Parco Regionale Colle del Lys
Orari d'Apertura
Estivo
da apr a ott
da lun a dom
da 08:00 a 23:30
Invernale
da nov a mar
da lun a dom
da 08:00 a 23:30
Prezzo d'ingresso
Intero
da € 0
Ridotto
da € 0
Contatti
Colle del Lys 10070, Viù (TO)
Sitoweb -
Descrizione Parco Regionale Colle del Lys
Situato a un’altitudine di circa 1.311 metri, proprio sul crinale che fa da spartiacque tra la bassa Val di Susa e la Valle di Viù (nelle Valli di Lanzo), il Parco Naturale del Colle del Lys copre un’area di 361 ettari. Gestito dalla Città Metropolitana di Torino, è una classica e accessibile meta “fuori porta” amatissima dai torinesi, in grado di offrire, nelle giornate limpide, panorami vertiginosi e ininterrotti su tutta la pianura padana e sull’imponente mole del Monviso.
Questo territorio boscoso è il luogo ideale per escursioni a piedi (come il suggestivo “Sentiero degli Alpini” ), gite in mountain bike e facili ciaspolate invernali. Il paesaggio si presenta come un mosaico affascinante: ampie praterie si alternano ad estese macchie di conifere scure e boschi di latifoglie che in autunno si tingono di calde sfumature. La comodità di accesso e i dislivelli contenuti rendono i percorsi perfetti anche per famiglie e camminatori meno esperti.
Oltre all’indubbio valore naturalistico, il parco è profondamente intriso di storia contemporanea. Il Colle del Lys è uno dei luoghi simbolo della Resistenza in Piemonte. Camminando nei pressi del valico, l’atmosfera si fa più solenne: il piazzale ospita una caratteristica torre rotonda e un monumento che ricorda il tragico eccidio nazifascista del 1944, trasformando un tranquillo parco montano in un autentico ed emozionante santuario della memoria.
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Parco Regionale Colle del Lys: la fauna e flora del parco
L’ecosistema del Colle del Lys beneficia della sua posizione di cerniera tra due importanti vallate alpine, offrendo una grande diversità di habitat montani e subalpini in uno spazio relativamente ristretto. Il parco non presenta zone umide significative, ma è caratterizzato da freschi pendii umidi esposti a nord e versanti più secchi e soleggiati.
La fauna locale è quella tipica delle basse Alpi piemontesi. L’abbandono delle antiche pratiche agricole e silvicolturali ha favorito il prepotente ritorno dei boschi, permettendo l’insediamento di una ricchissima e vistosa popolazione di ungulati selvatici e piccoli mammiferi forestali. I cieli e le fronde del parco sono inoltre attraversati da una vitale e diversificata avifauna, poiché il crinale montuoso costituisce un’importante rotta per gli uccelli migratori.
La flora è l’elemento che ha subito le maggiori modifiche da parte dell’uomo. Se i pendii più bassi e i valloni ombrosi ospitano i tradizionali boschi misti spontanei di latifoglie, gran parte della sommità del parco è dominata da massicci e fitti impianti di conifere, frutto di intensi rimboschimenti effettuati dallo Stato nel corso del Novecento per stabilizzare il terreno. Ciononostante, il parco custodisce preziosissime e rarissime fioriture endemiche sopravvissute alle glaciazioni.
Gli animali del parco
- Cinghiale: Il mammifero più diffuso e impattante della zona. Si muove prevalentemente di notte in gruppi familiari (le “zattere”), rimescolando il terreno del sottobosco alla ricerca di bulbi, radici e ghiande di cui è ghiotto.
- Capriolo: Agile ed elegante cervide che frequenta le zone di confine tra i fitti boschi e le praterie aperte. È facilmente avvistabile al crepuscolo mentre bruca teneri germogli, scattando velocemente nel folto della vegetazione al minimo rumore.
- Camoscio alpino: L’ungulato simbolo della montagna. Perfettamente adattato alle rocce e ai pendii più ripidi del parco, vive in piccoli branchi e si distingue per le brevi corna scure ripiegate all’indietro a forma di uncino.
- Muflone: Una curiosa presenza non autoctona. Originario della Sardegna, è stato introdotto artificialmente nelle Valli di Lanzo negli anni ’80 e si spinge occasionalmente e in via eccezionale fino alle praterie del Colle del Lys.
- Volpe: Il predatore più comune e opportunista del parco. Caccia topi e micromammiferi, contribuendo a mantenere l’equilibrio ecologico nei prati e ai margini delle pinete.
- Ghiandaia: Un uccello forestale molto rumoroso e colorato, dotato di caratteristiche piume azzurre sulle ali. Ha il ruolo fondamentale di “rimboschire” naturalmente l’area seppellendo i semi e le ghiande come scorta invernale per poi dimenticarsene.
