Parco Regionale Bosco Incoronata
Orari d'Apertura
Estivo
da apr a ott
da lun a dom
da 08:00 a 23:30
Invernale
da nov a mar
da lun a dom
da 08:00 a 23:30
Prezzo d'ingresso
Intero
da € 0
Ridotto
da € 0
Contatti
Località Bosco Incoronata 71122, Foggia (FG)
Tel
Descrizione Parco Regionale Bosco Incoronata
Situato a circa 12 chilometri dalla città di Foggia, il Parco Regionale Bosco Incoronata è un’incantevole e rara oasi verde nel cuore del Tavoliere delle Puglie. Questo spazio protetto rappresenta un prezioso relitto dell’antica e immensa foresta planiziale (di pianura) che, prima delle epoche di disboscamento, ricopriva l’intera piana foggiana. Il parco si sviluppa per circa 1000 ettari lambendo dolcemente le sponde del torrente Cervaro, offrendo un paesaggio boschivo lussureggiante circondato dall’oro dei campi coltivati.
Oltre all’immenso pregio ecologico, l’area è una celebre meta di devozione e spiritualità grazie alla presenza del Santuario della Madonna Incoronata, edificato proprio all’interno del bosco. I visitatori e i pellegrini internazionali possono vivere un’esperienza in cui la sacralità si fonde perfettamente con la natura. Le famiglie possono usufruire di rilassanti percorsi escursionistici ombreggiati e di ampie aree picnic attrezzate.
La particolare ricchezza idrica del suolo e delle falde superficiali garantisce la sussistenza di questo ecosistema rigoglioso. Soprattutto durante i mesi più roventi dell’estate pugliese, le fitte fronde dei grandi alberi a foglie caduche trasformano il Bosco dell’Incoronata in un provvidenziale e fresco rifugio naturale sia per gli abitanti locali sia per la fauna selvatica.
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Parco Regionale Bosco Incoronata: la fauna e flora del parco
L’ecosistema del bosco trae il suo sostentamento dalla vicinanza vitale con il corso d’acqua del Cervaro, che favorisce lo sviluppo di un habitat boschivo denso e di formazioni ripariali. Questo ambiente umido, in netto contrasto con l’aridità della circostante campagna cerealicola, costituisce un importantissimo corridoio ecologico (designato in parte anche come Sito di Importanza Comunitaria) che attrae un gran numero di specie animali.
La fauna del parco è incredibilmente varia e include specie di notevole interesse conservazionistico europeo. Il fitto sottobosco ospita mammiferi carnivori, onnivori e colonie di roditori, mentre le altissime chiome degli alberi secolari fungono da dormitori e piattaforme di nidificazione per una superba avifauna rapace che sfrutta le radure circostanti per le battute di caccia.
La flora è tipica degli ambienti umidi collinari e di pianura del sud Italia. Addentrandosi lungo i sentieri naturalistici si è circondati da grandi latifoglie (alberi che perdono le foglie in inverno), affiancate da uno strato arbustivo pungente e da un tappeto erbaceo che in primavera offre le vivaci e delicate fioriture delle piante del sottobosco.
Gli animali del parco
- Lupo appenninico (Canis lupus): Il predatore più elusivo e nobile del territorio, recentemente tornato a frequentare in modo stabile la foresta con la presenza di alcuni branchi e gruppi familiari.
- Tasso: Mammifero notturno dalla corporatura tozza, facilmente riconoscibile per la simpatica mascherina a strisce bianche e nere; è un instancabile scavatore di tane nel morbido suolo boschivo.
- Cinghiale: Perfettamente a suo agio nell’ambiente forestale, utilizza il suo possente muso per grufolare il terreno alla ricerca di bulbi, radici e ghiande cadute dalle grandi querce.
- Volpe: Un canide astuto e opportunista dalle abitudini crepuscolari, le cui orme sono spesso visibili e distinguibili lungo le sponde sabbiose del torrente Cervaro.
- Faina: Un piccolo mustelide dal corpo allungato e agilissimo, che si muove furtivamente nel buio a caccia di topi, nidiacei e uova.
- Falco lanario (Falco biarmicus): Un rapace rarissimo e tutelato. Utilizza i campi aperti e il confine del bosco per eseguire le sue rapidissime picchiate aeree a caccia di prede alate.
- Nibbio reale: Elegante rapace diurno riconoscibile in volo per le sfumature rossicce e per la caratteristica forma forcuta (a “V”) della sua coda.
- Picchio verde: Colorato uccello forestale specializzato nella caccia agli insetti e alle larve; il suo incessante tambureggiare sui vecchi tronchi di quercia è un suono inconfondibile nel bosco.
