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Parco Regionale Alpe Veglia e Alpe Devero

Orari d'Apertura

Estivo

da apr a ott
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da nov a mar
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da € 0

Contatti

Viale Pieri 27 28868, Varzo (VB)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Regionale Alpe Veglia e Alpe Devero

Adagiato nell’estremo nord del Piemonte, al confine svizzero con il Canton Vallese, il Parco Naturale dell’Alpe Veglia e dell’Alpe Devero è uno dei santuari ecologici più suggestivi e incontaminati delle Alpi Lepontine. Con una superficie di oltre 8.500 ettari, il parco abbraccia due ampie e verdeggianti conche glaciali (l’Alpe Veglia e l’Alpe Devero, appunto), circondate da una magnifica corona di montagne severe e da vasti pascoli di alta quota.

Questa immensa area protetta, priva del turismo di massa e del traffico caotico, rappresenta una meta d’elezione per gli amanti dell’escursionismo lento, dello sci alpinismo e delle famiglie in cerca di quiete. Il paesaggio dell’Alpe Devero accoglie i turisti con il dolce profilo del suo lago, del piccolo borgo di baite in pietra e delle vaste torbiere, mentre l’Alpe Veglia, accessibile unicamente a piedi o tramite percorsi escursionistici, offre un ambiente più aspro e selvaggio.

L’atmosfera che si respira è profondamente alpina. I suoni dominanti sono il fragore dei torrenti glaciali, il soffio del vento tra i boschi secolari e il caratteristico fischio d’allarme delle marmotte. Il parco è un esempio eccellente di armonia tra la millenaria presenza umana, legata alla pastorizia estiva e all’alpeggio, e una natura che è stata tutelata rigidamente per mantenerne intatto l’antico fascino, lontano dallo sfruttamento intensivo.

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Parco Naturale Alpe Veglia e Alpe Devero: la fauna e flora del parco

L’estrema variabilità morfologica dell’area, fortemente modellata dalla forza dei ghiacciai nel corso dei millenni, ha generato una ricchissima rete di ecosistemi sovrapposti. Il passaggio dalle praterie di fondovalle fino ai picchi rocciosi permette la coesistenza di un numero eccezionale di specie animali e vegetali, molte delle quali protette a livello europeo dalla Rete Natura 2000.

La fauna del parco è il classico campionario dell’arco alpino al suo massimo splendore. Nei boschi e sui versanti vivono folti branchi di grandi ungulati erbivori, i cui ritmi naturali assecondano lo sciogliersi della neve stagionale. I predatori, per lungo tempo perseguitati, stanno compiendo un naturale e attento ritorno, aiutando a regolare la popolazione erbivora. Inoltre, le limpide acque dei numerosi laghetti alpini custodiscono preziose specie di pesci e anfibi adattatisi al gelo.

La flora è l’autentico capolavoro cromatico della riserva. Salendo di altitudine, i boschi misti lasciano progressivamente il posto a spettacolari e sconfinate foreste di conifere, dominanti in tutta l’area subalpina. Più in alto, dove gli alberi non riescono più a sopravvivere alle temperature estreme e all’azione meccanica delle valanghe, le praterie alpine esplodono in fioriture intensissime durante i brevi mesi estivi.

Gli animali del parco

  • Stambecco: Il fiero abitante delle rocce verticali. È facilissimo avvistare i grandi maschi con le loro lunghe corna anellate mentre si riposano sui crinali più esposti e inaccessibili che circondano le conche glaciali.
  • Camoscio: L’agilissimo acrobata della fascia subalpina. Dotato di un manto elegante (più scuro in inverno) e piccole corna uncinate, si muove in greggi, scendendo frequentemente al limitare del bosco per brucare erba fresca all’alba e al tramonto.
  • Marmotta: L’animale simbolo e sentinella delle praterie del parco. In estate i prati sono costantemente riempiti dal suo acuto fischio d’allarme; con i primi freddi si rintana nelle complesse gallerie sotterranee cadendo in un profondo letargo invernale.
  • Gallo Forcello (Tetrao tetrix): Un galliforme montano estremamente affascinante, specie indicatrice di ecosistemi intatti. I maschi, dal piumaggio nerissimo e dalla caratteristica coda a forma di lira, si esibiscono in primavera in spettacolari parate nuziali al limitare dei lariceti.
  • Aquila reale: Il magnifico superpredatore dei cieli dell’Ossola. Con le sue ampie ali sfruttate per il volo planato, domina i picchi rocciosi dall’alto, ispezionando pazientemente le valli alla ricerca di marmotte o giovani ungulati.
  • Lepre bianca (o variabile): Perfetta maestra del mimetismo alpino. Durante i mesi caldi presenta un manto marrone per mimetizzarsi con rocce e terra, mentre in inverno compie una muta completa diventando bianca come la neve, risultando invisibile ai predatori.
  • Lupo: Un grande ritorno per l’ecosistema del parco. Animale schivo e importantissimo dal punto di vista ecologico, la sua occasionale presenza contribuisce al necessario controllo numerico di cervi e caprioli presenti nella fascia boschiva inferiore.
  • Rana temporaria (Rana rossa): Questo anfibio incredibilmente resistente ha conquistato gli ambienti umidi e le torbiere in quota del parco. Depone le sue uova nei freddi stagni alpini non appena si ritira il ghiaccio primaverile.

