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Parco Regionale Colli Euganei

Orari d'Apertura

Estivo

da apr a ott
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da nov a mar
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via Rana Ca' Mori 8 35042, Este (PD)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Colli Euganei

Situato nel cuore della Pianura Padana, in provincia di Padova, il Parco Regionale Colli Euganei si distingue in maniera netta ed inconfondibile per le caratteristiche sagome coniche dei suoi rilievi montuosi. Questi colli isolati, originatisi decine di milioni di anni fa da arcaici fenomeni di vulcanismo, formano un paesaggio estremamente dolce ma dai profili netti, che da secoli affascina storici, poeti e intellettuali, tra cui spicca Francesco Petrarca, che decise di trascorrere qui l’ultimo periodo della sua vita. Oltre che per la sua importanza naturalistica, il territorio è universalmente celebre per essere parte integrante del prezioso e caldo bacino termale di Abano e Montegrotto.

Esplorare i Colli Euganei significa immergersi in un continuo e straordinario contrasto tra la natura selvatica e la millenaria opera dell’uomo. Un’estesissima e complessa rete di sentieri (che comprende percorsi molto rinomati come l’ascesa al Monte Venda o al Monte Ceva) attraversa fitti e ombrosi boschi, curatissimi vigneti terrazzati e aridi prati sassosi chiamati localmente “vegri”. Tra la rigogliosa vegetazione spuntano imponenti e maestose testimonianze del passato: silenziose abbazie benedettine (come quella di Praglia), possenti rocche medievali e scenografiche Ville Venete cinte da immensi parchi monumentali.

L’atmosfera naturale del parco cambia radicalmente e in maniera repentina a seconda della quota e del versante che si esplora. I pendii esposti a sud, particolarmente caldi e cotti dal sole, rievocano paesaggi costieri mediterranei, mentre i versanti rivolti a nord, molto più umidi e freschi, offrono passeggiate rilassanti in atmosfere che ricordano quelle appenniniche o prealpine. Questa strabiliante e compressa ricchezza climatica rende i colli vulcanici padovani un vero paradiso per gli escursionisti, per i fotografi paesaggisti e per gli amanti del turismo lento.

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Parco Regionale Colli Euganei: la fauna e flora del parco

La geologia unica e le forti escursioni microclimatiche dei Colli Euganei hanno forgiato un ecosistema straordinario. Essendo l’unico vero baluardo montuoso isolato nel mezzo di una piana densamente urbanizzata, il parco costituisce una “zattera” boschiva vitale per la protezione e il transito della fauna selvatica.

La fauna locale è in forte e dinamica espansione. Nelle ampie e intatte selve collinari trovano rifugio roditori, medi e grandi mammiferi, tra cui i cinghiali, la cui incontrollata diffusione è da tempo una sfida per l’equilibrio del territorio. Straordinaria è la recente scoperta, attestata dalle fototrappole e dagli esperti forestali, del ritorno del superpredatore dei boschi: un evento cruciale che sta lentamente contribuendo a ristabilire il controllo naturale delle popolazioni animali in eccesso. Numerosissima è anche l’avifauna, che sfrutta sia gli specchi d’acqua collinari che le alte e calde pareti rocciose di origine ignea.

La flora è l’elemento che più di tutti sancisce l’incredibile biodiversità dei colli. Il parco è celebre per accogliere nello stesso perimetro geografico piante tipicamente rustiche alpine e fitte macchie mediterranee xerofile (amanti del secco e del calore). Le propaggini rocciose e le antiche ex-praterie da pascolo custodiscono fioriture rarissime e preziosi endemismi (piante esclusive del luogo), minacciati dal progressivo e naturale avanzamento del bosco selvatico di latifoglie.