Le piante del Parco Regionale Bosco Incoronata
La lussureggiante vegetazione che caratterizza il parco è l’eredità storica dei grandi boschi che anticamente ricoprivano la Puglia piana e costiera. L’abbondanza di acqua nel suolo ha permesso lo sviluppo di alberi monumentali dal portamento solenne.
- Roverella (Quercus pubescens): È la quercia padrona indiscussa e l’albero simbolo dell’intera area protetta. Le antiche chiome espanse di questa specie garantiscono frescura estiva e, in autunno, le sue innumerevoli ghiande nutrono l’intera piramide alimentare boschiva.
- Olmo campestre: Una grande e maestosa latifoglia amante dell’umidità. Prospera vicino ai rigagnoli e al fiume, fungendo da argine naturale e arricchendo visivamente il paesaggio.
- Frassino maggiore e Orniello: Alberi slanciati e dalla chioma leggera. In primavera, prima di emettere completamente le foglie, l’orniello si fa notare producendo grandi, vistose e profumatissime fioriture color panna.
- Acero campestre: Una specie flessibile e dal legno resistente. Regala al Bosco Incoronata un colpo d’occhio spettacolare durante l’autunno, quando le sue inconfondibili foglie palmate assumono accese sfumature rosso-dorate.
- Salice bianco: Albero legato in modo inseparabile alla vita fluviale. Sorge proprio sulle sponde limose del Cervaro, piegando graziosamente i suoi lunghi rami argentati in direzione della corrente d’acqua.
- Biancospino: Un arbusto denso e spinoso fondamentale per lo strato inferiore della vegetazione. Produce candidi fiorellini primaverili molto amati dalle api, seguiti in inverno da innumerevoli e preziose bacche rosse ricercate dagli uccelli stanziali.
Gallery Parco Regionale Bosco Incoronata
Parco Regionale Bosco Incoronata: la storia sulle origini del parco
L’importanza e la conservazione del Bosco Incoronata sono intrecciate in modo inseparabile a una secolare tradizione mistica. Secondo la leggenda, nell’aprile del 1001, una statua di legno scuro raffigurante la Madonna con il bambino Gesù apparve miracolosamente sui rami di un’enorme quercia a un pastore e a un conte locale. Da quel prodigio nacque una devozione popolare che portò alla costruzione del Santuario, trasformando per sempre questa porzione di natura in una sacra meta di pellegrinaggio.
A livello naturalistico, la foresta fu a lungo proprietà e riserva di caccia borbonica prima di rischiare la decimazione durante il massiccio boom di sfruttamento agricolo moderno che ha cambiato il volto del Tavoliere. Il bisogno di proteggere questo polmone verde superstite portò le istituzioni ad agire fermamente.
La tutela ufficiale dell’area si è concretizzata nel 2006, anno in cui la Regione Puglia ha approvato la Legge Regionale n. 10. Con tale normativa, il sito è diventato formalmente il Parco Naturale Regionale Bosco Incoronata, ponendolo sotto la gestione diretta del Comune di Foggia. Da allora, pesanti vincoli bloccano il disboscamento e le speculazioni edilizie, permettendo al bosco di mantenere la sua vocazione originaria: un rifugio intatto e silenzioso per le specie selvatiche e lo spirito umano.
Come si arriva al Parco Regionale Bosco Incoronata
Viaggiando in auto:
Il Parco e il Santuario vantano una posizione estremamente accessibile, situandosi proprio a pochi minuti dal perimetro del capoluogo dauno. Per chi viaggia in automobile lungo le autostrade statali, le uscite di riferimento sono il casello di “Foggia” per chi transita sull’Autostrada A14 (Bologna-Taranto), o il casello di “Candela” per chi proviene dall’Autostrada A16 (Napoli-Canosa). Usciti dalla rete autostradale e aggirato il centro di Foggia, bisogna semplicemente immettersi sulla Strada Statale 16 (SS16) in direzione sud-est. Da lì, sono abbondanti ed evidenti le indicazioni stradali turistiche che conducono direttamente all’enorme piazzale di parcheggio posto di fronte all’area del bosco e al santuario mariano.
Viaggiando in treno:
Scegliere i mezzi pubblici è una soluzione ecologica e perfettamente organizzata. La Stazione Centrale di Foggia è uno dei gangli ferroviari più importanti del sud della penisola, ben servito sia dai treni dell’Alta Velocità (sulla tratta Roma-Lecce) sia dai collegamenti regionali verso l’Adriatico. Arrivati in treno a Foggia, è sufficiente uscire nel piazzale esterno (“Nodo Intermodale”) e salire a bordo degli autobus di linea urbani della compagnia cittadina ATAF (in particolare le linee dedicate proprio ai collegamenti periferici del santuario). In circa venti o trenta minuti di tragitto, l’autobus locale deposita i passeggeri esattamente ai margini del parco.