Svg Vector Icons : http://www.onlinewebfonts.com/icon

Parco Regionale Alpi Apuane

Orari d'Apertura

Estivo

da apr a ott
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da nov a mar
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Viale Stazione 82 54100, Massa (MS)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Alpi Apuane

Esteso tra le province di Massa-Carrara e Lucca, il Parco Regionale Alpi Apuane tutela uno dei complessi montuosi più originali, aspri e controversi d’Italia. Nonostante il nome “Alpi” e la vicinanza alla catena dell’Appennino Tosco-Emiliano, le Apuane costituiscono un’entità geologica e paesaggistica a sé stante: montagne vertiginose, irte e profondamente solcate dall’acqua, che si innalzano bruscamente a pochissimi chilometri dal mare della costa della Versilia. Questo straordinario patrimonio geologico ha garantito all’area il prestigioso riconoscimento di Geoparco Globale dell’UNESCO.

Le Alpi Apuane offrono un palcoscenico unico per escursionisti esperti, speleologi e amanti dei contrasti forti. I sentieri si snodano tra praterie d’alta quota, profonde forre, boschi millenari e vette rocciose mozzafiato come il Monte Forato o la Pania della Croce. Il sottosuolo è un autentico e infinito labirinto carsico, che ospita complessi di grotte tra i più profondi ed estesi d’Europa, tra cui spiccano l’Antro del Corchia e le spettacolari Grotte di Equi.

L’atmosfera del Parco è indissolubilmente e storicamente legata all’attività estrattiva. Le accecanti ferite bianche che tagliano i fianchi delle montagne non sono nevai perenni, ma gli storici bacini marmiferi di Carrara e dei paesi limitrofi, da cui si estrae il pregiato marmo bianco utilizzato nei secoli da maestri come Michelangelo. Visitare questo parco significa affrontare il complesso e delicato equilibrio tra la tutela di ecosistemi fragilissimi e un’industria estrattiva secolare che ha modellato la cultura e il paesaggio stesso del territorio.

Parco Regionale Alpi Apuane: la fauna e flora del parco

L’incredibile diversità geologica (rocce silicee alternate a vasti complessi calcarei) e la netta variazione altimetrica a breve distanza dal mare, creano all’interno del Parco Regionale Alpi Apuane una molteplicità di microclimi eccezionale. Il territorio, protetto da direttive europee (Siti di Importanza Comunitaria e Zone di Protezione Speciale), è uno scrigno biologico di valore inestimabile.

La fauna del parco è il risultato di ricolonizzazioni spontanee e attente politiche di conservazione. Se l’avifauna domina i cieli e le rupi (con magnifici grandi rapaci), i folti boschi appenninici offrono riparo a una massiccia e diversificata popolazione di ungulati e ai superpredatori tornati spontaneamente ad abitare queste aspre valli. Il vero tesoro zoologico, tuttavia, si nasconde nel buio delle grotte carsiche e nelle sorgenti, dove vivono rare forme di vita endemitiche (soprattutto invertebrate) perfettamente adattate all’oscurità e alle acque gelide sotterranee.

La flora è l’elemento che consacra le Apuane a santuario botanico. A causa dell’isolamento glaciale, le cime e le creste rocciose ospitano un elevatissimo numero di specie e sottospecie endemiche esclusive, ovvero fiori e piante che crescono spontaneamente solo su queste specifiche montagne e in nessun’altra parte del mondo. Scendendo di quota, i versanti si ammantano di splendide faggete d’alto fusto e castagneti, retaggio di un’antica economia rurale basata sulla farina dolce.