Le piante del Parco Naturale Alpe Veglia e Alpe Devero

La ricchezza vegetazionale del parco offre spettacoli visivi indimenticabili, in particolare durante il fenomeno autunnale del foliage, quando le conche si tingono di colori sgargianti prima dell’arrivo delle imponenti nevicate invernali.

  • Larice (Larix decidua): L’albero padrone incontrastato delle Alpi Lepontine. Unica conifera europea a perdere le foglie, in autunno trasforma i suoi aghi in un colore dorato abbagliante, creando boschi luminosi che proteggono un prezioso sottobosco di piccoli arbusti.
  • Rododendro (Rhododendron ferrugineum): Arbusto sempreverde che, in associazione con il pino mugo o i mirtilli, crea un tappeto inestricabile al di sopra della linea degli alberi. A inizio estate incendia interi versanti montuosi con la sua meravigliosa e abbondantissima fioritura color rosa acceso.
  • Mirtillo nero: Forma fitte e tenaci distese nella fascia arbustiva del parco. Verso fine estate, le sue piccolissime bacche scure diventano una risorsa alimentare vitale e inestimabile sia per i roditori sia per gran parte degli uccelli boschivi prima delle migrazioni.
  • Abete bianco (e abete rosso): Conifere sempreverdi dal portamento maestoso. Formano boschi cupi e fitti nelle valli più ombrose e umide della fascia montana inferiore, garantendo un riparo sicuro alla fauna durante le tormente invernali.
  • Faggio: Presente nelle zone più basse del parco, crea spettacolari faggete che in autunno formano spessi tappeti di foglie ramate al suolo, arricchendo costantemente il fertile humus forestale.
  • Ontano verde: Pianta pioniera per eccellenza dell’ambiente alpino. Con i suoi rami flessibili colonizza i ripidi canaloni percorsi dalle valanghe, resistendo al peso della neve e consolidando le pietre smosse.

Parco Naturale Alpe Veglia e Alpe Devero: la storia sulle origini del parco

Il Parco Naturale dell’Alpe Veglia e dell’Alpe Devero è il felice e lungimirante risultato dell’unione amministrativa di due aree originariamente distinte, nate da un forte desiderio popolare e scientifico di preservare il delicato ambiente ossolano dalle speculazioni idroelettriche e immobiliari.

Il nucleo storico primigenio fu l’Alpe Veglia, istituita come parco naturale regionale nel 1978 (il primo in assoluto nella storia della Regione Piemonte). L’importanza di quell’atto pionieristico fu capitale per salvare la conca dall’abbandono e per bloccare progetti che ne avrebbero stravolto per sempre il volto. Dodici anni più tardi, nel 1990, il medesimo livello di massima protezione venne fortunatamente esteso anche alla vicina e bellissima Alpe Devero.

Il completamento di questo grande progetto di tutela è avvenuto nel 1995, quando i due parchi contigui sono stati fusi amministrativamente per creare un’unica grande riserva regionale di oltre 8.500 ettari. Oggi, sotto l’egida dell’Ente di Gestione delle Aree Protette dell’Ossola, il parco è il simbolo vivente del turismo eco-sostenibile piemontese, integrato in importanti network transfrontalieri (come la vicina riserva svizzera di Binntal) per la gestione della fauna alpina.

Come si arriva al Parco Naturale Alpe Veglia e Alpe Devero

Viaggiando in auto:
Il parco è raggiungibile in auto dal fondovalle, ma i due “cuori” del parco presentano due accessi stradali netti e totalmente separati. Da Milano (Autostrada A8) o da Genova (Autostrada A26), bisogna congiungersi e percorrere l’Autostrada A26 (Genova-Gravellona Toce) in direzione nord. Giunti a Gravellona, si prosegue lungo la Superstrada SS33 del Sempione.

  • Per l’Alpe Veglia: Uscire allo svincolo per “Varzo” e salire lungo la strada provinciale asfaltata fino a San Domenico di Varzo. Qui, a seconda dei divieti, si lascia l’auto e si prosegue obbligatoriamente a piedi per accedere alla conca dell’alpeggio.
  • Per l’Alpe Devero: Superato Domodossola, bisogna abbandonare la SS33 imboccando l’uscita per “Crodo / Valli Antigorio e Formazza”. Si attraversa la cittadina termale di Crodo fino ad arrivare a Baceno. Da qui, si imbocca una stretta strada montana in salita che conduce direttamente ai parcheggi a pagamento situati alle porte del borgo dell’Alpe Devero.

Viaggiando in treno:
Scegliere il treno e i bus integrati è un’opzione molto utilizzata ed ecologica. Utilizzando la linea ferroviaria internazionale Milano – Domodossola – Sempione, lo snodo fondamentale a cui puntare è la grande stazione di Domodossola. Una volta giunti sul piazzale esterno della stazione, per arrivare all’Alpe Devero si utilizzano gli autobus di linea extraurbani della società Comazzi diretti a Crodo-Baceno-Cascate del Toce. Arrivati a Baceno, specialmente in alta stagione, è a disposizione l’efficiente servizio navetta a chiamata (Prontobus) che accompagna i turisti comodamente in quota direttamente ai margini dell’Alpe Devero.

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