Gli animali del parco

  • Lupo (Canis lupus): L’animale più nobile e prezioso recentemente tornato, in maniera spontanea, ad abitare l’area sud dei Colli Euganei. Immortalato dalle fototrappole istituzionali, il lupo è un animale estremamente elusivo e schivo, fondamentale e necessario per il contenimento ecologico degli ungulati.
  • Cinghiale: Un abitante tanto diffuso quanto problematico. Si muove in grandi branchi grufolatori nel fitto dei querceti; la sua massiccia presenza, priva di predatori fino al recente arrivo del lupo, ha causato forti impatti alla flora autoctona e ai curati vigneti del comprensorio.
  • Ghiro: Piccolo e graziosissimo mammifero arboricolo dalla folta e morbida coda grigia. Frequenta in abbondanza le alte fustaie ricche di castagni e noccioli nel versante nord, dove d’estate mangia instancabilmente semi e frutti per garantirsi una sufficiente riserva di grasso per il letargo.
  • Falco pellegrino: Elegante predatore alato diurno. Le pareti nude, verticali e assolate di roccia vulcanica fessurata (spesso residuo di antiche cave) gli offrono postazioni sicure per nidificare e dai quali lanciarsi in incredibili e fulminee picchiate contro piccoli uccelli.
  • Tasso: Mammifero dalla inconfondibile e contrastante mascherina bianca e nera sul muso. Rigorosamente notturno e terricolo, utilizza i suoi possenti artigli per scavare complessi dedali di tane (tassonaie) nei pendii terrosi, nutrendosi pacificamente di bulbi, frutta e lombrichi.
  • Biacco: Serpente innocuo, nervoso ed estremamente agile. Prospera in abbondanza tra i sassi assolati e lungo i margini della vegetazione, cacciando con ferocia roditori e piccoli rettili indispensabili per il mantenimento dell’ecosistema collinare inferiore.

Le piante del Parco Regionale Colli Euganei

Dalle foreste scure di fondovalle fino alle fioriture microscopiche delle rocce superiori, l’inventario floristico del parco è inestimabile e rigidamente protetto dalle norme europee.

  • Ruta patavina (Haplophyllum patavinum): Il fiore endemico più famoso ed esclusivo in assoluto dei Colli Euganei. Sopravvissuto alle glaciazioni, questo piccolo e prezioso fiore giallo acceso cresce quasi unicamente nei “vegri”, i rari e assolati prati calcarei che l’Ente Parco cerca strenuamente di difendere dall’imboschimento.
  • Castagno: Alle medie altitudini domina i suoli acidi vulcanici, formando selve fitte e imponenti. Per innumerevoli secoli è stato la spina dorsale dell’alimentazione dei contadini locali grazie all’abbondante e dolcissimo frutto autunnale (“il marrone”) e al suo pregiatissimo legno.
  • Faggio: Sorprendente e maestosa testimonianza dei periodi più rigidi. Sebbene sia l’albero simbolo dell’alta montagna, qui prospera a quote bassissime sui versanti nord, trovando il suo habitat ideale all’interno di profonde forre fresche e molto umide incassate tra le colline vulcaniche.
  • Corbezzolo: Questa pianta arbustiva rappresenta la regina incontrastata della macchia mediterranea del versante sud. È spettacolare in autunno inoltrato, quando fiorisce e matura contemporaneamente, mescolando i suoi fiorellini a campanella bianchi con succulenti e vistosi frutti sferici rossi e rugosi.
  • Roverella: La solida, imponente e robusta quercia che domina in ampiezza i querceti misti della fascia collinare inferiore. Le sue fitte ramificazioni e le sue foglie lobate offrono eccellente riparo e nutrimento (ghiande) per i grandi mammiferi grufolatori.
  • Erica arborea: Cespuglio tenace, rustico e amante del clima arido. Tappezza fittamente i pendii più esposti della roccia traconitica e in primavera esplode regalando un manto di piccolissimi e profumati fiori bianco-rosati, estremamente ricercati e amati dalle api bottinatrici.