Gli animali del parco

  • Lupo appenninico: Il fiero e intelligente predatore alfa. Scomparso in passato, ha recentemente ricolonizzato il parco in modo naturale, spostandosi dall’Appennino e stabilendo branchi stanziali per cacciare l’abbondante popolazione di ungulati.
  • Aquila reale: La sovrana dei cieli apuani. Edifica i suoi enormi e massicci nidi sulle impervie falesie calcaree o marmoree inaccessibili all’uomo, sfruttando le forti correnti termiche per planare silenziosamente sulle vallate in cerca di prede.
  • Tritone alpino apuano (Ichthyosaura alpestris apuana): Uno dei gioielli endemici del parco. È un prezioso e delicato anfibio che vive nelle pozze d’acqua limpida e fredda e nei piccoli laghetti di alta quota; i maschi, durante il periodo riproduttivo, sfoggiano una bellissima livrea bluastra con il ventre arancione.
  • Muflone: Ungulato originario delle isole, fu introdotto in passato sulle Alpi Apuane e si è perfettamente acclimatato. Abilissimo arrampicatore, è facile scorgerlo sulle vertiginose creste rocciose, ed è inconfondibile per le poderose corna a spirale dei maschi.
  • Cervo: Il più grande mammifero erbivoro del parco. A lungo assente, oggi abita le folte fustaie di latifoglie, dove in autunno risuona il possente e suggestivo “bramito”, il richiamo d’amore dei maschi in competizione per l’harem.
  • Geotritone di grotta (Speleomantes ambrosii): Un insolito anfibio troglobio e subendemico che popola le cavità carsiche e le spaccature umide delle Apuane. Essendo privo di polmoni, respira esclusivamente attraverso la pelle, che deve rimanere costantemente bagnata dal velo d’acqua ipogeo.
  • Gracchio corallino: Un elegante uccello corvide dal piumaggio nerissimo in netto contrasto con il becco e le zampe di un rosso corallo brillante. Espertissimo volatore acrobatico, nidifica in colonie rumorose tra le fessure verticali delle rupi.
  • Capriolo: Agile e timido abitante delle zone ecotonali (ai margini dei boschi e delle radure). Molto diffuso in tutta l’area, si nutre di teneri germogli uscendo dal folto della vegetazione principalmente alle prime luci dell’alba o al crepuscolo.

Le piante del Parco Regionale Alpi Apuane

L’escursione botanica sulle Alpi Apuane offre uno degli spettacoli più rari ed elitari d’Italia. Oltre ai fitti boschi termofili e appenninici che garantiscono protezione ai grandi mammiferi, il vero miracolo si osserva alzando lo sguardo verso le cime e le nude rocce assolate o battute dai gelidi venti invernali.

  • Faggio: L’albero maestoso che domina la fascia altitudinale superiore. Forma vaste fustaie pure e ombrose; la caduta autunnale delle sue foglie crea un substrato umido fondamentale per la proliferazione di funghi e la sopravvivenza dei micromammiferi.
  • Castagno: Alle quote più basse regna l’albero un tempo vitale per le economie montane. I secolari “alberi del pane”, benché oggi spesso non più coltivati attivamente per il frutto, caratterizzano i pendii più dolci che si affacciano verso la costa o le valli interne della Garfagnana.
  • Globularia apuana: Delizioso endemismo esclusivo delle pareti umide e ombrose delle Apuane. Presenta foglioline lucide a rosetta e produce capolini fiorali sferici di un tenero colore azzurro-lilla, incastonati tra le crepe della roccia nuda.
  • Centaurea apuana: Un’altra preziosa specie endemica. Si sviluppa in ciuffi verde-grigiastro sulle aride falesie di marmo e calcare e, durante l’estate, regala vivaci fiori color porpora che attirano numerosissimi insetti impollinatori in un ambiente apparentemente inospitale.
  • Leccio: La solida quercia sempreverde della macchia mediterranea. Prospera audacemente sulle pendici rocciose meno elevate esposte a sud, resistendo alla siccità e mitigando l’impatto dei forti venti provenienti dal Mar Tirreno.
  • Orchidee selvatiche: Nei prati aridi d’alta quota fioriscono, tra la tarda primavera e l’estate, svariate specie di minuscole e magnifiche orchidee spontanee, capaci di regalare macchie di colore incredibilmente vivaci tra l’erba bassa.

Parco Regionale Alpi Apuane: la storia sulle origini del parco

La tutela delle Alpi Apuane è una delle sfide ambientali più complesse mai intraprese in Italia, a causa della forte, capillare e remunerativa presenza delle cave di marmo, attive e rinomate in tutto il mondo fin dall’epoca dei Romani. L’estrazione selvaggia e la progressiva distruzione dei crinali montuosi hanno scatenato, a partire dagli anni ’70, fortissime mobilitazioni popolari e comitati ecologisti decisi a salvare la morfologia della catena, le sue inestimabili falde acquifere sotterranee e gli inestimabili endemismi botanici.

Grazie a questa dura battaglia civile e scientifica, nel 1985 la Regione Toscana ha istituito ufficialmente il Parco Regionale Alpi Apuane (attraverso la Legge Regionale n. 5/1985, successivamente ridefinita nel 1997). La perimetrazione del parco è unica e particolarissima: appare “a macchia di leopardo” e frastagliata, poiché esclude volutamente per legge le aree industriali estrattive attive, proteggendo invece strenuamente le vette integre, le vallate interne, le grotte e i bacini sorgentiferi.

Oggi, l’Ente Parco lavora in un delicato equilibrio, cercando di convertire una parte dell’economia locale da un’esclusiva monocultura del marmo verso la valorizzazione di un turismo dolce e di qualità. L’apertura e l’incredibile successo dei circuiti speleologici turistici, dei siti archeominerari e dell’ecoturismo legato all’educazione ambientale, ha permesso alle Apuane di ottenere la prestigiosa nomina a “Geoparco Globale UNESCO”, sancendo a livello mondiale l’unicità inimitabile di queste “montagne della luna”.

Come si arriva al Parco Regionale Alpi Apuane

Viaggiando in auto:
Il versante occidentale marittimo del Parco Regionale Alpi Apuane (la “riviera”) è estremamente servito e accessibile percorrendo la trafficata e fondamentale Autostrada A12 (Genova – Rosignano). Per accedere al cuore amministrativo e ai sentieri lato mare, le uscite casellari obbligatorie e strategiche sono “Massa” e “Carrara”, o la più a sud “Versilia”. Da questi centri nevralgici, inerpicandosi su strade strette e super panoramiche, si raggiungono le porte del parco, le valli marmifere e i borghi montani (es. Colonnata, Forno, Stazzema). Per raggiungere invece il fresco, lussureggiante e selvaggio versante interno della Garfagnana, la via preferenziale è uscire al casello di “Lucca” (Autostrada A11) e risalire dolcemente la comoda e scenografica Strada Statale 12 dell’Abetone e del Brennero, seguendo il corso del fiume Serchio.

Viaggiando in treno:
Arrivare alla base della catena montuosa con i mezzi pubblici è semplice. La rapida linea ferroviaria tirrenica principale ferma in tutte le grandi stazioni costiere: Massa Centro, Carrara-Avenza, Forte dei Marmi e Viareggio. Una volta giunti sul litorale in treno, è necessario servirsi dei bus di linea extraurbana della società regionale “Autolinee Toscane” per raggiungere i villaggi abbarbicati sulle pendici della montagna. Se si predilige un viaggio lento ed estremamente suggestivo, si consiglia vivamente di prendere la secondaria ma affascinante linea ferroviaria Lucca-Aulla, che taglia letteralmente l’interno profondo e verde della Garfagnana e della Lunigiana, fermando in piccoli paesi montani (come Equi Terme o Castelnuovo di Garfagnana) che si trovano a ridosso diretto del confine ovest del parco protetto.

© Copyright 2015 - 2026. Tutti i diritti riservati. Riviera Disco P.IVA 04315620403

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca