Svg Vector Icons : http://www.onlinewebfonts.com/icon

Parco Nazionale Val Grande

Orari d'Apertura

Estivo

da mar a ott
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Invernale

da nov a feb
da lun a dom
da 08:00 a 23:30

Prezzo d'ingresso

Intero

da € 0

Ridotto

da €

Contatti

Via Trieste 31 28883, Vogogna (VB)
Sitoweb - Mail - Tel

Descrizione Parco Nazionale Val Grande

Incastonato tra il Lago Maggiore, la Val d’Ossola e la Valle Vigezzo, in Piemonte, il Parco Nazionale Val Grande vanta un primato straordinario: è l’area wilderness (selvaggia) più estesa d’Italia e delle Alpi. Questo immenso e severo paradiso naturale copre oltre 15.000 ettari di territorio montano ed è caratterizzato dalla totale assenza di insediamenti umani stabili, strade asfaltate e strutture ricettive moderne al suo interno.

Esplorare la Val Grande non è una semplice passeggiata, ma un vero e proprio tuffo nel passato. Questa destinazione è adatta a escursionisti preparati e fisicamente allenati, pronti a rinunciare alla copertura telefonica e ai comfort, dormendo nei rustici bivacchi di pietra non serviti. L’atmosfera che si respira è primordiale, solitaria e silenziosa, dominata dalle aspre pareti rocciose, dalle profonde forre e dai fiumi impetuosi.

La natura selvaggia che i visitatori ammirano oggi è in realtà il risultato di un profondo abbandono. Fino alla prima metà del Novecento, queste valli erano intensamente sfruttate dall’uomo per il taglio del legname e la pastorizia. Con lo spopolamento montano del dopoguerra, la natura ha letteralmente riconquistato i propri spazi, inghiottendo le antiche teleferiche e gli alpeggi in rovina, e restituendo al mondo un ecosistema puro, aspro e indomito.

Le ultime novità Parco Nazionale Val Grande

Scopri le ultime novità e i grandi eventi in programma

Parco Nazionale Val Grande: la fauna e flora del parco

L’estremo isolamento e l’assenza di disturbo umano hanno permesso agli ecosistemi del Parco Nazionale Val Grande di evolversi in modo del tutto naturale. La complessa morfologia del terreno, che spazia dai freschi fondovalle fluviali fino alle alte vette delle Alpi Lepontine, favorisce la proliferazione di una comunità biologica montana ricchissima e in perfetto equilibrio ecologico.

La fauna del parco è il classico campionario alpino, padrona assoluta di questi spazi sterminati. Gli erbivori si dividono il territorio in base all’altitudine: dai fitti boschi fino alle cime rocciose scoscese. I grandi e silenziosi boschi offrono un rifugio sicurissimo a schivi predatori e mammiferi notturni, mentre i cieli limpidi e inaccessibili delle quote più alte sono la riserva di caccia ideale per un’avifauna di prim’ordine.

La flora è l’elemento che testimonia la rinascita della valle. Il paesaggio botanico è dominato da estese e cupe foreste, che da sole coprono più della metà del parco. Si parte dalle grandi latifoglie per poi salire gradualmente di quota incontrando le conifere resistenti al gelo. Oltre il limite degli alberi, gli arbusti bassi e le praterie alpine esplodono in brevi ma intensissime fioriture primaverili, impreziosite dalla presenza di specie endemiche che crescono tra le fessure delle rocce e nei pascoli abbandonati.

Gli animali del parco

  • Stambecco: L’atleta delle alte quote. Possiede lunghe e nodose corna arcuate (particolarmente imponenti nei maschi) e si muove con impressionante agilità sulle pareti verticali e nei pascoli alpini rocciosi del parco.
  • Camoscio: Padrone incontrastato della fascia subalpina. Molto più agile ed elegante dello stambecco nel divincolarsi tra boschi e balze rocciose, preferisce muoversi e alimentarsi nelle ore più fresche, come l’alba e il tramonto.
  • Aquila reale: Il superbo sovrano incontrastato dei cieli della Val Grande. Sfruttando le correnti termiche, nidifica in punti inaccessibili delle pareti rocciose, setacciando silenziosamente le vallate dall’alto alla ricerca di piccole prede.
  • Tasso: Un mammifero schivo e abitudinario. Abile scavatore notturno, costruisce tane molto complesse (“tassonaie”) nei morbidi pendii boschivi ed è facilmente riconoscibile dalla tipica mascherina bianca e nera.
  • Ermellino: Piccolo e feroce mustelide celebre per la sua strategia di mimetismo. D’estate ha un mantello color terra, ma d’inverno diventa interamente bianco candido (tranne la punta della coda) per rendersi invisibile ai predatori sulla neve.
  • Gufo reale: Rapace notturno imponente e silenzioso. Frequenta le rocce e i boschi isolati, cacciando roditori e piccoli mammiferi. Il suo piumaggio mimetico lo rende quasi impossibile da individuare durante il giorno.
  • Marmotta: Vive in colonie al di sopra del limite degli alberi, tra le praterie alpine. Al minimo segnale di pericolo lanciato dalle aquile o dai predatori, emette un acuto fischio di allarme prima di tuffarsi nelle sue buie tane sotterranee.
  • Pernice bianca: Un uccello perfettamente adattato al clima rigido delle Alpi. Condivide con l’ermellino la muta stagionale, sfoggiando un piumaggio bianco purissimo in inverno per confondersi totalmente con l’ambiente nevoso.

