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Parco Regionale Chiese Rupestri del Materano

Orari d'Apertura

Estivo

da apr a ott
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da nov a mar
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Via Sette Dolori 10 75100, Matera (MT)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Chiese Rupestri del Materano

Situato all’estremità orientale della Basilicata, proprio di fronte all’incredibile scenario dei celebri Sassi di Matera, il Parco Regionale Chiese Rupestri del Materano (noto anche come Parco della Murgia Materana) è un luogo dove natura, geologia e devozione umana si fondono da millenni. Divisa in due dal profondo e spettacolare canyon solcato dal torrente Gravina, questa vasta area protetta di circa 8000 ettari si presenta come un altopiano calcareo aspro, luminoso e interamente scolpito dal carsismo e dall’opera dell’uomo.

L’altopiano della Murgia Materana è un museo a cielo aperto di dimensioni colossali. Attraversando gli affascinanti sentieri punteggiati da pietre affioranti e macchia mediterranea, gli escursionisti possono scoprire oltre 150 chiese rupestri di epoca medievale, interamente scavate nella morbida roccia calcarenitica (tufo), antichi stazzi pastorali (“jazzi”), villaggi trincerati neolitici e masserie fortificate. Molte delle chiese ipogee conservano ancora al loro interno sorprendenti e delicati affreschi di ispirazione bizantina, che testimoniano l’antichissimo insediamento di comunità monastiche provenienti dall’Oriente.

L’atmosfera del Parco è solenne, silenziosa e primordiale. Ammirare l’antica città di Matera dai belvedere della Murgia (come quello di Murgia Timone) offre una delle prospettive paesaggistiche più emozionanti e fotografate del mondo, regalando l’illusione di viaggiare indietro nel tempo fino alla nascita della civiltà umana.

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Parco Regionale Chiese Rupestri del Materano: la fauna e flora del parco

L’apparente aridità dell’altopiano calcareo materano nasconde in realtà un ecosistema vitale, resiliente e perfettamente adattato alle temperature roventi estive e ai venti invernali. Le aspre pareti rocciose della Gravina, la presenza intermittente di acqua nel fondo del canyon e le ampie distese a gariga creano nicchie ecologiche di straordinario valore.

La fauna del parco è tipicamente rupestre e steppica. Le profonde gole sono il regno incontrastato di magnifici rapaci diurni e notturni, che nidificano negli inaccessibili anfratti della pietra, rendendo il parco una meta d’eccellenza in Italia per il birdwatching. I mammiferi sono altrettanto presenti, sebbene più sfuggenti, ed escono a cacciare tra i cespugli prevalentemente durante le ore crepuscolari o notturne, sfruttando i numerosi rifugi offerti dalle grotte naturali e artificiali.

La flora è l’emblema del paesaggio mediterraneo meridionale. Essendo l’area spazzata dai venti e sottoposta a forte insolazione, le estese fustaie lasciano il posto a una complessa ed estremamente aromatica gariga e macchia mediterranea. La roccia calcarea nuda, tra la fine dell’inverno e la primavera, esplode sorprendentemente di colori grazie alla fioritura di orchidee selvatiche e di preziose piante endemiche sud-italiche rarissime nel resto della penisola.

Gli animali del parco

  • Falco grillaio (Falco naumanni): Il simbolo indiscusso del parco e della città di Matera. È un piccolo e aggraziato rapace migratore che sverna in Africa per poi tornare a nidificare sotto le tegole dei tetti dei Sassi e nei buchi della Murgia, nutrendosi quasi esclusivamente di grossi insetti e cavallette.
  • Capovaccaio (Neophron percnopterus): Il più piccolo avvoltoio europeo. Uccello eccezionalmente raro e minacciato, frequenta le pareti impervie della Gravina sfruttando le correnti termiche, ed è facilmente riconoscibile in volo per il suo sorprendente piumaggio bianco e nero.
  • Istrice: Il più grande roditore d’Italia. Questo mammifero dalle abitudini rigorosamente notturne e inconfondibile per i suoi lunghi aculei difensivi banchi e neri, scava tane profonde nei pendii tufacei e si nutre di radici e bulbi.
  • Lupo appenninico: Predatore alfa dell’habitat murgiano. Segnalato con sempre maggiore frequenza, si sposta in piccoli branchi familiari attraverso i canyon e i boschi meno battuti per dare la caccia all’abbondante popolazione di cinghiali presente nel territorio.
  • Tasso: Mammifero dalla corporatura tozza e robusta, con la tipica mascherina facciale a strisce bianche e nere. Sfrutta le naturali cavità della Murgia per creare complesse tane (“tassonaie”) ed è attivo esclusivamente dopo il tramonto.
  • Biacco: Serpente diurno molto veloce, scuro e completamente innocuo per l’uomo. Predilige i muretti a secco e le zone assolate per termoregolarsi, svolgendo l’importante ruolo ecologico di controllare le popolazioni di topi e piccoli roditori.
  • Poiana: Rapace dalla mole robusta e dal volo maestoso e circolare. Sfrutta le cenge alte della Murgia come punti di avvistamento ideali da cui lanciarsi in picchiata per catturare piccoli mammiferi e rettili tra la bassa vegetazione.
  • Volpe: Onnipresente opportunista che si adatta perfettamente sia agli ambienti selvaggi della Gravina sia alle aree limitrofe ai vecchi complessi agricoli (le “masserie”) della Murgia Materana.

Le piante del Parco Regionale Chiese Rupestri del Materano

La copertura vegetale della Murgia Materana si è dovuta adattare nel corso di millenni allo sfruttamento agro-pastorale e alla natura rocciosa e sottile del suolo calcareo.

  • Fragno (Quercus trojana): Una rarissima quercia semi-sempreverde originaria dei Balcani. Il parco rappresenta uno degli estremi avamposti occidentali per questa magnifica pianta, che con il suo fogliame dai margini seghettati e le grosse ghiande domina i boschi residui dell’altopiano.
  • Timo (arbustivo e spinosetto): Insieme all’origano e alla santoreggia, è il padrone aromatico della gariga murgiana. Forma bassi e tenaci cuscinetti che in primavera si ricoprono di minuscoli fiori color lilla, riempiendo l’aria calda del tipico e penetrante profumo del sud Italia.
  • Ferula (Ferula communis): Una pianta erbacea monumentale e scenografica. Dai prati pietrosi innalza fusti altissimi e fioriture a forma di grande ombrello giallo, i cui steli secchi, un tempo, venivano utilizzati dai pastori locali per costruire sgabelli e piccoli utensili.
  • Lentisco: Il robusto e tenace arbusto resinoso simbolo della macchia mediterranea. Le sue bacche rosse e nere attraggono moltissimi uccelli, mentre la sua fitta ramificazione protegge il fragile strato di terra sottostante dall’erosione delle forti piogge.
  • Zafferano di Thomas (Crocus thomasii): Preziosissima pianta endemica del sud Italia. Allo spuntare dei primi freddi autunnali, rompe la monotonia della gariga calcarea con i suoi delicati e inconfondibili fiori di colore viola chiaro.
  • Quercia vallonea (Quercus ithaburensis macrolepis): Un albero incredibilmente raro, caratterizzato da cupole delle ghiande immense e squamose. Il Parco della Murgia Materana rappresenta l’unica stazione di crescita conosciuta in tutta la Basilicata per questa particolare specie.

Parco Regionale Chiese Rupestri del Materano: la storia sulle origini del parco

L’istituzione del Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano è il coronamento di una lunga e difficile battaglia culturale mirata al recupero dell’identità storica di Matera. Fino alla metà del Novecento, le grotte e le antiche chiese rupestri dell’altopiano versavano in uno stato di totale abbandono, spesso utilizzate impropriamente come stazzi per le pecore o danneggiate irreparabilmente dai vandali.

La crescente consapevolezza del valore inestimabile di questo patrimonio paleolitico e medievale, unita all’entusiasmo dei movimenti culturali locali (come il Circolo La Scaletta), ha spinto la Regione Basilicata a proteggere l’intera area murgiana di fronte alla città. Il Parco è stato così formalmente istituito il 3 aprile 1990 con la Legge Regionale n. 11.

Il valore eccezionale del lavoro di recupero ha ottenuto la definitiva consacrazione internazionale nel 2007: l’UNESCO, che già nel 1993 aveva protetto i Sassi di Matera, ha ufficialmente ampliato il perimetro del Patrimonio dell’Umanità, includendo l’intero Parco della Murgia Materana nella lista, riconoscendo così l’incredibile e continuo rapporto millenario tra l’uomo, la religione e questo specifico ambiente roccioso e rupestre.

Come si arriva al Parco Regionale Chiese Rupestri del Materano

Viaggiando in auto:
Il versante turistico principale del Parco (la zona del belvedere di Murgia Timone e il Centro Visite Jazzo Gattini) è raggiungibile comodamente in auto ed è situato a pochi chilometri di distanza dal centro di Matera. Per chi proviene dal versante tirrenico o da nord (Campania), si percorre l’Autostrada A2 (Salerno-Reggio Calabria) uscendo a “Sicignano/Potenza”, proseguendo sul lunghissimo e scorrevole raccordo E847 fino a Ferrandina, e infine imboccando la Strada Statale SS7 “Appia” in direzione Matera. Chi proviene dalla direttrice adriatica o da Bari, viaggia comodamente sulla SS96 fino ad Altamura e poi segue la SS99 fino a Matera. Arrivati alla periferia est di Matera, è sufficiente seguire i chiari cartelli marroni turistici indicanti “Parco Murgia Materana” / “Santuario Santa Maria della Palomba”, percorrendo la strada statale 7 Appia per un brevissimo tratto fino all’evidente deviazione (Strada Provinciale per il belvedere).

Viaggiando in treno:
Arrivare in treno richiede un approccio intermodale, poiché Matera non è direttamente connessa alla grande rete ferroviaria statale di Trenitalia. La soluzione assolutamente raccomandata e più efficiente è scendere alla stazione di Bari Centrale (collegata regolarmente con Frecciarossa e Intercity da tutta Italia). Usciti sul piazzale di Bari Centrale, si raggiunge l’adiacente stazione delle FAL (Ferrovie Appulo-Lucane), da cui partono frequenti convogli a scartamento ridotto che raggiungono il centro di Matera (fermata Matera Centrale) in circa 1 ora e 40 minuti. In alternativa, se si viaggia sul versante tirrenico con l’Alta Velocità (fino a Salerno) o con l’Intercity (fino alla piccola stazione di Ferrandina-Scalo Matera), è possibile usufruire dei bus navetta integrati (es. Freccialink) che garantiscono il trasbordo su gomma fino al centro della città dei Sassi. Dal centro cittadino di Matera, i sentieri del Parco (e il Ponte Tibetano della Gravina) si possono raggiungere direttamente a piedi oppure affidandosi ai comodi bus turistici locali che conducono ai belvedere sulla collina opposta.

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