Le piante del Parco Regionale Colle del Lys
La fisionomia botanica dell’area è il risultato di un interessante compromesso tra le specie autoctone resistenti e gli imponenti interventi forestali passati.
- Pino nero (e Pino silvestre): Le conifere predominanti sulla sommità del colle. Furono massicciamente piantate nel Novecento dal Corpo Forestale per consolidare i versanti denudati dal pascolo eccessivo, creando oggi pinete dense e ombrose.
- Euphorbia gibelliana (Euforbia di Gibelli): Il vero tesoro botanico del parco. È una pianta erbacea endemica esclusiva (presente solo qui e nel vicino Monte Lera in tutto il mondo) che fiorisce a inizio estate nei prati soleggiati con vistose infiorescenze giallo-verdastre.
- Betulla: Albero pioniero inconfondibile per la sua corteccia bianca e le foglie leggere. Colonizza rapidamente le radure e le vecchie piste forestali abbandonate, creando boschi luminosi dal fascino nordico.
- Faggio: Nei valloni più umidi, riparati e freddi (specialmente nel versante verso la Val di Viù), forma fitte ed eleganti boscaglie pure, fornendo nutrimento e nascondigli essenziali per la microfauna durante l’autunno.
- Sorbo degli uccellatori: Un piccolo albero che punteggia le brughiere boscate. In tarda estate e autunno si riempie di grappoli di bacche di un rosso brillante, che costituiscono un’attrazione e una fonte di cibo vitale per moltissime specie di uccelli.
- Pino mugo: Un arbusto aghifoglie contorto e strisciante. Prospera dove i suoli sono troppo poveri e i venti troppo forti per gli alberi ad alto fusto, creando intricate boscaglie invalicabili a difesa delle pendici.
Gallery Parco Regionale Colle del Lys
Parco Regionale Colle del Lys: la storia sulle origini del parco
L’istituzione del Parco Naturale del Colle del Lys è la felice conclusione di un lungo processo che unisce la salvaguardia del paesaggio al dovere della memoria storica. Tra il 1º e il 2 luglio del 1944, queste montagne furono teatro di un sanguinoso rastrellamento in cui le truppe nazifasciste catturarono e trucidarono 26 giovani partigiani della 17ª Brigata Garibaldi. Per onorare questo doloroso capitolo della Resistenza italiana, nel 2000 la Provincia di Torino ha allestito l’Ecomuseo della Resistenza “Carlo Mastri” e promuove ogni anno a luglio il meeting internazionale dei giovani “Eurolys”.
Per anni il territorio è stato gestito come un semplice “parco pubblico montano” attrezzato. Tuttavia, grazie all’importanza faunistica e, soprattutto, alla necessità stringente di tutelare stazioni floristiche esclusive (come l’euforbia), nel 2004 la Provincia di Torino ha formalizzato la protezione dell’area.
Con la Legge Regionale n. 32 dell’8 novembre 2004, è stato istituito ufficialmente il Parco Naturale Provinciale (oggi Metropolitano) del Colle del Lys, inserendo di diritto questo piccolo polmone verde nel grande e strutturato sistema delle aree protette della Regione Piemonte. Oggi l’Ente lavora per mantenere l’equilibrio tra una frequentazione turistica massiccia, educazione ai valori democratici e l’assoluta integrità dei boschi.
Come si arriva al Parco Regionale Colle del Lys
Viaggiando in auto:
Il valico montano del Colle del Lys è uno dei parchi più facili da raggiungere in automobile per chi proviene da Torino e dalla sua area metropolitana. Dalla città sabauda è sufficiente imboccare l’autostrada A32 (Torino-Bardonecchia) o la viabilità ordinaria e uscire al casello “Avigliana Ovest – Almese”. Dal paese di Almese si imbocca la comoda (e a tratti tortuosa) Strada Provinciale SP 197 in direzione Rubiana, risalendo dolcemente tutto il versante montano fino a giungere all’ampio piazzale parcheggio posto in corrispondenza del valico. Alternativamente, per chi proviene dalle Valli di Lanzo, è possibile percorrere la viabilità provinciale (SP 32) fino all’abitato di Viù e svoltare in direzione sud (frazione Col San Giovanni) per risalire il colle dal versante settentrionale.
Viaggiando in treno e bus:
Affidarsi esclusivamente al trasporto pubblico richiede una minima pianificazione. Sfruttando il Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM3, linea Torino – Susa/Bardonecchia) è possibile scendere comodamente e rapidamente alla stazione di “Avigliana” o “Alpignano”. Dal piazzale di queste stazioni partono regolarmente gli autobus di linea extraurbana (gestiti abitualmente dalla compagnia Cavourese o similari) che conducono fino al borgo collinare di Rubiana. Da Rubiana al valico effettivo del parco non vi sono regolari corse di bus navetta (se non in occasione di eventi specifici estivi), pertanto l’ultimo tratto deve essere percorso in bicicletta, in taxi locale o organizzando un’escursione a piedi.