Parco Regionale Colli Euganei: la storia sulle origini del parco

L’impronta geologica che ha plasmato i Colli Euganei è remota e turbolenta: la loro nascita si deve a potentissimi fenomeni di vulcanismo sottomarino avvenuti all’incirca 35 milioni di anni fa. Magmi lavici densi e viscosi risalirono in superficie rompendo e inarcando con violenza gli antichi strati di calcare sedimentario che giacevano sul fondo marino, creando le peculiari montagne coniche odierne e portando in superficie lo strepitoso bacino idrotermale sotterraneo. Fin dall’antichità romana, le colline euganee sono state pesantemente sfruttate dall’uomo, non solo per l’agricoltura, ma per le gigantesche e aspre cave estrattive della pietra trachite, il pregiato materiale grigio scuro usato storicamente per pavimentare piazze e palazzi a Venezia.

A partire dagli anni ’70 del Novecento, l’estrazione mineraria incontrollata aveva iniziato a divorare interi versanti collinari, deturpando irrimediabilmente il paesaggio e minacciando l’equilibrio del bacino termale e la microflora isolata. In risposta alle pressanti proteste dei cittadini e dei comitati naturalistici locali, nel 1989 la Regione Veneto approvò la Legge Regionale n. 38, che istituì ufficialmente il Parco Regionale dei Colli Euganei (coinvolgendo ben 15 comuni), al fine di porre stringenti limiti alle escavazioni industriali e di salvaguardare il paesaggio.

Da quel momento fondamentale, l’Ente Parco si è impegnato costantemente in ampi progetti di rimboschimento, nella riqualificazione didattica delle vecchie falesie cave (oggi anfiteatri all’aperto e palestre di roccia) e nello sviluppo di un eccellente reticolo di sentieristica ecocompatibile e cicloturistica. Oggi i colli sono l’emblema veneto di come l’attività enogastronomica d’eccellenza possa convivere felicemente con una rigorosa conservazione naturalistica.

Come si arriva al Parco Regionale Colli Euganei

Viaggiando in auto:
La posizione dei Colli Euganei li rende straordinariamente facili da raggiungere grazie all’eccellente e capillare rete viaria veneta. L’asse principale è indubbiamente l’Autostrada A13 (Bologna – Padova). Uscendo al casello di “Terme Euganee”, si viene proiettati immediatamente sulle porte orientali del parco: in pochi minuti si raggiungono i centri termali e turistici nevralgici di Abano e Montegrotto Terme, da cui si diramano le strette ma comodissime e panoramiche strade provinciali che si addentrano nelle valli boscose verso Galzignano o Teolo. Qualora si provenga da ovest (es. da Milano o Vicenza tramite la A4), un’ottima e strategica alternativa è l’Autostrada A31 (“Valdastico Sud”): uscendo ad “Agugliaro” o a “Noventa Vicentina”, si accede in maniera estremamente rapida e defilata ai dolci versanti vitivinicoli occidentali del massiccio.

Viaggiando in treno:
Il turismo ferroviario integrato è una delle modalità più consigliate ed ecosostenibili per la visita. I Colli sono perfettamente costeggiati dalla fondamentale dorsale ferroviaria regionale Bologna – Padova – Venezia. Scendendo alla principale fermata di “Terme Euganee – Abano – Montegrotto” si ha immediatamente accesso ai servizi di noleggio biciclette per immettersi sul celebre Anello Ciclabile del Parco (un circuito di oltre 60 km interamente asfaltato e pianeggiante alla base dei monti). Se l’obiettivo dell’escursione è la parte sud e i castelli (ad esempio l’esplorazione del Monte Cero o del borgo di Arquà Petrarca), la medesima linea ferroviaria ferma in maniera frequentissima nelle stazioni di Monselice e, con una piccola deviazione locale, nella stazione di Este, la città storica che ospita la sede amministrativa dell’Ente Parco.

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