Le piante del Parco Nazionale Val Grande

Il paesaggio vegetale della Val Grande è il perfetto esempio di “ritorno alla natura selvaggia”. I boschi, un tempo sfruttati intensamente dai boscaioli per produrre carbone, si sono rigenerati creando foreste impenetrabili e maestose, in cui vecchi tronchi marcescenti garantiscono il naturale nutrimento del suolo forestale.

  • Faggio: L’indiscusso signore del parco, che da solo occupa oltre la metà della superficie boschiva. Crea faggete pure o miste, formando in estate un “tetto” verde fittissimo che mantiene il sottobosco perennemente fresco e umido.
  • Castagno: Alle quote più basse domina il paesaggio raccontando la vecchia vocazione rurale della zona. Un tempo fonte vitale di sostentamento per gli alpigiani (l'”albero del pane”), oggi le vecchie selve si stanno inselvatichendo nuovamente.
  • Abete rosso (e Peccio): Salendo di altitudine, nelle vallate più fredde e incassate, prende il posto delle latifoglie. Le peccete (boschi di abeti rossi) offrono rifugio a tantissime specie invernali.
  • Pino mugo: Un piccolo e contorto arbusto aghifoglie. Prospera ai limiti della vegetazione o sui suoli molto aridi e sassosi, formando intricatissime boscaglie striscianti (mughete) che proteggono i pendii dalle valanghe.
  • Aquilegia alpina: Questo delicato endemismo è uno dei fiori più belli del parco. Sboccia nei prati pietrosi, mostrando eleganti petali dai colori sgargianti tendenti all’azzurro-violaceo e forme inconfondibili che attirano gli insetti.
  • Rododendro: Forma densissimi e tenaci tappeti arbustivi oltre il limite del bosco. Alla fine della primavera, ricopre interi versanti montuosi con una fioritura spettacolare color rosa ciclamino.

Parco Nazionale Val Grande: la storia sulle origini del parco

L’istituzione del Parco Nazionale Val Grande è una pagina unica nella storia conservazionista italiana. Per secoli, quest’area è stata profondamente “vissuta”: le aspre montagne risuonavano dei colpi di scure dei boscaioli e dell’attività di cavatori e pastori, che costruivano ardite teleferiche per trasportare il legname verso i laghi. Durante la Seconda Guerra Mondiale, le impervie valli furono teatro di importanti e drammatiche vicende legate alla Resistenza Partigiana.

A partire dal dopoguerra, il duro lavoro in montagna fu rapidamente abbandonato. Negli anni ’60 furono istituite le prime due piccole e avanguardistiche riserve (il Pedum e il Monte Mottac) per preservare i nuclei forestali originari. Fu solo alla fine degli anni ’80, grazie a un forte movimento locale e all’Associazione Italiana Wilderness, che prese corpo l’idea rivoluzionaria di creare un parco dedicato unicamente al concetto di “natura incontaminata” e solitudine totale.

Il 2 marzo 1992 venne istituito ufficialmente il Parco Nazionale Val Grande (ampliato poi nel 1998 e nel 2023). A differenza degli altri parchi, la finalità principale non fu quella di sviluppare infrastrutture turistiche, ma di tutelare il recupero selvaggio della natura. Oggi, camminare in Val Grande è un’esperienza catartica in cui il visitatore è invitato ad ascoltare in silenzio la montagna, seguendo scrupolosamente la filosofia del parco: un vero “ritorno all’assoluto”.

Come si arriva al Parco Nazionale Val Grande

Viaggiando in auto:
I bordi del parco sono serviti da ottime direttrici viarie provenienti dalla pianura. Da Milano o dalla Liguria, è necessario percorrere l’Autostrada A26 (Genova-Gravellona Toce). Arrivati alla fine dell’autostrada a Gravellona, ci si immette sulla Superstrada SS33 del Sempione, che fiancheggia il lato ossolano del parco. L’uscita di “Premosello-Chiovenda” permette di raggiungere comodamente il pittoresco borgo di Vogogna (sede dell’Ente) e i principali punti di partenza per i sentieri. Il versante est è invece accessibile percorrendo la litoranea SS34 dal Lago Maggiore verso Verbania e poi inerpicandosi nella stretta Valle Cannobina.

Viaggiando in treno:
Arrivare in treno è estremamente comodo ed ecologico. La rete ferroviaria FS Internazionale (linea Milano-Domodossola-Sempione) ferma in tutti i principali comuni del versante ovest del parco. Per arrivare a Vogogna basta scendere all’omonima stazione. Inoltre, se si vuole attaccare il parco dal versante nord (es. Trontano, Santa Maria Maggiore, Malesco), dalla stazione di Domodossola è possibile prendere i suggestivi convogli bianchi e blu della famosa linea ferroviaria panoramica italo-svizzera “Vigezzina-Centovalli”, un’esperienza panoramica indimenticabile di per sé.

© Copyright 2015 - 2026. Tutti i diritti riservati. Riviera Disco P.IVA 04315620403

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca