna implacabile, si arrampica facilmente per insidiare l’avifauna e i roditori boschivi.

Le piante del Parco Regionale Collina di Superga

L’escursione termica e l’orografia del terreno rendono il bosco collinare vario e dinamico, offrendo a chi passeggia un cambio repentino di vegetazione nel giro di poche centinaia di metri.

  • Castagno: Assieme alle querce, è l’albero predominante della collina torinese. In autunno le sue foglie regalano spettacolari tinte dorate e produce abbondanti ricci che nutrono la massiccia popolazione di mammiferi grufolatori.
  • Faggio: Una presenza botanica di tipo prettamente “montano” e nordico. Riesce a prosperare in quest’area collinare riparandosi nelle strette e buie vallette, dove il microclima si mantiene umido e sufficientemente fresco durante le torride estati torinesi.
  • Pino silvestre: Altra essenza di origini alpine presente nel parco, facilmente riconoscibile per la caratteristica corteccia squamosa di color rosso-arancio nella parte superiore del tronco.
  • Orniello (Frassino da manna): Questo elegante albero deciduo rappresenta la spiccata influenza mediterranea sulla vegetazione locale. In primavera produce vistose e profumate infiorescenze piumose di color bianco crema che richiamano moltissimi insetti impollinatori.
  • Pungitopo: Un piccolo e tenace arbusto sempreverde le cui ramificazioni terminali presentano spine pungenti. Forma fitti cespugli nel sottobosco più ombroso e d’inverno si adorna di vivaci bacche sferiche rosse, offrendo ristoro agli uccelli svernanti.
  • Robinia (Robinia pseudoacacia): Una pianta esotica infestante ma ormai naturalizzata nel territorio. Ha rapidamente colonizzato i pendii, i terrazzamenti agricoli abbandonati e i margini delle strade, producendo a fine primavera grappoli di fiori bianchi molto apprezzati dalle api per il miele.

Parco Regionale Collina di Superga: la storia sulle origini del parco

L’istituzione del Parco Regionale della Collina di Superga nasce dalla profonda urgenza di frenare l’avanzata edilizia che, nella seconda metà del Novecento, rischiava di cementificare irreparabilmente la collina a ridosso della città di Torino. Il legame dei torinesi con quest’area, coronata dalla secolare e monumentale Basilica costruita nel 1715 per volere del Duca Vittorio Amedeo II di Savoia, ha alimentato un forte movimento di tutela ambientale.

Per salvaguardare il pregio paesaggistico, floristico e storico del sito, la Regione Piemonte istituì formalmente il Parco Naturale della Collina di Superga nel 1991. L’obiettivo principale della legge istitutiva fu quello di bloccare la speculazione edilizia incontrollata, proteggere le preziose peculiarità geologiche e boschive, e riqualificare una sentieristica che permettesse un turismo dolce e consapevole.

Negli anni successivi, in un’ottica di continuità ecologica, l’Ente Parco di Superga è stato accorpato ad altre riserve collinari e fluviali, confluendo nell’attuale “Ente di Gestione delle Aree Protette del Po piemontese”. Oggi la collina rappresenta un formidabile esempio di connubio tra tutela ambientale e fruizione metropolitana, mantenendosi come un’oasi intatta in cui i ritmi della natura convivono in perfetta armonia con lo skyline urbano.

Come si arriva al Parco Regionale Collina di Superga

Viaggiando in auto:
Arrivare al parco o alla vetta della collina partendo da Torino è estremamente semplice. Dal centro città si attraversa il fiume Po immettendosi su Corso Casale (Strada Provinciale 590) in direzione del comune di San Mauro Torinese. Poco prima di raggiungere San Mauro, oppure imboccando direttamente l’elegante ed esplicita “Strada Comunale di Superga” (dal quartiere di Sassi), si inizia a percorrere la strada tortuosa e panoramica che serpeggia nel fitto dei boschi fino a raggiungere, dopo pochi chilometri, l’ampio piazzale parcheggio situato proprio ai piedi del complesso della Basilica di Superga, da dove diramano i sentieri principali.

Viaggiando in tramvia storica o autobus:
Il modo più ecologico, storico e affascinante in assoluto per raggiungere il cuore del parco è utilizzare la famosa Tranvia a dentiera Sassi-Superga gestita dal GTT (Gruppo Torinese Trasporti). Per prenderla, dal centro di Torino basta usufruire dei tram (come la linea 15) o dei bus urbani (es. 61 o 68) scendendo alla stazione borgata “Sassi” (Piazza Gustavo Modena). Dalla stazione di Sassi, la cremagliera del 1934 risale direttamente il pendio boscoso in circa 18 minuti offrendo panorami superbi, fino a sbucare nel piazzale della Basilica. Nelle giornate in cui la tramvia è chiusa (es. mercoledì), l’azienda garantisce la risalita con il regolare autobus sostitutivo extraurbano Linea 79/, che segue l’intero tragitto asfaltato collinare.

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